sabato 27 maggio 2017

FUSARO: IL NORD INVASE IL SUD E FU UN MASSACRO



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BRZEZINSKI AVVERTE: " RISVEGLIO POLITICO GLOBALE" E ROTTURA DELLE ELITES


















In una recente conferenza a Montreal sotto l’auspicio del Council of Foreign Relations USA, il geostratega Brzezinski ribadisce le sue preoccupazione sul “risveglio politico globale”quando il modello di globalizzazione- di cui poco si sa sul suo vero fondatore negli anni '70 – si scioglierà rapidamente e che anticipia come “de-globalizzazione”

Di Alfredo Jalife-Rahme

Contesto: Lo storico britannico- israeliano Simon Schama, molto vicino alla dinastia Rothschild, ha appena diagnosticato che il mondo si trova “sull’orlo di una nuova era di furore” (Bajo la Lupa, 23-05-2010).

Fatti: Pepe Escobar, analista di Asia Times (22-05-10), sminuzza le battute d'arresto di cui ha sofferto l’UE di fronte alla creativa soluzione diplomatica del BIT (Brasile, Iran, Turchia) per lo scambio dell’uranio persiano e fa scorrere il recente avvertimento professato da Zbigniew Brzezinski- ex assessore di Carter e oggi intimo di Obama- sul "risveglio politico globale" e la "rottura delle elite".


In una recente conferenza a Montreal sotto gli auspici del molto influente Council on Foreign Relations USA, il geostratega Brzezinski mostra le sue preoccupazioni su questo risveglio globale quando il modello della globalizzazione- di cui poco si sa sul suo vero fondatore negli anni '70 – si scioglierà rapidamente e che anticipia come “de-globalizzazione”.

Nell’era di Internet è evidente il “risveglio politico globale”: dalla condanna universale della privatizzazione depredatrice, degli idrocarburi del Golfo del Messico fino all’indignazione mondiale per la pirateria della nave turca Marmora e la carneficine di attivisti pacifici in acque internazionali dallo Stato pària di Israele (ex cancelliere Tzipi Livni, dixit). 
Quello su cui ancora non aveva avvertito Brzezinski è la “rottura delle elite”, e questa è la grande notizia quando l’affondamento del Titanic della sregolata globalizzazione finanziaria non ha salvezza, oltre ad essere privo di capitano e timone. Il mondo “occidentale” si ritrova senza testa o non sanno cosa fare quando si prospetta la sua decadenza? 
Brzezinski da l’ultimo canto del cigno della globalizzazione? 

Dopo aver dato contro Brzezinski (cofondatore della Commissione Trilaterale insieme al banchiere David Rockefeller e il suo impiegato Henry Kissinger), Paul Joseph Watson, feroce giornalista del sito Prison Planet.Com (19-05-2010), considera che le sue lamentele a Montreal costituiscono la diagnostica dell’ostacolo per la formazione del “governo mondiale”. 

Adesso risulta che le “elite globali” si strappano come conseguenza della loro teratogenesi (creazione di mostri) quando non sanno nè possono controllare i loro Frankeistein finanziari, che a questo punto, non possono risolvere neanche, come anni fa, con la dichiarazione di una nuova guerra mondiale del sionismo finanziario globale, come ha lasciato intravvedere tra le righe la “nuova dottrina militare”- più diplomatica e meno bellica- del presidente Obama esposta a West Point.

A proposito, è importante segnalare le lamentele belliche di Israele sulla nuova dottrina di Obama che non favorisce più soltanto i suoi interessi unilaterali (Debka, 1-06.10).

Watson puntualizza i dubbi strategici di Zbigniew Brzezinski, che ha segnalato che la leadership politica globale è diventata “molto più diversificata, a differenza di quanto accaduto in forma relativamente recente", quando la Cina è emersa come potenza geopolitica, mentre la leadership globale del G-20 “è priva di unità interna con vari dei suoi membri in antagonismo bilaterale”.

Il G-20 è in realtà un blocco prevalentemente economico, aggllomera il defunto G-7 e il risplendente BRIC (Brasile, Russia,India,Cina) al quale si sono aggiunti altri nuovi aggregati culturali per il controllo del loro voto.

Non si è concretizzato il “governo mondiale” della Commissione Trilaterale presieduta dal trio Brzezinski-Rockefeller-Kissinger, ma Z.Brzenziski non ha potuto neanche sedurre la Cina per inserirla artificialmente al G-2, che ovviamente avrebbe controllato dietro le quinte dalle stesse “elite” occidentali. Molto meno è stata una soluzione dell’inserimento anglosassone nel G-20 come è stato noto negli ultimi summit sterili avvenuti di recente, dove la coppia EU-Gran Bretagna pretende di assoggettare il Bric.

Senza contare la sorprendente rivolta del BIT- due dei loro membri del G-20- che riassume il rifiuto all’apartheid nucleare da parte del G-15 (nucleo del resuscitato Movimento dei non Allineati che oggi conta con 118 paesi) si è accelerato con la perdita del controllo unipolare statunitense (con il suo cane segugio britannico).

Come abbiamo commentato recentemente, durante il  ciclo di tavoli d’analisi, molto frequentato, sull’economia mondiale del XXI secolo, dell’Istituto di Investigazioni Economiche della UNAM: tra il G-2 che non può imporre, e il disfunzionale G-20 di obiettivi trovati, gli USA sono rimasti da soli e senza comando.
Per Paul Joseph Watson, l’agenda unipolare del “governo mondiale sembra crollare su tutti i fronti” e mette in risalto una frase di Brzezinski che parla del sorgere di un fattore significativo: “per la prima volta nella storia il genere umano è svegli (sic) politicamente- una nuova realtà- come non lo era stato prima", ma è un bene! O no?

Adesso, secondo Brzezinski, la gente in tutto il mondo è cosciente delle “ingiustizie globali, disuguaglianze, sfruttamento e mancanza di rispetto” Sono diventati marxisti i globalisti unipolari? Si stabilirà finalmente il manto della “coscienza universale” che avvolge la biosfera, il meraviglioso concetto di (r)evoluzione del gesuita paleontologo Teilhard de Chardin?
Brzezinski avverte che il genere umano non è solo “sveglio” ma anche “agitato” e questa “combinazione, con un’elite divisa, “rende più difficile il contesto per qualsiasi grande potenza, compresi gli USA, la principale del mondo”.

Durante lla sessione di domande e di risposte, Brzezinski ha mostrato che ancora soffre della nostalgia concettuale verso il “governo mondiale”, un compito che, a suo avviso, non soddisfa le Nazioni Unite.
Watson ricorda una frase indelebile di Brzezinski nel suo libro del 1970 Tra due epoche: il ruolo dell'UE nell’era tecnetronica: la “era tecnetronica implica l’apparizione graduale di una società più controllata (super sic!). Tale società sarà dominata da un’elite (sic) senza restrizioni dai valori tradizionali. 

Presto sarà possibile assicurare un controllo quasi continuo su ogni cittadino(sic) e mantenere aggiornati espedienti completi (sic) e mantenere una documentazione completa  (sic) che contiene le vostre più intime (sic) informazioni personali. Questi espedienti saranno soggetti al recupero istantaneo (sic) da parte delle autorità”.

Quaranta anni dopo l' orwelliano tecnetronico Zbigniew Brzezinski, non ha raggiunto, forse, la società occidentale tali obiettivi di intimo controllo della cittadinanza? Brzezinski è debole in semiotica: un “cittadino” (che raggiunge le altezze semantiche durante la rivoluzione francese) è un cittadino con obblighi e diritti, mentre nella neoschiavitù tecnetronica il cosiddetto “cittadino” cessa di esistere essendo privo dei diritti elementari ed essere trasformato antibiologicamente in un essere controllato e sfruttato dalla ludica produttività neoliberale.

L’emancipato “cittadino” è prima di tutto un essere biologico con il soffio della libertà: requisito doppiamente genetico e acquistato che non può soddisfare la società tecnetronica della Commissione Trilaterale la quale non ha capito che il “risveglio politico” è inerente alla natura umana.  

Qual è l’obiettivo di una vita senza libertà?


http://www.vocidallastrada.com/2010/06/brzezinski-avverte-risveglio-politico.html

LA STORIA DELLA CONQUISTA DEGLI USA DA PARTE DEI NEOCON: PARTE 1



PARTE 1 - L'IMPERIALISMO AMERICANO PORTA IL MONDO VERSO LA VISIONE DELL'INFERNO DI DANTE
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.
Dante, “Divina Commedia,” Inferno (Parte 1), Canto 3, Verso 9
Prima che i missili Tomahawk comincino a volare tra Mosca e New York, gli Americani dovrebbero auto-informarsi meglio e più velocemente sulle forze e sulle persone che affermano che la Russia abbia coperto [in inglese] l’attacco chimico da parte del Governo siriano contro il proprio popolo.  La prova non sembra aver più importanza nella corsa per trasformare ulteriormente il mondo nella visione dell’Inferno di Dante: sono diventate sufficienti le accuse mosse da fonti anonime e false, basate su vere e proprie truffe.


La paranoia e la confusione di Washington hanno una incredibile somiglianza con gli ultimi giorni del Terzo Reich, quando la leadership a Berlino era diventata completamente scollata dalla realtà . Le tensioni si sono sviluppate sin dall’autunno con le accuse che i media russi abbiano interferito [in inglese] nelle nostre elezioni presidenziali e che costituiscono una crescente minaccia alla sicurezza nazionale americana. L’ultimo comunicato [in inglese] di WikiLeaks ha fortemente insinuato che c’erano degli hacker sotto contratto con la CIA, e non i Russi, dietro la fuga di notizie riguardanti le email della Clinton. Gli Stati Uniti hanno una tradizione di lunga datanell’accusare [in inglese] gli altri di cose che non hanno fatto e nel diffondere notizie false per dare sostanza alle accuse, con la finalità di fornire una motivazione per la guerra. Il lavoro dei servizi segreti di controspionaggio è disinformare il pubblico e condizionare l’opinione pubblica, e questo è ciò che è. L’attuale campagna governativa statunitense per diffamare la Russia su ogni cosa che fa, ha tutti i segni di una classica campagna di disinformazione ma questa volta ancora più folle.
Considerato che Washington ha messo Russia, Cina e Iran nella sua lista nera degli anti-globalisti da cui nessuno è autorizzato a sfuggire, non dovrebbero sorprendere le accuse lanciate contro di loro.  Ma l’accusa  ai Russi di minare la democrazia americana e di interferire in un’elezione, equivale a un atto di guerra [in inglese], che semplicemente non si potrà cancellare. Questa volta gli Stati Uniti non stanno demonizzano un nemico ideologico (l’URSS) o religioso (al Qaeda, ISIS, Daesh ecc.). Di questa ultima avventura nella più buia propaganda ne stanno facendo invece una guerra di razza, come i Nazisti nel 1941 fecero dell’invasione della Russia una guerra di razza, una guerra che gli Stati Uniti non possono giustificare o vincere.
Il livello e la veemenza della recente campagna di disinformazione sono andati via via crescendo. Ma il pubblico americano ha vissuto per così tanto tempo in un contesto culturale di notizie false (precedentemente definito propaganda) che molti sono cresciuti accettandole [in inglese] proprio come se fossero vere. George Orwell aveva previsto che sarebbe successo ed ora è così. Come grande sostenitore dell’intervento militare statunitense a Cuba e noto praticante [in inglese] della cosiddetta “stampa gialla”[stampa scandalistica], nel 1897 William Randolph Hearst rimproverò [in inglese]l’illustratore che aveva inviato a Cuba e che non aveva trovato nessuna guerra da illustrare, dicendo “Tu dammi le immagini e io ti darò una guerra”. Hearst alla fine ha ottenuto la sua guerra e l’esperimento americano sull’imperialismo è cominciato [in inglese].
Gli Americani ora dovrebbero sapere che le guerre del loro paese sono terreno fertile per notizie faziose, di parte, xenofobe e false, e che gli Stati Uniti sono in uno stato permanente di guerra dal 1941. Anche se gli obiettivi sono cambiati negli anni, non è invece cambiato lo scopo della propaganda. Durante la guerra, gran parte delle culture sono costrette, persuase o semplicemente minacciate di dover accettare le risapute falsità che demonizzano i nemici, ma non importa quanto spesso siano state ripetute e dette chiaramente: nessuna bugia può reggere se la guerra non finisce mai. Henry Luce del Time and Life Magazine, il leggendario “paladino della Guerra Fredda”,  considerava la sua lotta personale contro il comunismo “una dichiarazione di guerra privata”. Aveva perfino chiesto [in inglese] a uno dei suoi superiori se l’idea potesse essere o no “probabilmente illegale e probabilmente folle”? Tuttavia, nonostante i suoi dubbi sulla propria sanità, Luce ha permesso alla CIA di utilizzare il suo Time/Life Magazine come una copertura [in inglese] per le operazioni dell’Agenzia e di fornire credenziali al personale della CIA.
Luce non era il solo ad essere al servizio delle guerre di propaganda della CIA. Alcunidocumenti [in inglese], resi pubblici di recente, rivelano che la propaganda della CIA riguardava tutti i principali mezzi di comunicazione. Durante la Guerra Fredda decine tra i più rinomati giornalisti e opinionisti consideravano un privilegio evitare che l’opinione pubblica americana si allontanasse dal controllo della CIA.
Ora che la nuova Guerra Fredda è diventata calda, ci vogliono far credere che i Russi abbiano violato questo muro di giornalisti non così attendibili e abbiano scosso le fondamenta di tutto ciò che dovremmo avere a cuore, cioè la correttezza del processo elettorale statunitense e la “libertà di stampa” in America.
La propaganda nera non è altro che mentire. I governi autoritari mentono regolarmente. I governi totalitari lo fanno così spesso che nessuno ci crede. Un governo basato su principi democratici, come gli Stati Uniti, dovrebbe dire la verità, ma quando idocumenti [in inglese] dello stesso governo statunitense rivelano che ha mentito più e più volte per decenni, il gioco è finito.
Gli imperi hanno già seguito in precedenza questa strada, una che non finisce bene. Oggi agli Americani è stato detto di considerare il punto di vista russo come falso e di ignorare qualsiasi notizia che sfidi i media ufficiali ed il governo degli Stati Uniti su ciò che è vero e ciò che è falso. Ma per la prima volta a memoria d’uomo gli Americani sono diventati consapevoli del fatto che quelle persone, definite [in inglese] una volta “i folli” dal Segretario di Stato Colin Powell,  hanno portato il paese sul precipizio.
sicari [in inglese], uomini e donne, neoconservatori  di Washington hanno una lunga lista di bersagli che passano da una generazione all’altra. La loro influenza sul governo americano è stata catastrofica, tuttavia non sembra avere mai finire. Il senatore J. William Fulbright aveva identificato 45 anni fa il loro sistema irrazionale per  portare avanti una guerra senza fine in Vietnam, nell’articolo [in inglese] del New YorkerRiflessioni prigioniere della paura”:
La cosa veramente eccezionale di questa psicologia della Guerra Fredda è il “transfer” totalmente illogico dell’onere della prova da chi accusa a chi li interroga … I “paladini” della Guerra Fredda, invece di dire come potevano sapere che il Vietnam fosse una parte del piano di espansione mondiale del Comunismo, hanno  manipolato i termini della discussione pubblica così tanto da poter pretendere dagli scettici la dimostrazione che non lo fosse. Se gli scettici non potevano allora continuare la guerra,  fermarla sarebbe stato rischiare sconsideratamente la sicurezza nazionale.
Fulbright si era reso conto che “i folli” residenti a Washington avevano capovolto il mondo e concluse dicendo: “Arriviamo al massimo livello illogico: la guerra è la via della prudenza e della sobrietà fino a quando la causa della pace non viene dimostrata con impossibili regole di prova (o mai) o fino a quando il nemico si arrende. Gli uomini razionali non possono confrontarsi gli uni con gli altri su questa base.” Ma questi non erano uomini razionali e il bisogno di aumentare la loro ricerca irrazionale è solo aumentato con la sconfitta in Vietnam.
Avendo dimenticato la lezione del Vietnam e dopo un tragico bis in Iraq,  che lo stimatissimo Generale William Odom [in inglese] considerava “equivalente ai Tedeschi a Stalingrado” [in inglese], i folli sono nuovamente in azione. Senza nessuno che li fermi, hanno lanciato una versione aggiornata della Guerra Fredda contro la Russia, come se nulla fosse cambiato da quando è finita l’ultima nel 1992. L’originale Guerra Fredda è stata immensamente costosa per gli Stati Uniti e condotta al picco del potere militare e finanziario americano. Gli Stati Uniti non sono più quel paese. Dato che si trattava della cosiddetta “minaccia” ideologica del Comunismo, gli Americani devono questa volta chiedersi, prima che sia troppo tardi, che tipo di minaccia possa essere stavolta una Russia capitalista/cristiana per i leader del “mondo libero”?
Intorbidendo le acque in un modo mai visto dall’epoca del senatore Joe McCarthy e all’altezza della “Paura Rossa” degli anni ‘50, la “legge contro la disinformazione e la propaganda” emanata [in inglese] senza fanfare da Obama nel dicembre 2016, autorizza ufficialmente una burocrazia di censura governativa paragonabile solo al Ministero della Verità del romanzo 1984 di George Orwell.  Riferendosi al “Global Engagement Center[in inglese, Centro di Impegno Globale], lo scopo ufficiale della nuova burocrazia sarà quello di “riconoscere, capire, esporre e contrastare gli atti di propaganda e disinformazione di stati stranieri e non governativi.” Ma il vero scopo di questo  Centro Orwelliano sarà quello di gestire, eliminare e censurare le opinioni dissidenti che sfidano la nuova versione della verità di Washington, e di intimidire, aggredire e imprigionare chiunque ci provi. La criminalizzazione del dissenso non è nulla di nuovo in tempo di guerra, ma dopo 16 anni di guerra incessante in Afghanistan, una sconfitta simil-Stalingrado in Iraq e con Henry Kissinger che consiglia il Presidente Trump sulla politica estera, il Global Engagement Center ha già assunto le caratteristiche di una pericolosa farsa.
Il brillante cantautore satirico americano degli anni Cinquanta e Sessanta, Tom Lehrer, attribuì il suo ritiro anticipato dalle scene ad Henry Kissinger, dicendo che “la satira politica è diventata obsoleta nel 1973, quando Kissinger è stato insignito del Premio Nobel per la Pace”. I tentativi ipocriti di Kissinger di assicurare una “pace onorevole” nella guerra in Vietnam sono da considerare quantomeno ridicoli. Le sue lunghissime negoziazioni prolungarono la guerra per altri 4 anni, costando la vita a ventiduemila americani e un numero indefinito di vietnamiti. Secondo Larry Berman, ricercatore dell’Università della California e nel 2001 autore di [in inglese] Niente pace, niente onore: Nixon, Kissinger e il tradimento in Vietnam, non ci si aspettava che gli accordi di pace di Parigi organizzati da Kissinger funzionassero davvero: sarebbero dovuti servire solo come giustificazione per una guerra aerea brutale e permanente una volta violati. Berman scrive [in inglese]:
Nixon capì che ottenere la pace sarebbe stato impossibile, così come vincere la guerra, quindi programmò una fase di stallo indefinita con l’utilizzo dei B-52 per sostenere il governo del Vietnam del Sud fino alla fine della propria presidenza… ma il Watergate rovinò il piano.
La guerra in Vietnam aveva interrotto la presa dell’establishment orientale sulla politica estera molto prima dell’entrata in scena di Nixon e Kissinger. La distensione con l’Unione Sovietica era avvenuta durante l’amministrazione Johnson, nel tentativo di portare un po’ di ordine nel caos, e Kissinger l’aveva portata avanti durante le presidenze Nixon e Ford. Ma la distensione, pur attenuando una crisi, ne creò una ancora peggiore, scardinando la lunga lotta interna allo “stato profondo” per il controllo della politica americana nei confronti dell’URSS. Il Vietnam rappresentò molto più di una semplice sconfitta strategica: fu un fallimento concettuale [in inglese] all’interno della battaglia cinquantennale per contenere il comunismo di stampo sovietico. I Pentagon Papers [i “Documenti del Pentagono”] rivelarono l’entità della doppiezza e dell’incompetenza del governo statunitense ma, piuttosto di riconoscere la sconfitta e tracciare una nuova rotta, i suoi proponenti ribatterono con una campagna ideologica machiavellica conosciuta come l’esperimento nell’analisi competitiva o, in breve, Team B [in inglese].
Lawrence J. Korb, ricercatore del Center for American Progress e viceministro della Difesa dal 1981 al 1985, in un articolo [in inglese] del Los Angeles Times dell’agosto 2004 intitolato “È tempo di mettere da parte il Team B”, presentò ciò che lui riteneva essere la vera tragedia rappresentata dall’11 Settembre:
I resoconti della Commissione sull’11 settembre e del Comitato del Senato sull’Intelligence hanno mancato il vero problema della comunità dell’intelligence, che non è l’organizzazione o la cultura ma il concetto del Team B. E i veri malvagi sono i falchi che hanno creato questo concetto, partendo dalla riluttanza ad accettare i giudizi equilibrati degli esperti dell’intelligence.
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Articolo di Paul Fitzgerald ed Elizabeth Gould apparso su The Saker il 10 maggio 2017
Traduzione in italiano di Fabio_San, Elvia Politi, Voltaire1964, Raffaele Ucci, Mario B., Roberto Bargone
[le note in questo formato sono dei traduttori]
Prefazione del Saker: i quattro articoli seguenti, riuniti qui in uno solo, sono un’eccezione alla regola del Saker, cioè quella di non ripubblicare nel blog  articoli già pubblicati in passato. In questo caso, su richiesta di Paul Fitzgerald e Elizabeth Gould, ho deciso di fare un’eccezione per l’importanza e l’interesse del tema trattato: le origini del movimento Neoconservatore. Sono particolarmente grato a Paul e Elizabeth,  che hanno accettato la mia richiesta di rimuovere le restrizioni originali del copyright su questo materiale per consentirne la pubblicazione sul blog del Saker. L’analisi che hanno scritto, propone un approfondimento molto prezioso sulle radici e sulla storia del fenomeno Neocon.

http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=5749

PIANO KALERGI nell’O.D.G. della Commissione Affari costituzionali del Senato del 30/31 Maggio 2017! ATTACCO MORTALE ALL’ITALIA!!


I politici italiani, indistintamente, stanno preparando il colpo mortale per l’Italia il prossimo 30 e 31 Maggio 2017. In Commissione Affari Costituzionali del Senato l’Ordine Del Giorno è incentrato sullo ius soli.
Secondo questi sciacalli le urgenze dell’Italia, devastato dalla crisi economica indotta dai soliti noti, è lo “IUS SOLI”.
Come sempre non hanno mai un intervento o una parola per il popolo italiano.
Questi BARBARI vogliono dare la cittadinanza italiana praticamente a tutti per crearsi una manodopera a bassissimo costo e un elettorato che gli permetterà di schiavizzare totalemnte la nazione.
Gli italiani, come al solito, NON SONO PERVENUTI!! Ciò che è avvenuto negli altri continenti sta avvenendo da noi.
Distruzione, violenza, fame, povertà, morte…
Ma cosa cazzo aspettiamo per rimuovere questi maledetti subumani BASTARDI. Altro che il Movimento 5 stelle o altri partiti o movimenti… E’ tutta una pagliacciata. Questi ci stanno massacrando!!
Dove cazzo sono i generali patrioti? Dove sono le forze armate e le forze dell’ordine?
SVEGLIAAAAA!!

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FORSE ho capito perché un FALSO DECRETO LEGGE proprio adesso, con una FALSA URGENZA….
Forse ho capito il loro gioco….come sempre SUBDOLO!
se e’ questo…è ABNORME
Questo è l’ordine del giorno dei lavori del Senato, Commissione Affari Costituzionali, previsto per il prossimo
30 e 31 maggio (mancano ORE, non GIORNI!)
Si intende trasformare piu’ in corsa che si può, il diritto alla cittadinanza italiana da IUS SANGUINIS, vuol dire “Diritto di SANGUE” ed è l’attuale principio costituzionale vigente (mi spiego meglio: si è italiani, se i genitori lo sono) in IUS SOLI, che vuol dire “Diritto del Suolo” (si diventa italiani per il solo fatto di essere giuridicamente QUI o per essere nati QUI da genitori stranieri).
La Costituzione italiana NON LO PREVEDE ATTUALMENTE!
Definizione e requisiti ATTUALI per la CITTADINANZA ITALIANA
I motivi di questa fretta FERALE?
1) RENDERE CITTADINI ITALIANI TUTTI I MIGRANTI E LORO DISCENDENZE IN POCHI MESI.
(altro “CAPITALE UMANO” che rende un botto)
2) FARLI DIVENTARE TUTTI ELETTORI
(nel 2018 si DEVE andare ad elezioni, perchè la legislatura scade nei termini e non ci saranno più governi “inventati” da un “presidente della repubblica” e non eletti da nessuno)
3) FARLI DIVENTARE TUTTI CONTRIBUENTI (ammesso che oggi lavorino, e non mi pare il caso di specie)
4) OTTENERE MANODOPERA A BASSISSIMO COSTO, CHE NON CONOSCE NEANCHE IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA “SINDACATO” O DEL CONCETTO DI “TUTELA DEI LAVORATORI”
(chi ha un lavoro adesso, avrà dei competitori che si accontenteranno di metà salario e glielo sfileranno di sotto al naso in un lampo)
ERA TUTTO PREVISTO E PREVEDIBILI, cari Signori, noi lo annunciamo almeno da 6 anni, si chiama PIANO KALERGI e KALERGI è stato il “progettista” primo, fottuto e criminale, dell’idea della PAN-EUROPA che stiamo subendo tra lacrime e sangue. Lo ha fatto nei primi anni del secolo scorso, pensate.
Ancora oggi esiste un premio a suo nome che viene attribuito a personalità quali “papa” Francesco I (nel 2016), a Herman Van Rompuy, già presidente della Commissione europea (nel 2012), Angela Merkel (nel 2010), Jean-Claude Juncker, attuale presidente della commissione europea e alcolista grave, noto pubblicamente (nel 2014)
Se volete sapere cosa stanno praticamente TERMINANDO DI ATTUARE e a QUALE PROPOSITO, leggete il “PIANO KALERGI – Praktischer Idealismus”
QUI una presentazione sintetica, adesso non trovo il pdf, ma vedrete che qualcuno, che saggiamente lo ha scaricato a suo tempo, lo aggiungerà nei commenti (lo stanno eliminando un po’ ovunque ed è diventato raro, reperirlo in rete)
E’ TUTTO COMPIUTO
MANCA POCO ALLA DEVASTAZIONE DELL’ITALIA E DELL’EUROPA TUTTA
LA TERZOMONDIALIZZAZIONE EUROPEA, ALLO SCOPO DI GESTIRE LE MASSE TROPPO EVOLUTE E TROPPO COSCIENTI E COLTE, E’ QUASI AL TRAGUARDO
ECCO COSA DOVEVA NASCONDERE IL FALSO, RIDICOLO “DECRETO LORENZIN”-
QUALCOSA DI ORRENDO
UN VERO E PROPRIO TRADIMENTO PERPETRATO DA CRIMINALI, CONTRO IL POPOLO ITALIANO E LA STESSA COSTITUZIONE
Si sta attuando al millimetro tutto quanto i “complottisti” urlano al vento, nel DESERTO DELLE MENTI INCONSAPEVOLI, che li hanno sempre e solo derisi, invece di dar loro supporto e CAPIRE….
E’ sconfortante, credetemi…..sconfortante, a dir poco.
fonte  https://disquisendo.wordpress.com/2017/05/27/piano-kalergi-nello-d-g-della-commissione-affari-costituzionali-del-senato/

venerdì 26 maggio 2017

VACCINI: critiche al TOTALITARISMO PD, che per qualche italiota è GIUSTO e CIVILE! Benvenuti in ItaliOTA, un paese SOTTOSOPRA!

9564-10325
In riferimento al Decreto Legge Lorenzin sull’obbligatorietà dei vaccini, di cui abbiamo già pubblicato i seguenti post
riportiamo le critiche, di Sabrina Guzzanti, di Antonio Clavenna, Capo dell’Unità di Farmacoepidemiologia presso il Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell’Istituto Mario Negri e del giornalista di “Repubblica” Guglielmo Pepe, e a chiudere alcuni imbarazzanti e agghiaccianti commenti di ITALIOTI.
Sabina Guzzanti
«Davanti ai mezzibusti che spiegano il decreto vaccini, quanti si sono straniti come me per questa improvvisa efficienza, multe salate, controlli serrati? Quanti hanno pensato: che strana questa risposta pronta dello stato, questo pugno di ferro che non si è mai visto, contro l’evasione fiscale, contro la mafia, gli abusi edilizi, la corruzione, l’inefficienza generale? Non pensate anche voi che se avessero a cuore la salute dei bambini farebbero qualcosa per la terra dei fuochi, per l’ambiente, per tutti i veleni contenuti nel cibo?»
Antonio Clavenna, Capo dell’Unità di Farmacoepidemiologia presso il Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell’Istituto Mario Negri:
«Ci sono due aspetti del provvedimento che mi lasciano particolarmente perplesso. Il primo è il ricorso al decreto legge: è pur vero che da anni c’è stata un’elasticità (forse eccessiva) nell’interpretare i criteri di necessità e urgenza che consentono di ricorrere a questo atto, ma su temi così delicati sarebbe stato meglio affidare direttamente al parlamento il compito di legiferare. Il secondo è l’ampio numero di vaccini a cui il provvedimento si riferisce. Il decreto Lorenzin pone l’Italia a essere tra le nazioni con il maggior numero di vaccinazioni obbligatorie e la prima in Europa (dove per altro nella maggior parte dei paesi non vige l’obbligo). Non solo, ma è un deciso cambio di rotta rispetto alle scelte della politica sanitaria degli ultimi 20 anni, che indirizzavano verso un percorso di superamento dell’obbligo vaccinale. Tra i 12 obbligatori, vi sono vaccini che hanno un beneficio che riguarda prevalentemente o esclusivamente il singolo bambino. Questo significa che sono inutili o meno importanti? No. Significa, però, che impedire a un bambino che non ha effettuato questi vaccini di frequentare il nido o la scuola dell’infanzia non è motivabile con la (comprensibile) necessità di tutelare la salute dei compagni, soprattutto dei più vulnerabili. La presenza dei  vaccini contro la meningite è, invece, davvero poco comprensibile perché il meningococco ha una contagiosità poco elevata: la maggior parte dei casi di contagio avviene da portatori sani del batterio, e la prevalenza di portatori sani è maggiore tra gli adolescenti e i giovani adulti. Questo significa che per ridurre la capacità del batterio di circolare  è importante vaccinare gli adolescenti e i giovani fino a 21-22 anni, mentre le vaccinazioni effettuate nell’infanzia servono soprattutto a proteggere il singolo bambino. Anche in questo caso, la probabilità che un bambino in età prescolare non vaccinato per il meningococco rappresenti un pericolo per i suoi compagni è molto bassa. Desta particolare stupore la scelta di rendere obbligatorio il vaccino contro il meningococco B: è un vaccino introdotto in commercio da pochi anni e inserito nel calendario vaccinale solo a gennaio con il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale. Molte nazioni europee hanno scelto di non inserirlo nei programmi di vaccinazione perché il costo economico è maggiore rispetto ai benefici prodotti (alcuni paesi lo raccomandano, ma il costo dell’acquisto è a carico delle famiglie). A oggi l’efficacia sul campo e nella pratica del vaccino contro il meningococco B necessita di essere approfondita: dai dati disponibili sembra, per esempio, che l’efficacia protettiva si riduca dopo 2 anni e che il vaccino potrebbe non essere in grado di ridurre i portatori sani. Inoltre, i casi di meningococco B si concentrano nei bambini minori di 4 anni e in particolare nel primo anno di vita. L’esclusione dalle scuole dell’infanzia dei non vaccinati contro il B ha davvero poco senso (tra l’altro, un bambino vaccinato nel primo anno di età potrebbe anche non essere più coperto dal vaccino)…
Rispetto alle misure coercitive per le vaccinazioni (di cui l’obbligo per l’iscrizione al nido è un esempio) non si tratta di avere differenti visioni sui vaccini, ma sul modo di intendere la società in cui viviamo e il ruolo che la medicina e la scienza devono avere. Si tratta di scegliere se la comunità deve essere capace di includere, coinvolgere, e di tollerare/gestire il dissenso o se la medicina e la scienza debbano avere la possibilità di decidere al posto del paziente. Decidere se i cittadini debbano essere sudditi o sovrani»… 
Da vent’anni è stato avviato un percorso per il superamento dell’obbligo vaccinale, di cui si parla nei piani nazionali dei vaccini che si sono succeduti nel tempo. Un percorso stimolato dal parere del Consiglio Superiore di Sanità, espresso nella seduta del 15 novembre 1995, che “ravvisava l’opportunità di considerare, in virtù dell’evoluzione culturale ed economica della società italiana, lo spostamento delle vaccinazioni dagli interventi impositivi a quelli della partecipazione consapevoli della comunità” (citazione tratta del PNV 1999-2000). Con il Decreto del Presidente della Repubblica del 26 gennaio 1999 è stato abolito l’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. Il piano vaccini del 2005-2007 identificava (a pagina 66) alcuni requisiti necessari per permettere alle regioni di sperimentare la sospensione dell’obbligo, misura attuata dalla regione Veneto a partire dai nati del 2008. Non si è trattato, dunque, come sostenuto da alcuni, di un’azzardata decisione di improvvidi governanti, ma di una scelta avvenuta all’interno di un percorso condiviso con il Ministero della Salute. Ecco, invece, che dopo vent’anni il superamento dell’obbligo non sembra essere più considerato un obiettivo da raggiungere (stando ai provvedimenti approvati o in discussione in alcune regioni e alle notizie riportate dai media); al contrario si prospetta un suo potenziamento, sia come allargamento ad altri vaccini che per la reintroduzione dell’obbligo scolastico. Sembra un’improvvisa inversione di marcia. Paradossalmente, chi oggi continua a sostenere la necessità di superare l’obbligo è ritenuto un eretico. E considerando la numerosità delle voci che entusiasticamente lo difendono appare incredibile che possa essere stato messo più volte nero su bianco nei piani nazionali vaccini».
E il morbillo? È una «malattia per cui non è mai stata raggiunta (né tanto meno mantenuta nel tempo) una percentuale di vaccinati maggiore del 95%. Questo significa che rimaniamo esposti al ripresentarsi di epidemie ogni 3-4 anni. Nel caso del morbillo, quindi, la situazione che stiamo affrontando in questo periodo non è direttamente collegabile al “calo vaccinale”. A rendere particolarmente complesso il ragionamento riguardante il morbillo c’è il fatto che le sole coperture elevate in età infantile non sono da sole sufficienti per eliminare la malattia».
Guglielmo Pepe, giornalista, sul suo blog su La Repubblica.
«Vaccini a valanga dunque, senza se e senza ma – scrive – ma una società democratica non impone senza aver prima tentato altre strade. Che sui vaccini sono state escluse a prescindere. Perché si è voluta fare una campagna ideologica, forzando in modo fazioso le situazioni di fatto. Perché l’oltre 93 per cento di vaccinazioni per quelle obbligatorie, non rappresenta una emergenza (perfino il premier Gentiloni lo afferma), e su questo calo, progressivo ma lento, si poteva lavorare, convincendo soprattutto i medici scettici. Perché i duemila e passa casi di morbillo, che stanno dando segnali di decrescita, non sono numeri da epidemia sanitaria, come una parte della comunità scientifica sostiene. Perché i calendari vaccinali pubblici che si sovrappongono a quelli privati delle aziende, alimentano solo i dubbi. Perché i controlli della vaccino-vigilanza fanno ridere i polli. Ed è poco responsabile decidere di moltiplicare le vaccinazioni obbligatorie, senza mettere preventivamente in funzione un sistema di controlli, sugli effetti negativi, degno di questo nome (e non è un motivo valido quello di chi dice che le reazioni avverse sono pochissime: anche se fossero rare andrebbero registrate, catalogate, analizzate). Oggi nelle Asl non hanno registri telematici ad hoc, i medici non raccolgono le segnalazioni e non riportano gli effetti negativi che proseguono oltre le 36 ore di ordinanza. Perché, come sostengono le società scientifiche in un documento di due giorni fa a proposito degli incrementi di malattie da non vaccino, il problema non riguarda solo gli asili e le materne e le scuole dell’obbligo, ma anche tutto il personale scolastico e soprattutto, come nel caso del morbillo, il personale sanitario, a rischio di infezione e “veicolo” di infezione. Perché c’è una impostazione ideologico-dirigista sui vaccini che metà Europa neanche si sogna di adottare (e parlo di paesi a democrazia avanzata, e civilmente molto più avanti di noi). Portando da 4 a 12 i vaccini obbligatori facciamo i primi della classe, mentre il nostro Servizio sanitario nazionale fa acqua da parecchie parti, con tagli vistosi al Fondo sanitario come denunciano associazioni, medici, sindacati, studiosi, ricercatori. Non faccio previsioni su quanto accadrà. Però chi vince senza convincere non dimostra autorevolezza bensì prepotenza. Mascherandosi dietro la difesa della salute dei bambini alla quale tengono sicuramente tutti i genitori. Compresi i dubbiosi e i no vaxx.
Perciò chi addita queste madri, questi padri, come irresponsabili, non merita alcuna considerazione.  
Infine le multe: si tratta di un provvedimento davvero sconcertante perché chi potrà pagarle continuerà a dissentire, chi non potrà dovrà adeguarsi. Siamo dunque alla vaccinazione classista, alle punizioni in base al reddito. Se questa è la mediazione tra le posizioni Lorenzin e Fedeli, peggiore soluzione non poteva essere trovata».
Chi vuole opporsi a un obbligo aggressivo e totalitario? Molte associazioni stanno studiando azioni legali. Tra queste, il Codacons che ha annunciato l’impugnazione del decreto. Poi si stanno mobilitando con iniziative associazioni come il ComilvaAssis e altri comitati e gruppi che sono sorti in tutta Italia.
Una volta tanto che un giornalista scrive delle cose giuste, compaiono i geni italioti che sostengono che imporre in maniera VIOLENTA, multare per migliaia e migliaia di euro a vaccino all’anno e togliere i figli ai genitori sia da PAESE CIVILISSIMO.
Leggi i seguenti commenti
Eugenio repubblicarepubblica gianfranco
Diciamo a Eugenio e Gianfranco: se a seguito del vaccino morisse suo figlio, suo nipote, il figlio di un amico o di qualunque altra persona a voi cara, cosa pensereste? Sarebbe stato giusto correre il rischio? La morte di un bambino non vale nulla per voi?
Noi siamo dell’idea che se ci fosse anche un caso su un milione/miliardo, di morte o di danneggiamento permanente, non bisognerebbe farli.
Evidente che voi, oltre a non avere un briciolo di intelligenza, di umanità, NON AVETE ALCUN RISPETTO PER LA VITA! Fintanto capita agli altri chi se ne SBATTE, no? 
repubblica mariolina
Mariolina parla di pratiche GRATUITE. Forse non sa, o non si rende conto a causa della sua limitatezza intellettiva, che nel nostro paese non c’è proprio un bel niente di gratuito perché LO PAGHIAMO CON LE TASSE. Le TASSE, tra le più alte in europa, sono soldi che noi singoli cittadini italiani paghiamo allo Stato.
Sostiene che Lorenzin e Fedeli sono delle madri e hanno il merito di voler affrontare un tema importante? Con la violenza e minacciando di togliere i figli ai genitori? Oppure andando a cena con il presidente di Federfarma?
E i danni da vaccino ne è a conoscenza oppure sono rischi che bisogna correre come dicono gli altri due genialoidi di sopra? Siete semplicemente DISUMANI.  
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Il 26 Aprile 2014 “Il Fatto Quotidiano” pubblicò il seguente articolo sulla Glaxo Smith Kline
Due anni dopo, il 13 aprile 2016, “Il sole 24 Ore” pubblicò il seguente articolo
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Il 14 luglio del 2014, “L’Espresso” pubblicò il seguente articolo
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repubblica paola
tipico-comportamento-da-italiota
Tanti si son bevuti il cervello, ma ci sono pure tante tante MERDE in malafede.
Non ci dilunghiamo perché non ha davvero alcun senso! Dispiace solo che questi emeriti cazzoni e ignorantoni ci stanno portando dritti all’inferno!
E poi ci chiediamo perché ci siamo con la merda fino al collo…
Siamo in guerra!
Rileggiti i due articoli linkati all’inizio per avere un quadro più completo!
politici-popolo
https://disquisendo.wordpress.com/2017/05/24/vaccini-critiche-al-totalitarismo-pd/