venerdì 10 luglio 2020

"GOVERNO PRONTO A EVENTUALI LOCKDOWN LOCALI": LA TEORIA DELLA PANDEMIA INFINITA SI STA REALIZZANDO


Dopo sei mesi di emergenza #Covid e misure emergenziali credo si possano svolgere alcune considerazioni. Parto da un titolo che è apparso sul Fatto Quotidiano di ieri "Contenuti focolai Covid, possibili piccole chiusure, governo pronto a eventuali #lockdown totali" In sostanza ci sta suggerendo che si può tornare a nuove chiusure locali dacché l'emergenza non è terminata. E' di ieri la notizia della #Serbia che è già tornata in lockdown con tanto di proteste e guerriglia a Belgrado. La pandemia, lungi dall'essere una pandemia limitata nel tempo, sta sempre più assumendo la conformazione della pandemia infinita. Così diventa un metodo di #Governo che attiva misure emergenziali che si giustificano come limitate nel tempo e poi tendono a farsi infiniti nella misura in cui la pandemia diventa infinita. Ecco perché ho coniato il termine #capitalismoterapeutico. Che sta assumendo ora una configurazione autoritaria repressiva per colpire quelle forme di insorgenza che sempre più si stavano strutturando con il nome di #populismo, #sovranismo e #antiglobalismo. #RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego #Fusaro

fonte Radio Radio TV

mercoledì 8 luglio 2020

Gli Usa fuori dall’Oms: Trump sfida la mafia del coronavirus

Se qualcuno non l’avesse ancora capito, siamo in guerra: lo chiarisce nel modo più drastico Donald Trump, che ha ritirato formalmente gli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In primavera, il gelo era sceso con il primo annuncio statunitense: stop alla contribuzione annuale da parte degli Usa, mezzo miliardo di dollari nel 2019. Poi le critiche sempre più accese alla gestione dell’organismo Onu, accusato di colpevole negligenza durante lo scoppio dell’epidemia di coronavirus in Cina. Infine, il 6 luglio, la decisione ufficiale comunicata al Congresso e alle Nazioni Unite: gli Usa sono ufficialmente fuori dall’Oms. La mossa di Donald Trump accende inevitabilmente i riflettori su quelli che ora sono i primi finanziatori dell’organizzazione: la Cina, poco trasparente al momento dell’esplosione pandemica, e un privato come il miliardario Bill Gates, patron della Microsoft e oggi trasformatosi nel maggior propagandista mondiale dell’obbligo vaccinale. Il figlio di Bob Kennedy, l’avvocato Robert Kennedy Jr., gli rivolge accuse terribili: Bill Gates foraggia l’Oms ma in cambio intasca molto più denaro, grazie ai vaccini che fanno capo alla sua holding, prescritti in vari paesi dai programmi vaccinali raccomandati dalla stessa Oms (recentemente espulsa dall’India con l’accusa di aver rovinato quasi mezzo milione di bambini, attraverso vaccini pericolosi per la salute).

Ombre cinesi si allungano da tempo sullo stesso direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus, che deve a Pechino buona parte della sua carriera politica in un paese come l’Etiopia, strategica porta Tedros Adhanom Ghebreyesusd’ingresso della Cina verso il continente africano. «Nel mese di maggio – ricorda il “Giornale” – l’Oms era stata accusata dalla stampa Usa e da testate come il “Wall Street Journal” di essere asservita all’influenza di Pechino, che fece sentire il proprio peso geopolitico nell’elezione dello stesso Ghebreyesus nel maggio 2017». Secondo il “Financial Times”, l’Oms è «un’istituzione compromessa», proprio perché «manca di indipendenza dai suoi paesi membri, e “non solo dalla Cina». Le sfide per la salute globale, infatti, «richiedono che l’Oms superi tali interessi parrocchiali», perché «un’istituzione internazionale indipendente e obiettiva» può servire al meglio «anche gli interessi nazionali». Il problema non sono solo i ritardi e la malagestione del Covid-19 ma anche, per esempio, nel 2009, la sua gestione “opaca” dell’epidemia di H1N1, comunemente nota come influenza suina. Il vero problema è che, attualmente, l’80% del bilancio dell’Oms proviene da contributi volontari.

Come lo stesso Trump ha più volte sottolineato nelle scorse settimane, l’organizzazione ha sbagliato «ripetutamente» difendendo Pechino dalle accuse di scarsa trasparenza all’inizio della diffusione del Covid. «Quegli errori reiterati – sottolinea Trump – sono stati estremamente gravosi per il mondo». Secondo il presidente Usa, «molte vite avrebbero potuto essere salvate» se l’attuale direttore «avesse seguito l’esempio» di uno dei suoi predecessori alla guida dell’Oms, la norvegese Harlem Brundtland, che nel 2003 riuscì a bloccare la diffusione della Sars. Quello che Trump non può dire apertamente, ma che invece da più parti si sospetta, è che l’attuale gestione dell’Oms – di concerto con la Cina – abbia deliberamente lasciato esplodere il problema Covid, per paralizzare l’Occidente e mettere Trump in difficoltà alla vigilia delle presidenziali americane. Una sorta di rappresaglia, dopo la decisione di Trump di frenare l’egemonia economica cinese, imponendo dazi sulle esportazioni di Pechino. Quello che l’Italia ha già pagato, sulla sua pelle, è intanto l’imposizione del “modello Wuhan” Donald Trumpraccomandato proprio dall’Oms: un blocco severissimo ma tardivo, che ha provocato un vero e proprio disastro economico. Ad aggravare la situazione, la decisione italiana di attenersi alle erronee disposizioni – sempre dell’Oms – per contenere il contagio e curare i pazienti.

Ora gli italiani fanno i conti con il lockdown “cinese” consigliato dall’Oms: il 50% della popolazione, secondo Bankitalia, è alle prese con difficoltà economiche. Nel frattempo, medici e magistrati denunciano il governo per aver ignorato cure salva-vita, insistendo nell’imporre terapie addirittura deleterie, come l’ossigenazione forzata: quelle, e non il virus, avrebbero provocato migliaia di vittime. Sullo sfondo, si delinea uno scontro geopolitico paragonabile a una nuova guerra fredda. La sfida di Trump ha per bersaglio un’organizzazione, l’Oms, che è stata usata come “arma letale” dall’oligarchia internazionale, anche occidentale e statunitense, che ha permesso alla Cina di realizzare il suo boom economico (con regole truccate) per far trionfare un modello da esportare poi in un Occidente non più democratico. In altre parole: colpendo l’Oms, Trump si scaglia contro il potere apolide, neoliberista, che ha permesso alla Cina di fare concorrenza sleale ai lavoratori e alle imprese occidentali, con prodotti a basso costo grazie a condizioni di lavoro prive di tutele, in un sistema senza democrazia e senza leggi a salvaguardia dell’ambiente. Ecco perché oggi Trump si sfila dall’Oms “cinese”, che probabilmente ha manipolato la stessa pandemia, trasformando il coronavirus in un’arma contro la libertà e la democrazia.

https://www.libreidee.org/2020/07/gli-usa-fuori-dalloms-trump-sfida-la-mafia-del-coronavirus/

Così Soros controlla l'Italia in barba alla democrazia! Conte e soci stanno a guardare mentre il Paese è ridotto quasi alla fame!



Per Soros e gli altri membri di controverse organizzazioni come Trilateral, Bilderberg Group, Rockfeller Foundation, Bill Gates, ecc., è facile condizionare le politiche dei governi nazionali, asservendoli ai loro scopi. Hanno patrimoni immensi (Bezos di Amazon è attualmente il più ricco con 172 miliardi di dollari), controllano i media e molti settori dell'economia. E' il lato oscuro del capitalismo, che riduce il tasso democratico dei popoli, impossibilitati ad esercitare un controllo effettivo sui loro rappresentanti liberamente eletti. Soros è quello che più di altri riesce a tessere una fitta rete di condizionamenti, una piovra i cui tentacoli arrivano ovunque, lambendo le Istituzioni a tutti i livelli.

Partiti politici, organizzazioni non governative politicizzate, onlus che favoriscono l'immigrazione e associazioni che sostengono le comunità rom. La mappatura dei finanziamenti con cui, tramite la Open Society FoundationsGeorge Soros inonda il nostro Paese di soldi per plasmarlo a sua immagine e somiglianza, svela un progetto ben preciso che, al di là delle strenue difese dei progressisti, rischia di minare la sovranità dell'Italia. L'attività in Italia del finanziere di origine ungheresi con ambizioni filantropiche, che si ispira al filosofo Karl Popper, è storia degli ultimi 30 anni. 


Amico di Romano Prodi, Soros diventa celebre nel nostro Paese durante il cosiddetto "mercoledì nero" del 16 settembre 1992, quando la lira italiana e la sterlina inglese sono costrette ad uscire dal Sistema Monetario Europeo (Sme) a seguito di una speculazione finanziaria da lui condotta attraverso il fondo Quantum. Quel giorno, lo "squalo" della finanza vende lire allo scoperto comprando dollari, costringendo così la Banca d'Italia a vendere 48 miliardi di dollari di riserve per sostenere il cambio e portando la nostra moneta a una svalutazione del 30%.

Come ha dichiarato in seguito all'Huffington Post nel 2013"gli speculatori fanno il loro lavoro, non hanno colpe. Queste semmai competono ai legislatori che permettono che le speculazioni avvengano. Gli speculatori sono solo i messaggeri di cattive notizie". L’ex presidente del Consiglio Bettino Craxi racconta quei giorni drammatici in una rara intervista (guarda qui): "Il finanziere squalo Soros fece una colossale speculazione sulla lira, guadagnando non so quale cifra colossale. Dopo questa sua impresa, a riconoscimento, ebbe la laurea ad honoris causa dell’Università di Bologna. Grandi intrighi, grandi avventure, alle quali sono portati grandi gruppi finanziari".

La chiamano filantropia, in realtà è politica attiva. La scelta delle sigle a cui la Open Society Foundations decide di versare vagonate di euro è ben mirata. Basta scorgere la lista pubblicata dall'Adnkronos: tra i beneficiari troviamo movimenti politici come i Radicali Italiani, l'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione (Asgi), che in passato ha fatto causa a quei Comuni che avevano combattuto in prima linea l'immigrazione clandestina, e organizzazioni internazionali come Purpose Europe Limited che opera in Italia per promuovere una maggiore accoglienza

Il minimo comun denominatore dei 70 progetti finanziati nell'ultimo biennio (32 nel 2017 per un totale di 4.140.318 dollari e 38 nel 2018 per 4.387.630 dollari) è, manco a dirlo, il sostegno alle migrazioni attraverso la creazione di una società liquida senza frontiere. "Noi non finanziamo le organizzazioni che fanno salvataggio in mare", ha spiegato in passato al Giornale.it il direttore catalano della Open Society Foundations in Europa, Jordi Vaquer (guarda il video). E, anche di fronte al fatto che una ong, l'Avaaz, sostenuta sin dalla sua fondazione da Soros, abbia donato mezzo milione di euro alla Migrant Offshore Aid Station (Moas), l'organizzazione che recuperava i disperati salpati dalle coste libiche e li portava direttamente in Italia, si è sempre schermito spiegando che questo non è abbastanza per asserire che "la fondazione appoggi l'ong in tutte le sue attività”.

"Ci occupiamo dei diritti dei migranti una volta che sono arrivati (nel Vecchio Continente, ndr) oppure nei Paesi di transito", ci ha spiegato Vaquer nel 2017. Ed è per questo, per esempio, che nel 2018 la Open Society Foundations ha fatto arrivare 387.715 dollari all'Asgi che tra le altre cose ha anche pubblicato la rivista Diritto Immigrazione e Cittadinanza in collaborazione con Magistratura democratica. In un'occasione uno degli avvocati di questa associazione, Maurizio Veglio, aveva presentato il libro L'attualità del male, la Libia dei lager è verità processuale insieme alla portavoce della ong di Luca Casarini & Co., "Mediterranea Saving Humans", Alessandra Sciurba, e alla presidente della sezione specializzata per l'immigrazione e la protezione internazionale del tribunale di Firenze, Luciana Breggia, che quest'anno si è impegnata in prima persona per smontare il decreto Sicurezza di Matteo Salvini

 Non stupisce. Tutte le sigle, gli enti pubblici e privati, le ong e le onlus, che si sono visti staccare un assegno da Soros, sembrano accomunate da questa crociata a favore dei porti aperti"L'opposto della morte delle persone in mare sono frontiere dove le persone non muoiono - è ancora Vaquer a parlare - non significa aprire le frontiere, ma vogliamo un passaggio più sicuro".

In linea generale la Open Society Foundations spazia dai progetti per la difesa dei diritti umani all'assistenza sanitaria agli immigrati, dalle iniziative ambientaliste al monitoraggio dell'industria degli armamenti. Non deve, quindi, stupire se prima delle elezioni politiche del 2018 ha messo a dosposizione dell'Università di Urbino 25mila dollari per mappare "l'informazione politica sui media italiani". E, sempre in quella tornata elettorale, ha staccato al partito di Emma Bonino un assegno da 298.550 dollari per "promuovere un'ampia riforma delle leggi italiane sull'immigrazione attraverso iniziative che puntino a fornire aiuto agli immigrati e avanzare il loro benessere sociale". (fonte).

sabato 4 luglio 2020

Attacco finale all’umanità!


Manovre mondiali per il controllo totale sulle persone – Luce che ...
Dopo aver, nelle settimane scorse, pubblicato dei post sui progetti nefasti dei soliti psicopatici illuminati pedosatanisti
e altri negli anni scorsi 
rilanciamo un articolo di Egalité et Reconciliation
dove all’interno troviamo 4 videos, sottotitolati pure in italiano, che raccontano i progetti demoniaci di Bill Gates & co.
Dopo aver visto i videos riflettiamo sui provvedimenti che il governo italiano, e non solo, vogliono adottare: eliminazione del contante, identità digitale, vaccinazioni di massa ecc…
Abbiamo il dovere di fermarli prima possibile! 


mercoledì 1 luglio 2020

Vox Italia arriva anche a Foggia: "Destra e sinistra non esistono più, noi l'alternativa"

Vox Italia arriva anche a Foggia: "Destra e sinistra non esistono più, noi l'alternativa" - l'Attacco


Vox Italia arriva anche a Foggia: "Destra e sinistra non esistono più, noi l'alternativa"


di CINZIA CELESTE

Ci sono ben 2 sezioni di Vox Italia aperte nel la città capoluogo di Capitanata, Foggia arricchisce la sua offerta politica. Il partito politico è stato fondato dal filosofo Fu saro e a Foggia conta già due sezioni: Averroe e Spinoza 

Puu VIU IU TIDUVA levyia Niuri Sla perico losa e poi diffonderla. Un'altra battaglia riguar da il no al referendum sul taglio del numero dei parlamentari. Siamo convinti che non si possa risparmiare sui costi della politica, sarebbe meglio evitare gli sprechi. Non pensiamo che la soluzione sia ridurre la rappresentanza, ser ve trovare alternative, ad esempio dimezzare gli stipendi dei parlamentari, il risparmio sa rebbe lo stesso ma rimarrebbe intatta la rap presentanza dei cittadini". Voxvuole distinguersi sia dal centro destrache dal centro sinistra, per questo la direzione cen trale ha stabilito che il partito parteciperà a qua lunque tornata elettorale con candidati proprie una lista propria. Se questo non potesse suc cedere al massimo si può ragionare con le liste civiche dei territori, senza pero mai rinunciare alla presenza del simbolo di Vox. A Roma è in corso ancheuna riflessione sulle prossime ele zioni in Puglia, non solo per le comunali ma an che per un candidato, espressione di Vox e li ste civiche, da proporre come presidente. "Per il nostro territorio crediamo si debba pun tare sull'agricoltura e sul turismo in particolare, settori che se curati adeguatamente possono 

essere determinanti per lo sviluppo della pro 'vincia - ha evidenziato Mariella - A tal propo 

sito centrale è il ruolo dell'aeroporto Gino Lisa, Vox ha già preso posizione in merito perché lo considera un volano dell'economia territoriale. Anche la sanità deve essere al centro di una re visione. Esiste un sistema sanitario nazionale ma cosa c'è di nazionale se tutto è delegato al le regioni? Come si può avere una sanità omo genea sul territorio nazionale con questo si stema?

Bisogna inoltre rivedere il ruolo della sanità privata, abbiamo visto che nella regione che ha dato più spazio ai privati, la Lombardia, il Covid ha avuto un impatto maggiore. Questi sono gli effetti del neoliberismo". Fusaro parla di Vox come l'unico vero partito sovranista e antieuropeista. "Quello che vo gliamo - ha precisato Mariella - è il rispetto del la Costituzione. L'Europa che è stata costruita finora ha tradito la volontà dei Padri fondatori che pensavano ad un modello di Stati Uniti d'Europa, in cui la volontà fosse determinata dai rappresentanti degli Stati, oggi sappiamo tutti che non è così. Pensiamo quindi ad un'idea di Europa diversa e non a quella chec'e ora. Siamo sovranisti perché gli Stati non sono tali se non possono esercitare la propria so vranità, in particolare nelle scelte economiche. C'è da chiedersi: chi comanda davvero in Eu ropa? Non certo i popoli. Ecco perché noi ab biamo come obiettivo l'attuazione dei principi della Costituzione, rimasti ancora sulla carta ma che a distanza di decenni sono ancora no bilissimi". Un compito che ovviamente spetta ad una classe dirigente preparata. Ragion per cui Vox ha istituito una scuola di partito, diretta da Mau ro Scardovelli. "Dobbiamo avere i migliori poli tici per avere risultati e crediamo che bisogna partire dall'educazione e dalla formazione, in nanzitutto tra i giovani. Abbiamo quindi istitui to, oltre alla scuola, le sezioni giovanili per co struire il futuro del partito. Non lavoriamo per l'immediato e per piazzare qualcuno su qual che poltrona ma stiamo costruendo un sog getto politico competente. L'appello quindi è ri volto a coloro i quali si riconoscono in questa nuova ideologia e vogliono partecipare attiva mente alla realizzazione di questo nostro Ma nifesto", ha concluso Mariella

onben2 sezioni di Vox Italia aperte nel la città capoluogo di Capitanata, Fog 

gia arricchisce la sua offerta politica. Il movimento fondato dal filosofo Diego Fu saro ha trovato sin dalla sua costituzione a settembre scorso, terreno fertile in città, in par ticolare tra Donato Masiello e Marcello Ma- riella che hanno dato il via all'esperienza fog- giana del partito. "Dopo un primo periodo di studio e conoscen- za delle personalità che componevano il par- tito - ha spiegato Mariella a l'Attacco - siamo passati ad una fase di costruzione del partito anche sul nostro territorio. Agennaio abbiamo aperto le due sezioni in città e ci accingiamo ad inaugurarne altre anche in alcune aree del Gargano e Monti Dauni dove abbiamo trova to simpatizzanti disposti a tesserarsi. Il nostro è infatti un partito per aderire al quale è ne cessario iscriversi e contribuire. Ha un appa rato suo proprio, composto da una segreteria nazionale e diramazioni territoriali". Un partito tradizionale nella forma ma non cer to nei contenuti. "Fusaro definisce Vox un movimento post ideologico, ormai sono venute meno la destra e la sinistra, appiattite l'una all'altra - ha ag giunto Mariella -. La nostra è un'idea nuova. Vox combatte principalmente il neoliberismo, padre di tutte le sventure che ha messo al
cen tro delle agende politiche principi elitari a di scapito di principi popolari e soprattutto dei principi sanciti dalla Costituzione che sono il faro della nostra azione politica". Mariella am mette di essere un deluso del MoVimento 5 Stelle, del quale è stato parte sin dal 2011. Ha però lasciato i pentastellati nel 2018, quando venne deciso di cambiare lo statuto. Ci siamo andati con i piedi di piombo con Vox vista l'esperienza negativa con il M5S, abbiamo im parato a conoscere chi sono le persone sulle gambe delle quali camminano le idee di Vox. Abbiamo interagito con i vertici di Vox: da Fu saro a Toscano, dal compianto Giulietto Chie sa e Ingroia. Convinti della bontà del progetto ci siamo buttati anche a Foggia e abbiamo no tato che molti ex grillini ci hanno seguiti. I no stri due circoli sono stati intitolati a due filoso fi: Averroè e Spinoza. Oggi non è facile trova re qualcuno che sia disposto ad iscriversi ad un partito eppure stiamo raccogliendo molto consenso. Ci stiamo rendendo conto che le persone hanno bisogno di fatti concreti e noi ci stiamo impegnando già in alcune battaglie". Innanzitutto Vox dice no al 5G per una forma 
Vox combatte principalmente il neoliberismo, padre di tutte le şventure che ha messo al centro di principi elitari che la nuova tecnologia non sia perico losa e poi diffonderla. Un'altra battaglia riguar da il no al referendum sul taglio del numero dei parlamentari. Siamo convinti che non si possa risparmiare sui costi della politica, sarebbe meglio evitare gli sprechi. Non pensiamo che la soluzione sia ridurre la rappresentanza, ser ve trovare alternative, ad esempio dimezzare gli stipendi dei parlamentari, il risparmio sa rebbe lo stesso ma rimarrebbe intatta la rap presentanza dei cittadini”. Vox vuole distinguersi sia dal centro destra che dal centro sinistra, per questo la direzione cen trale ha stabilito che il partito parteciperà aqua lunque tornata elettorale con candidati proprie una lista propria. Se questo non potesse suc cedere al massimo si può ragionare con le liste civiche dei territori, senza però mai rinunciare alla presenza del simbolo di Vox. A Roma è in corso anche una riflessione sulle prossime ele. zioni in Puglia, non solo per le comunali ma an che per un candidato, espressione di Vox e li ste civiche, da proporre come presidente. "Per il nostro territorio crediamo si debba pun tare sull'agricoltura e sul turismo in particolare,
CINZIA CELESTE