giovedì 29 ottobre 2015

Ecco come è “nato” ISIS, grazie ad Al Baghdadi, agente della CIA

Isis è apparso nelle nostre vite nel Luglio del 2014, quando il cosiddetto Abu Bakr Al Baghdadi si autoproclamò “califfo” del sedicente Stato Islamico. In quel periodo infatti, quando fece la sua comparsa mediatica, aveva già conquistato, con il silenzio-assenso degli USA, dell’ONU e della comunità internazionale, e coperto dal totale silenzio dei media occidentaliuna buona parte del territorio iracheno e di quello Siriano,  sottraendo territori non solo al governo di Assad, ma anche alle altre formazioni islamiste, rispetto alle quali ISIS è meglio equipaggiato. Tanto che dopo alcuni scontri, molti jihadisti di Al Nusra e dell’FSA sono confluiti nelle fila di ISIS, visto che il califfo riconosce un trattamento migliore ai propri uomini.
In quel periodo Al Baghdadi aveva già messo le mani sull’ingente patrimonio custodito nella Banca Centrale di Mosul, negli altri istituti bancari, su alcuni giacimenti di petrolio in Iraq e di gas in Siria, e sulle armi che gli USA avevano lasciato in dote al governo fantoccio iracheno.
Ovviamente l’avventura dell’ISIS, pur senza questa denominazione, era iniziata molto prima. Procediamo per gradi.
Gli USA per creare le condizioni per creare ISIS si sono premurati di abbattere Saddam e far esplodere la guerra in Siria. Dove il piano sarebbe stato quello di spodestare Bashar Assad e sostituirlo con un governo fantoccio non in grado di mantenere il controllo sul territorio. Come è accaduto in Iraq.
Ovviamente non è un caso nemmeno che sia stato spodestato Gheddafi, in un momento in cui il Rais non creava problemi e non rappresentava una minaccia. Anche in Libia dopo aver spalleggiato gli islamisti per buttare giù Gheddafi, il paese è stato lasciato in mano ad un governicchio che non aveva ne l’autorevolezza ne i mezzi per mantenere il controllo del paese, infuocato dalle bande islamiste.
Lo pseudocaliffo Al Baghdadi, leader carismatico dell’ISIS, è legato alla CIA, così come il suo luogotenente in Siria, Abu Omar Al Shishani,”il ceceno” , ex militare georgiano noto per il suo coraggio e bravura sul campo di battaglia. E’ lui la massima autorità militare in Siria. Egli è uomo di fiducia di Al Baghdadi, oltre ad essere un vero e proprio “divo”, idolatrato e stimatissimo tra le truppe ISIS.
Il loro lavoro è stato sicuramente coadiuvato dalla CIA e presumibilmente da altri servizi segreti di paesi alleati agli USA. Al Baghdadi era noto nell’ambiente islamista, ed è stato addirittura detenuto in un campo di reclusione americano in Iraq. Per motivi ignoti non ha fatto la fine dei detenuti che da oltre 12 anni sono rinchiusi a Guantanamo, bensì è stato liberato. Ed è diventato il “califfo”.
Durante l’occupazione americana in Iraq, gruppi armati erano già attivi sul territorio. Al Baghdadi, Al Shishani ed altri, grazie al sostegno ed ai finanziamenti ricevuti non solo dalla CIA, ma anche da alcuni governi mediorientali, come Arabia Saudita e Qatar, è riuscito a mettere in piedi una sorta di esercito, assoldando ex detenuti, banditi, ex militari e poliziotti, mercenari di varia origine.
In uno scenario come quello iracheno, dove la miseria dilagava (e dilaga) assoldare mercenari non è così difficile. Anche perché gli uomini del califfo è notorio percepiscano oltre 300$ al mese, molto più dei militari del governo. Oltre al fatto che hanno modo di saccheggiare e ottenere ulteriori introiti.
Quando il governo americano se ne è andato, la situazione in Iraq era molto tesa. Oltre alle bande che si opponevano al governo a suon di autobombe e attentati, erano operative sul territorio molte bande di criminali. C’erano e ci sono molte armi in giro. I militari americani riuscivano malapena a mantenere la situazione sotto controllo solo dispiegando moltissimi uomini. Una fittissima rete di checkpoint e pattuglie.
Quando l’esercito USA se ne è andato, la presenza di uomini sul territorio è diminuita di 10 volte. La polizia irachena e l’esercito non disponevano nemmeno di un numero sufficiente di uomini, per mantenere il controllo di una situazione tanto calda. Senza considerare il fatto che nel frattempo, Al Baghdadi e soci, si stavano organizzando.
Gli USA si sono “premurati” di lasciare al comando del paese un governo privo di autorevolezza, e privo di una struttura capace di mantenere il controllo e l’ordine nel paese.
Appare evidente che nulla sia “casuale”. Gli americani di certo non fanno errori così grossolani. Solo un ingenuo può pensare ad errori di valutazione. In realtà, avevano valutato benissimo, in base ai loro veri scopi.
I miliziani di Al Baghdadi hanno iniziato la loro azione assaltando i depositi di armi dell’esercito iracheno, dove venivano custodite le armi ed i mezzi militari che gli americani hanno lasciato all’esercito iracheno. I depositi erano scarsamente protetti, e quando alcune centinaia di uomini lo hanno attaccato, hanno trovato poca resistenza. I militari dopo aver constatato la superiorità numerica, sono scappati, e quelli catturati dai miliziani hanno fatto una brutta fine.
Una volta che hanno messo le mani su armi e denaro, espandersi è stato piuttosto facile.  Già a Settembre del 2014 secondo gli analisti l’ISIS aveva maturato una disponibilità economica di circa 2 miliardi di dollari, con un provento quotidiano di 2 milioni di dollari proveniente dal solo petrolio.
L’esercito iracheno per mesi ha rinunciato a qualsiasi azione offensiva, lasciando una città importante come Mosul, con 2.800.000 abitanti, nelle mani dei terroristi, che ormai hanno il controllo di una porzione di territorio dove vivono più di 8 milioni di persone.
Oggi ISIS dispone di oltre 80.000 miliziani, ed il numero delle nuove reclute supera i caduti sul campo. Avrebbero potuto fermarlo immediatamente, mentre è stato consentito ad Al Baghdadi di strutturarsi sempre di più. Solo il recente intervento russo ha inferto perdite di uomini e mezzi alle truppe del califfato, costringendo i miliziani ad arretrare, in Siria.
I tentacoli di ISIS sono presenti anche in Libia. E con i barconi, secondo le fonti di intelligence, il califfo avrebbe inviato in Europa degli uomini, premesso che molti degli islamisti più radicali, sono immigrati di seconda o terza generazione. Spesso disposti ad effettuare attacchi kamikaze, che nel mondo sono in aumento.
Tra l’altro gli uomini del califfo hanno messo le mani su 40kg di uraniocustoditi all’Università di Mosul. Una quantità che utilizzata con finalità terroristiche, potrebbe produrre numerosi danni.

“COSÌ PARLÒ SOROS” DI RENZI? COSA C'È DIETRO

“Così parlò Soros” di Renzi? Cosa c'è dietro
Riportiamo fedelmente le parole spese da George Soros a favore di Renzi e della sua politica: “Sinceramente – dice – per le prospettive dell’Italia ho buone speranze. Matteo Renzi è riuscito a introdurre dei cambiamenti importanti nel mercato del lavoro”.
Ricordiamo ai corti di memoria che nei primi anni '90 qualcuno, e si parlò anche  di Soros, sembrò voler mandare in bancarotta il nostro Paese. All’epoca ai vertici di Bankitalia c’era Ciampi. 
Brevemente riportiamo i fatti: Nel 1992 si sferrò un attacco alla lira, grazie all’effetto-leva e alla speculazione coi derivati, e si agì come se si avesse 100 dollari per ogni 5 realmente impiegati. Bankitalia all’epoca avrebbe chiesto aiuto alla Banca Centrale Tedesca che rifiutò (non per ignavia ma perché era già impegnata a sostenere la Francia). A quel punto Ciampi ingaggiò una sorta di inutile difesa della lira; inutile non perché “non utile” ma perché insufficiente.
Dunque con l’effetto leva di cui sopra, Soros (che aveva le spalle coperte da Rothschild) vendette lire che non possedeva, contando poi di ricomprarle a svalutazione avvenuta...
Sarebbe bastato individuare i compratori avviando una mediazione e invece…  il Governatore difese ad oltranza la lira, difesa costata agli italiani 60 mila miliardi di lire (15 mila miliardi il compenso di Sorsos). Furono prosciugate totalmente le riserve in valuta di Bankitalia; la lira fu svalutata del 30% (questo era lo scopo di Rothschild e delle banche d’affari USA per comprare a prezzi stracciati le imprese dell’IRI?), per la difesa della italianità di quelle imprese c’era bisogno di “lire” che non esistevano più, bruciate! 
Poi ci si mise pure “mani Pulite” che nel frattempo aveva messo in galera una folla di burocrati (che aveva avuto anche la colpa di strenuo oppositore di intrusioni straniere) i quali avrebbero potuto opporsi con competenza alla dismissione di aziende che oggi sarebbero state utili come l’acqua per il rilancio dell’economia. 
Burocrati indagati e in molti casi dichiarati innocenti. 
Spolverata la memoria, Soros oggi parla dei migranti come fossero spiccioli da recuperare? Dice che “senza una politica realmente europea su questo fronte, il fatto che ogni Paese si muove per proprio conto potrebbe distruggere l’Unione. Di certo ha già distrutto Schengen, l’accordo sulla libertà di movimento delle persone. E il mercato unico sulla libertà delle merci attraverso le frontiere europee può essere la prossima vittima”. Ma uomini e merci sono la medesima cosa?
Poi parla anche della capacità di “gestione” del fenomeno da parte dei singoli stati: “È evidente che quella della Germania è superiore a quelle di Grecia o Ungheria. Ma questa capacità di assorbimento bisogna anche svilupparla. Oggi l’agitarsi più vuoto e inutile mi pare sia in Francia e in Gran Bretagna: per entrambe la capacità di accogliere risulta molto sotto a quanto dovrebbe essere. Anche solo per ragioni demografiche, l’Europa ha bisogno di un milione di nuovi arrivi ogni anno. E i Paesi che ne accoglieranno di più, sono quelli che cresceranno di più in futuro”.
Conclusione? La strategia della “Grande Sostituzione”, e speriamo che Matteo Renzi non sia gratificato da tanta attenzione.
http://www.intelligonews.it/articoli/28-settembre-2015/30992/cos-parl-soros-di-renzi-cosa-c-dietro

DIABETE, LA PESTE PILOTATA


di Valdo Vaccaro

IL MONDO DI OGGI CI VUOLE TUTTI MALATI E TUTTI DIABETICI
Viviamo in un mondo che fa di tutto e di più per farci ammalare.
Un mondo dove la persona sana rompe e disturba, mentre quella malata rappresenta sotto ogni punto di vista non soltanto la normalità, ma anche la necessità, la moda, la tendenza che fa mercato.
Viviamo in un mondo in cui essere infermi è una stimata virtù popolare, mentre essere sani è un insopportabile vizio antidemocratico, uno stare fuori dal coro.
Queste considerazioni valgono per tutte le patologie, ma ancor di più valgono per la malattia metabolica chiamata diabete.
TERZA CAUSA PRINCIPALE DI MORTE, DOPO I DUE MAGGIORI KILLER INFARTO E CANCRO
Il numero di individui sofferenti di menomazione al metabolismo del glucosio, ovvero di pre-diabete, di diabete 1 e 2, e di ipoglicemia, sta raggiungendo nel mondo proporzioni letteralmente epidemiche.
Il diabete è ormai la terza causa principale di morte dopo l'infarto e il cancro.
Tra pre-diabetici, diabetici tipo 1, diabetici tipo 2, e gente che ha il diabete senza sapere di averlo, si parla più o meno di 40 milioni di persone nei soli Stati Uniti, una cifra enorme e spaventosa.
Non certamente spaventosa per la Pfizer e per Big Pharma, che puntano a trasformare il pianeta in un mondo di gente normalmente e coerentemente diabetica, e che trovano anzi conforto e appagamento in tali numeri.
Fatte le debite proporzioni, si può stimare che nel mondo si stia andando verso il mezzo miliardo di diabetici.
KOUCHAKOFF E LA PATOLOGICA LEUCOCITOSI DIGESTIVA
Il dr Paul Kouchakoff, medico russo operante a Losanna-Svizzera, si prese il merito di illustrare al mondo un fenomeno noto come leucocitosi digestiva, una autentica reazione di rifiuto e di rigetto nei confronti del cibo ingerito.
Lo fece nel 1930, durante il primo congresso mondiale di microbiologia di Parigi, dimostrando come, ad ogni ingestione di alimenti cotti e devitalizzati, il nostro organismo reagisce con una iperproduzione di leucociti, in quanto percepisce innaturale e pericolosa ogni materia vivente sottoposta a quella trasformazione molecolare che avviene con la cottura.
IL NOSTRO LUSIGNANI AVEVA GIA' DESCRITTO LA LEUCOCITOSI NEL 1924
Kouchakoff pubblicò i risultati delle sue ricerche col suo saggio del 1937 "Nouvelles lois de alimentation humaine, basees sur la leucocytose digestive".
Ma già il medico italiano C. Lusignani, dell'Università di Parma, aveva pubblicato nel 1924 un importante lavoro sulla leucocitosi digestiva, sostenendo pressoché le stesse cose, e dimostrando come le variazioni leucocitarie successive alla digestione dell'alimento cotto derivino dai meccanismi nervosi centrali e periferici che, regolando il calibro vasale, determinano l'aumento o il decremento dei leucociti tramite fenomeni di vasocostrizione o di vasodilatazione.
IL CIBO CARNEO E IL CIBO COTTO RAPPRESENTANO UNA AGGRESSIONE BIOCHIMICA AI NOSTRI MECCANISMI IMMUNITARI
In altre parole, i globuli bianchi, programmati per difenderci da corpi estranei a noi forestieri e dannosi, aumentano di numero in caso di aggressione, ovvero in caso di ingestione impropria di cibi cotti e di cibi morti. "La vita è cruda, perché tutti i processi biologici si svolgono in ambiente naturale, nei limiti della temperatura alla quale le cellule e i tessuti svolgono le loro attività vitali", scrisse il professor Lino Businco, docente di patologia generale all'Università di Roma.
LA VITALITA' STA NEI CIBI CRUDI
Il bello è che il corpo sa riconoscere ancora perfettamente, dopo alcuni millenni di deviazione alimentare, i cibi vivi (quelli che gli consentono di mantenere integro il suo capitale di vitalità) da quelli morti. Sono cibi vivi gli alimenti crudi che conservano intatto il loro corredo di fattori vitali, con vitamine, proteine, sali minerali organicati, food-enzyme o vitalie, ormoni, auxoni (fattori di crescita), essenze volatili, antiossidanti naturali, biostimoline, complessi antibiotici, insuline ed inuline naturali, fitochimici (licopene, resveratrolo, antocianine, flavonoidi, ecc).
CUOCERE E' DISTRUZIONE DI VALORI NUTRITIVI
Alimenti morti, invece, sono tutti i cadaveri crudi o cotti di animali di terra, di cielo e di acqua, ma anche prodotti naturali come frutta, verdura, tuberi e cereali, se sottoposti a cottura, e quindi a trasformazioni chimiche irreversibili.
La bollitura provoca l'idrolizzazione e la dispersione delle proteine. Se arrostite, esse coagulano, flocculano e si denaturano già a 60°C, producendo via via sostanze tossiche e cancerogene da piroscissione (benzopirene, benzoantracene, perilene). I grassi cotti diventano acreolina, sostanza micidiale per il fegato. Le vitamine vengono distrutte irrimediabilmente, al pari degli enzimi, La linfa vitale chiamata clorofilla si degrada a feofitina, di colore bruniccio, ed è inutilizzabile per il nostro corpo. I minerali, pazientemente elaborati dal processo di fotosintesi, subiscono un processo di disorganicazione e ridiventano inorganici, non assimilabili dai finissimi filtri renali (glomeruli).
LE PROVE STRUMENTALI SULLA VITALITA' DEI CIBI
Tutte queste cose sono state provate e dimostrate strumentalmente dal brillante ingegnere francese Andrè Simoneton, che guarì se stesso da gravi malattie ricorrendo ai cibi vivi e vitali che misurava regolarmente sulla scala Bovis-Simoneton, sulla base delle radiazioni ovvero delle vibrazioni elettromagnetiche registrate in Armstrong.
FRUTTA E VERDURE CRUDE SUL TOP DELLA SCALA BOVIS-SIMONETON
Simoneton espose le sue ricerche sul testo "Radiations des Aliments", del 1990, spiegando che gli alimenti superiori, vivi, tipo frutta e verdura cruda segnano frequenze altissime da 8000-10000 Angstrom, colorate vivacemente all'infrarosso, mentre i cibi morti, le carni, le proteine animali, i cibi zuccherati e salati, i pani bianchi stracotti, le vitamine sintetiche e gli integratori, stanno tutti sui livelli bassi dei 3000 Angstrom e al di sotto, coi colori del grigio e dei raggi X, ovvero coi colori della malattia e della morte.
UN CORPO SANO EMETTE AURA ROSSASTRA E NON MENO DI 6500 ANGSTROM
Lo stesso corpo mano, se è in condizioni di salute e di buona forma psicofisica, emette radiazioni positive ed arricchenti dai 6500 Angstrom in avanti, corrispondenti a un'aura rossastra e rivitalizzante, mentre emette onde negative ed un'aura grigia debilitante ed assorbente quando è in condizioni di debito energetico e biodinamico.
I sensitivi, come lo era Antonio Grassi da Udine, l'inventore delle famose solette terapeutiche Grassi distribuite anni addietro nelle farmacie di mezza Italia, riescono a percepire i colori dell'aura, a condizione di essere in ottimo stato di forma.
Tutti noi siamo comunque in grado di verificare se una persona che ci sta vicino è una stella che illumina e che irradia energia, o se invece è un buco nero che assorbe e ci debilita.
Un malato di cancro emette radiazioni scure e 1500 Angstrom, gli stessi valori del pane bianco commerciale.
70 ANNI PERSI PERSI A NASCONDERE LE VERITA'
Ora, viene da porci una domanda precisa.
Sono passati 70 anni da queste importantissime scoperte.
Come mai si continua a fare di tutto per insabbiarle, per non divulgarle, per contrastarle, per irriderle?
Come mai non si trova posto per questi autori sui testi universitari, sui programmi televisivi, sulle commemorazioni dei geni e dei benefattori dell'umanità?
LE MULTINAZIONALI DEL CIBO COTTO E DEL CIBO MACELLATO
La risposta è semplicissima. I criteri di valutazione delle scoperte scientifiche e degli scienziati che le realizzano sono profondamente cambiati. Si premia chi fa comodo e si boicotta chi dà fastidio.
Il silenziamento di queste scoperte sta premiando le multinazionali del cibo macellato, del cibo precotto, del cibo sintetico, del cibo inscatolato, delle bevande imbottigliate, tetrapackate e in lattina.
Il boicottamento di queste scoperte sta pilotando altresì il mondo intero verso l'autodistruzione e verso la diabetizzazione generalizzata del popolo.
DIABETE 1 INSULINODIPENDENTE
Non ripeteremo qui tutti i concetti già espressi sul diabete nelle tesine precedenti.
Il diabete tipo 1 colpisce a qualsiasi età.
Arriva all'improvviso e costringe a iniezioni multiple di insulina tutti i santi giorni.
La scusa che i medici apportano è che il pancreas non produce più insulina.
Il che racchiude tre inganni.
I TRE INGANNI DEL DIABETE 1
Primo inganno, non sempre è vero che il pancreas è atrofizzato. Il più delle volte il pancreas funziona, ma l'insulina non circola rapidamente come dovrebbe, e non riesce a contrastare i picchi glicemici, impedita da un sangue denso e lipidico che è la vera causa della patologia.
Secondo inganno, ci si limita a trattare il sintomo iniettando insulina, e nessuno si interessa di chiedersi perché viene prodotta meno insulina, visto che la responsabilità ricadrebbe sulle carni, sui latticini, sui cibi cotti e devitalizzati.
Terzo inganno, l'insulina e le altre sostanze chimiche di contorno, provocano alla lunga infiammazioni e cancro alla vescica, all'apparato urinario, all'apparato genitale.
UNA VITA D'INFERNO
Il diabetico "insulinodipendente" di tipo 1 è costretto a testare lo zucchero del suo sangue sforellando le dita 6 o più volte al giorno! E' costretto a vivere sul chi va là non solo per le crisi di iperglicemia, ma anche per le insidiose crisi ipoglicemiche, entrambe life-threatening ovvero micidiali.
Tre milioni di americani hanno il diabete 1, e ogni anno più di 15000 nuovi bambini e 15000 nuovi adulti vanno ad aggiungersi alla lista come nuovi diagnosticati.
Un dramma che cambia la vita alla persone. Un vero e proprio inferno in terra.
COME EVITARE IL DIABETE 1
Esiste un metodo per stare lontano da questa maledizione chiamata diabete 1?
Certo che esiste. Stare lontanissimi dai cibi animali, dalla carne e dal latte, dai formaggi, dalle besciamelle, dalle cremine, dai dolciumi al latte, dai gelati al latte, dalle cioccolate al latte, dal grana e dalle mozzarelle, dai farmaci e dai vaccini. Questo discorso non vale solo per il diabete 1 e 2 ma anche per tutte le cosiddette malattie auto-immuni, per le artriti, le coliti, le nefriti, il lupus e molte altre.
UN CONTRIBUTO DALL'UNIVERSITA' DI SASSARI
Un team di ricercatori dell'Università di Sassari ha individuato di recente un batterio chiamato MAP (microbacterium avium paratubercolosis) capace di favorire il morbo di Chron, ovvero la sindrome dell'intestino irritabile, ma anche, in alcuni casi, il diabete tipo 1.
Chiaramente restiamo dell'opinione che i batteri, più che causare, accompagnano le patologie in qualità di spazzini del materiale guasto che si crea in tali circostanze.
In ogni caso, esistono non colline ma montagne di prove sulle responsabilità patologiche delle proteine animali della carne, del pesce, delle uova e dei latticini, in riferimento al diabete 1 e 2, e a tutte le peggiori malattie catalogate dalle strutture sanitarie.
IL CASO DEL DIABETE TIPO 2
Cosa dire poi del diabete 2. Qui il pancreas e l'insulina non c'entrano nel modo più assoluto.
Se c'è qualcosa che non funziona è il fegato intasato dai grassi che non riesce più a metabolizzare, per cui essi vanno a depositarsi sulle pareti dei vasi sanguigni, e sui capillari, impedendo il passaggio degli zuccheri dal sangue alle cellule, che diventano affamate.
In tale circostanza il pancreas diminuisce intelligentemente la produzione di insulina per evitare l'aumento di concentrazione zuccherina nel sangue.
IN POCHE SETTIMANE SI PUO' SCONFIGGERE QUESTA PATOLOGIA
Dare ai diabetici 2 delle sostanze che abbassino il tasso di glucosio è a quel punto una grande idiozia, fatale per milioni di persone. Tutto questo quando in poche settimane, o al massimo in pochi mesi, con una semplice dieta crudista, qualsiasi diabetico può guarire agevolmente senza insulina, senza farmaci e senza tanti ansiogeni e stressanti test. Via le carni, via i grassi animali ed ittici, via il burro e le margarine, via i formaggi e i latticini, via i prodotti industriali con grassi (vedi cracker e grissini), via il caffè, il fumo, gli alcolici, ottimi invece gli oli estratti a crudo, i semini, le mandorle e l'avocado, ottima la frutta acquosa e acidognola, ottimi tutti i tuberi e le verdure crude.
LA DIETA SOTTOCALORICA DELL'UNIVERSITA' DI NEWCASTLE
Porta la data di ieri 24/6 una notizia londinese ANSA, dal titolo "Dieta estrema può curare il diabete".
"Nessun medicinale, nessuna insulina, soltanto una dieta durissima per 2 mesi. E' così che un'equipe di ricercatori dell'Università di Newcastle ha curato alcuni volontari affetti da diabete 2, dimostrando che non è affatto una malattia incurabile, come qualcuno vuol far credere. I volontari hanno seguito una dieta di soltanto 600 calorie per 8 settimane e, 3 mesi dopo, 7 su 11 erano guariti. Il diabete 2 è caratterizzato da troppo glucosio nel sangue e, a differenza del tipo 1, ha uno stretto legame con l'obesità".
CHI SONO I PILOTI DELLA PESTE?
A questo punto appare chiaro come ci siano delle precise responsabilità.
Chi è che pilota la peste diabetica in espansione? La risposta è troppo facile.
Sono le stesse persone che manovrano le pesti bubboniche, l'Aids, il Papilloma Virus, le pandemie inventate e quelle ingegnerizzate.
Sono quei manigoldi che sventolano giornalmente i 100 morti dell'Escherichia Coli tedesco-francese, e che ignorano i milioni di morti prodotti dal diabete.
GALLEGGIAMO SU UN SU UN MARE DI IMMONDIZIA E DI FALSITA'
La gente si scandalizza perché le stiamo aprendo gli occhi sulla farsa Aids?
Ma se viviamo sommersi dalle balle e dalle prese per i fondelli.
Ma se stiamo galleggiamo su un mare colmo non solo di rifiuti pericolosi, ma pieno zeppo di bugie, di brogli e di farse. La farsa del raffreddore, la farsa del virus, del batterio, dell'appendice, delle tonsille, delle epatiti, del colesterolo, delle tiroiditi, del cancro e del diabete.
GLI APPESTATORI DELL'AIDS E I DIABETIZZATORI SONO TARGATI ROCKEFELLER
Chi sono i filibustieri che succhiano sangue e pompano insulina?
I presidenti e i ministri di tutti gli stati, i rettori e i baroni delle università mediche, i giornalisti televisivi vergognosamente schierati con le multinazionali, i cuochi televisivi specializzati a diabetizzare ed avvelenare gli utenti, i macellai televisivi osannati ed onorati come salvatori della patria, una marea di galoppini e di servitori.
Chi rema contro la verità, se non quei medici che sanno come stanno le cose e che ciononostante rimangono collusi col sistema marcio e putrescente? Se non quei manager ospedalieri e quei responsabili ministeriali e regionali che continuano a piazzare sulle bacheche delle ASL le solite diseducative piramidi alimentari della FDA?
NON MI RISULTA DI AVER DATO NOMIGLIOLI A NESSUNO
C'è un sito internet che si chiama "diabetizzando" e che mi manda a quel paese perché ho affermato che "Somministrare insulina non significa affatto salvare una persona, ma condannarla a un'esistenza penosa". "Essere trattati come stupidi caproni non ci va", è la lamentela di questi anonimi.
Preciso di non ho mai dato dello stupido, del caprone, dell'asino o del maiale a nessuno, anche se gli animali citati valgono sicuramente di più di tanti esseri umani che sono bravissimi ad offendersi e a reagire impropriamente, pur avendo magari la coda di paglia.
CHI STA PILOTANDO VERSO IL DIABETE? OGNUNO SI FACCIA L'ESAME DI COSCIENZA.
Non ho mai visto un maiale imprigionare un uomo e portarlo al macello.
E non ho mai visto un maiale diabetizzarne un altro, né l'ho mai sentito diffamare i suoi simili.
Non mi piace fare di ogni erba un fascio.
Qui parliamo di fatti circostanziati e di responsabilità precise.
Qui si parla di un mondo che va dritto verso il precipizio e verso la rovina.
Chi lo sta pilotando verso il cibo proteico, verso la carne, verso il cotto, verso il latticino, verso il farmaco, verso il vaccino, verso il mercurio, verso l'insulina, verso il diabete?
Ognuno si faccia un esame di coscienza.

martedì 27 ottobre 2015

Le indagini sulla casa di Renzi in via alfani 8 pagata da carrai?


Le indagini sulla casa di Renzi in via alfani 8 pagata da carrai? Affidate al generale della gdf adinolfi colui che regala cravatte firmate a Renzi

Tutte le spese pazze e non dovute di Renzi

 A maggio una nota della Finanza metteva in evidenza le "anomalie". Tante voci meritavano un approfondimento eppure nulla si è mosso letture: 493
2004, 2005, 2006, 2007 2008 2009
2004, 2005, 2006, 2007 2008 2009
Politica: L'abbonamento a Sky a uso esclusivo dell'allora presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi, il parcheggio a ore per le auto private degli assessori, così come le spese per il funerale di uno dei consiglieri, «non potevano gravare sul bilancio dell'ente».
«Le ostriche di Fiorito portano in carcere, mentre quelle di Renzi portano all'archiviazione».
«Le ostriche di Fiorito portano in carcere, mentre quelle di Renzi portano all'archiviazione».
A metterlo nero su bianco è il Nucleo di polizia tributaria di Firenze della Guardia di Finanza, in un'informativa consegnata alla procura fiorentina il 7 maggio 2015, nell'ambito dell'indagine - senza ipotesi di reato e senza indagati - sulla gestione finanziaria della Provincia, nel periodo in cui a guidarla c'era l'attuale presidente del Consiglio.

Il fascicolo assegnato ai pm Luca Turco e Giuseppina Mione è stato aperto sulla base dell'esposto presentato il primo agosto del 2014 da Alessandro Maiorano, dipendente del Comune di Firenze, difeso dall'avvocato Carlo Taormina. Si tratta dell'ultima di una lunga serie di denunce alle quali il «grande accusatore» di Renzi ha allegato fatture e ricevute che testimonierebbero una malagestione dell'ente (per queste accuse Maiorano è stato querelato dal premier e rinviato a giudizio per diffamazione). Nonostante gli sprechi certificati dalla Finanza, la Procura però ha chiesto l'archiviazione dell'indagine.

LE "ANOMALIE" SECONDO LA CORTE DEI CONTI
In realtà, i primi a riscontrare delle "anomalie" nella gestione finanziaria della Provincia di Firenze sono stati i magistrati della sezione di controllo della Corte dei conti per la Toscana. Il periodo oggetto d'esame ha riguardato l'anno 2008, con riflessi sugli anni precedenti e sul 2009. Da questa indagine sono emerse innanzitutto «alcune anomalie connesse all'utilizzo della carta di credito per il pagamento delle spese di rappresentanza sostenute dagli amministratori che si recano fuori dal territorio per ragioni del proprio mandato». Per i convegni, le mostre, le attività pubblicitarie e di rappresentanza sono stati spesi dalla Provincia fiorentina 7.842.542 euro nel 2007 (il 4,94% del totale della spesa corrente) e 8.847.155 euro nel 2008 (pari al 5,34% delle spese correnti). «I principali sintomi di criticità relativi agli atti di rappresentanza - si legge nella relazione conclusiva dei magistrati contabili - riguardano la non chiara definizione, in taluni casi, della finalità istituzionale perseguita o del beneficio derivante all'ente».

REGALI, APERITIVI E CENE PAGA LA PROVINCIA
Queste "criticità" e "anomalie" hanno messo in allarme la Procura della Corte dei Conti della Toscana che, partendo proprio dall'indagine dei colleghi della sezione di controllo, ha aperto un fascicolo ad hoc. Su delega dei pm contabili, il Gruppo tutela spesa pubblica della Finanza ha passato al setaccio una serie di spese "sospette" sostenute dalla Provincia di Firenze durante il mandato dell'attuale premier. Da tali accertamenti è emerso che Renzi dal 2007 al 2009 ha speso 10.190 euro utilizzando la carta di credito dell'ente «per effettuare spese di ristorazione, giustificate all'amministrazione con motivazioni del tutto generiche». Stesso discorso per il suo vicepresidente, Andrea Barducci, che dalla carta di credito ha attinto 9.028 euro. Inoltre, «non è stato possibile rilevare con ragionevole certezza - si legge nell'informativa - la qualità delle persone partecipanti a pranzi e/o cene con gli amministratori provinciali». Per questa voce ci spesa è stato accumulato un danno erariale di 75.211 euro dal 2006 al 2009. Nello stesso arco temporale, tra le spese di rappresentanza, sono state incluse anche spese per l'organizzazione di catering, ricevimenti mondani, coffee break, lunch, aperitivi rinforzati, colazioni, servizi bar, nonché forniture di caffè per distributori automatici. Per omaggi e ragalie, invece, la Provincia ha speso invece 151.536 euro dal 2006 al 2009. «Per l'acquisto di questi beni è stato totalmente disatteso l'obbligo di tenuta di registri di carico e scarico», precisano i finanzieri. Inutile e costosa la gita fuori porta dell'intera giunta provinciale avvenuta il 20 e 21 giugno del 2007 presso l'Abbazia di Vallombrosa, a Reggello (in provincia di Firenze), per un incontro di verifica sugli obiettivi politico-amministrativi e di mandato. «Tale attività - spiega la nota della Finanza - poteva essere realizzata nella naturale sede della Provincia di Firenze (Palazzo Medici) senza aggravio di ulteriori spese». Invece, per il trasferimento in pullman degli assessori e dei dirigenti, l'allestimento floreale dell'Abbazia e l'organizzazione dei momenti conviviali, sono stati spesi dall'ente 6.610 euro (altra voce di danno erariale).

FUNERALI, SOSTA GRATIS E SKY PER IL PRESIDENTE
Addirittura, con i soldi dei cittadini è stato sottoscritto dal 2007 al 2009 un abbonamento Sky (cinema, sport e calcio), «in uso esclusivo al suo presidente Renzi, ritenuto non inerente all'attività istituzionale dell'ente». «Il comportamento dell'allora capo di Gabinetto (responsabile della stipula del contratto Sky) - precisa l'informativa - ha determinato un ingiustificato depauperamento per le casse dell'ente», quantificato in 1.614 euro. Dal ludico al mesto. In occasione del decesso di un consigliere provinciale, Renzi incaricò il suo capo di Gabinetto di organizzare i funerali, sostenendo i relativi costi con i soldi dell'amministrazione. «La spesa relativa al funerale - si legge nella nota della Finanza - presentava la connotazione di mera liberalità, e quindi, non essendo considerabile quale spesa di rappresentanza, non poteva gravare sul bilancio dell'Ente». Il danno erariale ipotizzato è stato quantificato in 5.083 euro. La Provincia, inoltre, dal 2006 al 2009, si è fatta carico dei costi del parcheggio delle auto private di assessori e consiglieri provinciali, «senza perseguire alcun interesse pubblico», per un totale di 231.878 euro. Ammonta, infine, a 48.825 euro l'ipotesi di danno erariale per la realizzazione, stampa e spedizione a mezzo posta di oltre 100 mila lettere indirizzate agli studenti delle scuole secondarie del territorio fiorentino «nonostante l'ente disponesse già di altro mezzo di comunicazione idoneo, che consentiva alla Provincia e al suo presidente di entrare nelle case e nelle scuole degli studenti fiorentini».

Valeria Di Corrado 

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Cene, caffé, aragoste ai tempi in cui era presidente della Provincia di Firenze. La Corte dei Conti ha acceso i riflettori anche sui bilanci del Comune

Quel capitolo, per Matteo Renzi, è ormai chiuso. L'esordio ai vertici delle istituzioni, nel 2004, come presidente della provincia di Firenze. Poi la lenta ascesa, il passaggio da sindaco a Palazzo Vecchio (2009), l'avvio della «rottamazione», la segreteria del Pd e, finalmente, Palazzo Chigi. Sono passati 11 anni, un'era se si considera che a quei tempi il presidente del Consiglio era Silvio Berlusconi e il leader della Lega un certo Umberto Bossi.

Eppure è proprio da quell'epoca «lontana» che arrivano i tormenti maggiori per Matteo. Al centro di tutto le «spese pazze» sostenute da presidente della Provincia. Ma anche alcune «anomalie» nella gestione del comune.

Delle prime abbiamo già scritto in passato sulla pagine de Il Tempo . Tutto nasce dalle denunce di Alessandro Maiorano, dipendente di Palazzo Vecchio, e «grande censore» del premier. Nell'agosto del 2014 Maiorano, decise di raccogliere tutte le sue accuse in un'unica denuncia. I reati ipotizzati andavano dall'associazione per delinquere al peculato, passando per l'abuso d'ufficio e la corruzione. Il tutto condito con lo «sperpero» (ovviamente da accertare) di 30 milioni di euro di soldi pubblici. La speranza del denunciante, ovviamente, era che i magistrati indagassero. «Voglio la verità - spiegava -. Se ho sbagliato sono pronto a pagare, ma se ha sbagliato lui?»

Nel fascicolo erano contenute anche un certo numero di ricevute, «spese di rappresentanza». Dai 7,5 dollari spesi a Chicago per due caffè espressi agli 87,8 per quattro «aragoste in gratin». E poi i 36 dollari per una colazione da Starbucks a base di cappuccino (3), muffin, yogurt, insalata di frutta e altre amenità; i 50 euro per una bottiglia di vino consumata, insieme ad una bistecca da un chilo e 800 grammi (tre i coperti), in una trattoria di Firenze; gli oltre 6.200 spesi al ristorante Da Lino per varie cene e gli oltre 7.000 al ristorante Taverna Bronzino. Nelle carte c'erano 184 euro pagati all'hotel Helvetia e Bristol di Firenze. E la domanda sorgeva spontanea: ma Renzi non viveva a Firenze? Questione che si legava anche ad un'altra vicenda: la famosa casa, pagata dall'amico Marco Carrai, in cui l'allora sindaco di Firenze aveva risieduto per un certo periodo.

Tutto, ovviamente, faceva parte della denuncia di Maiorano. E forse qualcuno si aspettava che, così come l'Italia si era indignata per le «spese pazze» dei consiglieri regionali, uguale trattamento fosse riservato al premier. Invece a inizio settembre il pm Luca Turco ha presentato al gip richiesta di archiviazione in relazione alla vicenda della casa di Carrai e per tutto il resto.

Quattro giorni dopo Il Fatto Quotidiano ha scritto che la Corte dei Conti ha contestato al Comune di Firenze, fino al 2014, quattro anni di «gravi irregolarità» nei bilanci. Indovinate chi era il sindaco?

Nicola Imberti 

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"Perché le ostriche di Fiorito portano in carcere e quelle di Renzi portano all'archiviazione?" 

Parla l'avvocato Taormina difensore del "grande accusatore" di Matteo Alessandro Maiorano

«Non si capisce perché le ostriche di Fiorito portano in carcere, mentre quelle di Renzi portano all'archiviazione». Per il professore Carlo Taormina sono stati adoperati metri diversi per due vicende sostanzialmente analoghe, ossia l'utilizzo di soldi pubblici per fini non istituzionali. Nel primo caso, infatti, l'ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, Franco Fiorito, è stato condannato per peculato. Le accuse mosse nei confronti di Matteo Renzi, sugli sperperi di denaro nel periodo in cui era presidente della Provincia di Firenze, viaggiano invece verso l'archiviazione. L'avvocato Taormina sa bene di cosa parla visto che le indagini della procura fiorentina sono partite proprio da un corposo esposto presentato da Alessandro Maiorano, dipendente del Comune di Firenze, «grande accusatore» del premier, difeso, per l'appunto, dall'ex parlamentare di Forza Italia.

Quindi, avvocato, i magistrati fiorentini stanno portando avanti la logica dei due pesi e due misure?

«I fatti che ha denunciato il mio cliente sono gli stessi che hanno portato in tutta Italia a contestazioni di peculato nei confronti dei pubblici amministratori: è successo con la Regione Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. Invece, la Procura di Firenze non ha preso nemmeno in considerazione i 9 milioni 700 mila euro buttati al vento per la comunicazione di Renzi, tramite la società Florence Multimedia srl e il cosiddetto "Genio fiorentino"».

Cosa non la convince delle indagini fatte?

«La Guardia di Finanza ha riprodotto le indagini, già fatte su ordine della Procura della Corte dei Conti della Toscana, tali e quali alla Procura fiorentina. L'informativa consegnata ai pm penali il 7 maggio scorso, riporta in un elenco le voci di spesa che non sarebbero dovute gravare sul bilancio della Provincia, dall'abbonamento a Sky alle spese per i funerali, dalle cene al parcheggio per i consiglieri. Tuttavia la Procura non si è preoccupata di fare ulteriori indagini per approfondire l'ipotesi del peculato, nonostante la Finanza gliel'abbia porta su un piatto d'argento. L'altra anomalia investigativa è che è stato preso in considerazione solo il 2008, e una parte del 2009, tralasciando gli altri anni del mandato di Renzi in Provincia (2004, 2005, 2006, 2007 e 2009). Ci stanno 21 milioni di euro su cui non si è fatto nessuna indagine».

Cosa ha intenzione di fare ora?

«Siccome il mio cliente non è parte lesa, non posso presentare opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura. In base all'articolo 409 del codice di procedura penale, oggi (ieri ndr ) ho depositato una richiesta al giudice delle indagini perliminari Moneti di fissare un'udienza in camera di consiglio per discutere della possibilità di fare un'imputazione coattiva.

Come l'ha presa il suo cliente?

«È sconfortante per un cittadino che fa una denuncia, tra l'altro perfettamente circostanziata e documentata, vedere che tutto si risolva così. È sconcertante che in un sistema decomocratico la magistratura scoraggi qualisiasi atteggiamento di collaborazione del cittadino con lo Stato».
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I PRANZI DI RENZI E LA SMENTITA FANTASMA DEL SUO AMICO RISTORATORE



1. COME SOTTO-MARINO, ANCHE IL PREMIER CAZZARO INCIAMPA SUI RISTORATORI. IL SUO AMICO LINO AMANTINI, DI FIRENZE, GLI GIOCA UN BRUTTO SCHERZO E RACCONTA AL “FATTO” DI CENE “CON AMICI E FAMILIARI” PER LE QUALI “MANDAVO SEMPRE LA FATTURA IN COMUNE”
2. LA CORTE DEI CONTI TOSCANA APRE SUBITO UN FASCICOLO E PALAZZO CHIGI MANDA IN GIRO UNA VELINA-SUPERCAZZOLA: “SPESE TUTTE DOCUMENTATE E GIÀ ANALIZZATE DA DIVERSI ORGANI DI CONTROLLO”. OK, MA GLI SCONTRINI? MARINO, CACCIATO DA RENZI, LI HA ESIBITI
3. “REPUBBLICA.IT” PUBBLICA PER ORE UNA SMENTITA DEL RISTORATORE, CHE DICE DI ESSER STATO MANIPOLATO. L’ANSA CERCA LA CONFERMA, MA LUI DICE CHE NON PARLA CON NESSUNO E MANDA TUTTI A STENDERE. E ALLORA “REPUBBLICA.IT” FA SPARIRE DAL SITO LA SMENTITA. CHE PERÒ OGGI MOLTI GIORNALI RIPORTANO, “CORRIERE” IN TESTA. E CICCIO SENSI RINGRAZIA


1. I PRANZI DI RENZI E LA SMENTITA FANTASMA DEL SUO AMICO RISTORATORE
Francesco Bonazzi per Dagospia

Illuminante esempio di come funziona l’informazione ai tempi di Matteo Renzi. Domenica il suo amico ristoratore di Firenze, Lino Amantini, si fa intervistare da Davide Vecchi del “Fatto Quotidiano” e racconta di pranzi e cene di Matteuccio a spese del Comune, alcune anche con la moglie Agnese.
RENZI AL RISTORANTERENZI AL RISTORANTE

Ieri la Corte dei conti toscana apre un fascicolo d’inchiesta per capire se il premier, quand’era amministratore locale, ha sperperato denari pubblici. A questo punto entra in scena “Repubblica.it” che dà la notizia così: “L’istruttoria avviata dai magistrati contabili come atto dovuto dopo le dichiarazioni del ristoratore Lino Amantini rilasciate domenica al Fatto Quotidiano. Ma oggi l’oste ritratta: ‘Mi hanno fatto dire cose che non ho detto’”. Il contro-scoop è firmato da Luca Serranò e Massimo Vanni, biografo del premier.

Passa qualche ora ed esce una seconda versione dell’articolo. Sparisce la citazione del “Fatto Quotidiano” e compare un’acrobatica risposta di Renzi: “Fonti vicine al premier: ‘Spese documentate e analizzate”.

A quel punto si muove l’Ansa per ottenere la smentita ufficiale di Amantini e chiudere il caso, togliendo le castagne dal fuoco a Palazzo Chigi. Ma ecco la sorpresa, Amantini non ritratta un bel nulla e dice solo: “Non parlo, è tutto il giorno che squilla il telefono, lasciatemi lavorare”.
RENZI AL RISTORANTERENZI AL RISTORANTE

Passano pochi minuti e, all’ora di cena, “Repubblica.it” corregge per la terza volta il suo pezzo. Sparisce la smentita del ristoratore e restano solo la notizia della Corte dei Conti e le fonti “vicine a Palazzo Chigi”.

Questione finita? Manco per niente. Fare casino paga. Oggi vari giornali ripubblicano la smentita-fantasma pubblicata dal sito di Repubblica. Non si sono accorti che nel frattempo era stata tolta.    


2. ARAGOSTE, SUSHI E VIAGGI: LA MANICA LARGA DI RENZI
Davide Vecchi per il “Fatto Quotidiano

RENZI AL RISTORANTERENZI AL RISTORANTE
Sulle spese di Renzi sindaco, la Corte dei conti ha aperto un fascicolo. La decisione è stata raggiunta a seguito delle dichiarazioni del ristoratore fiorentino Lino Amantini, che domenica in un’intervista al Fatto ha raccontato di quando, ai tempi di Renzi sindaco, inviava le fatture direttamente a Palazzo Vecchio. Ieri, lo stesso ristoratore, assediato da telecamere e cronisti, ha detto all’Ansa: “Non parlo con nessuno, non dico proprio nulla; è tutto il giorno che squilla questo telefono. Lasciatemi lavorare, per favore”.

RENZI AL RISTORANTERENZI AL RISTORANTE
I magistrati contabili avevano già acquisito parte della documentazione relativa alle spese di rappresentanza, ma estenderanno ora l’inchiesta ad altre voci contabili per verificare l’intera gestione amministrativa. In giornata si è mossa anche l'opposizione in Comune. Il consigliere Tommaso Grassi di Sel durante i lavori dell’aula ha chiesto al sindaco Dario Nardella di rendere trasparenti le spese dell’attuale giunta e della precedente. “Renzi noi lo conosciamo bene, già in Provincia ha mostrato ottime performance, ma stamane ha risposto al Fatto, che gli chiedeva di rendere pubblici i suoi scontrini, di averli già messi online”. Noi, ha proseguito Grassi, “siamo andati a cercarli: inutilmente”.
MATTEO RENZI E LINO AMANTINIMATTEO RENZI E LINO AMANTINI

Quindi, ha concluso, “rispetto a quello che è stato fatto dall'ex sindaco Marino – che ha indicato voci di spesa dettagliate con la massima trasparenza – chiediamo che altrettanto facciate lei e Renzi: ci uniamo alla richiesta del Fatto e le chiediamo di rendere tutti gli scontrini trasparenti al massimo, visto che al momento di trasparente c'è ben poco”.

NELLA ATTESA (fiduciosa) delle ricevute dettagliate, ricordiamo quelle che Grassi chiama le “ottime performance”di Renzi quando era in Provincia. Anche su quelle la Corte dei conti e la Procura aprirono un’inchiesta contestando inizialmente “spese pazze” per 20 milioni di euro, dieci dei quali per una società creata ad hoc per divulgare il suo verbo: Florence Multimedia.

Rimanendo nel parallelo con l'ex sindaco di Roma Marino, finito nei guai per viaggi e pasti. Lino non è l'unico ristorante in cui Renzi riusciva a spendere oltre mille euro per un pasto.

RENZI E SENSIRENZI E SENSI
Al Cibreo, ad esempio, uno dei più rinomati della città, il 23 maggio 2008 raggiunge i 1.260 euro. Fattura inviata in Provincia e pagata attraverso bonifico. Alla Taverna del Bronzino lascia 1.855 euro mentre al Caffè Nannini –una pasticceria – versa in un sol colpo 1.224 euro. Impossibile conoscere causale e commensali perché non sono stati indicati all'epoca e perché a oggi, nonostante più volte chiesti, Renzi non risponde.

Così come il fidato capo gabinetto Giovanni Palumbo – oggi a Palazzo Chigi – che ha firmato decine e decine di delibere per i rimborsi spese del presidente che aveva a disposizione anche una carta di credito con un limite di spesa mensile di 10 mila euro.
LAURA BOVOLI MAMMA MATTEO RENZILAURA BOVOLI MAMMA MATTEO RENZI

Nell'ottobre 2007, però, Renzi riesce a farsela bloccare. Durante un viaggio negli Stati Uniti, infatti, la carta viene sospesa a garanzia di un pagamento da parte di un hotel a Boston e così Renzi è costretto a pagare di tasca propria 4.106 dollari – al cambio dell'epoca 2.823 euro, all'hotel Fairmon di San Jose, in California. Qui pasteggia ad aragoste. Appena torna in Italia si fa restituire la somma con una delibera firmata il 12 novembre. Solo per questa trasferta oltreoceano, le casse della Provincia spendono 70 mila euro: non si sa per quante persone né quali.

Un'altra missione in California, ma questa volta a Santa Clara per “attività internazionali” costa alle casse dell'ente 26.775,82 euro per sei giorni: dal 2 all'8 novembre. Ma in questo caso l'obiettivo del viaggio è specificato: incontrare i rappresentanti delle aziende Cisco e Apple e verificare lo stato di avanzamento delle attività avviate con il Mit, Massachusetts Institute of Technology. Che però è a Boston.
matteo renzi e agnese landini al voto a pontassieve 16MATTEO RENZI E AGNESE LANDINI AL VOTO A PONTASSIEVE 16

Nel 2009, dopo aver vinto le primarie come candidato sindaco del Pd alla guida di Firenze e prima però del passaggio da un Palazzo all'altro, Renzi vola di nuovo in America a spese della Provincia. Questa volta si fa accompagnare dal fidato Marco Carrai e da un assessore. Spendono 45 mila euro. Va nella speranza di incontrare il neoeletto presidente Barack Obama. Non riesce. Ma da oltreoceano fa sapere che l’ha invitato a Firenze.

SULLA VICENDA è ancora aperto un fascicolo in procura scaturito da un esposto presentato dall’avvocato Carlo Taormina per conto di Alessandro Maiorano, dipendente di Palazzo Vecchio e grande accusatore di Renzi. Proprio oggi Taormina sarà ricevuto dal gip Alessandro Moneti in merito all’inchiesta.


3. LE CENE DI RENZI (SINDACO) DIVENTANO UN CASO
MATTEO E TIZIANO RENZIMATTEO E TIZIANO RENZI
Marco Gasperetti per il “Corriere della Sera

C’è un ristoratore fiorentino, tra i più amati da Matteo Renzi, che racconta la storia di pranzi, con tanto di familiari, che l’allora sindaco di Firenze avrebbe consumato nel locale. Ma non è una storia di ricordi stile «Amici miei», perché a un tratto, durante l’intervista rilasciata qualche giorno fa al Fatto Quotidiano , Lino Amantini, patron del ristorante «Da Lino», dice che poi quelle allegre mangiate venivano fatturate al Comune. Insomma, libagioni private con soldi pubblici. E così, nei giorni in cui l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino perde la poltrona proprio per cene e pranzi a rischio, la notizia comincia non solo a far discutere ma anche a interessare i magistrati. 

Ieri la Corte dei conti della Toscana ha annunciato che su questo episodio aprirà un fascicolo «per appurare la veridicità di quanto sostenuto nell’intervista». I magistrati contabili spiegano che si tratta soltanto di un atto dovuto deciso «anche per valutare quanto le affermazioni contenute nell’articolo siano circostanziate». Anche perché Amantini avrebbe già in parte ritrattato a Repubblica.it : «Mi hanno fatto dire cose che non ho detto. Non voglio parlare più, ma non ho detto che quando veniva qui mandavo il conto a Palazzo Vecchio». 
matteo renzi al g7MATTEO RENZI AL G7

Ieri sera fonti vicine a Matteo Renzi hanno inviato alle agenzie di stampa una precisazione: «Le spese di rappresentanza sostenute negli anni in cui l’attuale premier era presidente della Provincia e sindaco di Firenze non solo sono documentate al dettaglio, ma sono state già analizzate, nel corso degli anni, da diversi livelli di controllo». Secondo le stesse fonti «tali spese sono state assunte per finalità istituzionali in piena conformità alle leggi e ai regolamenti e, in base alla normativa vigente, inserite nel bilanci consuntivo annuale e inviate ogni anno alla Corte dei conti».

IGNAZIO MARINO E MATTEO RENZIIGNAZIO MARINO E MATTEO RENZI
Il documento prosegue poi specificando che «le amministrazioni guidate da Renzi sono state tra le prime in Italia a rendere disponibili questo tipo di informazioni online. Massima trasparenza e totale fiducia nella magistratura contabile per un’istruttoria che gli stessi organi di informazione definiscono un atto dovuto e che riguarda spese legittime e giustificate». 

Nell’intervista il ristoratore aveva affermato: «Matteo era sempre qui, mai solo e portava la qualunque. Amici, familiari. Ricordo benissimo che tre giorni prima di avere l’ultimo figlio venne con l’Agnese qui, aveva il pancione». E alla domanda se è una leggenda che in questo ristorante ci sia la così detta «sala Renzi», aveva risposto: «Leggenda un corno, è questa dove siamo seduti ora. Sa quante tavolate, feste, pranzi e cene di lavoro qui dentro? Un’infinità. Infatti da quando Matteo è andato a Roma m’è calato parecchio l’incasso». 
IGNAZIO MARINO E MATTEO RENZI IN CAMPIDOGLIOIGNAZIO MARINO E MATTEO RENZI IN CAMPIDOGLIO
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/come-sotto-marino-anche-premier-cazzaro-inciampa-ristoratori-suo-110488.htm

Su presunti rimborsi irregolari di Renzi erano già stati presentati esposti relativi al periodo in cui era presidente della Provincia di Firenze ma poi tutto si è risolto in un nulla di fatto.