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sabato 11 agosto 2018

“SONO STATI I RUSSOFILI”. PER MACRON COME PER MATTARELLA…

"SONO STATI I RUSSOFILI". PER MACRON COME PER MATTARELLA...

Anche in Francia  – in relazione all’affare Benalla che ha travolto Macron –  sono partite le accuse che,  in Italia, sono state vibrate dal Colle su “russofili” e “ultrasovranisti”  che  hanno minacciato la “libertà”  di Mattarella.   Con gli stessi metodi, le stesse insinuazioni e le medesime goffaggini e pressapochismi, conditi però  di minacce (tipo “il dossier gonfio da pagine” che il Colle avrebbe contro Claudio Messora). Evidentemente, la centrale ispiratrice è unica.
(Per far presto, mi aiuto con la traduzione automatica  dell’artcicolo dl titolo.

Qui est UE DisinfoLab, à l’origine de l’étude sur le gonflage «russophile» de l’affaire Benalla ?

Lo scandalo Benalla, l’amante del corpo di Emmanuel? Un altro colpo dei russi, ovviamente!
Nata, a suo dire, dalla spontanea volontà di buoni cittadini euronici  vogliosi di combattere la disinformazione [come Riotta, ndr.]   l’organizzazione ha pubblicato uno studio, ampiamente ripetuto nei media ,   nel quale “dimostra”che quasi la metà dei tweet sull’affare Benalla proviene da account Twitter “pro-Mélenchon”  (il comunista), “pro  Front National “e naturalmente, ultimo ma non meno importante ,” russofili “, alcuni dei quali sarebbero account automatizzati.
Quanti sono i tweet  colpevoli? All’inizio, la cosiddetta ONG spara  la cifra di 11 milioni.  Stravagante. Poi si corregge e parla di non  meno di 4 milioni di tweet pubblicati da circa 250.000 persone che avrebbero diffuso  e strombazzato l’affare Benalla. Di questi 4 milioni, 1,8 milioni di tweet provengono da 2.600 account. L’1% di questi account avrebbe pubblicato il 44% del contenuto su questo caso.
[impressionante l’analogia  con   l’accusa ai russofili italiani:. Marzio Breda,  il quirinalista del Corriere, spara,   lasciando capire senza dirlo che    si sospetta l’azione “le fabbriche dei troll  che sono a Mosca”:

La notte dell’allarme al Quirinale
In 400 per l’attacco sull’impeachment
I profili, riconducibili a un’unica fonte, sono stati creati in pochi minuti alle due del mattino

Con l’avvertimento mafioso (si può dire mafioso?) a Messora

Due  giorni dopo,  sempre il Corriere, a firma di Fiorenza Sarzanini, cambia le carte in tavola: adesso  i tweet  delittuosi per i quali il Colle ha allertato il Copasir, i servizi, la Pocura Antiterrorismo,  sono partiti da server estoni e israeliani. I russi, sembrano esclusi.
Ancora un po’ e lo Huffington Post:
Attacco social a Mattarella da un’unica fonte
La notte dei 400 tweet simultanei in cui si chiedevano le dimissioni del Presidente: account generati, sembra, da un’unica fonte
Una unica  fonte,  informa Marzio Breda  che ha attaccato il Presidente   dallo  “snodo di Milano” (avvicinandosi in maniera inquietante a casa mia, teme Messora; anche mia, può dre Blondet).

Anche  la famosa ONG di Bruxelles,dopo aver sparato alto, L’8 agosto ha finalmente pubblicato le ultime conclusioni del suo studio , più sfumato di quello che aveva annunciato per la prima volta il 30 luglio:  non mostrando più alcuna influenza russa.

Pas d’influence russe : DisinfoLab change les conclusions de son étude sur l’affaire Benalla

Quelques jours après avoir accusé l’«écosystème russophile» de faire office de caisse de résonance à l’affaire Benalla, l’ONG DisinfoLab a largement nuancé ses conclusions. Et se retrouve face aux plaintes d’internautes mécontents d’avoir été fichés.
Uguale identico percorso  dei “sorveglianti antirussi”  in Italia e Francia.
A questo punto il blog Les Crises , specializzato in economia e geopolitica e guidato da Olivier Berruyer , ha  pubblicato una decifrazione completa in due parti il ​​7 e il 9 agosto, in cui ha approfondito l’identità di EU DisinfoLab .
Anzitutto:  le “enormi”  cifre annunciate dalla ONG non sono così sorprendenti quando sappiamo come funziona Twitter. Infatti, oltre l’80% degli utenti non Twitter quasi. Olivier Berruyer ricorda che in Francia, “Twitter conta 21,8 milioni di utenti mensili e 4,3 milioni di utenti al giorno. Quindi, 4 milioni di tweet sul caso Benalla per 4 milioni di utenti giornalieri, questo sembra ragionevole data la portata clamorosa dello scandalo che è apparso in prima pagina su  tutti i media.

Essere russofili è   criminale,  secondo il governo francese

Notare che  il 3 agosto  il portavoce del governo Benjamin Griveaux   aveva dichiarato, e voluto restasse agli atti nel verbale del Consiglio dei ministri:  “auspica a che venga fatta tutta la trasparenza sulla diffusione di questo tipo di messaggi “. Ha anche trovato positiva l’iniziativa del gruppo di centro destra Agir, che ha chiesto a Philippe Bas, presidente della commissione d’inchiesta del Senato sull’affare Benalla, di assicurarsi che la commissione abbia acquisito   lo studio della ONG su ”  la  manipolazione attribuita agli account russofili su Twitter per destabilizzare l’esecutivo francese”.
Russofili, capito?Chi si è scandalizzato ed ha commentato sul twitter lo scandalo Benalla, è un russofilo.   L’economista Jacques Sapir si interrogasull’uso che   di questo “studio” della ONG fa  il portavoce del governo:  per “screditare tutti quelli che contestano giustamente l’affare Benalla” “. Ha anche ricordato che la risonanza del caso non è stata percepita solo su Twitter, ma anche sui media tradizionali come i canali televisivi, che hanno registrato picchi di ascolto dal 19 luglio al 1 ° agosto.
A questo punto, è faile scoprire cosa è EU DisinfoLab, che  ha sparato la notizia falsa in difesa di MAcron. Si dichiara una ONG. Che starebbe per Organizzazione non governativa. Sì, infatti: fra i   suoi partner (e finanziatori) conta la UE,  e soprattutto lo Atlantic Council uno dei più potenti  think tank  Usa collegati alla NATO. L’elenco dei membri onorari del suo consiglio di amministrazione, pubblicato da Les Crises,  è edificante: comprende non  meno di nove ex ministri degli Stati Uniti  (fra cui Kissinger), generali  statunitensi  (fra cui Wesley Clark),   l’amministratore delegato di Boeing, un ex direttore della CIA e un ex direttore dell’FBI. …insomma il Deep State in tutta la sua forza.
L’11 aprile 2018, DisinfoLab dell’UE è stata partner di una conferenza sulla disinformazione con  il Consiglio Atlantico.  il 17 maggio, l’UE DisinfoLab è stata partner di un’altra conferenza organizzata dalla Open Society Foundation di George Soros ( fonte ).


Si sono occupati anche dell’Italia, nel senso indicato dalla Boldrini, da Riotta eccetera:

i social media fanno disinformazione in Italia.

Molto istruttivi i  partner a cui si associano, oltre al già citato Atlantic Council:

Ci sono:
EUvsDisinfo ,   dedita  alla “lotta contro le strutture di propaganda russa” nell’UE , con tanta faziosità che, il 6 marzo 2018, il parlamento olandese ha votato una risoluzione ( con 109 voti contro 41 ) chiedendone la chiusura ( fonte ).
C’è il think tank European Values, che ha sede in repbblica ceka, ed è famoso per il suo  programma Kremlin Watch .Il suo direttore Jakub Janda ha trattato il presidente ceco Milos Zeman di “cavallo di troia dei russi”.
C’è anche  ” Defending Democracy ” la cui professione di fede illustra chiaramente con chi abbiamo a che fare:
La Russia di Vladimir Putin ha lanciato una guerra ibrida contro l’Occidente: una guerra contro la democrazia, lo stato di diritto e il nostro modo di vivere. Mentre i nostri governi hanno compreso lentamente la portata e l’urgenza della minaccia, non hanno ancora trovato una risposta chiara e unita.
Il nemico vuole distruggere la nostra società, screditare le nostre istituzioni e minare la nostra fiducia per noi contro noi stessi. Il ritorno delle politiche illiberali, nativiste e xenofobe – spesso finanziate da Mosca – suggerisce che rischiamo di perdere la battaglia. La capacità di hacker filo-Cremlino, campagne di disinformazione e algoritmi  per corrompere i nostri social media e motori di ricerca avvelenano la vita della nostra democrazia.
La guerra contro l’Occidente è una guerra contro la verità. Tutto ciò che ci interessa è minacciato: la nostra fiducia nello stato di diritto; la nostra fiducia nelle istituzioni pubbliche e elezioni giuste; la nostra fiducia nella conoscenza e nella scienza; la nostra fiducia nel giornalismo e nei media; e forse la cosa più importante, la nostra fiducia in un senso comune di decenza e coesione sociale. La nostra democrazia è in gioco e dobbiamo difenderla.
La difesa della democrazia è un’iniziativa indipendente, apartitica. Stiamo lavorando per una più forte risposta transatlantica alla guerra ibrida del Cremlino contro le nostre democrazie”.
Questi sono  come il Dottor Stranamore,   convinto che l’Unione Sovietica   doveva essere incenerita dalle atomiche perché minacciava “la purezza e l’essenza dei nostri fluidi corporei”.

Lo EuDisinfoLab, parimenti,  ha voluto dimostrare  che l’11 per cento dei tweet che i francesi si sono scambiati sullo scandalo Benalla proviene – attenti al linguaggio – da account che “hanno una corrispondenza”   (sic) “col sistema russofilo”.  Lo stesso linguaggio usato da Marzio Breda e probabilmente ascoltato al Quirinale, il  dico-e-non dico, il “sappiamo chi siete e stiamo facendo un dossier su di voi”.
Ma non c’ è niente da ridere, e il motivo è: come in Italia questa idiota bufala malcotta  è stata ripresa  con la massima e minacciosa serietà  da Corriere, Repubblica, Stampa, telegiornali della sera, così in Francia è stta presa e diffusa come oro colato da i medi mainstream, a BFM TV (ebraico-atlanticista),  dalla Opinion (massonica) fino a  Libération (Rotschild)  Un  segnale di totalitarismo della stupidità, tanto più agghiacciante perché palesemente (per usare il loro gergo) “ha corrispondenza con il sistema euro-oligarchico”. E le sue centrali   negli uffici della Unione Europea,  parte degli “strumenti di tortura” di cui si vantava Juncker a proposito della Grecia.
fonte https://www.maurizioblondet.it/sono-stati-i-russofili-per-macron-come-per-mattarella/

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