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giovedì 16 febbraio 2017

La UE e il grano duro estero: ci stanno avvelenando, ma se ci lamenteremo ci chiederanno i danni!


Avete letto bene: se entro la fine di questo mese il Parlamento Europeo approverà il CETA (l’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada) non potremo nemmeno lamentarci. L’interrogazione al Parlamento Europeo sulle micotossine del grano. E la risposta della Commissione Europea. Ci costringeranno a mangiare prodotti avvelenati e non potremo difenderci. E se ci difenderemo – come sta provando a fare GranoSalus, che ha già avviato le analisi su alcuni tipi di pasta industriale – grazie al CETA ci potranno citare in giudizio e chiederci il risarcimento!
Ci avvelenano, ma non ci possiamo fare niente. Soprattutto noi cittadini del Sud Italia che, ogni anno, mangiamo, in media, 27 kg di pasta all’anno (in Sicilia, in realtà, ne mangiamo anche di più) dobbiamo avvelenarci e sorridere. Perché l’Unione Europea, di fronte agli interessi economici di chi ci avvelena, non può, anzi, per essere precisi, non vuole intervenire. Del resto, sono fatti ‘tecnici’, iper-specialistici: a chi volete che interessino certi argomenti?
Parliamo della micotossina DON, un veleno contenuto nel grano duro che in Italia arriva dall’estero. Con riferimento, per esempio, al grano duro coltivato nelle aree fredde e umide del Canada. Un prodotto che viene importato nell’Unione Europea, soprattutto in Italia. Un veleno che diventa un componente della pasta industriale. E che finisce sulle tavole di milioni di persone in tutta l’Europa.
Noi abbiamo dedicato ampio spazio a questo argomento, come potete leggere o rileggere qui di seguito:
“Il grano canadese che arriva in Europa è un rifiuto speciale che finisce sulle nostre tavole”
http://www.stopeuro.org/

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