venerdì 24 marzo 2017

"Chi Comanda Il Mondo?" Povia Sotto Attacco, Denunciato Per "Istigazione All'odio"



L'Osservatore Laziale riporta la notizia che un'associazione avrebbe intenzione di denunciare il cantautore Povia perché la canzone "Chi comanda il mondo?", a loro giudizio, istigherebbe all'odio razziale.

La notizia è stata appresa con sconcerto sul web, dove la maggioranza degli internauti esprimono viva solidarietà al cantante: "vogliono fermare Povia" è il commento più gettonato sui gruppi che discutono la vicenda.

La canzone di Povia può piacere o meno, ma non riusciamo a comprendere quali parti istigherebbero all'odio. Ci auguriamo che la magistratura abbia di meglio da fare che ascoltare le canzoni di Povia, visto che ogni anno cadono in prescrizione numerosi processi importanti.

Il videoclip della canzone di Povia è il seguente: 

 


Povia sul suo profilo Facebook ha commentato così la notizia:

ADDIRITTURA UNA DENUNCIA? 
La canzone "Chi comanda il mondo" è chiaramente riferita alla dittatura finanziaria mondiale che sta impoverendo il mondo, punto.
Se vi riferite alla frase "messo sulla croce in Israele" vuol dire semplicemente e simbolicamente che Gesù Cristo che doveva salvare questo mondo, è stato messo sulla croce un tempo nell'attuale Gerusalemme. 
Se fosse stato messo sulla croce a Carmagnola o a Sacrofano o a Santa Marinella, avrei cantato quei nomi. Se vi riferite ad un'altra frase, ditemi pure.
Sono contento che invece la maggioranza abbia capito il brano.
Invece di valutare una denuncia, valuterei il dialogo, 
stiamo tutti dalla stessa parte ma come dice la canzone: 
"siamo divisi dai simboli, noi singoli" 
ed è quello che vogliono i grandi potenti. Ci vogliono DIVISI. 
NON CASCATECI.


 fonte  nocensura.com

GLI STATI UNITI D’EUROPA OVVERO L’OCCASIONE MANCATA


dittatura europea
Nella quarta di copertina del volume “La Dittatura Europea” di Ida Magli, si legge: “L’Europa doveva abolire la storia. La storia ha abolito l’Europa”. E questo – si dice – lo abbia detto Lucio Caracciolo, ideatore e direttore di LIMES, l’unica rivista italiana di geopolitica.
Certamente sin dal gennaio 2006, l’autorevole mensile di considerazioni e di scenaristica, sentenziava: L’Europa è un bluff; nel continente europea ognuno fa per sé e nessuno per tutti e avvertiva che, in realtà, tutto poteva ridursi ad un sogno di Putin che si riduceva, partendo dalle strette economiche in cui si trovava Mosca a quella data, in un piano/comportamento per recuperare un rango di potenza globale. E così è stato. La strategia del Cremlino è consistita in un legame sempre più stretto (tramite il gas e altre seduzioni/ricatti) con tutto il Vecchio Continente, scavalcando i suoi infidi ex paesi satelliti. Riuscendo nell’intento che si era prefisso. Oggi, addirittura sembra essere il puparo del Presidente degli USA. Cosa bizzarra e insolita. Comunque unica nella storia mondiale
L’Unione Europea, proposta appunto sessanta anni fa come un grande passo verso il futuro, invece appunto è un bluff che ci stato imposto, a più riprese, come un processo giusto e inesorabile. Oggi, anniversario della “fondazione”, i risultati dovrebbero essere sotto gli occhi di tutti, eppure in molti faticano ancora a vederli, perché la macchina degli interessi politici ed economici che l’ha messa in moto ha censurato, per decenni, molte coscienze, anche di italiani, che accettano l’Unione come un dato di fatto, e con essa la perdita dell’identità nazionale, così come diversi diritti personali.
Gli Stati Uniti d'Europa
L’antropologa Ida Maglie, per ribadire la sua opposizione all’Unione, risale all’origine di questo disastro, andando a cercare, nella storia e nei suoi incontri, i principali colpevoli, senza fare sconti a nessuno, dalla cattiva politica alla Chiesa, agli intellettuali pavidi, passando per i banchieri avidi pronti ad imporre su tutti la loro legge spietata. Il risultato di questa attenzione da parte di Maglie al groviglio complesso che chiamiamo Europa è un libro che racconta di come un progetto nato solo su carte geografiche e nella mente di una oligarchia, abbia contribuito a renderci più poveri, meno sicuri, e certamente meno liberi.  E alla mercé del dittatore russo.
Più poveri (certamente), meno sicuri (cosa è oggi la NATO?) e quindi meno liberi perché, in povertà e incertezza militare, tali si è. Avremmo dovuto fare ben altro e comunque non rimuovere che ogni realtà “statale” non dovrebbe negare la profonda unità e la mutua interdipendenza dei destini dei singoli e della collettività in generale. E questo non è accaduto per responsabilità di chi si è fatto guida. In questa Europa è assente la solidarietà (condizione spesso violentemente contrastata da forze che si combattono nella speranza di un dominio assoluto) che, viceversa, si imporrebbe come la scelta più saggia e anche la più redditizia sul piano economico. Soltanto infatti in funzione del bene comune è possibile tutelare l’interesse individuale a lungo termine. Perché ciò fosse stato possibile, però, sarebbe stato necessario costituire un sistema di rappresentanza politica capace di incidere (e condizionare con fermezza) sul potere decisionale che invece in questa condizione di sostanziale apatia (sono pochi anni che il dissenso contro l’oligarchia di re, regine, governatori, banchieri si è manifestato), in cui ha potuto operare, ha fatto come cazzo ha voluto. Più che rinunciare all’Europa, va rifondata, a cominciare da un’attività di comunicazione e di mediazione che sia ferma e pienamente consapevole della complessità dell’iniziativa da intraprendere contro l’autorità politica e giuridica autoreferenziale che si è “piazzata” al comando dei popoli europei e dei cittadini tentando sostanzialmente di farne degli schiavi da sfruttare e mungere. È ora di creare un collegamento tra i cittadini dei diversi popoli, dando vita a figure di mediazione capaci di dotare di identità sociale le iniziative che appartengono alla gestione della quotidianità secondo un progetto politico definito, condiviso, assunto in piena consapevolezza.  Ci vogliono luoghi di pensiero (un tempo erano i partiti, oggi che siano i MoVimenti) diffusi.  Ce ne vogliono centinaia di queste “think tank”, bacini di pensieri, di idee, di progetti ad alto potenziale. Si deve tornare ad impegnarsi in vere e proprie battaglie di civiltà, consolidate da chiara eticità nella conduzione di questi scontri. Che vanno attuati con la dovuta energia e senza timori reverenziali.
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Ci si deve impegnare, se si vuole arrivare ad unirsi in un grande stato confederato, a creare le condizioni psicologiche, giuridiche perché si favoriscano cambiamenti di mentalità che possano generare benefici a lungo termine per la società nella sua totalità. Si tratta di promuovere, da zero, quei valori che sono a fondamento di una società libera, costruita e rafforzata dal ruolo attivo e propositivo della comunità civile. Le persone devono avere certezza di contare e di essere inizio e fine di tanto agire.
Invece domani, al massimo, figure ambigue (gli uomini in nero), mai chiarite nella loro reale appartenenza (ma ci dite se sia hanno elenchi certi di questi fantasmi che compaiono e scompaiono durante i cortei e che con troppa facilità possono scatenare l’inferno nelle città europee appunto?),  faranno casino. Ma non si fanno cadere le dittature facendo “casino”. Anzi, solo casino. Anzi, facendo solo “casino” si rafforzano le dittature che spesso hanno alimentato artatamente il “casino” per reprimere a buon diritto gli oppositori.
Andare urgentemente quindi oltre il “casino”.
La società libera prevede un movimento dal basso verso l’alto (non è stato questo che è avvenuto), con il reciproco controllo (manco per niente) e il bilanciamento (zero assoluto) di tutte le sfere che compongono il variegato insieme delle esperienze politiche, economiche, culturali, religiose che caratterizzano la società contemporanea e in particolare quella che insiste dentro i confini europei e mediterranei. Le istituzioni che si sono autopiazzate a guidare l’Europa, non hanno promosso un bel niente, tanto meno il dialogo politico e la libera economia imprenditoriale. Tantomeno il pluralismo culturale. Anzi, chi si è proclamato Re d’Europa (tenendo conto che già il Continente è infestato di vere regine e re) nulla ha fatto di tutto questo, rimuovendo totalmente che la cultura è la linfa della società sempre ma in particolare nell’era dell’informazione. E questo vuoto che gli va imputato prima di ogni altra grave responsabilità: l’aver buttato nel gabinetto il patrimonio culturale dei singoli paesi che si volevano fare Europa e in questo “buttare nel cesso” si è persa ogni speranza di assurgere a Stati Uniti d’Europa, esempio per l’intero Pianeta quale si poteva essere.
Vediamo dopo le “Celebrazioni” di domani, sorelle del “casino”, che cosa si debba fare se vogliamo non rimanere esclusivamente terreno di conquista dello ZAR Putin che, invece, di “casino” non ne tollera un grammo.
Oreste Grani/Leo Rugens
fonte https://leorugens.wordpress.com/2017/03/24/gli-stati-uniti-deuropa-ovvero-loccasione-mancata/

LA BOLDRINOVA VUOLE FARE LA COMMEMORAZIONE DELL’ATTACCO TERRORISTICO A LONDRA, E DALL’AULA DI MONTECITORIO S’ALZA UN URLO: “NOOOO”



IL TROLLEY NON PUO’ ATTENDERE - LA BOLDRINOVA VUOLE FARE LA COMMEMORAZIONE DELL’ATTACCO TERRORISTICO A LONDRA, E DALL’AULA DI MONTECITORIO S’ALZA UN URLO: “NOOOO” – LA PRESIDENTA S’INCAZZA: “CHIEDO RISPETTO”. VA AVANTI: MINUTO DI SILENZIO ED APPLAUSO FINALE (LIBERATORIO): I DEPUTATI HANNO VOGLIA DI TORNARE A CASA





laura boldriniLAURA BOLDRINI

“Noo!“: è l’urlo che si è sentito nell’aula della Camera quando la presidente Laura Boldrini stava annunciando di accingersi a tenere “una commemorazione” delle vittime dell’attentato di Londra prima dell’ultima votazione della giornata.
AULA MONTECITORIOAULA MONTECITORIO


DEPUTATI TROLLEYDEPUTATI TROLLEY
fonte http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/trolley-non-puo-attendere-boldrinova-vuole-fare-commemorazione-144317.htm
Un attimo prima di indire la votazione finale sul dl terremoto, Boldrini dice: “Ora dobbiamo fare una commemorazione…”. Ma in tanti, spazientiti, non la lasciano finire e urlano “noo!”, probabilmente non avendo capito che si stavano per ricordare le vittime di Londra. Boldrini reagisce duramente: “Chiedo rispetto”, dice la presidente della Camera, che dopo inizia la commemorazione, chiusa da un minuto di silenzio e da un corale applauso dell’Assemblea.



MA COSA SAPETE DI ALTIERO SPINELLI E DEL CONTE RICHARD COUDENHOVE-KALERGI?

kalergi
In queste ore, nei telegiornali sento citare Ernesto Rossi, Altiero Spinelli, la resistenza alla dittatura fascista, il confino a Ventotene e rimango sconcertato che di questi riferimenti storici se ne stiano impadronendo personaggi come Attanasio cavallo Vanesio “Matteo Renzi”, o il massimo esponente del nulla organizzato francese cioè il colbaccato François Hollande e la signora Merkel che cresciuta “silente” nella DDR comunista post nazista senza mai emettere un “fiato” resistente a tale dittatura, mi sembra che di lotta ai tiranni sappiano poco. Come penso sappiano pochissimo su Coudenhove-Kalergi e sul silenzio che circonda questo personaggio nei Paesi che lor signori “governanti europeisti” rappresentano.
Parlare di Altiero Spinelli e dell’Europa di Ventotene senza sapere nulla di Cudenhove-Kalergi e della sua Paneuropa, è come parlare di integrazione con i musulmani ignorando che in realtà la loro religione si basa, come quella dei cristiani e degli ebrei, sull’Antico Testamento.
Ignorando tutto dell’Antico Testamento i nostri governanti sono smarriti (comunque disarmati) di fronte a molti dei comportamenti degli immigrati mussulmani che appaiono del tutto incompatibili con la nostra cultura ma che in realtà sono facilmente riconoscibili nei dettami della Genesi e dal Levitico, testi in auge presso gli ebrei al tempo della comparsa di Gesù e che troviamo anche descritti nei Vangeli perché Gesù (provate a ricordarlo) li combatteva: la poligamia, la lapidazione delle adultere, l’impurità delle prostitute, la minorità e il nascondimento delle donne (altro che burka ridotto a questione di costume da bagno), il tabù del sangue, la legge del taglione con la mutilazione proporzionale delle membra, il “sacrificio” degli animali, l’ossessione ritualistica nel rispetto delle preghiere e dei digiuni. Immaginate di quali complessità stiamo parlando se la rinuncia formale al “sacrificio degli animali” gli Ebrei d’Europa lo sanciscono solo nel 1807 al momento della firma dello Statuto di libertà pattuito con Napoleone Bonaparte e che nell’attuale Stato di Israele sono presenti numerosi gruppi di “ortodossi” che lo hanno ripristinato insieme a molti altri precetti inclusi quelli che riguardano la “tabuizzazione” delle donne. Che in ogni sinagoga del mondo sono “separate” dagli uomini.
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Alcuni anni addietro Angela Merkel (la vera capessa dell’Europa che, ignorandone forse l’esistenza, appare consigliata opportunamente perché il programma europeista di Coudenhove-Kalergi venga pedissequamente eseguito) cominciò a stupirsi che esistessero dei tribunali islamici di fatto che emettevano  in Europa e in Germania in particolare, sentenze secondo le leggi dell’Antico Testamento: parlo di quei padri e quei mariti che uccidono le mogli o le figlie, le mutilano del naso e delle labbra, le tengono chiuse in case, le obbligano a portare il corpo e il volto coperto. Altro che burkabikini o andare al mare a mostrar le chiappe chiare, come recita la nostrana spensierata canzonetta. Questi ignorantoni vanno a Ventotene  e parlano di Altiero Spinelli ma è come ritenere che si possa dare sostanza alla “tedeschità” a cui pensava Coudenhove-Kalergifare (era austriaco!) dell’Europa banalmente passando per una moneta unica (cioè il marco camuffato), una “religione unica” (cioè nessuna), un governo unico (cioè quello tedesco). Tutte cose impossibili stando il livello culturale dei nostri governati. Senza conoscenza dell’antropologia, della storia, della psicologia sociale nulla sarà possibile. Non a caso la bandiera europea nessuno sa cosa significhi e il Preludio introduttivo all’Inno alla Gioia di Beethoven non riuscirà a divenire mai un “inno” perché non ha parole in quanto è solo orchestrale. Così non si è discusso sulla lingua e sul poter cantare tutti noi europei il nostro inno. Niente parole, niente inno, niente memoria, niente evocazioni, niente futuro. Come è stato e come sarà.
Un solo cenno a Richard Coudenhove-Kalergi e alla sua invenzione della Federazione degli Stati Uniti d’Europa.
Nel 1923 Coudenhove-Kalergi pubblica il saggio “Paneuropa” dove espone i motivi per i quali è necessario realizzare una federazione degli Stati d’Europa.
Sulla copertina del libro compare il simbolo scelto per la costituenda unione europea: una croce rossa che sovrasta il sole dorato, simbolo che era stato l’insegna dei Rosacroce o di quella “setta” che così si è sempre chiamata. Che sia esistita o meno (vedi in calce).
“La croce rossa delle crociate del Medioevo è il simbolo più antico dell’unione europea sovranazionale. Oggi essa è diventata il simbolo dell’umanesimo internazionale:il sole rappresenta lo spirito europeo il cui irragiamento ha illuminato il mondo intero. La civiltà greca e la civiltà cristiana (chissà perché rimosse Roma e la costruzione giuridica repubblicana prima e imperiale poi? ndr) – la croce di Cristo sul sole di apollo – formano il fondamento durevole della cultura europea”. Questo è un passo tratto dal saggio di Coudenhove-Kalergi “J’ai choisi l’Europe” che certamente i consiglieri culturali del Califfo hanno letto e che i nostri tre cavalieri senza macchia e senza colpa, oggi presenti a Ventotene, ignorano che sia mai stato scritto. Dal vero ispiratore dell’europa farlocca come oggi la conoscete e a cui si ispirarono malamente i fondatori di quell’aborto che oggi è sotto gli occhi onesti di chi vuol vedere.
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Coudenhove-Kalergi era nato a Tokyo nel 1894 dove il padre era – semplicemente – ambasciatore di Francia, e dopo aver sposato – semplicemente -una principessa giapponese era vissuto a Vienna in una atmosfera cosmopolita dove vivevano anche semplicemente Wagner, Bismark e compagnia cantando. Cominciò da giovanissimo ad interessarsi al progetto di un Nuovo Ordine Internazionale Mondiale basato su una Federazione di nazioni guidata dagli Stati Uniti d’America. Quando si dice che ci sia un disegno e gli anticomplottisti rispondono che sono tutte cazzate, sarebbe importante mordersi la lingua ed approfondire quale sia il disegno di cui si parla e chi, appartenendo a quei mondi elitari (quali ad esempio re, regine, miliardari che hanno fondato e difendono questa Europa dell’Euro!!!!!!!), lo ha accolto e coltivato pedissequamente.
La mondializzazione fu indicata come il vero obiettivo del Movimento e da allora, come vedete, siamo di fronte ad una “globalizzazione” del mercato e della circolazione delle merci (anche umane!) ma certamente senza alcuna soluzione del problema della convivenza pacifica e dello sviluppo umanistico nel rispetto di madre natura. Anzi guerre, guerre e consumo del pianeta datoci in prestito. Altiero Spinelli si forma culturalmente in ambienti che ereditano la visione del Conte Richard Coudenhove-Kalergi e di una massoneria (semplifico con questa espressione cose che vedevano essere ammiratori del pensiero elaborato nel Movimento Paneuropa figure tra di loro – apparentemente – diverse) di tipo globalizzante e destinate, come accade a generare solo ed esclusivamente sopraffazione dell’Uomo sull’Uomo.
Siamo parlando di aristocratici (in tutti i sensi) che dei popoli non gliene mai fregato un ben amato….
Tornerò appena è possibile su chi aveva amato subito e sostenuto, con grandi finanziamenti, il pensiero di Coudenhove-Kalergi. Vi prometto che rimarrete stupiti. Cose complesse che poco si addicono a uno come Matteo Renzi che pensa che la Massoneria sia quella del suo fratellino Denis Verdini o del cattomassone Giancarlo Elia Valori.
Oreste Grani/Leo Rugens
fonte https://leorugens.wordpress.com/2016/08/22/ma-cosa-sapete-di-altiero-spinelli-e-del-conte-richard-coudenhove-kalergi/

RENZI, VIA BOSCHI, TIRA I FILI AI BURATTINI PADOAN E GENTILONI



RENZI, VIA BOSCHI, TIRA I FILI AI BURATTINI PADOAN E GENTILONI: NIENTE TASSE NELLA MANOVRINA O SALTA IL GOVERNO – OFFENSIVA DEL NAZARENO CONTRO IL "TROPPO ATTIVO" CALENDA. MATTEO VUOLE VOTI DI FIDUCIA A RAFFICA – CERCA L’INCIDENTE O VUOLE STANARE BERSANI?


Tommaso Ciriaco per la Repubblica

renzi padoanRENZI PADOAN
«La gente ci chiede segnali, i nostri avversari ci massacrano: dopo il congresso si cambia musica». Le primarie dem sono ancora tutte da giocare, ma con i fedelissimi Matteo Renzi guarda già un paio di passi più avanti. Fiuta trame ostili, anche dalle parti del Nazareno. Si sente costretto tra timidezze che non può più tollerare. Quali? Alcune «prudenze» di Pier Carlo Padoan l' hanno innervosito parecchio.

Ma ce l' ha soprattutto con ministri «un po' troppo attivi» - (leggi Carlo Calenda) - che provano a incidere sulla politica economica di Palazzo Chigi scavalcando il partito di maggioranza. Ora basta. E infatti: «Dal primo maggio - detta la linea ai suoi - il Pd tornerà a fare il Pd. E chiederemo di mettere la fiducia ogni volta che sarà necessario ». Un consiglio interessato a Paolo Gentiloni, quello di usare le "maniere forti", per stroncare anche le trame degli scissionisti di sinistra. E per gelare l' apertura ai cinquestelle di Pierluigi Bersani, ieri a colloquio con Alessandro Di Battista.
paolo gentiloniPAOLO GENTILONI

Sembra la quiete prima della tempesta. Sulla legge elettorale è tutto immobile. «Matteo ha sfidato gli altri a votare una riforma, per superare una melina che non gli possono certo imputare - ragiona Michele Anzaldi, deputato prestato alla comunicazione del leader - Non dovessero riuscirci, ci penserà lui a cambiare passo, appena rieletto segretario».

Ha in mente una scossa, in effetti. Per prepararla, Matteo Orfini ha incontrato ieri i capigruppo e Lorenzo Guerini. Ed è nata una cabina di regia che ha un unico obiettivo: stare con il fiato sul collo di Gentiloni, per evitare che il Pd sprofondi nella palude. Un paio di spine tormentano l' ex capo dell' esecutivo, in effetti.
CARLO CALENDA A CAPALBIO - foto Enzo RussoCARLO CALENDA A CAPALBIO - FOTO ENZO RUSSO

Oltre alla legge elettorale, il Def e la manovrina. Nel documento economico sarà chiarita anche la filosofia del ritocco dei conti d' aprile. Con un obiettivo prioritario, che Renzi ha chiarito in due parole: «Niente tasse». Una parola, per la verità: «Inventatevi quello che volete, ma di aumento dell' Iva non voglio neanche sentire parlare». L' ha spiegato di nuovo anche a Padoan, nelle ultime ore. Con modi un po' bruschi che hanno colpito il ministro. Certo, che emerga una tensione fa gioco al leader, è propaganda in vista del congresso. Però c' è dell' altro.

ettore rosatoETTORE ROSATO
«Piercarlo deve avere più coraggio », la sintesi del pensiero privato di Renzi. Ma questo è niente. Calenda, attaccato direttamente da Orfini nell' intervista a Repubblica, è in cima alla lista del malessere renziano. Dalle parti del Giglio magico pensano che abbia voltato le spalle nelle difficoltà. Che abbia frenato sulla commissione d' inchiesta delle banche e giocato in autonomia sul tema delicato delle privatizzazioni.

La strategia dei democratici, insomma, passa dalla voglia di Renzi di non restare schiacciato tra i mille nemici che lo logorano. Perché le elezioni si avvicinano e non può essere soltanto il Pd a farsi carico della responsabilità di scelte difficili. «Ma tu lo sai - confidava ieri in Transatlantico il capogruppo Ettore Rosato a una collega, senza badare a chi gli passava vicino - che oggi Mdp ha votato 50 volte su 77 contro il governo? E se decidono di fare così anche al Senato, magari sui dossier economici? Vogliono cuocerci a fuoco lento, ma non riusciranno a farci morire per consunzione».
bersani epifani dalemaBERSANI EPIFANI DALEMA

Ecco uno spiraglio del sogno renziano, ancora non del tutto sopito: il voto a settembre. Se i bersaniani alzeranno il tiro su manovre e manovrine, i renziani reagiranno. «Dobbiamo correre - ripete Renzi - E, se serve, mettere la fiducia». Solo così - giocando di sponda con Gentiloni, «che resta leale» - si potranno mettere con le spalle al muro scissionisti e avversari interni. Magari sfruttando anche il rebus della legge elettorale.

GENTILONI RENZI MATTARELLAGENTILONI RENZI MATTARELLA
Una riforma congelata, ma che Renzi toglierà presto dal freezer. Ufficialmente predica Mattarellum, ma in realtà pensa all' Italicum con il premio di lista, per non favorire la concorrenza di sinistra. Spingerà oltre il punto di rottura. E non è detto che non chieda a Gentiloni di metterci la testa. Così, almeno sembra di intuire ascoltando Orfini confidare ai compagni di corrente: «Un aiuto del governo? In questo momento tocca al Parlamento occuparsene». In questo momento, appunto. Domani si vedrà.


http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/renzi-via-boschi-tira-fili-burattini-padoan-gentiloni-niente-tasse-144278.htm


AVANTI COSÌ, PERCHÉ NULLA RIMANGA NELL’OMBRA: 3M, OVVERO MATTEO RENZI, MARCO CARRAI E IL SOLITO MICHAEL LEDEEN

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PROPRIO FORTE QUESTO LEO RUGENS! PER MOTIVI CHE NON HO VOGLIA DI SPIEGARE (SONO I SOLITI, COMUNQUE) QUESTA NOTTE SONO PARTICOLARMENTE DEPRESSO. PER AIUTARMI AD ASPETTARE L’ALBA, MI SONO ANDATO A RILEGGERE QUALCOSA CHE AVEVO SCRITTO A PROPOSITO DELLE CATTIVE FREQUENTAZIONI DI MATTEO RENZI. PROPRIO FORTE QUESTO LEO RUGENS E GRAZIE A QUESTO MOMENTO DI AUTOSTIMA SONO ARRIVATO A VEDERE IL SOLE.
CHE NON E’ POCO DI QUESTI TEMPI
ORESTE GRANI, 30 DICEMBRE 2015.
E ANCHE OGGI NON PIOVE.
PUR DI NON FAR DIRE CHE IL GOVERNO E’ LADRO FAREBBERO QUALUNQUE COSA. INVECE IL GOVERNO E’ LADRO DI VERITA’ A PRESCINDERE DALL’ASSENZA DELLA SALUTARE ACQUA DAL CIELO.



La documentata e altruistica puntualizzazione di Sensipo al post Il PD, nonostante il “giovane” Matteo Renzi…, mi hanno offerto lo spunto per approfondire la questione “Michael Ledeen”.
Colgo l’occasione per ringraziare l’anonimo lettore e segnalare, alla rete, che queste forme di intelligente sinergia, possono essere poste sempre di più, tramite Leo Rugens, al servizio della Repubblica e della sua necessaria sicurezza futura. Buona lettura.
ciao ti posso chiedere la tua fonte per questa frase?
La persona che in quegli anni faceva la spola, tra due “poteri” (la Repubblica Italiana rappresentata da Cossiga e “non si sa chi” incarnata dall’ing. Luciani/Gelli), era Luigi Zanda, ‘democristiano di ferro’.
in cambio ti segnalo una frase interessante su zanda trovata nei documenti della commissione d’inchiesta sulla P2: trovi il printscreen qui https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152379507502440
ed ecco quello che ho “scoperto” partendo da questo passaggio:
Leggo che sono per la prima volta consultabili on line tutti gli atti della commissione P2 presieduta da Tina Anselmi. Si tratta di centoventi (!) volumi pubblicati sul sitohttp://www.fontitaliarepubblicana.it/
Senza grande fantasia nel motore di ricerca inserisco come parola chiave “Berlusconi” …
Apro quindi il pdf corrispondente e comincio a sfogliare qualche pagina. A un certo punto capito su un nome che mi parla :
(vedi foto)
Zanda, questo nome mi diceva qualcosa: ovvio, è l’attuale capogruppo PD al senato, eletto all’unanimità! Correva l’anno 1982.
Il faccendiere Pazienza cita Zanda come qualcuno che aveva rapporti “molto amicali” con un certo Michael Ledeen.
Incuriosito faccio una piccola ricerca google su questa persona per vedere se trovo qualche risultato. E altro che “qualche” risultato! Il signor Ledeen è lungi dall’essere sparito dalla circolazione e dal panorama italiano!
Il primo risultato che coglie la mia attenzione è un’interrogazione parlamentare del 2005 dove si puo’ leggere tra l’altro: “il COPACO ha svolto delle audizioni con il capo del SISMI, generale Pollari, e con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, on. Letta, sul Nigergate e sul ruolo svolto dai servizi italiani in questa operazione;
dalle ricostruzioni della stampa è emerso che Michael Ledeen, responsabile dell’American Enterprise Institute e uomo di punta dell’apparato neo-cons, ha svolto un ruolo importante nell’organizzazione e nella strumentalizzazione del dossier Niger;”
andiamo bene… la mia curiosità aumenta: chissà se ci sono risultati più recenti relativi a Mr Ledeen? Guardo su google news e trovo un articolo del fatto quotidiano di 4 giorni fa:
“Ledeen è stato grande amico di Gelli e le sue impronte digitali compaiono in tutti i misteri della Repubblica italiana, dalla P2 ai servizi deviati, dall’uccisione di Moro alla strage di Bologna. Ad avvicinare Renzi e Ledeen è stato Marco Carrai, che è il custode finanziario delle trattative più riservate del premier.”
“La strana amicizia del premier con l’americano indesiderato
Nella cerchia di Renzi c’è Michael Ledeen, già collaboratore di Reagan e Bush, vicino alla Cia e tirato in ballo in molti misteri, dal caso Moro all’attentato a Giovanni Paolo II
Nel «cerchio magico» di Matteo Renzi c’è un nome sorprendente e inquietante, certamente non «nuovo». È quello dell’americano Michael Ledeen, da più parti indicato tra i consulenti di politica estera del giovane premier italiano.
Il 72enne Ledeen, oggi esponente dell’influente think tank neocon «American Enterprise Institute», già collaboratore delle amministrazioni Reagan e Bush, ha da sempre un rapporto stretto con l’Italia. Qui ha esordito come intellettuale nel lontano 1975 – mentre Renzi nasceva – come autore delle domande della celebre «Intervista sul fascismo» di Renzo De Felice. Qui, soprattutto, il suo nome è finito, di riffa o di raffa, in mezzo a gran parte dei misteri e dei gialli del Bel Paese. Dal sequestro Moro al rapimento Dozier, dalla strage di Bologna a Sigonella, dall’attentato al Papa al Nigergate. Lui talvolta si è chiamato fuori, negando ruoli riferiti da altri, spesso a colpi di querele. Soprattutto, è sempre rimasto in piedi. Tanto in piedi che ora il suo nome viene accostato al nuovo premier italiano. Il tramite sarebbe il consulente economico di Renzi, Marco Carrai, ma i rapporti sono diretti già da un po’. Nel 2007, il neocon dedicò un articolo allo chardonnay siculo, raccontando di averlo scoperto un paio d’anni prima a pranzo «col mio amico Matteo Renzi».”
Ed eccolo questo articolo del 2007 che ho ripescato per voi :
ed ecco il passaggio sul “friend Renzi”:
“A couple of years ago I had a great lunch in Florence with my friend Matteo Renzi, a brilliant 32-year-old politician who had been elected and reelected as president of the Province of Florence.”
Qualcuno disse che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca..
Parlatene con i vostri amici piddini.
Ciao!
Risposta di Leo Rugens:
La fonte è la più attendibile di tutte perché è il Prof.Francesco Cossiga stesso. Si fidava di Zanda in quel momento difficile: come ho detto, Cossiga era attaccato dal Corriere della Sera piduista. Grazie per l’attenzione. Per maggior chiarezza: non annovero tra i miei amici dei, come li chiami tu, “piddini”.
A quanto sopra scritto aggiungo brani tratti da Doppio Livello – Come si organizza la destabilizzazione in Italia, Stefania Limiti, Chiarelettere editore 2013. Fonte altamente attendibile, come altre volte ci siamo permessi di sostenere:
Mi precisò Michael Ledeen che la giornalista (scrittrice, aggiungiamo noi, molto legata agli ambienti dell’intelligence USA) Claire Sterling avrebbe avuto il ruolo di corriere fra il Sisde e il centro di cui Ledeen faceva parte cioè la George Town International di Washington.
Questa affermazione è una testimonianza, “sepolta tra milioni di parole”, rilasciata alla Magistratura, il 21 novembre 1985, dal criminologo, prof. Franco Ferracuti (tessera P2, n° 849-Roma) membro del famigerato comitato di esperti insediato per “non” ritrovare (neanche per sbaglio) Aldo Moro vivo. Sarebbe stato interessante un “confronto” tra Franco Ferracuti e Michael Ledeen. Il tutto davanti a  Marco Carrai o a Matteo Renzi che ci racconta del suo “babbo” ammiratore di Tina Anselmi. Peccato che, nel 1992, poco dopo il caso “Mario Chiesa”, Franco Ferracuti, diparte. Comunque per il confuso (?) Premier fiorentino, tutta la gente che lui frequenta (Ledeen ad esempio), in quanto sodali di Licio Gelli, ha sempre detestato l’onestissima Tina Anselmi.
Attenti a questo secondo indizio:
… è più che lecito chiedersi se l’atto di forza compiuto a Sigonella, sotto la direzione dell’Ammiraglio John Poindexter (chiedere alla Rete, ndr) consigliere per la Sicurezza Nazionale (USA ndr) e dei suoi “esperti”, tra cui i noti Robert McFarlane (chiedere alla Rete, ndr) Oliver North (chiedere alla Rete, ndr) e (udite! udite! ndr) Michael Ledeen, fosse finalizzato al solo arresto dei dirottatori come segnale di intransigenza, oppure se il vero obiettivo del caso scatenato a Sigonella non fosse quello di ridimensionare la politica mediorientale italiana.
Stefania Limiti cita altre volte l’agente di influenza Michael Ledeen.
Approfondite e capirete che Matteo Renzi (temiamo in una semi incoscienza) ha fatto “il Patto con il diavolo” (Ledeen) ma, invece, di dargli la “sua” di anima (come sarebbe stato giusto), si è venduto “quella” di tutti gli Italiani.
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Triple crossing
Il post odierno (torneremo nei prossimi giorni sul tema e vedremo cosa riusciremo a suggerire) non si prefigge, per ora, di dare risposte a quesiti complessi; semplicemente evidenzia come la figura di Michael Ledeen sia persona tutt’uno con alcuni ambienti “statunitensi” non proprio definibili “democratici”. Da quarant’anni!
Continuiamo nelle citazioni per essere di supporto informativo a qualche giornalista italiano che se la sentisse, nei prossimi giorni, di porre le domande giuste al Presidente del Consiglio “Attanasio Cavallo Vanesio Matteo Renzi”. Viceversa, dovremo aspettare l’onesto racconto che l’immortale (ha 91 anni!) Henry Kissinger, tra poche settimane presente in Italia, bontà sua, sentendo la “non vita” avvicinarsi, vorrà fare su chi sia “veramente” questo Michael Ledeen e quali rapporti, secondo quanto consta al vecchio Henry, lo leghino a Marco Carrai e, in modo particolare, a Matteo Renzi. Perché è così che stanno le cose e, come al solito, aspettiamo querele. Il premier è filo diretto dall’anziano Michael Ledeen. Punto! In qualunque paese del Mondo, ce ne sarebbe abbastanza per insospettire chiunque. Tranne in Italia. Ma noi abbiamo fiducia nell’informatore che ci ha preannunciato l’arrivo di Henry Kissinger a Roma. Peccato solo che il grande tessitore USA, arrivi dopo le elezioni del 25 maggio 2014. Comunque, ci accontentiamo. Qualche giornalista si troverà disposto a servire la Verità e la Repubblica. A quel punto, il giro dell’oca sarà finito perché, l’imprudente, querulo, “scaltro”(?) fiorentino, in altra sede e senza ombra di smentite, ci ha già detto che Marco Carrai è l’amico del cuore. Ledeen ha già dichiarato che conosce, da anni, Matteo Renzi. La filiera sarà ricomposta e, oltre a Giancarlo Elia Valori e Goffredo Bettini, sapremo che, a spingere da dietro Matteo Renzi, il nuovo che avanza, ci sono uomini “d’ambiente” come il settantaduenne, Michael Ledeen. Che non si fa i “cazzi suoi” da quarant’anni, interferendo, ogni volta che può, con la sovranità della nostra bella Italia. Basterà consegnarli tutti e tre (Renzi, Carrai, Ledeen) a Maurizio Crozza per perfezionare la “dissoluzione” dell’ennesimo personaggio/meteora del panorama politico italiano.Come recita la profezia e come sostiene da tempo Leo Rugens… alla fine, ne rimarrà uno solo: un onesto cittadino scelto tra quelli organizzati nel M5S. E torneremo a rivedere le stelle. Cinque stelle, come tutta l’Europa sta per “scoprire”.
Oreste Grani

fonte https://leorugens.wordpress.com/2014/05/14/avanti-cosi-perche-nulla-rimanga-nellombra-3m-ovvero-matteo-renzi-marco-carrai-e-il-solito-michael-ledeen/

AAA CERCASI DISPERATAMENTE CITTADINO SENATORE/DEPUTATO, OPPURE GIORNALISTA, PRONTO APRIRE QUESTIONE “CONFLITTO D’INTERESSE” RELATIVO POLITICA ESTERA MATTEO RENZI

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Ancora una volta, la partita della libertà e della sovranità nazionale, si giocherà sul terreno denominato “conflitto d’interessi”. Nel 1994 fu tutto vano per colpa di chi non volle fermare, (il tempo rivelò i moventi affaristici dell’agire del partito dei “morbidi”) subito, l’occupazione dello Stato da parte della banda di malfattori organizzati intorno al duo Silvio Berlusconi/Marcello Dell’Utri. Così oggi, vent’anni dopo, anche i “sarchiaponi” sordi, muti e ciechi (non le scimmiette che sono troppo intelligenti e oneste) sanno che Berlusconi era lì solo per farsi i cazzi suoi ma, nel frattempo, l’Italia si è quasi dissolta. Ieri abbiamo sentito dire dal Capo del Governo italiano che …”bisogna cambiare l’Europa  per salvarla”.
Torniamo al conflitto di interesse berlusconiano che si è voluto rimuovere come minaccia alla nostra (come italiani) identità futura e proviamo a non commettere “satanicamente”, lo stesso errore. Sarebbe opportuno che Matteo Renzi, prima di provare a far credere la sincerità dei suoi intendimenti in politica estera (cioè, in tutto), smentisse (in una conferenza stampa appositamente convocata? con una dichiarazione sul solito “Corriere della Sera”?) di essere frequentatore di Michael Ledeen e oggetto di consigli da parte di questa personalità internazionale che, negli ultimi 40 anni, non ha fatto o potuto fare gli interessi dell’Italia perché, banalmente, l’anziano amico di Matteo Renzi, è stato un agente d’ambiente (forse è ancora operativo) che si è dedicato, giustamente, nelle sue attività riservate, agli interessi della bandiera (degli USA) a cui ha giurato fedeltà. Di quale Europa parla, quindi Matteo Renzi? Di chi sarà l’Italia sotto la guida di Matteo Renzi? Chi e dove si prenderanno le decisioni determinanti la nostra Strategia di Sicurezza Nazionale e il nostro eventuale agire sinergico con il Vaticano per, ad esempio, favorire l’offensiva di pace che Papa Francesco ha intenzione di “scatenare”? Ad esempio, nelle prossime settimane, a Roma, si potrebbero vivere ore determinanti per la Pace nel Mediterraneo. Cosa dice “Attanasio Cavallo Vanesio Matteo Renzi” (oltre che ovvietà) di questo groviglio millenario che riguarda questioni irrisolte tra Atene, Alessandria d’Egitto, Roma e Gerusalemme? Dal punto di vista culturale, prima che “militare”.
Se fossero Giancarlo Elia Valori e Michael Ledeen a decidere per Lui (quindi per noi tutti) sarebbe il vecchissimo che avanza. Cioè, ancora una volta, l’assenza di una nostra (come Italia), sovranità di pensiero internazionale. Dalla morte di Moro in poi (non ho detto da dopo l’eliminazione dalla scena di Enrico Mattei), passando per Ustica e Stazione di Bologna, l’Italietta è stata lo “straccio” di chiunque si sia voluto lucidare le scarpe. Se uno che si fa consigliare da due personaggi noti al mondo per essere interessati a tutto tranne che al bene dell’Italia, vuole… “cambiare l’Europa per salvarla”, è opportuno che il conflitto di interessi sia chiarito subito, dal momento che io sono avanti negli anni e un altro ventennio perché si chiarisca se Renzi è o meno un burattino, non me lo posso permettere. E con me, l’Italia. Voi compresi. Cerchiamo tutti insieme quindi un giornalista capace di fare la domanda giusta sul conflitto di interessi di cui mi sono permesso di cominciare ad evidenziare la gravità. Potrebbe questo eroe,  senza macchia e senza colpa, prepararsi  all’assalto verbale di Matteo Renzi, in coincidenza con l’arrivo a Roma di Henry Kissinger, anzianissimo “furbacchione” che conosce molto bene sia il Gatto che la Volpe (Valori/Ledeen). L’appello, ovviamente, è diretto, soprattutto, ai cittadini deputati e senatori organizzati nel M5S. Anche perché su di loro fido per guardarmi le “spalle” (metaforicamente, si intende) dai pericoli (!?) impliciti nella richiesta di chiarezza che, da giorni, affido all’amica rete. Luogo però, come tutti voi cybernauti accorti sapete, non sicurissimo.
Leo Rugens
fonte https://leorugens.wordpress.com/2014/05/28/aaa-cercasi-disperatamente-cittadino-senatoredeputato-oppure-giornalista-pronto-aprire-questione-conflitto-dinteresse-relativo-politica-estera-matteo-renzi/

IL FALCO LUTTWAK: ''A CHE SERVE SCHEDARE I TERRORISTI SE POI SI LASCIANO IN LIBERTÀ?



1. IL FALCO LUTTWAK: ''A CHE SERVE SCHEDARE I TERRORISTI SE POI SI LASCIANO IN LIBERTÀ? I SERVIZI SANNO TUTTO DI QUESTE PERSONE. DOVREBBERO ARRESTARLI O DEPORTARLI''
2. ''OPPURE SEGUIRLI COME UN'OMBRA, PEDINARLI OVUNQUE E NON DI NASCOSTO. DEVONO SAPERLO. IN MOLTI, MESSI SOTTO QUESTA SORVEGLIANZA ININTERROTTA, DECIDONO DI PARTIRE’'
3. ‘ECCO COME È ANDATO DAVVERO L’INCONTRO TRUMP-MERKEL: LEI E' ENTRATA NELLA STANZA CON L'ARIA DELL'INSEGNANTE CHE HA A CHE FARE CON LO STUDENTE SCIOCCO. MA ALLA FINE...’


Annalisa Chirico per il Giornale

LUTTWAKLUTTWAK
 Il terrore arriva fin sotto il Big Ben, e porta il nome di Khalid Masood. «Un anno dopo Bruxelles, c' è Londra, e la lista degli obiettivi non è esaurita - commenta da Washington Edward Luttwak, esperto di strategia militare e consulente della Casa Bianca - L' attentatore di Westminster era noto ai servizi di sua Maestà, il che evidenzia una falla già riscontrata in Belgio e Francia. È un gigantesco problema per il controterrorismo europeo».

Si riferisce al «lupo solitario» schedato e a piede libero?
«I servizi europei, con l' eccezione di quelli italiani, sono specializzati nella compilazione di dettagliate biografie, schedano i soggetti a rischio radicalizzazione lasciandoli però indisturbati sul territorio nazionale. Dovrebbero arrestarli, se non è possibile deportarli altrove oppure seguirli come la loro ombra e non di nascosto. Da oggi in poi sarai pedinato ovunque, in ogni momento, questo metodo funziona pure da dissuasivo: in molti, messi sotto sorveglianza ininterrotta, decidono di partire».

KHALID MASOODKHALID MASOOD
Perché s' interviene ad attentato compiuto?
«È la logica del giorno dopo. Sono contrario all' allarmismo, è più probabile che lei scivoli sotto la doccia e non che muoia in un attentato terroristico. Tuttavia gli europei vivono sotto la minaccia permanente di fanatici drogati di dottrina islamica che si fanno esplodere o investono la folla. Per garantire la sicurezza la prevenzione è cruciale. I terroristi vogliono ammazzare, vanno presi sul serio».

Il primo ministro Theresa May ha annunciato che aumenterà la presenza delle forze dell' ordine.
UCCISIONE DI KHALID MASOODUCCISIONE DI KHALID MASOOD
«Oggigiorno Londra è una città più pericolosa di New York. Gli inglesi ne fanno una questione di prestigio nazionale, la polizia di Westminster va in giro disarmata, è pacchiano afferrare una pistola. Il risultato è che si registrano seri problemi di ordine pubblico. Se siamo in guerra e dobbiamo difenderci, certe abitudini vanno cambiate».

Per la celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma, nella Capitale c' è una doppia allerta: jihad e black bloc.
«La Comunità europea non è un tema che accende i jihadisti, ma Roma resta la culla mondiale della cristianità. In Italia non si sono registrati a oggi attentati per l' efficacia degli apparati. Gli agenti non si appassionano alle biografie ma agiscono con arresti ed espulsioni, senza attendere il morto. I black bloc invece si autoidentificano come pericolosi e sovversivi, vanno in giro bardati e con armi contundenti, a Washington basterebbero poche autoblindo per neutralizzarli».

trump prende la mano a theresa mayTRUMP PRENDE LA MANO A THERESA MAY
Il ministro dell' Interno Marco Minniti sta dimostrando con i fatti di voler usare il pugno di ferro: «Sicurezza è libertà», ha detto.
«Minniti ha acquisito negli anni una expertise in materia di sicurezza e controterrorismo, è un professionista che conosce il mestiere. Fa bene l' Italia a scegliere ogni tanto qualche ministro dotato di competenze specifiche».

Una curiosità: le è piaciuta l' uscita del presidente dell' Eurogruppo sui Paesi del sud che spenderebbero in alcol e donne?
Jeroen Dijsselbloem Piercarlo PadoanJEROEN DIJSSELBLOEM PIERCARLO PADOAN
«L' ho trovata divertente ma la realtà è meno allegra: i Paesi mediterranei che non hanno attuato le riforme strutturali continuano a pretendere aiutini dai Paesi del nord. Magari spendessero i soldi in donne: ingenti quantità di denaro sono dissipate nel mantenimento di apparati amministrativi improduttivi e dannosi».

E Donald Trump è aduso a metafore ardite.
«Trump sa essere assai più triviale, mai per caso. Il presidente adopera un linguaggio colorito per lanciare messaggi choc. È un rivoluzionario, si è messo in testa di licenziare una élite americana per sostituirla con un' altra. Vuole sapere com' è andato per davvero l' incontro con la Merkel?».

Trump le ha rifiutato la stretta di mano.
donald trump angela merkelDONALD TRUMP ANGELA MERKEL
«La cancelliera è entrata nello Studio ovale e con l' aria dell' insegnante che si rivolge all' allievo sciocco comincia a dispensare lezioni sul global warming, sul valore dell' accoglienza, sulla salute degli animali. A quel punto Trump prende la parola e spiega alla Germania che gli americani non possono pagare per la difesa tedesca. Fine dei giochi».





http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/faccia-marginale-falco-luttwak-inutile-schedare-144314.htm