lunedì 17 settembre 2018

Asselborn “ripreso a sua insaputa”? Repubblica Fake News





Sostiene Asselborn che lui ignorava che la riunione dei ministri fosse ripresa e registrata… Repubblica si schiera ovviamente con il ministro del Lussemburgo e allude ad un agguato salvinesco. Allora questo schermo che riproduceva le immagini del meeting che ci stava a fare?
(Repubblica):
L’attacco del ministro degli esteri lussumberghese dopo il botta e risposta sul tema migranti a Vienna postato sui social: “Registrato a mia insaputa”. I

Secondo Asselborn, “si è trattato di una provocazione calcolata”. Salvini gli ha teso una trappola?, chiede Spiegel. Il video – risponde Asselborn al portale online del settimanale tedesco – è stato registrato a sua insaputa. “Se vengono ripresi incontri di ministri Ue oppure addirittura di capi di governo e di stato, allora non ci potrà mai più essere un dibattito franco”, aggiunge. Non era mai successo prima d’ora. E riprendere di nascosto, senza avvertire le persone interessate, è un reato sia in Germania che in Austria, fa notare il settimanale.
Che persona da quattro soldi, questo Asselborn.  Che giornalucolo, Repubblica. 
fonte https://www.maurizioblondet.it/asselborn-ripreso-a-sua-insaputa-repubblica-fake-news/

Vi svelo io chi è ONU e Consiglio Diritti Umani. Fuoriiii !


Le Nazioni Unite bandiscono i NOSTRI prodotti - Salviamo l'Italia!


UNA VERSIONE NON UFFICIALE DEL GOLPE ANTISOVRANISTA DEL 2011


IL POLISCRIBA
alcesteilblog.blogspot.com
“Il mercato crede in noi, è già tornato ad investire nei Titoli di Stato italiani”
Mario Monti, annus horribilis 2011
Vi racconto una storia di ordinaria lucida follia finanziaria, una novella che potrebbe essere inserita in un Decameron postkeynesiano, una sceneggiatura dietrologica per un film che non si girerà mai, che di certo, un regista del calibro di Veltroni, non potrà fare a meno di rivoltarsi tra le mani in un azzurro giorno di fine estate, presso il Country Club la Macchia di Capalbio.
Una storia che si avvia quando l’ineletto Mario Monti, che d’ora in poi nominerò lo Psicopompo, planò nella sede di Bloomberg a New York, in quel lontano 2011, per placare l’avidità dei mercati (così inchiostravano i giornaletti nostrani) dichiarando, per i duri d’orecchio e di cervice: “A giudicare dall’andamento del mercato qualcuno deve aver già investito e penso che l’opinione che i mercati, così come le autorità degli altri governi, si stanno formando sulla serietà con cui l’Italia sta affrontando i suoi problemi, non possa che far aumentare l’atteggiamento positivo verso tutto ciò che è italiano, compresi i titoli di Stato”.
E sappiamo tutti come è andata a finire: il popolo ha scelto con regolari elezioni, dopo un settennato di totale blocco della democrazia, ad opera dell’unico partito che ancora si fregia del titolo di democratico (sic!), il duo Salvini-Di Maio.
In quei tempi, erano soprattutto i Titoli di Stato e di concerto il debito pubblico, l’oggetto delle contrattazioni borsistiche che fu messo nelle mani spietate dello Psicopompo, non era la nostra storia imprenditoriale, o il nostro saperci arrangiare tra i disastri economici indotti dall’asse europoide Parigi-Berlino, ad essere appetibile. Era un piatto gustoso, certo, per un lauto pasto di avvoltoi, perché del made in Italy, in quei nefasti giorni del 2011, non fotteva niente a nessuno, o meglio, si cercò di farlo affondare sotto cumuli di euroburocrazia come ancora accade e accadrà se non si tornerà a una sana politica protettiva.
Il Nostro Dracula consigliò mellifluamente all’amico Soros di continuare a farne incetta, di Titoli di Stato – come già fece presso la City, dalla sala macchine della Kpmg Llp, l’amministratore che gestì la bancarotta di MF Global in UK – lucrandoci sopra, da biscazziere consumato quale è sempre stato, cosa che Orban ha compreso benissimo e, per tale semplicissimo motivo, ha legiferato contro il suo “connazionale”, giudicandolo pericoloso e persona non gradita in Ungheria.
Memorizzate bene quella banca che oggi non esiste più, la MF Global, il cui fallimento fu subito riposto negli sgabuzzini dell’informazione corretta e neutrale di chi impose e impone tuttora il bavaglio ai sedicenti gombloddisti.
Lo Psicopompo, all’epoca del crack della suddetta, era perfettamente a conoscenza che le banche italiane, dopo aver ricevuto euro a palate dalla BCE, stavano compiendo uno sciacallaggio autorizzato dallo Stato… dai mercati, chiedendo in garanzia contro prestiti, ai nostri imprenditori, Titoli di Stato.
Soprattutto le banche sinistre, Etruria e MPS in testa, che si giocavano, attraverso brokeraggio scellerato, il sali e scendi dello spread che, se vi ricordate, sembrava destinato a sfiorare quote himalayane.
Giostra borsistica pericolosa sulla quale Soros e un personaggio minore, ma non marginale della storia che vi sto per raccontare, tale Corzine, volevano montare e non più scendere, amici che il Nostro fu ben lieto di incontrare a WallStreet in camera caritatis, uscito dalla quale si lasciò andare alle rivelazioni di cui sopra.
Probabilmente, il giochino assassino dello spread serviva allo Psicopompo per ripianare qualche personale linea di debito aperta con IntesaSanPaolo che gli affiancò volentieri quella sensibile donna che l’ironia popolare chiamava “femmina di coccodrillo” e che si divorò gli ultimi tranci di welfare-state, per poi inscenare, a reti unificate, un falso pianto che non pochi sciroccati di cerebro, un po’ a ragione, ne convengo, imputavano a una donna serpente, una rettiliana di altri mondi venuta per dominarci insieme alla sua casta squamata. Può essere una spiegazione.
Di sicuro lo psicopompo, un economista del suo calibro, cresciuto da “mamma santissima” Goldman Sachs, certe cose non poteva non conoscerle.
Ma veniamo alla strana storia del crack finanziario dell’istituto di brokeraggio MF Global, fallito in data 01-11-2011, giorno in cui, qui in Italia, del Nostro non si sapeva quasi nulla, forse perché più famoso altrove, l’ integerrimo patriota.
Chi è Jon Corzine?
Sicuramente un personaggio che il Monti conosceva benissimo.
Infatti, fu ex co-ceo di Goldman Sachs dalla quale si dimise dopo una cruenta battaglia interna, al momento giusto… ma forse era una farsa, incassando una fortuna nel 2001, denaro che gli permise di darsi alla politica.
Fu prima senatore e poi, nel 2006, governatore del New Jersey, sfruttando il sistema di porte girevoli che, dalle potenti istituzioni finanziarie, conduce direttamente al Congresso degli Stati Uniti e qui in Italia a Palazzo Madama o a Palazzo Koch.
Nel 2010 Chris Christie lo sconfisse duramente, nonostante Barack Obama avesse investito su di lui un gran capitale politico, per poi perdere prima il New Jersey e poi la faccia.
Qualcuno si vendicò? Lo Psicopompo non ne sapeva proprio nulla?
O c’è da sospettare che il Corzine sia stato usato come Cavallo di Troia per stampare la faccia di Monti sulla copertina del Time?
Al momento del fallimento, nella cassaforte di MF Global c’erano 6 miliardi e 300 milioni di carta: la metà in BTP italiani e 1 miliardo in bond spagnoli.
Nella notte del 31 ottobre 2011, la notte prima del Golpe italiano, Jon Corzine, casualmente, fece richiesta di ammissione alla procedura del Chapter One: si trattava di bancarotta, di un buco di oltre un miliardo di euro spariti nel nulla.
Sempre “casualmente”, la mattina del 1 novembre 2011, super Mario Draghi – co-autore con Trichet della “lettera segreta” spedita da Bruxelles con corriere espresso, a Roma, pubblicata in Italia il 29 settembre 2011; ex vicepresidente e membro del Management Committee Worldwide della Goldman Sachs – prendeva possesso della poltrona maxima della BCE, in mezzo alla bufera finanziaria che tutti i media allineati si affrettarono a definire, con grandi titoloni: “Un momento di estrema emergenza per i mercati europei”.
Chissà cosa voleva insinuare Cossiga su Draghi, quando si fece sfuggire in un’ intervista a UnoMattina: “Non si può nominare primo ministro chi è stato socio o lavora per la Goldman Sachs” … insinuazione derubricata come delirio senile.
Memorie video a parte, in quel lunedì nero di novembre 2011, le borse risposero all’ottavo enorme crack bancario americano – dopo l’evaporazione di Lehman Brothers nel 2008 – annegando in un profondo rosso, e lo spread dei BTP italiani sui bund tedeschi, schizzava a quota 410, per iniziare un’apparente, inarrestabile salita fino alle dimissioni di Berlusconi avvenute il 12 novembre, in seguito a due ore di colloquio con lo Psicopompo, promettendo, con un sussurro all’orecchio di Napolitano, dopo essere stato disarcionato in mezzo a via del Plebiscito, sotto lo scroscio tintinnante di alcuni centesimi di euro: “Non voglio costituire ostacolo”. (Bettino, da un metafisico Paradiso Fiscale, s’immedesimava nel poveretto …)
Oppure il motivo delle vere dimissioni del Cavaliere, erano da ricercarsi in MediolanumBank troppo esposta con Dublino, la ribelle di Lisbona, tanto che a -12% del valore azionario di Mediaset, il 10 novembre 2011, in un grigio pomeriggio tratto da un romanzo di Joyce, Ennio Doris gettava la spugna contro il suo amico fraterno, sociale e socio Silvio, dichiarando, con grande abilità pubblicitaria: “È evidente che quello che chiedono il mercato e l’Europa è un governo di transizione, guidato da un Presidente del Consiglio che abbia un grande prestigio sul mercato e che non sia né di centrodestra né di centrosinistra. Secondo me, e me lo auguro, questo dovrebbe essere lo sbocco di questa crisi”.
Sicuramente, il ridente Ennio pensava a Basilea3 e avrebbe voluto allegramente affermare: “Caro Monti, il Parlamento gira tutto intorno a te”, ma sarebbe apparso un tantino zelante e opportunista, visto che Silvio, probabilmente, gli aveva chiesto la cortesia di far credere che il numero uno fosse ancora l’invincibile uomo di Arcore, quando risultava chiaro, o almeno plausibile, che era stato il presidente della quinta banca nazionale con l’intero valore cassa depositato in Irlanda, per non pagare il fìsco, ad averlo scaricato, e senza una banca che conta e lo protegga, un Presidente del Consiglio può solo dimettersi. Può essere una spiegazione…
In conclusione di questa strana vicenda, che non troverete da nessun’altra parte se non in questo misantropo avamposto della controinformazione, il Nostro, ovviamente, non era al corrente di nulla, anche quando si decideva di decollare 3Monti l’antieuropeista, per averne solo uno, non certo per un’ improvvisa vocazione politica al risparmio, ma solo perché il senadur Bossi tuonava, dalla sua verde Salò: “Voglio le banche del nord, lo statuto speciale, la secessione fiscale e l’annessione della Padania alla Svizzera come cantone”. Sbruffonate che oggi non prende sul serio nessuno, tanto meno Salvini.
E poi Giulio, alla fine, era solo un commercialista, un umile contabile che non meritava una morte per caffè alla stricnina, mentre lo Psicopompo, si vociferava in Svezia, era già in odore di Nobel per l’Economia.
Fonte: http://alcesteilblog.blogspot.com
Link: http://alcesteilblog.blogspot.com/2018/09/una-versione-non-ufficiale-del-golpe.html
15.09.2018
http://www.stopeuro.news/una-versione-non-ufficiale-del-golpe-antisovranista-del-2011/

sabato 15 settembre 2018

Andar per "calli" a Venezia, metafora della vita


Perdersi nel fitto reticolo di “calli” e “campielli” che disegnano la ragnatela urbanistica veneziana è una sorta di percorso iniziatico e interiore per giungere a sperimentare una compiuta metafora della vita.
Nulla è ciò che sembra.
Lo stretto “sotoportego” pare un budello senza sbocco per poi aprirsi subitaneamente nel magnifico slargo di un “campo”. Da un’imponente “salizada” ci si ritrova costretti nell’angusto spazio di una “corte”. Un’ariosa “fondamenta” può moltiplicarsi in una “riva” come dimezzarsi e ancor più in una “fondamentina”, a un passo dal canale.
Così accade per l’umana esistenza.
Quel che pare una crescita può rivelarsi un’involuzione. Ed un periodo di aridità preludere ad una stupenda fioritura.
Lo spirito della millenaria civiltà lagunare ha informato i cuori e le menti dei veneziani e tutto quanto è frutto dell’alacre operosità del loro ingegno. Le arti, l’architettura, profumano di una sapienza antica.
E'  molto tardi e cammino senza meta.
I miei passi sembrano indirizzati verso qualcosa di preciso.
Ho capito: sto fuggendo gli ultimi passanti, voglio rimanere solo.
Una luce rossa mi attira in una "calle"; lo sciabordìo dell'acqua ed il mio respiro sono le uniche presenze.
Appena varcato l'angusto passaggio di un "sotoportego", ho la sensazione di essermi introdotto in un'altra dimensione.
I riflessi dei lampioni completano la singolare atmosfera: è sogno o realtà?
Né l'uno, né l'altra. A Venezia non esiste alcuna linea di demarcazione, alcun confine che li separi.
Tutto può essere, tutto può accadere.
Come fuori, anche dentro di noi.
Soprattutto di notte, quando montano la nostalgia e i ricordi. Qualcosa dentro di me si compie.
E mi ritrovo sull'orlo di gradini che si immergono nell'acqua.
Rosario Tiso




lunedì 10 settembre 2018

Marche di birra vendute in Italia contenenti glifosato: ecco l’elenco

marche di birra

Marche di birra contenenti tracce di glifosato: scopriamo quali birre vendute in Italia contengono tracce dell’erbicida e altre sostanze potenzialmente tossiche

Alcuni test francesi hanno mostrato una presenza pervasiva del glifosato in diverse marche di birra. Anche se in concentrazioni molto basse. Il Salvagente ha riportato i risultati sui brand venduti in Italia, in un dossier intitolato “La bionda che inganna”.
Scopriamo insieme tutti i prodotti analizzati.

Marche di birra al glifosato: il test francese

L’iniziativa è dell’Istituto nazionale del consumo francese. I test hanno riguardato 45 marche di birra, alla ricerca di 250 molecole considerate più o meno tossiche per l’organismo umano.
Tra le sostanze identificate anche il glifosato, l’erbicida più impiegato al mondo, prodotto da Bayer-Monsanto. La sostanza è stata trovata in 25 campioni tra quelli esaminati dall’istituto francese.
Non solo. I risultati hanno evidenziato anche tracce di boscalid, ftalimmide e folpet, alcuni fungicidi, anche se in concentrazioni meno elevate rispetto ai limiti consentiti per legge.
Il Salvagente ha analizzato approfonditamente i risultati dei test, lanciando a sua volta un’analisi concentrandosi sui risultati ottenuti dalle marche di birra commercializzate anche in Italia. Si tratta di 28 brand sui 45 totali testati dai francesi.
Corona, La Chouffe, Leffe e Guinness hanno presentato, come vedremo, alcuni profili di preoccupazione. Mentre altre marche come Carlsberg e Heineken hanno superato il test con risultati migliori.

Marche di birra contaminate: i risultati del test

L’intento non è quello di accusare i produttori. Anche perché, come abbiamo già accennato, in tutte le marche di birra analizzate le quantità di sostanze potenzialmente tossiche rispettano sempre i limiti di legge.
A destare preoccupazione è però quello che i medici dell’Isde definisconocome ‘effetto cocktail’: cioè “l’azione sinergica delle diverse sostanze contemporaneamente presenti”. I cui effetti sulla salute non sono stati forse sufficientemente indagati.
Tornando ai risultati delle analisi, scopriamo che 16 marche di birra, tra le 28 commercializzate in Italia, presentano tracce di glifosato. Le concentrazioni sono comprese tra i 0,62 e i 9,23 microgrammi.
Carlsberg
Glifosato: Assente
Pesticidi: Assenti
Kronenbourg
Glifosato: Assente
Pesticidi: Assenti
Ch’ti
Glifosato: Assente
Pesticidi: Assenti
Pelforth
Glifosato: Assente
Pesticidi: Assenti
Heineken
Glifosato: Assente
Pesticidi: Assenti
Grimbergen Biere d’Abbaye
Glifosato: Assente
Pesticidi: Assenti
8.6 Original Intense Blond
Glifosato: 0,62 mcg/l
Pesticidi: Assenti
Corona Extra
Glifosato: 2,44 mcg/l
Pesticidi: Assenti
Affligem Blonde
Glifosato: 9,23 mcg/l
Pesticidi: Assenti
La Cervoise des Ancetres
Glifosato: 3,36 mcg/l
Pesticidi: Assenti
Delirium Tremens
Glifosato: 1,67 mcg/l
Pesticidi: Assenti
Leffe Blonde
Glifosato: Assente
Pesticidi: ftalimmide e folpet
Rince Cochon
Glifosato: Assente
Pesticidi: ftalimmide e folpet
1664 Blanc
Glifosato: Assente
Pesticidi: ftalimmide e folpet
Guinnes Nitro IPA
Glifosato: 0,57 mcg/l
Pesticidi: ftalimmide e folpet
Edelweiss l’Originale Blanche
Glifosato: Assente
Pesticidi: ftalimmide e folpet
Leffe Royale
Glifosato: 0,76 mcg/l
Pesticidi: ftalimmide e folpet
Morte Subite Witte Lambic
Glifosato: 1,43 mcg/l
Pesticidi: ftalimmide e folpet

Glifosato: il mega risarcimento al giardiniere colpito dal cancro

A proposito di glifosato. Di recente la Monsanto – azienda produttrice dell’erbicida RoundUp, di recente acquisita da Bayer – è stata condannataa un risarcimento danni milionario, proprio a causa del suo prodotto.
DeWayn “Lee” Johnson, 46enne americano, ha un cancro alla pelle in fase terminale. Secondo l’accusa, la malattia sarebbe arrivata in seguito a un contatto diretto proprio con il glifosato.
Qualche anno fa, Johnson, che era custode e giardiniere nella Bay Area, in California, si è inzuppato dell’erbicida RoundUp, a causa di un malfunzionamento dell’innaffiatore. Ha quindi chiamato per due volte il numero verde di Monsanto. Voleva informarsi su eventuali rischi a seguito del contatto diretto.
Entrambe le volte, dal centralino hanno promesso di richiamarlo. Ma così non è stato. Nel 2014 gli viene diagnosticato un linfoma non-Hodgkin. Secondo la giuria, l’azienda deve ora risarcire il giardiniere per danni economici e morali. La cifra è di 289 milioni di dollari.
«I prodotti avevano rischi potenziali noti al momento della loro produzione e vendita? Sì. La mancanza di avvertenze sui rischi è stato un fattore sostanziale nel causare danno al dottor Johnson? Sì»: con queste motivazioni, i giurati hanno condannato Monsanto.
Durante il dibattimento, l’accusa ha anche imputato all’azienda di aver silenziato gli studi allarmanti emersi sui pericoli del glifosatoUn’opera di insabbiamento che sarebbe dimostrata da alcune email interne all’aziendacome scrive il Corriere della Sera.
marche di birra
fonte https://www.ambientebio.it/societa/allerte-alimentari/marche-di-birra-glifosato-elenco/

Il Cervello Umano 2 modi di essere capaci di interpretare la realtà secondo modelli opposti però un modo di pensare è risolutivo per la salvezza della persona l'altro è distruttivo



Il Cervello Umano
Art by David Friedman http://www.kosmic-kabbalah.com/pages/silkscreen_prints_infinite_eight.htmI due emisferi cerebrali dell'essere umano non solo soltanto due parti di un medesimo organo, ma le sedi di due ben distinti modi di pensare, capaci di interpretare la realtà secondo modelli quasi opposti. Tale fatto, scoperto dalla neurologia soltanto qualche decina di anni fa', era ben noto ai Saggi dello Zohar e degli altri testi di mistica ebraica. Non a caso essi chiamano il cervello col nome "mochin", lett. "i cervelli", quindi più di uno. Nella terminologia della Cabalà si tratta di Chokhmà (Sapienza) e Binà (Intelligenza). La prima ha sede nell'emisfero destro, ed è la capacità di concepire idee complesse ed elevate, racchiuse in un singolo lampo di genio, in un piccolo punto di intuizione. Si tratta di una facoltà al di sopra della logica, una facoltà per la quale il simbolo, il mito, il paradosso, l'enigma, il lato artistico e romantico di una data situazione, sono pane quotidiano. La seconda facoltà, Binà, risiede a sinistra, e costituisce la capacità di afferrare il lampo di Chokhmà (che altrimenti lascerebbe rapidamente la consapevolezza) e di dargli forma e concretezza, spiegandolo ed analizzandolo secondo concetti logici. Grazie a Binà, le rivelazioni di Chokhmà vengono assimilate dall'intelletto, trasmesse e comunicate, trasformate in progetti pratici e concreti. Binà è raziocinio, linguaggio, rigorosità e senso pratico. Per quanto il Creatore ci abbia fatto in modo tale da poter usarle entrambe, ogni essere umano è più incline ad utilizzare una o l'altra delle due facoltà descritte. Inoltre, l'intera società moderna occidentale ha una spiccata preferenza per le funzioni tipiche dell'emisfero sinistro.
La stessa Torà possiede una struttura duplice, simile a quella descritta prima. Ed è questo uno dei motivi per cui viene data su due tavolette, una a destra e l'altra a sinistra. Nel campo della Torà le due funzioni precedenti operano come segue. Chi possiede più Binà è attratto soprattutto dalla parte rivelata della Torà, il niglè, gli insegnamenti dell'Halakhà, le discussioni della Ghemarà, le riflessioni sulla filosofia ebraica. Viceversa, chi è incline più verso Chokhmà si rivolge in particolare alle haggadot e ai midrashim, agli insegnamenti misteriosi della Cabalà (nistar), a volte così apparentemente contraddittori, alle vette superne del Chasidut. "Torat Ha-Shem temimà", dice il Salmo, "meshivat nafesh". "La Torà di Ha-Shem è completa, fa rivivere l'anima". Spiegano i Maestri del Chasidut che soltanto quanto la Torà è completa di entrambi gli aspetti citati è in grado di "far ritornare l'anima", di farci rivivere, di farci fare una teshuvà completa.
Abbiamo così parlato dei due cervelli noti nel corpo fisico come "emisfero destro ed emisfero sinistro", e della necessità di sviluppare ed utilizzare entrambe le funzioni che vi hanno sede. Si tratta però di un compito alquanto difficile, per effettuare il quale è indispensabile l'opera riconciliatrice di un terzo "cervello", posto a metà strada tra i due. La consapevolezza che vi risiede ha il compito di mostrare come i loro due modi di percepire il mondo non siano affatto contradditori e mutuamente esclusivi, ma complementari e reciprocamente necessari. La scienza non è ancora in grado di identificare un organo fisico, posto nella parte mediana del cervello, in grado di svolgere un ruolo del genere. La Cabalà invece già da lungo tempo ci parla di un terzo cervello, chiamatoDa'at, o Conoscenza unificante. Si tratta della sede di un'intensa attività spirituale, che rimane però misteriosa ed elusiva se espressa nei termini della consapevolezza quotidiana. È la percezione del sottile legame che unifica le varie situazioni ed eventi della vita, è la capacità di sentirsi un tutt'uno con quanto capiamo e conosciamo con la mente. A livello psicologico, Da'at è quella potenza dell'anima grazie alla quale è possibile unificare pensiero ed emozione, cuore e cervello.
Tra tutte le facoltà dell'intelletto, Da'at è quella che ha subito la menomazione più grave come risultato del peccato di Adam, dell'essersi cibato dell'albero della conoscenza (etz ha-da'at), un "peccato" che ripetiamo ogni qualvolta preferiamo l'intelligenza umana e naturale alla sapienza della Torà, che è chiamata etz ha-chaim, l'Albero della Vita. Un atteggiamento particolarmente utile per riportare Da'at alla sua integrità primaria è quello di dare la massima priorità al Shalom Bait,all'armonia famigliare, cioè al portare un maggior senso di unione tra marito e moglie, in tutti i campi e in tutti i momenti possibili. Ecco il senso del versetto;
"ve-Adam yad'a et Chava ishto",
"e Adamo conobbe Eva sua moglie",
intepretato dal Chasidut come il momento in cui Adamo fece teshuvà dal peccato dell'albero. A livello di società e di storia, la rettificazione finale di Da'at verrà operata dal Mashiach, come dice il verso:
"va-imale ha-aretz de'a et Ha-Shem",
"e la terra si riempirà
della conoscenza di Dio".
1° IL CERVELLO UMANO 
Compossesi capitolo 2 versetti 1 a 5 inizio del progresso spirituale per l'unto e per la grande folla.
L’autoanalisi è una forma di psicologia individuale che tende a limitare le interazioni esterne per scavare nel fondo della psiche attraverso la meditazione cosciente. Ovviamente nulla di tutto questo può sostituire una corretta psicoterapia, ma il suo apporto, nella vita quotidiana, può essere di grande aiuto per coloro che, in alcuni frammenti della loro vita, si trovano a sperimentare o spiritualmente bloccati dalle dottrine religiose di ogni religione ciò può creare un disagio psicologico ma il progresso spirituale va oltre ciò che è la dottrina è il "primo principio della Sapienza Divina" il voler capire noi stessi co l'Iddio Altissimo ed il rapporto veritiero con il Figlio dell'Uomo nei giorni Nostri che è il vero Periodo o tempo Messianico, che da primariamente a l'unto cioè i 144000, il tempo della presenza regale primariamente come manna nascosta Apocalisse capitolo 2 versetti da 12 a 17.
Il mondo dell’autoanalisi è uno dei tanti argomenti legati alla psicologia del .
cercherò di farmi comprendere senza la guida del pensiero umano ma solo del pensiero Divino dettato dalla Sapienza Divina, progredire nell’argomento con nuove tematiche di discussione, nuovi esercizi quotidiani e nuove pratiche estemporanee da seguire e provare per raggiungere una consapevolezza più profonda della propria psicologia conscia della parte spirituale che è in ognuno di Noi.
Abbiamo bisogno di tempo e di spazio, abbiamo bisogno di equilibrio nella loro corretta gestione. Per coloro che vorranno seguirmi avrò il piacere di proporre uno studio accurato, per quanto un blog possa concedere, su come affrontare se stessi e la propria psicologia davanti allo specchio. Cercare sempre in noi l'Equilibrio del nostro essere ma attenzionone certi tipi e modi d'insegnamento portano a cosa
Il libro di Proverbi ed Ecclesiaste è come un portale che si apre alla vera scuola di pensiero che è la ricerca del Primo ed Unico Insegnamento Divino la Sapienza Proverbi 2:1-10 Proverbi 4:4-8 stimala ma ricercala come un tesoro nascosto la determinazione della ricerca è questa amarla e stimarla conoscenza, intendimento discernimento,  capacità di pensare è il primo pensiero per il principio che dobbiamo cercare che è la Sapienza Divina è un tesoro nascosto ma è la promessa che Dio fa all' Uomo, l'auto analisi è che noi non siamo dei robot, ma abbiamo in questo sistema di cose un'imperfezione che ci da qualità e difetti diversi su ognuno di noi, la bibbia è una e va analizzata su ogni singolo individuo con l'auto analisi, per l'apprendimento e l'applicazione su noi stessi.
Andate per ordine per  gradi e così facendo esplorerete una parte di voi che ancora non avete compreso ed il progresso spirituale è questo. le chiese guerrafondaie ed altre religioni dividono e creano il fanatismo religioso questo che da il vero insegnamento divino è dare la giusta interpretazione e l'unione delle fedi ma non nell'ignoranza ma nella verità di ciò che è riportato solo nei nostri giorni nel periodo Messianico della riportato in Rivelazione 7:9 una grande folla di fedi il primo evento apocalittico visibile all'uomo ma se non ha la conoscenza per capire come fa a capire che l'evento profetico e avvenuto alla luce del sole con la morte di un papa nel 2005 la venuta a livello mondiale della Grande Folla. Prima ancora il completamento del numero simbolico e letterale dei 144000 nel alla commemorazione pasquale Ebraica e 1996 dell'Ultimo che diviene il Primo.
ma se noi viaggiamo in un'ignoranza separatista come possiamo e discernere che percorso percorriamo. Matteo 24:37 come furono i giorni di Noè così sarà la Presenza Regale del Figlio dell'Uomo quindi la presenza Regale del Figlio dell'Uomo determina il Periodo Messianico

CONOSCENZA - INTENDIMENTO  DISERNIMENTO - CAPACITA' DI PENSARE ARRIVEREMO ALLA PROMESSA DEL VERO E PRIMO PRINCIPIO LA SAPIENZA 
I due emisferi cerebrali dell’essere umano non solo soltanto due parti di un medesimo organo, ma le sedi di due ben distinti modi di pensare, capaci di interpretare la realtà secondo modelli quasi opposti. Tale fatto, scoperto dalla neurologia soltanto qualche decina di anni fa’, era ben noto ai Saggi dello Zohar e degli altri testi di mistica ebraica. Non a caso essi chiamano il cervello col nome "mochin", lett. "i cervelli", quindi più di uno. Nella terminologia della Cabalà. si tratta di Chokhmà (Sapienza) e Binà (Intelligenza). La prima ha sede nell’emisfero destro, ed è la capacità di concepire idee complesse ed elevate, racchiuse in un singolo lampo di genio, in un piccolo punto di intuizione. Si tratta di una facoltà al di sopra della logica, una facoltà per la quale il simbolo, il mito, il paradosso, l’enigma, il lato artistico e romantico di una data situazione, sono pane quotidiano che dall'opinione terrena ed umana sembra parlare di UTOPIA, ma non è così è Sapienza Divina e credere fermamente in essa e quando l'abbiamo trovata possiamo cercare di essere preparati per un intelletto Sapienziale di Apprendimento non solo per capire e per poter essere capiti e leggere tra le righe nell'apprendimento Sapienziale ma Divino seguendo l'insegnamento Salomonico e per chi ha il dono anche profetico e come un giorno Personificare la Sapienza Su noi Stessi per poi essere d'insegnamento per altri. La seconda facoltà, Binà, risiede a sinistra, e costituisce la capacità di afferrare il lampo di Chokhmà (che altrimenti lascerebbe rapidamente la consapevolezza) e di dargli forma e concretezza, spiegandolo ed analizzandolo secondo concetti logici. Grazie a Binà, le rivelazioni di Chokhmà vengono assimilate dall’intelletto, trasmesse e comunicate, trasformate in progetti pratici e concreti. Binà è raziocinio, linguaggio, rigorosità e senso pratico. Per quanto il Creatore ci abbia fatto in modo tale da poter usarle entrambe, ogni essere umano è più incline ad utilizzare una o l’altra delle due facoltà descritte. Inoltre, l’intera società moderna occidentale ha una spiccata preferenza per le funzioni tipiche dell’emisfero sinistro.
La stessa Torà possiede una struttura duplice, simile a quella descritta prima. Ed è questo uno dei motivi per cui viene data su due tavolette, una a destra e l’altra a sinistra. Nel campo della Torà le due funzioni precedenti operano come segue. Chi possiede più Binà è attratto soprattutto dalla parte rivelata della Torà, il niglè, gli insegnamenti dell’Halakhà, le discussioni della Ghemarà, le riflessioni sulla filosofia ebraica. Viceversa, chi è incline più verso Chokhmà si rivolge in particolare alle haggadot e ai midrashim, agli insegnamenti misteriosi della Cabalà. (nistar), a volte così apparentemente contraddittori, alle vette superne del Chasidut. "Torat Ha-Shem temimà", dice il Salmo, "meshivat nafesh". "La Torà di Ha-Shem è completa, fa rivivere l’anima". Spiegano i Maestri del Chasidut che soltanto quanto la Torà è completa di entrambi gli aspetti citati è in grado di "far ritornare l’anima", di farci rivivere, di farci fare una teshuvà completa.
Abbiamo così parlato dei due cervelli noti nel corpo fisico come "emisfero destro ed emisfero sinistro", e della necessità di sviluppare ed utilizzare entrambe le funzioni che vi hanno sede. Si tratta però di un compito alquanto difficile, per effettuare il quale è indispensabile l’opera riconciliatrice di un terzo "cervello", posto a metà strada tra i due. La consapevolezza che vi risiede ha il compito di mostrare come i loro due modi di percepire il mondo non siano affatto contradditori e mutuamente esclusivi, ma complementari e reciprocamente necessari. La scienza non è ancora in grado di identificare un organo fisico, posto nella parte mediana del cervello, in grado di svolgere un ruolo del genere. La Cabalà. invece già da lungo tempo ci parla di un terzo cervello, chiamato Da’at, o Conoscenza unificante. Si tratta della sede di un’intensa attività spirituale, che rimane però misteriosa ed elusiva se espressa nei termini della consapevolezza quotidiana. È la percezione del sottile legame che unifica le varie situazioni ed eventi della vita, è la capacità di sentirsi un tutt’uno con quanto capiamo e conosciamo con la mente. A livello psicologico, Da’at è quella potenza dell’anima grazie alla quale è possibile unificare pensiero ed emozione, cuore e cervello.
Tra tutte le facoltà dell’intelletto, Da’at è quella che ha subito la menomazione più grave come risultato del peccato di Adam, dell’essersi cibato dell’albero della conoscenza (etz ha-da’at), un "peccato" che ripetiamo ogni qualvolta preferiamo l’intelligenza umana e naturale alla sapienza della Torà, che è chiamata etz ha-chaim, l’Albero della Vita. Un atteggiamento particolarmente utile per riportare Da’at alla sua integrità primaria è quello di dare la massima priorità al Shalom Bait, all’armonia famigliare, cioè al portare un maggior senso di unione tra marito e moglie, in tutti i campi e in tutti i momenti possibili. Ecco il senso del versetto;
"ve-Adam yad’a et Chava ishto",

"e Adamo conobbe Eva sua moglie",
interpretato dal Chasidut come il momento in cui Adamo fece teshuvà dal peccato dell’albero. A livello di società e di storia, la rettificazione finale di Da’at verrà operata dal Mashiach, come dice il verso:
"va-imale ha-aretz de’a et Ha-Shem",
"e la terra si riempirà
della conoscenza di Dio". Confronto del Versetto Apocalittico di Giovanni Capitolo 2:17 Nei giorni nostri è posta l'Unzione - Mashach col Suggellamento un atto di fede davanti a  l'Onnipotente che determina Morte e resurrezione in un batter d' occhio 1Corinzi 15: 42-51 confrontato anche con Rivelazione o Apocalisse 2:17e la Manna Nascosta, con la Venuta del Regno si aprirà un Nuovo Ordine. 
Ma il Mashach è il Traguardo per arrivare ad un Tesoro più Grande, Il Principio della Sapienza che determina l'amore per la Verità Divina, il capire Conoscenza Intendimento Capacità di Pensare unite al Discernimento per accettare il progresso non Umano ma Veritiero di ciò che è Divino, La Dimensione 
Abbiamo così parlato dei due cervelli noti nel corpo fisico come "emisfero destro ed emisfero sinistro", e della necessità di sviluppare ed utilizzare entrambe le funzioni che vi hanno sede. Si tratta però di un compito alquanto difficile, per effettuare il quale è indispensabile l’opera riconciliatrice di un terzo "cervello", posto a metà strada tra i due. La consapevolezza che vi risiede ha il compito di mostrare come i loro due modi di percepire il mondo non siano affatto contradditori e mutuamente esclusivi, ma complementari e reciprocamente necessari. La scienza non è ancora in grado di identificare un organo fisico, posto nella parte mediana del cervello, in grado di svolgere un ruolo del genere. La Cabalà. invece già da lungo tempo ci parla di un terzo cervello, chiamato Da’at, o Conoscenza unificante.

 Riprendendo il discorso di Unione è come dire Uniamo con Discernimento, stacchiamoci dalla verità umana, indi per
cui il progresso sapienziale va in continuazione approfondito e non
contrastato così faremo il vero Progresso verso il Principio
Sapienziale che possono rivestire gli Eletti della Parusia.
Adamo commise peccato perché il simbolismo del frutto che cade dall'albero della Sapienza Divina è che Adamo non segui la sapienza divina ma seguì l'intelletto umano ecco dove è il peccato cioè l'errore umano e commettiamo ogni volta che noi lo seguiamo davanti all'insegnamento divino. Così come furono i giorni di Noè, così sarà la presenza del Figlio dell'Uomo negli Ultimi Giorni nei giorni della venuta del Messia, le esperienze negative insegnano per ciò che è positivo e parte della Sapienza, esperienza di errori fanno riscattare in piccolo come Adamo, Giorni di Noè, la Venuta del Figlio dell'Uomo il vero periodo Messianico e la Liberazione dei nostri Giorni o Ultimi Giorni, Yahwè quello che ha detto ha sempre mantenuto.
Tra tutte le facoltà dell’intelletto, Da’at è quella che ha subito la menomazione più grave come risultato del peccato di Adam, dell’essersi cibato dell’albero della conoscenza (etz ha-da’at), un "peccato" che ripetiamo ogni qualvolta preferiamo l’intelligenza umana e naturale alla sapienza della Torà, che è chiamata etz ha-chaim, l’Albero della Vita, oltrepiù l'atteggiamento umano porta Adamo a buttare la colpa su Eva per quello che era successo e quindi, non mostra una spiritualità ed una Maturità come uomo usando l'intelletto umano ma non divino di chiedere un immediato perdono, quindi una mancanza di rispetto nell'essere timorati di Dio e quindi avere una Sapienza che dimostri di sapere ammettere un proprio errore e di farne tesoro per non rifarlo più.
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