venerdì 11 agosto 2017

La giornata tipo di uno schiavo moderno
















Nell'Era Moderna ogni mattina un uomo si alza al suonare della sveglia, e strappato violentemente dal dolce sonno corre in cucina a prendere la sua dose di caffeina, che una volta entrata in circolo nel suo organismo a stomaco vuoto, lo farà scattare sull'attenti e rendendolo subito iperattivo.

Lavato e cagato di fretta, il nostrosuperuomo moderno si avvierà verso il luogo di lavoro, tra la rabbia frustante del traffico mattutino, fatto di piccole accelerate e brusche frenate, una marcia lenta e singhiozzante che fa innalzare i livelli di nervosismo alle stelle.

Inizia poi la sua giornata di lavoro, con un falso sorriso stampato in faccia quando il nostro superuomo dovrà salutare colleghi e capi cordialmente anche se gli stanno tutti sul cazzo.

A metà mattina altra dose di caffeina per mantenere stabile in suo livello di produttività...


A mezzogiorno pausa in mensa con cibo spesso scadente e carico di additivi chimici e conservanti, pane con farina 00 raffinata con calce e demineralizzata, acqua di rubinetto al fluoro e un bicchiere di vino ricco di solfiti e pesticidi, una coscia di pollo da allevamento intensivo ricca di pregiati antibiotici e gonfiata di ormoni della crescita e infine un dolcetto ricco di zucchero bianco raffinato, vero e proprio carburante dei migliori tumori in circolazione, e tutto questo ben di Dio, il nostro superuomo lo chiama "cibo".

Ovviamente questo cibo è ricco solo esteticamente, ma in verità è carente di vitamine e minerali, in primis frutta e verdura, che vengono coltivate in maniera industriale e con fertilizzanti chimici derivanti dal petrolio...

Questo causa una seria carenza di vitamine e minerali al nostro superuomo che sarà così costretto a legarsi a vita a vitamine ed integratori "chimici" da prendere una volta al dì, al costo a barattolo di una cassa intera di frutta e verdura fresca di una volta, quella insomma che veniva coltivata in modo naturale e quindi naturalmente ricca di vitamine.

Al pomeriggio ennesima "pausa caffè", il che, con il passare dei giorni creerà una vera e propria dipendenza alla sostanza che produrrà nervosismo e irritabilità, che verranno placati grazie ai "tranquillanti" prescritti dal dottore.


La sera poi, il nostro superuomo moderno afflitto dai mille pensieri quotidiani, dal lavoro alienante, dalle bollette da pagare, dalle rate in corso, dall'affitto e da tutte le preoccupazioni moderne, faticherà a prender sonno e dovrà così ricorrere a potenti sedativi che inducono un sonno artificiale.

E la settimana prosegue così fino a sabato, quando il nostro superuomo finalmente trova riposo e si da all'alcool per evadere nel limite del possibile alla triste realtà a cui è sottoposto e che egli crede essere al sola ed unica realtà.

L'alcool lo inebrierà per qualche ora, rendendolo euforico e sicuro di sé, salvo poi renderlo uno straccio la domenica seguente, dove seguirà una breve revisione della sua vita nell'attesa di ricominciare tutto da capo il lunedì.

Tutta questa ansia, questa fretta, questo calvario fatto di lavoro e lavoro, traffico, stress, cibo artificiale e iperattività, verrà trasmesso ai propri figli e quindi alle generazioni future attraverso l'istruzione scolastica quasi come un "dono".

E la chiamano "educazione", l'addestrare gli esseri umani nati liberi a diventare dei frustati consumatori e infelici che già a 13 anni devono pensare, sotto le pressioni di genitori e insegnati a cosa vogliono fare da grandi, ovvero a quale lavoro dedicheranno l'80% della loro vita in nome di profitto, produzione, consumo di materie prime e distruzione del pianeta, dando così il loro contributo al "progresso".

VOGLIO SVELARE UNA COSA SEGRETA CHE FARA PAURA AGLI AMERICANI.



Mi sono deciso di rivelare una cosa segreta, che non dovrei rivelare ora, ma ho deciso di farlo per quanto mi sta accadendo in questi giorni, come ho già detto vincerà la guerra nucleare che viene, la Russia non lo dico solo io, ma anche è scritto in apocalisse. Gli Usa dovrebbero mettersi d'accordo con la Russia invece che fare i soliti prepotenti, e disporre della vita delle persone come vogliono, il Signore Re degli eserciti, mi rivelò molto tempo orsono, che i russi hanno un apparecchio che può creare una singolarità e quando scopriranno che applicato ad una bomba atomica ne potenzia di mille volte la potenza, forse lo hanno già scoperto, però il Signore dice che se venisse usato la terra sarebbe inghiottita da se stessa.
Se fossi negli USA, farei di tutto, per non generare la guerra nucleare. E' solo un consiglio spassionato, nulla di più.  Sappiamo che l'anticristo farà guerra al mondo, per conquistarlo. Io che sono servo del Signore devo avvertire, poi il mondo deciderà.



La terza guerra mondiale non deve essere tassativamente combattuta con armi nucleari.


fonte https://666anticristobestia.blogspot.it/2017/08/voglio-svelare-una-cosa-segreta.html

Fuori le correnti politiche e massoniche dal Csm

napolitano giorgio csm 610

di Giorgio BongiovanniLa desecretazione dei numerosi verbali diGiovanni Falcone e Paolo Borsellino, tra questi le audizioni davanti al Csm all’indomani della torrida “estate dei veleni” del 1988 - quando Borsellino pubblicamente denunciò lo “smantellamento” del pool antimafia - volute dal vicepresidente Legnini, sono in realtà azioni degne degli ignavi di Dante Alighieri. Da un lato, infatti, il Legnini cura la pseudo-immagine del Consiglio superiore della magistratura che, per i suoi magistrati, funge da sinedrio inquisitore; dall’altro cerca di guadagnare consensi all’interno di una magistratura ormai sfibrata e a pezzi, che corre il rischio di un grave fallimento. E malgrado ciò è riabilitata dall’eroico lavoro di quei magistrati impegnati in prima linea nel contrasto a tutte le mafie ed alla corruzione dilagante. Non possiamo, a questo proposito, non citare le Procure più a rischio - tra queste Palermo, Reggio Calabria, Napoli - ma anche molte altre - Caltanissetta, Roma, Milano, Torino - che con esse lavorano in sinergia nella lotta al terrorismo ed alla criminalità, comune ed organizzata.
C’è però un paradosso: ovvero che proprio quei magistrati che risollevano l’azione della magistratura in Italia, il cui lavoro investigativo di pregio è tuttora riconosciuto, sono proprio coloro che il Csm non valorizza nè promuove, perseguita e, nella maggior parte dei casi, mette sotto azione disciplinare. Proprio come accadde a Falcone e Borsellino, che dal Csm ricevettero un (per usare un eufemismo) ingiusto trattamento. Lo si legge tra le righe di quelle audizioni, quando, il 31 luglio 1988, contestarono a Borsellino l’aver reso pubbliche le confidenze degli ex colleghi del pool - dopo essere approdato alla procura di Marsala - prima in un intervento pubblico, poi nelle interviste rilasciate a La Repubblica eL’Unità. “Ritiene corretto - si chiedeva - avendo avuto delle confidenze dai colleghi, riferirle pubblicamente e addirittura farle oggetto di un’intervista?”, declassando lo “stato di notevole apprensione” vissuto dal pool antimafia all’epoca, quasi a pettegolezzi da bar, invece che prendere in considerazione il grido d’allarme con il quale il pool denunciava il rischio di perdere il prezioso patrimonio costruito durante l’istruzione del maxiprocesso.
Una situazione, alla procura di Palermo, denunciata davanti al Csm dallo stesso Falcone anche alcuni anni dopo, il 15 ottobre 1991. E, alla domanda se ci fosse stata o no, da parte del giudice, la rivelazione del contenuto delle dichiarazioni del pentito Giuseppe Pellegriti - che accusò Salvo Lima di essere il mandante di alcuni omicidi - all’allora presidente Andreotti, Falcone affermava duramente: “Mi è stata già fatta questa domanda. Allora posi e adesso pongo sempre la stessa affermazione. Mi si deve dire chiaramente: ‘tu sei accusato di aver rivelato il contenuto delle dichiarazioni di Pellegriti ad Andreotti’. Se non mi si dice questo, allora su questo punto adotto e faccio le mie precisazioni, ma non mi si può chiedere, in maniera maliziosa non da parte - per carità - di questi signori, se per caso ho telefonato ad Andreotti, perché questo rientra nel foro personale di ciascuno (…). Non si può investire della cultura del sospetto tutto e tutti. - continuava Falcone - La cultura del sospetto non è l'anticamera della verità” ma “del komeinismo”. E ancora: “Questo è un linciaggio morale continuo. Io sono in grado di resistere, ma altri colleghi un po' meno. Io vorrei che vedeste che tipo di atmosfera c'è per adesso a Palermo. Ma veramente non lavorano più! Si trovano in una situazione estremamente demotivata e delegittimata, sono guardati con estremo sospetto da tutti”. Una denuncia che, dal passato, irrompe nei giorni nostri e non può che servire da monito, se pensiamo che a 25 anni dalle stragi del ‘92 Falcone e Borsellino vengono celebrati in pompa magna dall’organo di autogoverno della magistratura, ospitando - legittimamente - la testimonianza di una delle figlie del giudice, Lucia Borsellino, e l’intervento franco e tagliente del Procuratore nazionale antimafia Roberti (“La nomina di Borsellino alla Procura Antimafia avrebbe, altresì, costituito la pietra tombale sulla trattativa Stato-Mafia, che in quei primi giorni di giugno era stata sciaguratamente avviata").
Ecco l’ipocrita trasparenza di cui parlavamo, l’operazione di delegittimazione che si ripete ancora oggi nei confronti di alcuni magistrati, gli stessi che mantengono vivo il valore della magistratura.
Per spiegare nel merito, rammentiamo la recente “bocciatura” dell’attuale procuratore di Reggio Calabria de Raho, superato da Melillo per il posto di procuratore capo a Napoli - tra le procure più importanti nella lotta al crimine - nonostante il primo abbia maturato una notevole esperienza nel contrasto alla mafia ed abbia una maggiore anzianità, rispetto al secondo. Perchè, dunque, il Csm che si autoincensa nell’annunciare la desecretazione dei verbali di Falcone e Borsellino, prosegue imperterrito nella stessa strategia di ostacolo, se non peggiore, perchè almeno ai tempi di Falcone e Borsellino qualche magistrato, al Csm, tentava di difenderli pur non riuscendo ad ottenere la maggioranza? Tra questi ricordiamo Gian Carlo Caselli, il compianto Mario Almerighi, o Stefano Racheli, che all’indomani della bocciatura di Falcone come capo dell’ufficio istruzione di Palermo - poi guidato da Meli - parlò di un sentore di “massoneria” che aleggiava. Oggi, a parte pochissimi - uno su tutti, Piergiorgio Morosini - chi si preoccupa di difendere i colleghi bersagliati dal fuoco incrociato di politica e magistratura?
Tornando agli esempi nel merito. Non abbiamo mai assistito, finora, ad un’azione preventiva del Csm, in veste ufficiale, in risposta agli attacchi della politica contro le toghe più esposte. Nè ad una riforma dell’organo di autogoverno degna di questo nome (abbiamo già evidenziato l’importanza di un vero cambiamento della struttura del Csm e delle sue logiche correntizie. Senza dimenticare il silenzio e l’ostilità del Csm nei confronti del pm condannato a morte da RiinaDi Matteo, dal procedimento disciplinare per il conflitto di attribuzione tra la Procura di Palermo e l’ex presidente della Repubblica Napolitano, alla serie di bocciature per il posto alla Direzione nazionale antimafia. Un’ostilità che, fortunatamente, si è infine conclusa con la recente promozione alla Dna per Di Matteo. Mentre, sul versante calabrese, il pm reggino Giuseppe Lombardo, più volte minacciato dalla ‘Ndrangheta e titolare di alcune delle inchieste ad alta tensione sui rapporti tra cosche e poteri forti, è stato nominato procuratore aggiunto.
Tolti questi pochi esempi di valorizzazione della meritocrazia, in questo gioco di contrasti e mancate prese di posizione sospettiamo che il Csm, dal suo vicepresidente in giù, possa essere tentato e condizionato dalla politica, che non può nè deve esercitare il suo potere sui magistrati. Questi ultimi, a loro volta, potranno impegnarsi in politica solo dopo aver abbandonato definitivamente la toga. Pena la perdita dell’indispensabile separazione dei tre poteri che, per dirla con Lucio Battisti, devono essere “vicini, ma irraggiungibili”.
In conclusione. La magistratura non si voti all’autodistruzione, ma prenda atto del valore dei suoi magistrati, coraggiosi, incorrotti e incorruttibili, che chiedono con forza, anche sbattendo la porta, la fine delle correnti e delle sue logiche. Affinchè il Csm faccia finalmente la sua inversione di rotta.
fonte http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/66684-fuori-le-correnti-politiche-e-massoniche-dal-csm.html

SCANDALO AL QUIRINALE: IL CONCORSO DA 125 MILA EURO L’ANNO? INDOVINATE CHI L’HA VINTO!



Bando per la tenuta di Castelporziano: scelta la figlia dell’ex vicesegretario del Quirinale. “Non ha i requisiti richiesti”

Ne aveva parlato perfino il Tg1: per la prima volta il Quirinalesceglie con una selezione pubblica per titoli il nuovo direttore della tenuta di Castelporziano, residenza estiva del presidente con annessi seimila ettari di macchia mediterranea incontaminata. Basta nomine a chiamata diretta, viva la trasparenza e la meritocrazia. E che sia d’esempio agli italiani tutti. La selezione per quel ruolo di assoluto prestigio, che vale un compenso annuo di 125.080 euro, effettivamente viene fatta con tanto di avviso (a dicembre) e commissione di valutazione di saggi (a marzo). La competizione è durissima: 577 candidati e 17 selezionati per il colloquio conoscitivo.
Tra il 6 e 7 marzo 2017 sfilano davanti al Segretario generale della Presidenza Ugo Zampetti e all’apposita commissione candidati con curriculum più che importanti e attinenti all’incarico: ex direttori di Parchi nazionali, docenti universitari, dirigenti forestali con lunghi anni di esperienza nella gestione delle riserve naturali dello Stato. L’esito è che la più idonea a dirigere la tenuta presidenziale in vita sua non ha mai diretto un parco o una riserva naturale. Dubbi sono anche i requisiti minimi per partecipare al bando, come la formazione post laurea e un’esperienza “almeno decennale” con compiti di “direzione, programmazione e coordinamento in settori che abbiano attinenza con il presente avviso e con le attività svolte presso la Tenuta di Castelporziano”.
A lasciare di sasso gli esclusi è però un altro dettaglio: la nuova numero 1 di Castelporziano è infatti la figlia della ex vicesegretario generale della Presidenza della Repubblica, e cioè lo stesso organismo che ha gestito la selezione. Ad aggiudicarsi il prestigioso incarico è infatti Giulia Bonella, 44 anni, che a Castelporziano ha svolto un tirocinio nel 1998 sul tema “La rinnovazione del Punus pinea in presenza di carico eccessivo di cinghiali”. Il Colle ribattedi aver tenuto conto dell’avviso unanime del gruppo di lavoromotivato “dall’eccellente livello delle sue competenze ed esperienze professionali, maturate in ambito pubblico e privato ed anche in sede europea”. E sulla parentela con la professoressa Carmela Decaro, docente alla Luiss di Roma, nominata da Carlo Azeglio Ciampi vice segretario generale tra il 1999 e il 2006, risponde che l’incarico è cessato 11 anni fa e che “l’avviso di selezione stabiliva che il cv dei candidati fosse redatto ‘in conformità del vigente modello europeo’, il quale, come è noto, non contiene voci relative alle generalità di parenti”.
I candidati esclusi promettono battaglia e la stessa Associazione italiana direttori e funzionari aree protette (Aidap) si appresta a scrivere una lettera aperta a Sergio Mattarella per chiedergli di intervenire a tutela della riserva e a garanzia della correttezza della procedura, sbandierata come prova di trasparenza e valorizzazione delle competenze ma risolta poi con una soluzione che sa di nepotismo. Si attrezza a ricorrere lo stesso presidente Aidap, Andrea Gennai, che ha partecipato alla selezione senza accedere al colloquio. “Sono due volte in imbarazzo, come candidato e come presidente”, racconta. “Mi pare evidente la sproporzione tra i titoli e le esperienze di molti professionisti e quello della nuova direttrice. Il punto non sono i suoi ascendenti familiari, ma che la selezione sia stata fatta nel rispetto dei requisiti del bando. A fine marzo ho fatto richiesta di accesso agli atti per avere il verbale conclusivo della commissione d’esame e il cv del vincitore. Non ho ricevuto risposta”.
fonte https://www.notiziem5s.it/scandalo-al-quirinale-il-concorso-da-125-mila-euro-lanno-indovinate-chi-lha-vinto/

Don Mussie Zeray e il network dei satellitari

Don Zerai con la Boldirni e la Kyenge

Daniel Wedi Korbaria
Alarm Phone nasce, come una scatola cinese, nell’ottobre 2014. Alarm Phone è un call center per i migranti organizzato da una coalizione di attivisti internazionali che da Tunisi a Chicago, da Tangeri e Melilla a Palermo, Berlino, Strasburgo, Barcellona, Bruxelles, Vienna, Zurigo, Amsterdam e Londra puntano lo sguardo direttamente sul Mar Mediterraneo. La coalizione vanta collaborazioni come WatchTheMed, Boats4People, Benvenuti in Europa, Africa Europe Interact, Borderline-Europe, No Borders Marocco, FFM e Voix des migrants. Ad ispirare Alarm Phone è stato il solito Don Mussie Zeray, per anni referente numero uno di chi era in pericolo in mare. Lui ha voluto condividere le sue esperienze e le sue competenze maturate in innumerevoli chiamate satellitari dal Mediterraneo.
Così Alarm Phone è partita con la partecipazione di 60 attivisti che nell’arco di un solo anno sono diventati 120. Molti di loro provengono dall’esperienza della campagna “Boats4people” del 2012. Sul loro sito c’è scritto: “Boats 4 People è una coalizione internazionale di organizzazioni della regione Mediterranea, dell’Africa e dell’Europa. È stata creata per impedire altre morti alle frontiere marittime e per difendere i diritti dei migranti in mare. Rivendica la libertà di movimento per tutti.”
don Musie Zerai  sempre col telefono
Sempre con il contributo di Don Mussie Zeray è nata WatchTheMed, che si occupa dei rifugiati provenienti dalla Siria. WatchTheMed è una collaborazione fra Boats4People e il progetto di ricerca Forensic Oceanography del Goldsmiths College. Sul loro sito c’è scritto: “WatchTheMed è una piattaforma di mappatura online per monitorare le morti e le violazioni dei diritti dei migranti alle frontiere marittime dell’UE. Il progetto WatchTheMed è stato avviato come parte della campagna di Boats4People del 2012 al centro del Mediterraneo.” Sul sito ci sono tutte le istruzioni su come viaggiare sui barconi per arrivare sani e salvi in Europa e i corrispettivi link di dove andare e cosa fare. Ma non sono gli unici.
W2EU (Welcome to Europe) è un’organizzazione che ha distribuito gratuitamente in Turchia una guida di 76 pagine scritta in arabo che contiene i numeri telefonici delle organizzazioni che aiutano i migranti come la Croce Rossa e l’UNHCR. I numeri telefonici offrono un servizio di assistenza 24h su 24. In caso di problemi in mare risponde un volontario che a sua volta chiama la guardia costiera greca affinché vada a salvarli. Così come Don Mussie Zeray risponde al telefono stando in Svizzera, una certa Sonia parlando in arabo lavora dall’Austria. L’organizzazione è composta da un centinaio di persone con sede in Europa e nel Nord Africa.
Don Zerai con la Boldirni e la Kyenge
Pres. Boldrini riceve Pres.Agenzia HABESHIA Don Mussie Zerai e elegazione Eritrea. 
La guida W2EU elenca le rotte dei treni, le linee di autobus e le mappe complete di reti stradali per far attraversare tutto il continente ai migranti senza fermarsi. È scritto: “La polizia italiana e i membri delle agenzie europee (come Frontex ed Europol) potrebbero farti qualche domanda a trabocchetto e qualificarti come un ‘migrante economico’ piuttosto che un ‘richiedente asilo’. (…) Se ti chiedono per esempio: Perché sei venuto in Italia? e tu rispondi: Per lavorare – ti negheranno la richiesta di asilo politico”.
L’appellativo “angelo dei profughi” Don Mussie Zeray lo condivide con la marocchina Nawal Soufi che in poco tempo ha fatto soccorrere ventimila persone in mare. Anche il suo cellulare non smette mai di squillare. Nawal è anche conosciuta tra i migranti siriani come Lady SOS: “Una volta stabilito il contatto chi è in mare mi dà le coordinate via GPS della sua posizione, in modo tale che io possa comunicarlo alla guardia costiera”.
Anche gli attivisti in Marocco di Alarm Phone, intervistati sul proprio lavoro, suggeriscono alla loro organizzazione di usare flyers da distribuire in Africa per far conoscere meglio il loro numero verde. Il passaparola funziona meglio se trovi anche una radio locale che ne favorisca la diffusione. “Lavoriamo anche con vari progetti in Marocco e in Africa occidentale e con associazioni come: Radio Mboa, AMDH, Conseil des Migrants, Centre Culturel Africain and Chabaka (…) Tramite NoBordersMorocco, con un collettivo di attivisti sub-sahariani ed europei, abbiamo stabilito una fitta rete di persone che vivono nei vari sottoboschi e rotte della migrazione.” Così è scritto sul loro resoconto annuale.
Alarm Phone collabora spesso con diverse imbarcazioni private e/o di organizzazioni umanitarie che hanno iniziato ad operare nel Mediterraneo centrale a maggio del 2015: Phoenix di MOAS (iniziato il 02/05/2015) e Bourbon Argos di MSF (iniziato il 09/05/2015), in seguito anche Dignità I di MSF (lascia Barcellona il 13/06/2015) e Sea-Watch(prima missione il 20/06/2015). “Spesso queste imbarcazioni sono le uniche presenti in prossimità della costa libica” scrive Alarm Phone.
messaggio che riceverebbero gli africani è molto chiaro: “Tentate la sorte”. Così anche quelli che non pensavano di intraprendere un viaggio in Europa sapranno che ci sono le navi delle tante ONG ad aspettarli vicino alle coste africane pronte per partire. E non è questo “pool factor”?

 Sulle moderne navi negriere

Certo, una volta quando qualcuno si sentiva poco bene, per esempio in un teatro, si gridava: “C’è un dottore in sala?” E fortunatamente ce n’era sempre uno che correva a soccorrere il malcapitato. Oggi, si potrebbe fare la stessa cosa anche in mare aperto. Il Mar Mediterraneo è pieno di imbarcazioni di “medici salvatori” quali Médecins sans frontières ma chissà perché i migranti continuano ad annegare più di prima
Secondo Frontex, l’Agenzia che si occupa dei confini dell’Unione Europea, le navi di Médecins sans frontières (MSF) e di altre ONG umanitarie effettuano circa il 40% dei salvataggi in mare.
“Ci accusano di essere i taxi del mare? È falso, Frontex distribuisce fake news” così ha risposto alle accuse sulle pagine de La Stampa Hans-Peter Bushheuer, portavoce della ONG tedesca Sea-Eye.
Solo ieri in Sicilia ne sono sbarcati 1.500 recuperati grazie al solerte impegno delle navi soccorso gestite da organizzazioni umanitarie (MOAS, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins sans frontières, Save the children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye, Life boat) che annoverano tra i propri finanziatori la Open Society e altri gruppi legati al milionario «filantropo» George Soros” scrive Micalessin il 03 marzo 2017 suil Giornale in un articolo intitolato: George Soros, l’uomo che paga l’invasione dell’Europa.
Dietro alle operazioni di navi di grossa stazza come il Topaz Responder da 51 metri del MOAS, il Bourbon Argos di MSF, o l’MS di Sea-Eye ci sono infatti quasi sempre i finanziamenti del filantropo (…) L’aspetto più inquietante di questa vicenda è però il fatto che questa flotta di navi fantasma, battenti bandiera panamense, (Golfo azzurro, della Boat Refugee Foundation olandese e Dignity 1, di MSF) del Belize (il Phoenix, di MOAS) o delle isole Marshall (il Topaz 1, di MOAS) punti a realizzare politiche dissonanti rispetto a quelle europee e italiane.
Iniziative come il Sea-Watch, Médecins sans frontières e la Stazione di soccorso dei Migranti in mare aperto (MOAS), che hanno tutti le imbarcazioni di soccorso in funzione, stanno facendo un lavoro prezioso – così come l’allarme telefonico dei Boats4People sul pericolo in mare – aiutando le persone laddove i governi europei falliscono nel soddisfare i loro obblighi umanitari.” scrive sul suo sito Pro Asyl (una ONG tedesca finanziata dalla OSF che aveva già premiato il giornalista Fabrizio Gatti e Don Mussie Zeray).
Un giovane video-blogger, confrontando le date dei salvataggi avvenuti “nel Canale di Sicilia” fatte dalle imbarcazioni delle ONG e con l’ausilio di un servizio di tracciamento satellitare della Marine Traffic è riuscito a confermare ciò che scrive Alarm Phone: “Spesso queste imbarcazioni sono le uniche presenti in prossimità della costa libica. Questo “servizio taxi” in realtà sta seminando più morti in mare in quanto i trafficanti usano non più barconi ma gommoni stracarichi di persone e con poca benzina perché sanno che tanto ci sono le imbarcazioni delle ONG. Aumentando il traffico di esseri umani aumentano di conseguenza anche gli incidenti.
Due anni fa, in uno scambio di messaggi via twitter con MSF Sea chiesi loro: “Siete sicuri di salvare le persone non per altri propositi? Chi è che vi finanzia NED, FreedomHouse, Soros, Open Society Institute?” Mi risposero: “@wedikorbaria Siamo finanziati da più di 5.7 milioni di individui privati. Per saperne di più clicca qui…” Replicai: “È il resoconto del 2014, dov’è il resto? È il modo per negare il vostro collegamento a Soros, l’uomo delle rivoluzioni colorate?” Mi mandarono il resoconto finanziario degli ultimi 10 anni e, ovviamente, non c’era traccia di Soros.
Daniel Wedi Korbaria
fonte http://www.maurizioblondet.it/don-mussie-zeray-network-dei-satellitari/

“FATE DERAGLIARE I LORO TRENI…”, LA GUIDA-HORROR PER I MIGRANTI ISLAMICI



Operazioni di deragliamento dei treni possono causare “grande distruzione” al settore dei trasporti ed alle economie dei Paesi occidentali. Questo è il messaggio e l’invito ad agire contenuto in un video diffuso da Al-Qaeda nella penisola arabica (Aqap) allegato al 17esimo numero del suo magazine Inspire dedicato a questo tipo di azioni.
Conosciuta anche come Ansar al-Sharia nello Yemen, Aqap è un’organizzazione terroristica islamista affiliata ad Al-Qaeda che opera principalmente nello Yemen e in Arabia Saudita
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Un appello accompagnato da un vero e proprio manuale di istruzioni: l’obiettivo sarebbe quello di «fare deragliare treni in Paesi occidentali usando materiali facilmente reperibili». In particolare i deragliamenti dei treni non si limiterebbero a causare vittime, sostiene la rivista, ma a «causare grandi distruzioni» al settore ferroviario e quindi a danneggiare l’economia occidentale.

fonte http://voxnews.info/2017/08/12/fate-deragliare-i-loro-treni-la-guida-horror-per-i-migranti-islamici/

La mafia foggiana



"Trecento omicidi negli ultimi 30 anni di cui l’80% rimasti impuniti. Sono questi i numeri della «mafia garganica», assunta agli onori della cronaca nazionale negli ultimi giorni, dopo il feroce agguato di San Marco in Lamis che ha lasciato per terra quattro morti, tra cui il potente boss Romito.
Numeri confermati dal procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti, che ammette un qualcosa che non può più essere accettato: considerare la mafia garganica minoritaria, di serie B, rispetto a quella siciliana, alla n’drangheta, alla Sacra Corona Unita, e alla camorra della quale, anche per la vicinanza geografica, era considerata una costola.E la società,la societa' civile???
«Nell’ultimo processo celebrato a Foggia, condotto dalla Procura distrettuale di Bari per una catena enorme di estorsioni, non si è registrata la partecipazione della società civile. Il Comune di Foggia non si è nemmeno costituito parte civile del processo e questo è un segnale estremamente negativo che va stigmatizzato».
DAL 28 APRILE AD OGGI ci sono stati 12 omicidi e una persona sparita nel Gargano: un morto ogni 6-7 giorni, «eppure in Italia nessuno lo sa», denuncia l’ex questore di Foggia Silvis, per il quale «è arrivato il momento che la gente sappia delle quarta mafia tanto sanguinaria quanto mancante di collaboratori di giustizia perché si ha paura di pagare con la vita la collaborazione». Una mafia, aggiunge Silvis, «che può crescere e diventare ancora più pericolosa».
Ad aprile scorso è stata aperta una sezione del Ros a Foggia che mancava, con la Procura distrettuale di Bari che continua ad offrire un supporto logistico alle indagini su tutto il Gargano.
Allora sappiavatelo tutti..Abbiamo fatto la conoscenza con una nuova mafia..Cioè che e' vecchia ma chi se la cagava ecco."
fonte https://luigipiccirillo.blogspot.it/2017/08/mafia-nel-gargano-buongiorno-da.html