venerdì 15 maggio 2015

Saves-Thibaud-Tarlant : è ancora Champagne!



Avere papille gustative protese all’insuperabile, all’immigliorabile, all’assoluto vinicolo  è nel contempo una grazia e una condanna. Per gli amanti delle bollicine quasi sempre nella luce odorosa dei nettari della Champagne si trovano le risposte organolettiche giuste. Dall’impareggiabile cilindro del nostro vagheggiamento enoico spunta una terna di bottiglie inedite : Il Grand Cru brut Millesime 2007 di Camille Saves, il Grand Cru brut Blanc de Noirs di Guy Thibaud e la Cuvèe Louis 1998 & 1997-1996 di Tarlant. Si comincia con il nettare di Bouzy. Quelle di Saves sono bollicine  che hanno un tatto carezzevole e setoso, nonostante l’assenza di malolattica. La freschezza recata dalla tecnica e dal millesimo è ideale  per accendere la beva. Con Thibaud  si sala sulla scala della complessità aromatica. La fermentazione malolattica  dona al suo Blanc de Noirs una cremosità che associata alla ricchezza estrattiva del pinot nero rende il campione uno champagne di grande carattere. Il gran finale è affidato alla Cuvèe di Tarlant. Maestri nel combinare le uve avendo ben 55 parcelle diverse a disposizione, i Tarlant hanno un approccio biodinamico e lasciano che sia la Natura a guidarli nelle loro coltivazioni. La Cuvèe Louis è un vino da meditazione,potente e complesso,prodotto da tre annate diverse e dalle vigne più vecchie. Bollicine d’autore per bevitori incontentabili.
RT


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