sabato 7 dicembre 2019

La Germania è il cuore marcio dell’Europa



Come riporta Tom Luongo, i problemi europei hanno origine in primo luogo dalla Germania, che ha utilizzato la moneta unica come strumento di colonizzazione dei paesi europei più deboli. Ora il giocattolo ha raggiunto il suo limite ed esploderà non appena finiranno gli effetti espansivi messi in campo dalla BCE, che, anziché risolvere i problemi, li ha lasciati invece aggravarsi a dismisura.




Di Tom Luongo, 3 dicembre 2019

In Europa la crisi arriverà dalla Germania. La Germania è entrata in un periodo di crisi politica che, al momento, non è ancora esplosa.

Ma la pira è stata costruita, le torce sono accese e tutto ciò che rimane da fare è trascinare la cancelliera Angela Merkel sul rogo e dare fuoco.

Per coloro che vogliono capire gli impulsi fondamentali che hanno portato l’Unione Europea dove si trova oggi e il ruolo centrale della Germania, è veramente necessario leggere “Il cuore marcio d’Europa” di Bernard Connolly.

Si tratta di un libro che condanna praticamente tutti coloro che hanno mono-maniacalmente spinto per il progetto europeo ma, a mio parere, quella che ne esce peggio è in particolare la Germania.

Infatti il progetto dell’euro, come moneta, venne guidato dagli industriali tedeschi che puntavano ai vantaggi che avrebbe portato loro una moneta unica.

Questo è un concetto che ho sottolineato molte volte: la moneta unica rende più economici i prodotti industriali del Nord Europa, mentre sovrapprezza la capacità produttiva del Sud.

Inoltre, aumenta l’effettiva qualità del debito di questi ultimi paesi, portandola a un livello molto più alto del suo valore di mercato. Ciò ha consentito loro di prendere in prestito denaro a tassi molto più bassi di quanto avrebbero mai potuto fare in altre condizioni.

Questo ci ha portato esattamente dove siamo oggi: con gli enormi squilibri interni che hanno destabilizzato queste economie ed eroso ulteriormente la loro capacità produttiva e competitività, lasciandoli con una montagna di debito, impossibile da ripagare, che viene utilizzato come ulteriore strumento per estrarre gli ultimi asset realmente di valore dai paesi stessi, quando l’inevitabile crisi colpisce e il debito deve essere ristrutturato.

Pensare che questo meccanismo non fosse noto a chi ha progettato l’euro è totalmente da ingenui. Questo ragionamento non viene fatto solo da Connolly, ma anche da Gyorgy Matolcsy, Presidente della Banca Centrale di Ungheria.

Grazie a un lettore fisso molto generoso, sto leggendo ora questo libro: “L’impero americano contro il Sogno Europeo”. Matolcsy in apertura sferra un caustico attacco all’euro, sostenendo che non avrebbe mai dovuto essere introdotto, fin dall’inizio.

Il fatto è che gli effetti della moneta unica erano perfettamente prevedibili. Ma l’autore tocca un argomento ancora più importante rispetto a quanto fa Connolly nel suo libro. La Germania estrae ricchezza e accumula rendite grazie all’arbitraggio sul tasso di cambio.

Sentirlo potrà irritare i miei lettori tedeschi ma, ancora una volta, se pensate che questo non fosse il piano fin dall’inizio, ossia colonizzare paesi come la Grecia, che non si riuscì a conquistare militarmente durante la Seconda Guerra Mondiale, allora non riuscite a capire perché il resto d’Europa si sta arrabbiando.

Maltocsy si spinge ancora più in là nella sua critica alla Germania, affermando che se questa estrazione di ricchezza fosse stata distribuita a tutta la UE durante i venti e più anni di euro, sotto forma di investimenti, le cose sarebbero andate molto meglio
Ma la Germania non ha mai abbandonato la sua mentalità mercantilista, preferendo vendere BMW e Porsche agli spagnoli e ai greci, mentre prestava loro i soldi necessari a tassi di interesse calmierati.

Poi, quando è arrivato il conto, la Germania ha chiesto loro l’austerità per ripagarlo e nel frattempo ha dato loro dei fannulloni.

Ecco perché oggi la Germania è il centro marcio di un presunto impero europeo che cade a pezzi. Ed ecco perché tutti, inclusi i tedeschi, verranno ora impoveriti mentre la montagna di debito impossibile da ripagare collassa.

Gli imperi crollano sempre dall’interno.

L’impero americano sta affrontando lo stesso identico problema, ma siccome il dollaro è la valuta di riserva mondiale, verrà semplicemente colpito più tardi.

Ecco perché il Dow Jones Industriale e lo S&P500 sono ai massimi storici nonostante le ultime bordate del presidente Trump nell’ambito della guerra commerciale con la Cina, mentre il tedesco DAX fa fatica a rimanere sui livelli massimi del 2018.

Il Dow Jones risente delle differenze nelle incertezze economiche e politiche tra gli USA e la Germania. Perché…

La notizia importante è che i partner di coalizione di Angela Merkel, i Social Democratici (SPD), hanno appena eletto un nuovo leader che è ostile al governo di coalizione, in quanto attribuisce alla Merkel la colpa del collasso elettorale del suo partito a livello nazionale. Questo mette il futuro politico della Merkel in pericolo o, come minimo, assicura che lei avrà meno controllo su un governo tedesco largamente paralizzato.

Negli ultimi mesi abbiamo visto in generale i mercati tirare un sospiro di sollievo dopo che la FED e la BCE si sono attivate per immettere liquidità. Ma questo intervento non risolve i problemi sottostanti, li rimanda soltanto, gonfiando per qualche altro mese la curva dei rendimenti, in questo caso degli Stati Uniti e della Germania.

Ma l’impulso reflattivo è ora dominante o è una semplice pausa tra crisi, come suggerisce Jeff Snider di Alhambra Partners?

Io propendo per la seconda ipotesi, dato che la FED continua ad accumulare Repo (pronti contro termine, NdVdE) sul suo bilancio, ormai più di 208 miliardi di dollari da settembre, e un’altra operazione Repo di 42 giorni ieri è stato sottoscritta per una quantità doppia dell’offerta.

Certo, potrebbe trattarsi di semplici trucchetti da fine trimestre, ma perché? E ci chiederemo le stesse cose quando questi Repo da 42 giorni scadranno a fine gennaio?

La vera domanda è che cosa sta spingendo le banche USA ad aver bisogno di così tanti dollari per mantenere liquidi i mercati. E perché tutti si sentono agitati dalla mancanza di dollari.

La risposta è che tutti si aspettano la stessa cosa, che qualcosa cambierà in maniera decisa, e quando lo farà tutti vorranno dollari, non euro, non sterline, yen o yuan.

L’economia tedesca sta rallentando, lo fa da più di un anno.

E quando l’impulso reflattivo finirà, i mercati che non hanno toccato i massimi storici saranno molto più vulnerabili a un collasso. L’impero mercantilista multigenerazionale tedesco ha raggiunto il suo zenith. Non può più spingersi oltre senza cedere terreno politico al resto d’Europa o abbandonare proprio quella cosa che ha creato l’impero fin dall’inizio: l’euro.
Ecco il problema principale che sta al cuore del progetto europeo. E non può essere nascosto ancora a lungo.

EUROPEISTA, UMANISTA ED ECOLOGISTA: L’IDENTIKIT DELL’ANTICRISTO DEL 2000 TRACCIATO DA SOLOVEV E RILANCIATO DAL CARD. BIFFI E DA BENEDETTO XVI



Antonio Socci


Il racconto dell’Anticristo di Solov’ëv fu pubblicato nel 1900 e Il padrone del mondo di Benson nel 1907. Ma entrambi collocano temporalmente i loro romanzi attorno all’anno 2000.

In entrambi i romanzi – al tempo in cui si svolge la storia – «il papato era stato scacciato da Roma». Inoltre l’Imperatore/Anticristo di Solov’ëv viene eletto presidente degli Stati Uniti d’Europa (da lì s’impadronisce del mondo intero e pure delle Chiese) e anche Julian Felsenburgh, che è l’Anticristo di Benson, ne Il padrone del mondo, diventerà presidente dell’Europa (da lì poi presidente del governo mondiale).

Egualmente, in questi anni recenti, Michael O’Brien, nel suo romanzo L’inviato (ultimo di una trilogia) rappresenta l’Anticristo come «Presidente dell’Unione europea, leader politico mondiale che predica un nuovo mondo e il superamento di tutte le differenze in chiave umanitaria».

Dunque, come oggi O’Brien, quei due autori, agli inizi del Novecento, prefiguravano la possibilità che l’Europa, dopo essere stata per due millenni la terra cristiana per eccellenza, (…) potesse diventare, a cavallo del 2000, la terra dell’apostasia dalla fede, la guida e l’esempio della scristianizzazione del mondo. E che tutto questo potesse avvenire nel nome di un umanitarismo senza Cristo, in nome di un’ideologia filantropica, ecumenica, ecologista, oggi diremmo «politicamente corretta», avversa al cristianesimo. (…) Un avvertimento profetico?

È martedì 27 febbraio 2007. Il cardinale Giacomo Biffi sta tenendo gli esercizi spirituali alla Curia romana. Benedetto XVI, che lo ha scelto per questo compito, lo ascolta attentamente.

Il cardinale introduce un filosofo a lui caro (…): si tratta del russo Vladimir Sergeevicˇ Solov’ëv (1853-1900). Autore de Il racconto dell’Anticristo (…).Addirittura Biffi pone come titolo a questa meditazione L’ammonimento profetico di Solov’ëv, riconoscendo dunque un valore fortissimo al suo insegnamento (…).

Ma in che cosa consiste la profezia? Il cardinale Biffi ricorda che alla fine dell’Ottocento dominava un euforico ottimismo: si «prevedeva per il secolo che stava per iniziare un avvenire di progresso, di prosperità, di pace».

Lo scrittore russo, invece, (…) «prevede che il secolo XX sarà contrassegnato da grandi guerre, da grandi rivoluzioni cruente, da grandi lotte civili».

È esattamente ciò che è avvenuto (…). Ma lo scrittore in quell’opera va oltre e centra perfettamente anche un’altra «profezia». Infatti – spiega il cardinale Biffi – vi si legge che «sul finire del secolo, i popoli europei – persuasi dei gravi danni derivati dalle loro rivalità – daranno origine, egli dice, agli Stati Uniti d’Europa. “Ma […] i problemi della vita e della morte (…) rimangono come per l’addietro senza soluzione. Viene in luce soltanto un unico risultato importante, ma di carattere negativo: il completo fallimento del materialismo teoretico. Ciò non comporterà però l’estendersi e l’irrobustirsi della fede. Al contrario, l’incredulità sarà dilagante. Sicché, alla fine si profila per la civiltà europea una situazione che potremmo definire di vuoto. In questo vuoto appunto emerge e si afferma la presenza e l’azione dell’Anticristo».

Un’Europa unita, scristianizzata e nichilista, dopo il crollo del materialismo, diventa dunque il trampolino di lancio dell’Anticristo per Solov’ëv che parla espressamente di abbattimento degli Stati nazionali e delle identità nazionali (le «vecchie tradizionali strutture del mondo in nazioni separate»),a vantaggio di una «organizzazione internazionale […] di tutta la popolazione europea» chiamata «Stati Uniti d’Europa», e poi prospetta vagamente un’analoga «unificazione» del mondo intero (potremmo chiamarla «globalizzazione»).

(…) Le caratteristiche dell’Anticristo di Solov’ëv sono sorprendenti (…). Potremmo definirlo oggi un campione dell’umanitarismo progressista, un messia dell’ecumenismo politically correct, un perfetto simbolo dell’ideologia attualmente dominante (…)

Era anche «un convinto spiritualista» con «altissime dimostrazioni di moderazione, di disinteresse e di attiva beneficienza». E il suo spirito ecumenico lo porterà a voler unire tutte le diverse confessioni. (…)

Ripeto: a riproporre tale profezia è uno dei più autorevoli cardinali della Chiesa cattolica (…) tenendo gli esercizi spirituali per la Curia romana, davanti a Benedetto XVI, nel febbraio 2007.

Questo episodio ha anche – come sfondo storico – la «battaglia culturale» che Giovanni Paolo II prima e Benedetto XVI poi hanno combattuto dagli anni Novanta del XX secolo attorno al tema delle «radici cristiane» dell’Europa. (…) Un’epocale questione spirituale e politica.

Infatti, con il crollo del Muro di Berlino e del comunismo, quella che era la Comunità economica europea, nata dai Trattati di Roma del 1957, nata peraltro su spinta americana in contrapposizione al blocco dell’Est europeo, con un’identità cristiana legata alle diverse Dc che governavano l’Europa occidentale e con la limitazione a una cooperazione economica fra Stati (nel rispetto della sovranità e dell’identità di ogni singolo Stato), si trasforma radicalmente.

La svolta è realizzata con il Trattato di Maastricht del 1992, quando nasce l’Unione europea. Una struttura tecnocratica – a egemonia franco-tedesca – che svuota progressivamente le sovranità degli Stati, sottraendo a essi anche la sovranità monetaria (con la nascita dell’euro) e la politica economica.

L’impronta ideologica della Ue è per un verso mercatista – in quanto sottomette gli Stati alla sovranità assoluta dei mercati –, per altro verso fortemente laicista, rispecchiando così le due corsie della globalizzazione:deregulation finanziaria e deregulation antropologica.

Così (…) «il sogno dei padri storici e autentici dell’idea d’Europa è rimasto irrealizzato e, per di più» scrive Renato Cristin «è diventato l’incubo dei popoli europei di oggi

(…) Il mese dopo quegli esercizi spirituali, il 24 marzo, Benedetto XVI tenne un discorso agli episcopati europei in occasione del 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma (25 marzo 1957).

Benedetto XVI elencò le criticità che si erano manifestate con la nuova Unione europea nata nel 1992, a partire dal grave crollo demografico («Si deve purtroppo constatare che l’Europa sembra incamminata su una via che potrebbe portarla al congedo dalla storia») che ha pure enormi ricadute economiche (…).

Benedetto XVI mise infine il dito nella piaga: “Il processo stesso di unificazione europea si rivela non da tutti condiviso, per l’impressione diffusa che vari ‘capitoli’ del progetto europeo siano stati ‘scritti’ senza tener adeguato conto delle attese dei cittadini. Da tutto ciò emerge chiaramente che non si può pensare di edificare un’autentica ‘casa comune’ europea trascurando l’identità propria dei popoli di questo nostro Continente. Si tratta infatti di un’identità storica, culturale e morale”.

(…) Pochi mesi dopo, nel novembre dello stesso anno, papa Ratzinger pubblicava la sua enciclica Spe salvi nella quale – anch’egli – evocava, a un certo punto, a sorpresa, l’Anticristo e lo faceva – significativamente – con una citazione di Immanuel Kant (…): “Se il cristianesimo un giorno dovesse arrivare a non essere più degno di amore […] allora il pensiero dominante degli uomini dovrebbe diventare quello di un rifiuto e di un’opposizione contro di esso; e l’anticristo […] inaugurerebbe il suo, pur breve, regime (fondato presumibilmente sulla paura e sull’egoismo). In seguito, però, poiché il cristianesimo, pur essendo stato destinato a essere la religione universale, di fatto non sarebbe stato aiutato dal destino a diventarlo, potrebbe verificarsi, sotto l’aspetto morale, la fine (perversa) di tutte le cose”.


Antonio Socci da “Il dio Mercato, la Chiesa e l’Anticristo” (Rizzoli)





















*****

'Immigrato' di Checco Zalone per alcuni è un 'genio', per altri un razzista

Checco Zalone

A scagliarsi contro il video è anche Baobab Experience: "Il video 'Immigrato' di Checco Zalone è terribile e non fa ridere. Banale spazzatura per il mercato delle festività"

Polemiche per il nuovo video di Checco Zalone, 'Immigrato', da lui scritta e interpretata per il suo nuovo film, Tolo Tolo, in uscita il primo gennaio. I commenti che inneggiano alla genialità dell'attore sono tantissimi, ma c'è anche chi lo accusa di razzismo: "Il video 'Immigrato' di Checco Zalone è terribile e non fa ridere. C'è poco altro da commentare, nessun bisogno di addentrarsi in analisi di chissà quali sfumature: banale spazzatura per il mercato delle festività", scrive l'associazione di volontariato Baobab che lavora con i migranti per il riconoscimento dei diritti umani. "Poi uno dice da dove viene il razzismo...", scrive sempre su Twitter, il professore universitario Luciano Giustini.
E ancora: "Dell'essenza del Checco Zalone che guardavo quando era a Zelig, non ne ho visto nemmeno l'ombra, con una bestialità di promo che non fa ridere e promuove cose pericolose per il paese. Delle persone normali si rifiuterebbero di andarlo a vedere al cinema", scrive un altro commentatore. C'è anche chi è indeciso sul giudizio: "Non ho capito se la canzone di Zalone 'Immigrato' è fascista e razzista oppure prende in giro chi lo è. O è entrambe le cose, se possibile. Secondo voi?", chiede un utente. Che si vede rispondere subito: "Entrambe le cose".
Non manca chi invece trova il brano piacevolmente dissacrante: "Per fortuna c'è ancora qualcuno che non è ostaggio del politically correct...", cinguetta qualcuno. "Solo Checco Zalone può trattare certi argomenti facendo sorridere e non litigare (e richiamando le melodie di Celentano e Cutugno)", scrive in un tweet il critico musicale Paolo Giordano. Che però, poco dopo, è costretto ad aggiungere: "Ovviamente mi ero sbagliato e anche l'immigrato di Zalone serve a molti per fare altra caciara politica. Una risata li sommergerà".
Ma se per alcuni il brano è razzista, per altri è invece esplicitamente anti-salvianiano: "'Immigrato. Chi ha lasciato il porto spalancato? Immigrato. Ma non ti avevano rimpatriato?' Scusate, quest'uomo è un genio. Ora il Salvietta, perculato sul grande schermo, non dirà più: 'Stavo vedendo #CheccoZalone'...", twitta una signora che nel profilo si dichiara "ambientalista, antifascista, femminista, straordinariamente buonista". "Quindi... Noi che andiamo al cinema a vedere #CheccoZalone siamo stupidi. Voi che votate Salvini, vi ritenete intelligenti?", domanda un'altra utente. "'Prima l'italiano!' #CheccoZalone genio assoluto! Come li perc*la lui, nessuno!", scrive invece Tiziana secondo la quale l'ironia è prevalente. "'Chi ha lasciato il porto spalancato?' Nobel, subito!", sentenzia un altro. "#CheccoZalone io ti amo, non vedo l'ora che esca il film, si sono un'Italiana media e non me ne fotte un cazzo", twitta una fan. Una cosa è certa: a giudicare dal numero di visualizzazioni ricevute in poche ore dal video di 'Immigrato' (circa 1,7 milioni), l'obiettivo di visibilità e lancio del film è raggiunto e il successo annunciato. 

fonte https://www.globalist.it/culture/2019/12/06/immigrato-di-checco-zalone-divide-il-pubblico-per-alcuni-e-un-genio-per-altri-un-razzista-2050054.html?fbclid=IwAR0GB25MbDNN-JWeE7ulkz4I0kIsOcuYGJ0H7jCcUa8T9GVpWybDri9VWAo

mercoledì 13 novembre 2019

PERCHÉ DIO HA CREATO QUESTO MONDO?

Osho

Per prima cosa, sarai sorpreso di sapere che Dio non ha mai creato questo mondo. Esso è la tua creazione. Dio ha creato un mondo, ma non quello che conosci tu. Egli non ha affatto creato questo mondo in cui esistono Richard Nixon, il Vietnam, Adolf Hitler e Mussolini, il fascismo e il comunismo, Stalin e Mao. Dio non ha creato questo mondo pieno di miseria nel quale la gente è avida, accaparratrice; questo mondo in cui la vita è così orribile, senza amore; dove la gente non fa che competere, lottare, scontrarsi con estrema violenza… Questo mondo non l’ha creato Dio:questo è il tuo mondo! Dio ti ha creato in quanto libertà. Naturalmente, nella libertà è implicito l’opposto. Puoi fare il bene o il male, a secondo della tua scelta. Dio ha donato a tutti la libertà di scelta.


Questo è il tormento e l’estasi dell’uomo. L’estasi perchè l’uomo è libero. Non riesci a vederlo? Un albero non è libero; un cespuglio di rose è un cespuglio di rose: tutto ciò che gli accade è già predestinato. Ecco perchè dico: nulla può essere paragonato alla bellezza dell’uomo. Tutti sono totalmente liberi, e le scelte possibili sono tantissime. L’uomo è un arcobaleno, composto da tutti i colori. Egli non è predestinato. Ecco perchè, usando la nostra libertà, abbiamo creato questo mondo; la responsabilità è nostra. Egli ti ha dato corda a sufficienza… Puoi andare fuori strada, ma puoi anche tornare indietro. Questo mondo esiste grazie alla possibilità di perdersi… E’ possibile imprimere al mondo un cambiamento radicale; una volta trasformata la nostra consapevolezza, questo mondo può essere totalmente diverso”.

Osho Rajneesh

http://altrarealta.blogspot.it/

domenica 10 novembre 2019

Big Pharma ci sta iniettando enzimi cancerosi: i medici che l'hanno scoperto sono stati assassinati


Jack Murphy
via humansarefree  

Nagalese vaccino cancerogeno

Non molto tempo fa, Neon Nettle ha riferito dell'epidemia di medici assassinati, la maggior parte dei quali erano della Florida, negli Stati Uniti - leggi il rapporto completo qui .

Tutti gli scienziati condividevano un tratto comune, tutti avevano scoperto che la proteina dell'enzima nagalasi veniva aggiunta ai vaccini che venivano poi somministrati all'uomo.
















I medici  “scomparsi” illustrati sopra sono :Dr. Jeff Bradstreet,  Dr. Bruce Hedendal, Dr. Barone Holt, Dr.ssa Teresa A. Sievers, Dr.ssa Lisa Riley DO, Dr. Ronald Schwartz, Dr. Jeffrey Whiteside, Dr. Nicholas Gonzalez ed infine il Dottor Abdul-Karim.
Nagalese è ciò che impedisce la produzione di vitamina D nel corpo, che è la principale difesa del corpo per eliminare naturalmente le cellule tumorali.

Nagalase è una proteina creata da cellule tumorali
 . Questa proteina si trova anche in concentrazioni molto elevate nei bambini autistici. E lo stanno mettendo nei nostri vaccini!

Questo impedisce al corpo di utilizzare la vitamina D necessaria per combattere il cancro e prevenire l'autismo. Nagalese disabilita il sistema immunitario
È anche noto per causare il diabete di tipo 2.

Quindi sostanzialmente ... non stavano uccidendo questi dottori perché avevano trovato la cura per il cancro o stavano curando con successo l'autismo ... li hanno uccisi perché questi dottori avevano fatto ricerche e avevano la prova che i vaccini con cui iniettavano i nostri preziosi bambini era la causa della attuale crisi di cancro e autismo!

E che ovviamente è fatto consapevolmente e di proposito! I dottori che hanno ucciso in FLorida avevano collaborato tra loro e si stavano preparando a rendere pubbliche le informazioni.

Spopolamento 101..aggiunge il veleno ai vaccini ... rende obbligo per legge che tutti i bambini devono essere iniettati per frequentare la scuola. Metodi di uccisione lenta. Pensano di essere giusti con la loro mentalità di tipo "sopravvivenza del più adatto". Solo i migliori geni sopravvivono? Queste persone non hanno anima.

Il dottor Ted Broer l'ha svelato su The Hagmann & Hagmann Report,  ci sono volute un'ora intera solo per fare andare in onda 
b/c il loro show di 3 ore che è stato interrotto e ogni linea radio che hanno provato a usare ha continuato a disconnettersi ... e poi i loro server sono stati sabotati.



Hanno chiesto a un gruppo di persone di pregare contro l'attacco e poi finalmente sono riusciti a trovare  una linea radio sicura ... e così un'ora intera nello spettacolo sono finalmente tornati in onda e si sono collegati al dottor Broer e la prima cosa che ha detto è stata "I non ho alcuna intenzione e nessun motivo per suicidarmi ".

Era super nervoso nel trattenere queste informazioni ... temeva che sarebbe stato eliminato in stile Hastings prima di avere la possibilità di raccontarlo pubblicamente. Quindi ascoltate questa breve clip mentre lui che rompe il silenzio con il suo racconto della storia sul vaccino assassino.

È una clip di 19 minuti ma le informazioni più importanti potete sentirle ascoltando i primi 10 minuti. È sicuramente una delle notizie più importanti che avete mai sentito. Dobbiamo farle diventare virali.




References:

http://www.washingtonpost.com/news/morning-mix/wp/2015/06/29/anti-vaccine-doctor-behind-dangerous-autism-therapy-found-dead-family-cries-foul/
https://gcmaf.se/
http://www.faim.org/autism/gcmaf-treatment-cancer-autism-inflammation-viral-bacterial-disease.html
http://www.ageofautism.com/2011/10/dr-bradstreet-nagalase-and-the-viral-issue-in-autism.html
http://gcmaf.timsmithmd.com/book/chapter/52/
http://www.betterhealthguy.com/gcmaf
http://www.nytimes.com/2013/09/15/health/stephen-crohn-who-furthered-aids-study-dies-at-66.html?_r=0
http://www.dr-gonzalez.com/index.htm

*****

COSTA D'AVORIO - VACCINI - ROTHSCHILD



Recentemente in Costa d'Avorio sono stati introdotti i vaccini obbligatori per le donne in gravidanza ed in bambini. (1)

Il presidente del Costa d'Avorio, Alassane Ouattara, e' massone (2) ed ha lavorato per il Fondo
Monetario Internazionale dei Rothschild (3)

Il Ministro della Sanita' , Eugene Aouele Aka, e' massone dei Lions Club, ha legami con diverse case farmaceutiche (4) e partecipa a convegni organizzati dalla Banca Mondiale dei Rothschild e dalla Fondazione Bill & Melinda Gates.(5)

Fonte :

(1) http://www.rfi.fr/afrique/20190919-cote-ivoire-nouvelle-reglementation-vaccin

(2) https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/massoneria-in-africa-lattore-politico-occulto-

(3) https://it.wikipedia.org/wiki/Alassane_Ouattara

(4) https://abidjan.net/qui/profil.asp?id=840

(5) https://www.globalfinancingfacility.org/sites/gff_new/files/documents/DRUM-conference-agenda_ENGLISH.PDF

http://nomassoneriamacerata.blogspot.com/

Salvini a Palazzo Chigi, prenotando il Quirinale per Draghi


Possibile intesa tra Salvini e Draghi: il leghista a Palazzo Chigi e l’ex capo della Bce al Quirinale dopo Mattarella. Se invece l’ipotesi salta, potrebbe tornare in corsa addirittura Prodi: gli stessi 5 Stelle, alla scadenza del mandato di Napolitano, lo avrebbero votato volentieri. Lo ricorda il saggista Gianfranco Carpeoro, nel monitorare la crisi del Conte-bis: come ampiamente previsto dallo stesso Carpeoro già a inizio settembre, l’esecutivo giallorosso sembra avere le ore contate, grazie anche al disastro dell’Ilva. «Servirebbero miliardi per rimediare innanzitutto al problema ambientale di Taranto, ma quei soldi non li abbiamo: sarebbe urgente ripristinare l’Iri e riprenderci le partecipazioni statali, il patrimonio nazionale che le multinazionali ci hanno portato via grazie a uomini come Prodi, che poi – dopo aver eseguito gli ordini – è stato infatti premiato, finendo a Palazzo Chigi». Il guaio? Come paese, l’Italia non esiste quasi più: «Negli anni Ottanta eravamo la quarta forza del mondo, oggi ci facciamo dettare la linea dal giustizialista Marco Travaglio». Del resto, al governo siedono «ectoplasmi» come Di Maio e Zingaretti. Così Salvini ha gioco facile, e già si scalda in panchina: vorrebbe le elezioni anticipate in primavera per diventare primo ministro. E per farlo si copre le spalle, “candidando” Draghi al Quirinale.
L’ipotetico connubio Salvini-Draghi, dice Carpeoro in video-chat su YouTube con Fabio Frabetti di “Border Nights”, è il frutto di una raffinata operazione condotta dal leghista Giancarlo Giorgetti, da sempre in buoni rapporti con il super-banchiere. In Giancarlo Giorgetticambio dell’appoggio della Lega verso il Colle, Draghi potrebbe indurre il grande potere a cessare le ostilità nei confronti di Salvini? A condizione, probabilmente, che lo stesso leader leghista scenda a più miti consigli: come al solito, sostiene Carpeoro, il potere non fa altro che provare a “disinnescare” politici teoricamente antagonisti, “normalizzandoli” e portandoli dalla sua parte. Finirebbe così anche Salvini, nel caso si realizzasse il disegno di Giorgetti? Peraltro sono in pochi a credere al “pentimento” dell’ultraliberista Draghi, massone reazionario, gran signore dell’austerity europea. Un uomo pragmatico: ha fatto ricorso al quantitative easing quando ha capito che gli conveniva. «Non c’è niente di più duttile del potere, nel cambiare rapidamente posizione a seconda delle circostanze». Che Draghi ambisca a diventare presidente della Repubblica, poi, non è un mistero. Né si vede come il Pd o Renzi potrebbero votargli contro.
«In ogni caso, sembra che per l’Italia la situazione sarebbe a saldo zero», sintetizza Frabetti, sia che nasca il tandem Salvini-Draghi, sia che rispunti Romano Prodi. Elezioni anticipate o meno, non si vedono le premesse per nessuna vera svolta politica: nessun partito italiano (nemmeno la Lega) sembra attrezzato per un cambio di passo. «E così – dice Carpeoro – agli italiani non resta che tentare di galleggiare, come accade da decenni», mentre il paese viene spolpato. All’annosa crisi dell’Ilva si aggiunge, tanto per gradire, la perdita definitiva della Fiat: gli Elkann cedono sostanzialmente il timone ai francesi del gruppo Psa. Dalla politica italiana, silenzio di tomba. Dettagli incresciosi: il partito più rappresentato in Parlamento, il Movimento 5 Stelle, è sulla via dell’estinzione. Ha già perso metà dei voti, e potrebbe perdere anche l’altra metà: alle regionali umbre, si è fermato appena sopra il 7%. Con questo tipo di consenso, è impossibile scommettere sul futuro del Conte-bis. Salvini e Draghi, dunque? «Intanto, Draghi ha fatto sapere di aver apprezzato la proposta», dice Carpeoro. E a gennaio incombono le regionali in Emilia: salvo miracoli, è difficile che Di Maio e Zingaretti possano sopravvivere a un’eventuale sconfitta.