giovedì 1 dicembre 2016

DENATALITA’, ODIO DI SE’, AUTORAZZISMO. TRE PASSI NEL DESERTO


Di Roberto Peccchioli.
Un immigrato moldavo, padre di famiglia, uno che lavora come può nonostante diabete e cardiopatia, e cerca di tenere  sotto controllo la famiglia che si sfascia a causa dell’emigrazione, si dice sbalordito che gli italiani accettino senza vere reazioni l’invasione degli africani promossa e favorita da governo e clero, non reagiscano dinanzi a tutto ciò che hanno davanti agli occhi e che, oltretutto, pagano di tasca propria. Mette tutto ciò a confronto con la Russia, che pure non ama, e fa un facile pronostico: l’Italia è spacciata.
L’Istat diffonde i dati demografici finali dell’anno 2015, dai quali emerge una ulteriore flessione della natalità. Il record negativo del 2014 è polverizzato: altri 15mila italiani mancano all’appello. La grande sostituzione della popolazione, tuttavia, non è affidata agli immigrati presenti da tempo sul territorio. Anche loro, una volta insediati nel Bel Paese, evitano di procreare. Le immigrate in età fertile hanno meno di due figli a testa, contro la media di 2,40 di cinque anni prima, al di sotto della soglia di 2,10 che è il minimo per mantenere stabile la popolazione.
Un giovane insegnante elementare racconta dell’incredibile attitudine delle sue colleghe che non solo rifiutano di allestire il presepe a scuola, ma sono contrarie anche all’albero di Natale ed all’iconografia di Babbo Natale, in quanto evocherebbero la festività cristiana, con  danno psicologico per i bimbi di altre culture ed in spregio della cosiddetta laicità delle istituzioni. Sembra incredibile, ma solo due generazioni fa i genitori parlavano dell’arrivo di Gesù Bambino.
Odio di sé, autorazzismo, denatalità. Tra stazioni di una Via Crucis che ha un denominatore comune nel progressivo declino della nostra civiltà, la lunga interminabile vecchiaia di un gigante bimillenario, che, come aveva intuito Emil Cioran già alla metà del secolo trascorso, non può morire di colpo, ma agonizza nell’indifferenza dei più. E poiché chi  è sradicato, sradica a sua volta, e chi non crede più nel futuro trascina nel pessimismo anche i “nuovi italiani”, risulta ormai anacronistico anche parlare di una civiltà “nostra”.
La prima persona plurale, il pronome noi, è ormai abolito, anzi espunto dal lessico contemporaneo. Solo un lungo elenco di individui falsamente liberi, emancipati, liberati, nudi, destinati all’angoscia dell’uomo senza lineamenti dell’Urlo di Munch o alla stranita contemplazione del nulla delViandante sul Mare di Nebbia di Kaspar David Friedrich. Una delle caratteristiche fondamentali di questo tempo ( resta grande la tentazione di chiamarlo ancora “nostro”) è l’assenza di verità, anzi l’orrore per la verità. Sfrattata dalla libertà , la verità si rifugia nelle fenditure, cerca di resistere al politicamente corretto, all’eufemismo, all’umanitarismo spurio, alla “contaminazione” tanto amata dai contemporanei.   Hans-Georg Gadamer parlò di ermeneutica, quindi di interpretazione, come surrogato filosofico della verità, pur intitolando Verità e metodo il suoopus magnum, ma il fallimento è palese.
Altri, come la teologia neo cattolica, hanno sfrattato la verità in favore di un amore universale non meglio identificato. Non poteva finire diversamente.  Constatare che le radici fondamentali del continente Europa sono quelle cristiane è evidenza storica, ma non è opportuno affermarla ed ancor meno è una verità creduta.  Giovanni Sartori, sociologo liberale, insospettabile di fondamentalismo, scrisse che quando non risulta opportuno dire le cose che si pensano, si finirà col non pensarle più . Questo è un punto fondamentale dell’odio di sé che si trascina in autorazzismo:  ogni idea si disperde nel conformismo, le identità , tanto più se culturali, religiose  o etniche si dissolvono se non più condivise, vissute, introiettate.
In questo senso, è normale che le maestrine figlie dell’istruita ignoranza della scuola di massa rigettino presepi e tradizioni religiose o civili del popolo italiano. Semplicemente non le riconoscono né le capiscono in nome del relativismo inoculato loro dagli anni Settanta in dosi industriali. Se l’unico assoluto, il solo principio veritativo è che non esiste una verità, ma semplicemente , ermeneuticamente ciò che ciascuno ritiene tale, esprimere qualunque convinzione forte è proibito in nome dell’ossessione delle sensibilità altrui e del non detto apertamente,  ovvero l’opinione che non esista alcuna verità, eccetto quella delle formule tecnoscientifiche.  A questo è ridotta l’identità degli europei e degli occidentali, alla negazione compulsiva, al rifiuto patologico di sé .
Vivere secondo le proprie usanze ed idee è consentito solo all’Altro. A noi è permessa, anzi imposta la fuoruscita da noi stessi.  In Spagna è ormai severamente proibito il gioco secolare dei fanciulli “mori contro cristiani”, nonostante  l’identità di quel popolo si sia formata proprio nella Reconquista, la secolare lotta degli spagnoli contro il dominio arabo. Lo stesso San Giacomo, Santiago apostolo, patrono della nazione iberica, è adesso visto di cattivo occhio: la leggenda vuole che abbia partecipato alla battaglia di Clavijo contro gli invasori e uno dei suoi predicati è Matamoros. Eppure gli arabi erano invasori e, con l’occhio dei moderni, la riconquista dovrebbe essere catalogata come lotta di liberazione.
L’odio di sé prende le forme più disparate. Si passa dalla negazione della storia alla sua interpretazione più comicamente manichea . Millenni di cultura non furono altro che violenza, sopraffazione, menzogna. Poi ci  colpevolizziamo di aver ottenuto più e prima degli altri il benessere materiale, che, semmai, è il frutto di studio, lavoro, impegno, intelligenza. Infine, ci sarebbero i crimini da espiare collettivamente per il colonialismo. Tale fenomeno, peraltro, coinvolse solo alcuni popoli europei, fu del tutto estraneo ai tedeschi ed ai russi, interessò solo marginalmente l’Italia, e, per quanto riguarda lo schiavismo, fu un fenomeno del mondo anglosassone e protestante. Lo stesso razzismo biologico è un costrutto culturale interno al positivismo della gentrybritannica . No, siamo tutti colpevoli, e per sempre, ci tocca espiare .
Ma come si concilia tale follia con l’individualismo assoluto in cui siamo immersi ? Come può un cittadino di Padova o di Friburgo in Brisgovia essere considerato responsabile, nell’era puntinista costituita di milioni di individui scollegati e deprivati di qualunque identità,  di fatti che, comunque vadano valutati, non solo non ha commesso personalmente, ma non lo riguardano neppure come membro di una nazione ? Ed ha senso una grottesca autoflagellazione se rifiutiamo l’eredità ricevuta ? Se noi non siamo “quelli”, anzi ne abbiamo orrore, è ridicolo chiedere perdono notte e dì per ciò che riguarda i padri che abbiamo rifiutato, ammesso e non concesso che il loro mondo fosse tutto negativo.
I colpevoli principali sono due: da un lato la “nuova” chiesa cattolica, che mendica perdono al mondo intero   piagnucolando ed affermando esplicitamente di avere sbagliato tutto nella propria storia bimillenaria , ed insinuando il dubbio anche nei fedeli più tenaci . Dall’altro la spregevole scuola di Francoforte,  salita in cattedra per decenni negli Stati Uniti con figuri come Herbert Marcuse e Thomas Wiesengrund Adorno, neomarxismo borghese in salsa ebraica, con l’odio furente verso gli europei colpevoli della “personalità autoritaria”, spinti verso i paradisi artificiali, gli eccessi sessuali, il disprezzo per la verità e la conoscenza, ridotti alla figura dell’ “uomo a una dimensione”, che si è poi rivelata, per eterogenesi dei fini, quella del consumatore.
Con loro, si è rivelata verissima la vecchia massima secondo la quale chi paga i suonatori ( il capitalismo post 1968 ) decide la musica,  piegandola ai propri interessi. Un terzo elemento, che è un po’ la confezione esterna degli primi due, è il freudismo d’accatto, con la sua credenza senza prove che l’uomo  non è che la sua libido, le forze infere e nascoste, talché tutto può essere letto in chiave pulsionale e anche la generosità, il coraggio, l’altruismo, il bene compiuto non sono che sublimazioni delle forze oscure di ciascuno. Se l’umanità è  questa, l’umanità europea e bianca, beninteso, detestarla è quasi un dovere civico. Vide giusto Renan chiamando Marx e Freud maestri del sospetto. Il terzo sarebbe Nietzsche, ma il gigante solitario di Sils Maria tese davvero una corda tra la bestia e l’oltre uomo, consapevole della trappola in cui l’uomo d’Europa stava rinchiudendo se stesso.  Infine, ciò che è fatto per amore, non è “al di là del bene e del male”, poiché la verità viene prima e comunque- ne fu consapevole il cantore di Zarathustra- bene e male esistono, con buona pace del nichilismo odierno , di cui per primo comprese gli esiti sino a perdere il senno .
Nell’odio di sé è compresa non la trasvalutazione nicciana di tutti i valori, ma la loro completa svalutazione.  Di qui, il rancore sempre più profondo verso ciò che si è, la storia, i padri, e tutto ciò da cui si proviene. Un rigagnolo del transumanesimo : non abbiamo padri, siamo creatori di noi stessi, aborriamo essere eredi, dunque non vogliamo eredi.
Tutto questo oltrepassa largamente la prospettiva di società liquida indicata da un Bauman e ci conduce diritti alle generazioni ultime, quelle definite “millennials” , formatesi nel Duemila, i nativi digitali , cresciuti nel culto del nulla, dell’eufemismo obbligato, di quella che, alcuni decenni fa, Milan Kundera definì l’insostenibile leggerezza dell’essere. E’ la generazione che in America chiamano snowflakes, cristalli di neve, impalpabile, senza peso, una piuma o una canna al vento, priva di consistenza e di spina dorsale. In essa, convivono odio di sé, autorazzismo , egoismo, assenza di senso di responsabilità, unificati in una impressionante incapacità di riconoscere altro che se stessi e le folli menzogne ricevute.  Una generazione amniotica, mai uscita davvero dal grembo artificiale di chi l’ha gettata nel mondo.
Negli Stati Uniti, lo choc per la vittoria elettorale di Trump ha determinato in molti e molte di loro crisi di nervi, crolli emotivi con l’intervento di psicologi e consulenti vari. Un secolo fa, i diciottenni europei vennero scaraventati tra le trincee nel macello che uccise il continente e diede avvio al secolo americano. Non ebbero consulenti, psicoterapeuti e consolatorie mani sulla spalla.
Tra i “millennials” fiocchi di neve è considerato disdicevole il semplice evocare tutto ciò che li dispiace. Soggetti a molteplici, sconcertanti traumi emotivi, se pronunciate in loro presenza la parola “razza” potreste doverli soccorrere con l’ausilio del defibrillatore.  Niente di strano : è l’esito delle confortanti menzogne consolatorie in cui sono (dis)educati . Hanno orrore delle parole come il gatto dell’acqua . Un esempio: nel 1950 l’Unesco consigliò in un documento ufficiale di “espungere totalmente il termine razza da discorsi che si riferiscono a razze umane, utilizzando invece il termine etnie”. Abolizione ufficiale delle parole sgradite , il politicamente corretto ante litteram.
Abrogare la verità reca con sé il rifiuto della realtà, di quella che Tommaso chiamò, sulle piste di Aristotele,”adaequatio rei et intellectus”, la corrispondenza tra la realtà e l’intelletto.  Massimo Fini notava recentemente  il disuso della parola morte, sino all’incredibile “fine vita”.
Le razze, dunque, non esistono, o meglio, non è opportuno evocarle o chiamarle così. La bestia bionda potrebbe svegliarsi. Le etnie sono più sfumate, accettabili, quasi biodegradabili a patto di disinnescarne il potenziale di conflitto. Eppure il primo storico dell’umanità, Erodoto, definendo i Greci in opposizione ai barbari, attribuì loro la comunanza di sangue ( vergognoso primitivismo !), la stessa discendenza ( ahi, la tradizione),la lingua comune, la partecipazione agli stessi sacrifici e riti, i medesimi usi e costumi.  A duemilacinquecento anni di distanza, nessuno è mai riuscito a fornire definizioni migliori, tanto meno la sociologia da quattro soldi dei mondialisti prezzolati dell’Onu e dell’Unesco.
Se poi le razze sono un’invenzione immonda di uomini spregevoli, non dovrebbe sussistere neppure il razzismo, in quanto fondato sul nulla. Al contrario, prendere atto , dichiarare l’esistenza di “razze” espone all’interdetto morale, all’isolamento culturale, all’ erezione di cordoni sanitari attorno al reprobo, e, da qualche decennio e con crescente intensità, al rischio di sanzioni penali. La psicopolizia veglia.  Affermato che le razze non esistono, con l’imprimatur di Einstein il quale dichiarò solennemente di conoscere un’unica razza, quella umana, confondendo ( ma era un fisico, non un sociologo….) specie con razza ( o etnia ? mah…) non si capisce perché dovremmo preferire i connazionali a chiunque altro. Connazionale, poi, riposto Erodoto in un angolo buio della biblioteca, è chiunque venga dichiarato tale da una legge. La legge crea, dichiara vero con un tratto di penna e la firma dei superiori ciò che fu sempre falso e viceversa: sono le delizie del positivismo giuridico.
Perché parlare di invasione da parte di stranieri non invitati, quando si tratta di “fratelli” ? Un’altra menzogna, poiché, se tutti sono miei fratelli, siamo daccapo. Tutti fratelli, nessun fratello, come ad Alghero furono “todos caballeros” per proclamazione del re d’Aragona, ma nessuno, ovviamente, ebbe i privilegi del rango.  Quindi, autorazzismo, autoflagellazione, noi siamo i cattivi, quando non si conosce alcuna civiltà o popolo sensato che non abbia preferito se stesso ed i propri figli a chiunque altro.
Quanto all’intimazione, specie di parte cattolica, di costruire ponti, anziché erigere muri, i popoli si sono sempre incontrati in luoghi chiamati frontiere, ma hanno saggiamente posto regole, limiti, costruito faticosamente linguaggi comuni. Non hanno mai pensato di rinunciare a se stessi, né hanno gettato ponti dinanzi a chi si mostrasse nemico o non riconoscesse un minimo di codici condivisi. Il disprezzo di se stessi , la debolezza, il dubbio sono sempre coincisi con le fasi finali delle civiltà, per saperlo non c’è stato bisogno delle scoperte di Spengler o di Toynbee . La sapienza profonda di Giambattista Vico chiarì tutto già dal primo settecento, senza i lumi francesi  ed il commosso omaggio di Kant – un universalista che non si mosse mai dalla natia Koenigsberg- a chi aveva strappato l’umanità dall’infanzia culturale.
Intanto, i cristalli di neve avanzano e le società, da liquide diventano gassose. Chi non si ama più, ovviamente non si riproduce, per cui le culle si svuotano ogni anno di più. I figli sono responsabilità, tempo sottratto alla carriera, al divertimento, al consumo, alla smania individualista. Al centro commerciale i bimbi disturbano, anche se i gestori hanno apprestato per loro apposite aree con dipendenti precari a fare animazione, in moltiresort turistici non sono ammessi o graditi, ancor meno nelle discoteche e negli altri locali dello sballo, della promiscuità sessuale e di altri vecchi e nuovi vizi.
L’egoismo è infettivo: anche gli stranieri evitano o limitano le gravidanze. Chi viene da noi spesso non sfugge la miseria, ma è attratto dai lustrini e dalle luci del varietà della nostra civilizzazione da luna park. Non sanno (ancora) che le luci si spengono, e, come cantava Mina tanto tempo fa , la musica è finita, gli amici se ne vanno. Che inutile serata, continuava il testo di Franco Califano, uno che ha bruciato talento e vita per morire solo e tutt’altro che ricco. Che inutile vita, quella di chi detesta se stesso ed è etereo, impalpabile come un fiocco di neve.
Il catalogo è questo. Prenderne atto significa recuperare la dimensione del dissenso radicale, della vita come lotta e milizia, della presa di distanza da quel che abbiamo attorno. Probabilmente questa nostra ex civiltà è finita irrimediabilmente sull’altare dell’individualismo, del consumo, dell’assenza di senso, ed è troppo tardi per rianimarla.
Proviamo ugualmente a credere ancora in tutto ciò che è nostro e perenne . Anche la notte più buia finirà, forse la sentinella idumea potrà portare la notizia dell’aurora ad un’altra generazione, e comunque, chi ama se stesso, chi ha il senso e la fierezza di sé, della propria gente e della propria  razza non può finire come un fiocco di neve al primo disgelo. Il deserto potrà essere immenso, ma non ci inghiottirà con il nostro consenso.
ROBERTO PECCHIOLI
fonte http://www.maurizioblondet.it/denatalita-odio-autorazzismo-tre-passi-nel-deserto/

Referendum 4/12/2016: come mai i politici non ci consigliano di andare in sauna questa volta?

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Riportiamo un commento di un amico su facebook
Ricordo il referendum sull’acqua pubblica, quello sulle trivelle e quelli precedenti. La politica TUTTA consigliava di starsene a casa o andare al mare piuttosto che perdere tempo per andare a votare. Questo giro, il referendum, ce l’hanno piazzato a dicembre e piuttosto che consigliarci di andare in SAUNA, ci stanno spaccando i coglioni ogni secondo delle nostre giornate per votare si alla loro MERDATA. Senza dimenticare quelle merde che si prostituiscono a distribuire volantini per il si nella speranza che domani i governanti si ricordano del loro operato. Questa è la serietà della politica. E gli itaGLIONI che faranno questa volta? Vediamo se continuiamo a contraddistinguerci in negativo come da nostra abitudine. A livello internazionale ci sono stati dei segnali fortissimi contro il potere. Almeno sulla carta. Vediamo cosa siamo capaci noi con questa CRIMINALATA dell’ebetino e delle sue mignottelle. L’IMPERATIVO è VOTARE NOOOOOOO!! Non fate come per gli 80 euro… In questi ultimi giorni le promesse non mancheranno e il terrorismo mediatico sarà sempre più violento. Non cadete nei loro tranelli. Il paese sta affondando e questi non hanno fatto un beato CAZZO per gli italiani e per il paese. Anzi lo stanno finendo di distruggere!!
Inoltre, in questi giorni gira la notizia che se non vince il si, 8 banche italiane falliranno. Ma cosa c’entrano le banche con il referendum? Se falliranno vuol dire che non hanno i conti a posto. Non è che se vince il si i conti tornano a posto come per magia, mentre se vince il no sarà la catastrofe. Questo è puro TERRORISMO. E i giornalisti stanno svolgendo un ruolo di primo piano in tutto ciò. Ci prendono per il culo. Non siamo liberi. Viviamo in dittatura per chi ancora non l’avesse capito. E le ingerenze dall’estero? La Germania che minaccia forti ritorsioni. Le maggiori banche mondiale che spingono per il SI. C’è qualcuno che comprende queste ingerenze?
Voci di corridoio prevedono, in caso di vittoria del no, un governo guidato da mario draghi come post-renzi. E delle cure migliori per i malti di cancro promesse dal governo ne vogliamo parlare? Questo è puro SCIACALLAGGIO
Solo questo basterebbe per andare a votare NO alle loro pagliacciate. Ha tre anni che ci hanno imposto dei governi mai votati da nessuno. Ci hanno imposto tre premier che hanno solo portato distruzione e devastazione. Mai un intervento a favore degli italiani e del paese. Anzi stanno adottando provvedimenti contro di noi. Ce ne rendiamo conto o preferiamo prostituirci alle loro promesse, com’è stato per gli 80 euro, che da una tasca sono entrati per poi uscire dal deretano??? Abbiamo capito con chi abbiamo a che fare? Non possiamo più continuare a fare le puttane e votare in base al colore, alle ideologie, alle false promesse e alle loro bugie gigantesche? Ad oggi non hanno fatto nulla di buono per il paese. La disoccupazione non fa altro che aumentare giorno dopo giorno. Imprese che chiudono i battenti. Situazione sociale drammatica anche grazie all’ingresso di centinaia di migliaia di migranti che vengono distribuiti su tutto il territorio nazionale. Addirittura stanno sequestrando le seconde abitazioni per ospitarli. Volete dare il vostro contributo a questi CRIMINALI??? Sveglia genteeeee.
fonte https://disquisendo.wordpress.com/

Il governo francese servo del potere SIONISTA!

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Di seguito un breve montaggio con le dichiarazioni dei politici francesi su Israele.
Partiamo con quelle del Generale Charles de Gaulle, ex Presidente della Repubblica di Francia, che nel novembre del 1967, prima di ritirarsi dalla carica, sugli ebrei, disse:
“… e alcuni pure temevano che gli ebrei finora dispersi ma che erano rimasti quello che erano stati da sempre vale a dire un popolo di élite sicuro di se stesso e dominatore”!
A seguire l’ex Presidente della Repubblica di Francia, François Mittarand:
Giornalista:
Si vede bene che da qui al mese di luglio, Le verrà ancora richiesto che la Francia presenti delle scuse per quello che è successo a Vichy, la Sua posizione è sempre la stessa?
Mitterand:
Aspetteranno a lungo, non ne avranno. la Francia non ha scuse da presentare e nemmeno la Repubblica.
Giornalista:
Raccomanderebbe ai suoi successori se fossero di destra di adottare lo stesso atteggiamento?
Mitterrand:
Non ho raccomandazioni da dare.
Giornalista:
Perché la pressione verrà esercitata anche su di loro.
Mitterrand:
E forse ancora tra cent’anni pure. Cosa vuole dire? Ciò mantiene l’odio.
Purtroppo per la Francia, oggi la musica è decisamente cambiata, in quanto l’asservimento al sionismo dei governi degli ultimi decenni ha raggiunto livelli imbarazzanti.
Dopo le dichiarazioni molto forti dei due EX PRESIDENTI (maiuscolo voluto), possiamo disgustarci nelle capriole dell’attuale Primo Ministro della Repubblica di Francia, Manuel Valls, che dopo essere stato per ben 25 anni Pro Palestina tutto ad un tratto è divenuto totalmente filo sionista:
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“Per più di 25 anni, dall’inizio degli anni 80 al 2009, Manuel Valls è stato un socialista anti-sionista, un socialista pro Palestina, era vice presidente del gruppo di studio a vocazione internazionale sui territori autonomi palestinesi. Organizzava nel suo municipio prima le sei e poi “le otto ore per la Palestina”, che era la più grande manifestazione pro palestinese di Francia. Ha gemellato la città di Evry col campo di rifugiati palestinesi Khan Younis che si trova all’interno della striscia di Gaza”.
“Ma tutti quelli che non possono accettare che l’odio si riversi nei nostri quartieri in nome della critica ad Israele. Dobbiamo far fronte, dobbiamo essere uniti, per combattere questo anti-semitismo nuovo che è nato e che si nutre da questo anti-sionismo”.
Ogni tanto ci si interroga e mi interrogano sul perché di questo legame particolare con Israele. Questo legame particolare è unico. Perché? Perché siamo due nazioni sorelle che ciascuna nella sua maniera, perché sappiamo il peso della storia, portiamo una parte dell’universalità“.
“La responsabilità del politico è di non tener conto delle provocazioni. Si, gli ebrei di Francia come lo fa oggi il ministro dell’interno possono portare con orgoglio la loro kippah”
La mia famiglia è profondamente legata a Vladimir Jankélévitch che ha scritto il più bel libro si possa scrivere sull’imprescrittibilità e sulla Shoah. Tramite mia moglie sono legato in eterno alla comunità ebraica e ad Israele… Perbacco!”
“La Repubblica, signore e signori, deve essere intransigente con qualsiasi manifestazione di antisemitismo perché quando un ebreo di Francia viene attaccato per quello che è o quello in cui crede è la Repubblica stessa nella sua essenza ad essere attaccata” 
Segue Nicola Sarkozy, ex Presidente della Repubblica di Francia
“La Francia non transigerà con la sicurezza di Israele perché Israele è un miracolo… Israele è un miracolo… Israele dalla sua creazione… Questo miracolo dicevo… E ciò che vogliamo è rassicurare i dirigenti israeliani”.
Ad in incontro organizzato dal CRIF, il Consiglio Rappresentativo delle istituzioni ebree di Francia, il Presidente della Repubblica in carica, quindi il PRESIDENTE per antonomasia, si rivolge nel modo seguente al Presidente del CRIF:
“Signor presidente, Lei ha parlato delle Primavere Arabe… 
Si Signor Presidente…
… bisogna fare, Signor Presidente, ciò che è più difficile, darsi fiducia!
E poi ancora tanto tanto lecchinaggio al massimo livello
“Non accetterò mai che si metta in discussione il diritto alla sicurezza di Israele. Mai! E il combattimento della mia vita”.
Alain Juppé, ex Primo Ministro della Repubblica francese 
“Bisogna innanzitutto sostenere Israele che è oggi vittima di attentati odiosi. Il popolo israeliano è nostro amico e abbiamo sempre detto che l’integrità di Israele e la sicurezza di Israele sono sacre per noi”.
François Fillon, ex Primo Ministro della Repubblica di Francia e attuale candidato della destra alle prossime presidenziali del 2017
“Durante la guerra del Kippur ho tremato per Israele. Vi faccio pure una confidenza: ero in pieno studio per il mio esame del primo anno di Diritto. Non ho avuto un bel voto. Ho passato più tempo ad ascoltare la radio e a leggere i giornali che a studiare”.
Jean-François Copé, ex Ministro della Repubblica Francese, riesce a vomitare: 
“Sono da sempre, a titolo personale, un amico d’Israele. Amo quel paese, conosco molto dei suoi abitanti con i quali mi capita molto spesso di parlare dell’avventura straordinaria, straordinaria, che è la storia di quel paese, magnifica che contro tutte le ostilità, di qualsiasi genere, ha resistito e mostrato al mondo intero un esempio straordinario di riuscita, di riuscita economica, ma anche di riuscita educativa, culturale, universitaria, scientifica. In breve tutti settori in cui, possiamo dirlo, Israele, grande democrazia, in una regione dove le dittature continuano purtroppo a fiorire. Grande paese che mostra agli uni e agli altri che è importante di fare tutto in uno spirito di dialogo e di pace”.
E per terminare l’attuale Presidente della Repubblica di Francia, François Hollande, che sempre al CRIF, Consiglio Rappresentativo delle Istituzioni Ebraiche, come il suo predecessore Nicola Sarkozy, si abbassa chiamando Signor Presidente, il Presidente del CRIF
“Rammento, Signor Presidente, ciò che ci ha proposto. Se riusciamo a lottare contro le immagini pedofile, dobbiamo anche riuscire a lottare contro i messaggi risolutamente razzisti e antisemiti”.
E poi ad un incontro con il leader sionista Netanyahu, l’inzerbimento dilaga …
“Se mi avessero detto che sarei venuto in Israele e che in più di fare della diplomazia, della politica, sarei stato obbligato a cantare, lo avrei fatto, per l’amicizia tra Benyamin e me stesso, per Israele e per la Francia, pure cantando cosi male come canto io, perché canto male, avrei sempre trovato un canto di amore per Israele e per i suoi dirigenti. Abbiamo passato una bellissima serata, indimenticabile, e adesso potremo solamente vedere la vita in rosa”.
Quindi possiamo dire tranquillamente che la politica attuale francese, ma non solo, è completamente asservita al crimine sionista. Questi avrebbero dovuto giurare fedeltà alla bandiera e al popolo francese ma, dalle loro parole, sembra che abbiano giurato fedeltà fino alla morte a israele. Come mai tutto questo asservimento verso questa presunta nazione? Come mai un presidente della Repubblica di un paese importantissimo, qual è la Francia, debba rivolgersi ad un cazzuto presidente di un’associazione con “Signor presidente…”. Il presidente massimo è lui, QUAND MEMÊ!!!  come disse Manuel Valls sul suo legame eterno alla comunità ebraica. Tutto ciò non è accettabile, soprattutto quando si rivestono ruoli importanti! Pure François Fillon, candidato della destra alle presidenziali francesi del prossimo anno, è nello stesso giro. Altro che outsider o indipendente. È sempre la solita minestra ri-ri-ririscaldata!! Bisogna liberarsi di questo fardello. Bisogna fare gli interessi nazionali e non di nazioni esterne!
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Fonti:
Panamza:

Egalité et Réconciliation:




Di seguito i membri filo-sionisti presenti nel Governo di François Hollande del 2012:
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François Hollande: Presidente della Repubblica Francese
Framassone
Milionario
Membro del Siècle: Bilderberg Francese
Cena del CRIF: Consiglio Rappresentativo delle Istituzioni Ebraiche di Francia
Fondazione Francia/America
Pro Unione Europea
Sionista
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Laurent Fabius – Ministro degli Esteri
Framassone
Partecipa a:
Bilderberg
Cena del CRIF: Consiglio Rappresentativo delle Istituzioni Ebraiche di Francia
Cena del Siècle: Bilderberg Francese
Pro Unione Europea
Sionista
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Jean-Yves Le Drian – Ministro della Difesa
Framassone
Vicino al CRIF: Consiglio Rappresentativo delle Istituzioni Ebraiche di Francia
Membro del Siècle: Bilderberg Francese
Pro Unione Europea
Sionista
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Manuel Valls – Ministro degli Interni. Oggi divenuto Primo Ministro Francese
Framassone
Partecipa a:
Bilderberg
Interviene al CRIF: Consiglio Rappresentativo delle Istituzioni Ebraiche di Francia
Membro del Siècle: Bilderberg Francese
Sionista
Clintoniano e Blairista
100-israel-vincent-peillon
Vincent Peillon – Ministro dell’Educazione
Framassone
Ex Trotzkysta
Membro del Siècle: Bilderberg Francese
Pro Unione Europea
Sionista
100-israel-pierre-moscovici
Pierre Moscovici – Ministro dell’Economia. Oggi Commissario Europeo per gli affari economici e monetari
Circolo dell’Industria
Circolo Léon Blum
Membro del Siècle: Bilderberg Francese
Membro della Fondazione Francia/America
Pro Unione Europea
Sionista
 fonte https://disquisendo.wordpress.com/