domenica 3 gennaio 2016

Da Carlo Magno all’Anticristo: Il Ratto d’Europa

ar_image_2521_lL’unione degli Stati Europei non è un’idea moderna, tentativi di riunificare l’Europa si leggono sin dopo dalla caduta dell’Impero Romano. Non è un caso che il centro del potere europeo sia passato da Aquisgrana (luogo in cui aveva sede la cattedrale, cuore del Sacro Romano Impero) a Maastricht e Bruxelles, che distano pochissimi chilomentri da Aquisgrana. Quindi l’Unione Europea come oggi la conosciamo è in continuità con l’Impero carolingio? NO l’Europa di oggi non esite neppure, poiché non esiste un’Europa, ma semplicemente una banca centrale e  una moneta (privata) che equivale ad una forma di governo oligarchico, usurocratico e depolicizzato imponendo il potere del mercato unico. L’Europa di oggi non è altro che un metodo di governo per imporre politiche neoliberiste all’insegna della rimozione dei diritti sociali e cristiani. MAIALI 8L’unione degli Stati europei serve solo a distruggere un intero popolo sull’altare delle banche e dei sacrifici chiesti ai popoli. L’idea di un’unione europea non sarebbe un idea malvagia in sé, avrebbe senso solo se, per esempio, Grecia e Germania stessero assieme come popoli fratelli e non in un rapporto asimmetrico totale in cui la Germania sta facendo ai danni di Grecia (ma anche degli altri paesi mediterranei tra cui il nostro) cio’ che fece nelle pagine piu’ brutte del 900 con mezzi politici e militari, oggi lo sta facendo con l’usura e con la violenza economica. A differenza dell’Impero Carolingio non esiste una politica europea, una cultura europea, un ideale di fraternià europeo. L’Unione Europea è quindi uno scimiottamento dell’opera di Carlo Magno e del Sacro Romano Impero, troppo spesso citato a sproposito dagli oligarchi europeisti sulla quale cercano di riscrivere basandosi solo su una moneta quella che dovrebbe essere la nuova laica,CARLO MAGNO(ma in realà palesemente massonica e luciferica) cultura europea: matrimoni gay, aborto, controllo delle nascite, usura bancaria, schiavizzazone dei popoli, eutanasia, immigrazione selvaggia (prevalentemente musulmana) per cancellare completamente il vecchio volto cristiano del vecchio continente
Carlo Magno figlio di Pipino il breve e re dei franchi fu colui che tento’ di riunire l’impero romano sotto la Croce di Cristo, dopo la caduta dell’Impero romano. L’Impero carolingio conservava elementi continuativi con l’età tardo-romana.
Carlo Magno volle essere difensore della fede: glielo imponevano le circostanze politiche del popolo franco Carlo Magno dopo la conquista e sottomissione non uccideva i suoi nemici dai cannibali pagani anglosassoni agli arabi invasori, ma li battezzava e li mandava nei monasteri. In una sua lettera aPapa Leone IIII paragono’ se stesso e il pontefice Mosè ed Aronne: l’uno è il principe armato di spada che difende la comunita’, l’altro è il capo spirtuale che ha l’ufficio di pregare.
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urlQualche mediterraneo considerava che Carlo Magno non si potesse considerare né francese né tedesco,ma il primo vero europeo. Subito i tedeschi ribattevano che il re franco aveva sanato la frattura etnica tra germani e latini, lasciando una forte impronta geografica all’Europa futura.
Dopo la morte di Carlo Magno i suoi tre figli lottano tra di loro per dividersi l’impero e questa guerra fratricida spezza la fragile unità che Carlo Magno aveva creato. L’ultimo dei Carolingi, Carlo il Grasso, riunisce ancora l’Impero, tuttavia la sua inettitudine fu tale che i nobili lo deposero nell’887. L’Impero Carolingio si sfasciava definitivamente.
Dalle sue rovine sorgeranno i primi regni nazionali: Francia, Germania, Italia.(clicca qui)
L’Europa quindi viene divisa, ma continuerà a rimanere unita molto di più di quanto lo sia oggi. Se oggi l’Europa è unita solo da interessi e da una moneta di proprietà non dei popoli ma di proprietà privata, con la fine dell’Impero Carolingio e la nascita el Medioevo l’Europa rimane unita nella fede, nei costumi e nella cultura. E’ esistita un’Europa veramente globalizzata, un’epoca i cui dalla punta estrema della Spagna al nord della Finlandia si era uniti da una fede, da un sogno e da un ideale. Chiunque si ostini a voler vedere nel medioevo un’epoca barbara e incivile gli consiglierei di informarsi meglio e scavalcare molti luoghi comuni e leggende prima fra tutte il numero esagerato di milioni di vittime arse dalla Santa Inquisizione (vedi articolo sull’inquisizione) o lo “Ius Primae Noctis” che nell’immaginario collettivo sarebbe stato il diritto del feudatario di passare la prima notte di nozze con la futura sposa, si trattava in realtà di una tassa sul matrimonio. Il Medioevo fu un’epoca gloriosa ingiustamente infangata, chamata oggi dai mondialisti e dai giudei “era volgare”nessun periodo storico è stato vittima di luoghi comuni come il medioevo; un’ epoca alla quale si devono invece il fiorire delle università, dell’arte culinaria, della scienza e della arti. dracma euroNei tempi medievali, i sudditi pagavano al signore feudale, o alla Chiesa, “la decima”, ossia solo il 10% dei loro introiti. Oggi paghiamo cinque volte la decima ai prestatori di capitale. Faccio notare per inciso che la vecchia formula teologica Cristiana “ce lo chiede Dio” oggi nei tempi moderni viene sostituita con “ce lo chiede il mercato” o “ce lo chiede l’Europa” nessuna importanza la merita la nuova plebe sempre piu sfruttata ed incerta che mai circa le sorti future, e la differenziazione tra i primi e gli ultimi è piu’ accentuata che mai con la plebeizzazone persino delle classi medie. La “global-class” a differenza dei feudatari dell’epoca é una classe senza coscienza, senza radicamento, apolide, come i magnati della finanza che decidono in assemblee chiuse nei circoli Bilderberg sulle sorti dell’umanità dei nuovi dogmi di fede satanica, basti pensare al dogma del surriscamento mondiale che sarebbe dovuto alle emissioni umane di co2 (sic), al dogma della riduzione della popolazione su scala planetaria ecc. “Non avrai società all’infuori di questa” é il nuovo comandamento che ci viene ricordato dai nuovi “oratores”, i media galoppini del NWO. (clicca qui) Come si è arrivati a cio’?
“Con il protestantesimo lo spirito ebraico trionfò” queste sono le parole dello scrittore giudeoBernard Lazare.
sette protestanti sostenitrici del messia ebraicoInfatti, il colpo finale all’edificio cristiano venne inferto dal luteranesimo, e ancor più dal calvinismo. Nel 1517 con il dilagare dell’eresia protestante di Martin Lutero,appogiato al principio dai giudei e la conseguente conversione al luteranesimo da parte di molti regnanti europei degli stati del mondo anglosassone che si convertirono, per interessi personali e materiali che per questioni teologiche, si innescano una serie di conflitti e persecuzioni ai danni degli Stati “papisti”, 70.000 cattolici (di cui in TV non ne parleranno mai, perlaranno invece dell’inquisizione spagnola) vengono trucidati in Inghilterra e i beni della chiesa incamerati. Ma solo alla regina cattolica figlia di Enrico VIII, succeduta al trono dopo la morte del suo fratellastro Edoardo, Maria Tudor, colpevole di aver cercato di reinstaurare il cattolicesimo in Inghilterra venne affibbiato l’odioso appellativo di “Maria la sanguinaria”, mentre la sorella protestante Elisabetta,-succeduta al trono dopo la morte prematura di Maria-, molto piu’ assetata di sangue cattolico viene ricordata come la grande regina Bess (!) Ma del resto si sa la storia la scrivono i vincitori. Cominicia così la dissoluzione della Cultura Europea, che per secoli aveva tenuto unita l’Europa. La fine della cultura ereditata prima dall’antica Roma ed in seguito diffusa dal Sacro romano impero; si getta la prima pietra per la ricostruzione dell’Europa dell’Anticristo 1709come la conosciamo oggi. Nel 1600 gli antenati luterani della Merkelregnavano da Maastricht a Bruxelles. Siccome Breda (ex importante possedimento della casa d’Orage-Nassau) era caduta in mani spagnole (quindi cattoliche) i luterani olandesi decisero di marciare contro gli spagnoli, e con la scusa di liberare le popolazioni dal giogo cattolico. A Breda si giocò la prima moderna guerra di trincea, con bombe e archibugi: italiani, spagnoli, portoghesi si ritrovarono uniti contro i franco-tedeschi. Il re di Spagna aveva detto loro che si trattava di lottare contro gli eretici, e tanti s’arruolarono in quell’armata cattolica. Ancora una volta due modelli a confronto, il mediterraneo e il tedesco, il solidarista solare e l’econometrico tedesco. La guerra dei Trent’Anni sancì il definitivo tramonto di quel sogno unitario che, in fondo, aveva retto per secoli e continuato, sacralizzandola, l’idea universale romana. E’ l’inizo dell’egemonia anglosassone.
greciaIl grande Giacinto Auriti, sul passaggio dall’era cristiana all’era dell’Anticristo si esprime così : “Cristo ci ha spiegato che non si puo’ seguire Dio e mammona contemporaneamente (mammona nella lingua aramaica oltre che satana significa anche denaro). Dopo che Gesù ebbe digiunato nel deserto per 40 giorni il diavolo tenta Gesù dicendogli: ‘avrai tutti i regni del mondo se tu prostandoti mi adorerai’, adorare satana significa togliere Dio dall’altare, e allora cominci a capire la relazione intrinseca tra capitalismo e religione, ecco cosa è avvenuto con l’eresia protestante che ha negato l’Eucarestia e la transunstanziazione. Dopo che è stato messa al bando e dichiarata fuori legge l’Eucarestia,con il Test Act nel 1673, il capo della religione protestante diventa pure il re d’Inghilterra.  Nella tradizione del Sacro Romano l’autorità politica era subordinata eticamente e moralmente a quella religiosa, qui invece il potere politico prevale su quello religioso. La prima cosa che crea il protestantesimo una volta venuto al mondo non è una chiesa, ma una banca, Nasce la Banca d’Inghilterra, si crea la moneta-debito satanica, nasce il capitalismo. Satana è una persona seria, mantiene le promesse fatte a fin di male. Con la banca protestante presieduta da Necker, consigliere finanzario di Luigi XIV , comincia l’indebitamento delle monarchie cattoliche della vecchia Europa verso il sistema bancario nato con la Banca d’Inghilterra e continuato fino ad oggi.Tutte le banche centrali del mondo espropriano ed indebitano tutti i popoli del loro denaro.  Cosa avvenne con l’attuazione dl comandamento di satana di togliere Dio dall’altare? il Commonwealth britannico nel 1855 ha avuto un’estesione di 22milioni e 750.000 Km quadrati. Oggi tutto il mondo è Commonwealth; oggi tutto il mondo è subordinato alla moneta-debito, la moneta satanica. Noi ci stiamo battendo contro la moneta del diavolo, perchè ogni popolo deve essere proprietario della sua moneta, mentre la banca d’Inghilterra fatta sotto il comandamento di satana realizzato con l’eresia prostestante la proprieta è diventata della banca, i popoli sono stati trasformati da proprietari a debitori, ecco perchè la maggior parte in Svizzera è protestante e banchiere, cioè usuraio” (clicca qui) . Nel 1889, a Vienna, un personaggio altolocato, che non ha voluto che il proprio nome venisse rivelato, confidò al Cardinale Jean-Baptiste-François Pitra, un valente storico: ”Tutte le vestigia della sovranità del vero Messia soprannaturale devono essere spazzate via.  Le nazioni cattoliche devono essere schiacciate dalle nazioni protestanti. Quando questo risultato sarà raggiunto, un alitata sarà sufficiente a provocare la scomparsa del protestantesimo».
Da Aquisgrana a Maastricht. Ieri come oggi. Sarà un caso che oggi come allora vengano affondate le economie di quelli che una volta erano gl stati fedeli alla dottrina cattolica e quindi proprietari di una propria forte identità nazionale e cultura (latina, greca,romana arricchita dalla filosofia di platone e san Tommaso D’Aquino) come nel caso dei paesi mediterranei?
spaventapasseriCon l’imperversare del veleno massonico con rivoluzioni (metodicamente studiate a tavolino) dalla rivoluzione Francese, al Risorgimento Italiano, che cancella dalle mappe lo Stato pontificio, alla caduta dell’Impero Asburgico, toccando il culmine con la rivoluzione russa, l’avvento del comunismo bolscevico e la completa distruzione di tutte le monarchie cattoliche durante la prima guerra mondiale alla quale farà seguito la seconda e la sconfitta degli stati europei, eccoci arrivati alla sconfitta dell’Europa, colonizzata dagli Stati Uniti d’America e il trionfo definitivo della cultura ebraica-protestante ed in seguito americanizzata culminata nel trattato di Maastricht e la conseguente fondazione della NATO e dell’Europa massonica. Si va dritti nel regno dell’ Anticristo.
borsa di francoforte3 fase l’Europa verso il regno dell’Anticristo “Gli Stati Uniti hanno voluto creare l’Europa unita e l’euro per estendere e rafforzare i propri interessi sul vecchio continente”. A spiegarlo è Morris Mottale, professore di relazioni internazionali, politica comparata e studi strategici presso la facoltà di Scienze Politiche della Franklin University, università americana con sede a Sorengo, vicino a Lugano. “Il nodo così stretto che lega gli Stati Uniti all’Europa inizia con la vittoria militare americana nella Seconda Guerra Mondiale. L’Europa occidentale, cioè quella parte di continente rimasta fuori dall’orbita sovietica, venne ricostruita attraverso i fondi provenienti dal piano Marshall e le prime forme di mercato unico europeo, cioè la CED e la CECA che furono l’anticamera dell’attuale UE, si realizzarono in un sistema in cui l’economia europea era fortemente vincolata a quella americana. Gli Stati Uniti non hanno mai nascosto che la creazione di un’Europa unita e da loro controllata fosse la premessa della propria politica estera. Per costruirla hanno utilizzato e utilizzano la NATO. Finché ci sarà la NATO l’Europa dipenderà totalmente dagli Stati Uniti. Inoltre la moneta unica è da considerarsi a tutti gli effetti come un prodotto americano. Ciò che ha dato una spinta incredibile alla creazione della moneta unica è stata la caduta della Germania Est nel 1989. La Germania diventava improvvisamente una potenza di 80 milioni di abitanti con una forza economica di prim’ordine. Inglesi, francesi e molti americani erano terrorizzati dall’ipotesi di un ritorno sulla scena di un grande player globale come quello tedesco.
La componente emotiva e il terrore di un ritorno dell’aggressività tedesca – peraltro per nulla plausibile – erano così forti da fare trovare tutti d’accordo nel volere creare uno strumento per controllare la Germania. E per questo venne inventata la moneta unica. Gli americani non erano tutti anti-tedeschi, ma sfruttarono l’occasione per veicolare l’introduzione dell’Euro per favorire i propri interessi economici. L’Euro venne dunque concepito come un modo per ingabbiare da Germania da parte di francesi, inglesi e anche di Andreotti, che per scongiurare l’ipotesi di un ritorno tedesco si coalizzarono per controllarne insieme l’economia attraverso una moneta comune. Gli americani sfruttarono questo loro sentimento condiviso per rafforzare il mercato unico da essi gestito. Spesso in Europa si parla dei complotti americani. Tutte cose false! Gli Stati Uniti hanno fatto tutto alla luce del sole: dissero apertamente di volere un’Europa unita per incentivare gli scambi commerciali e ottennero ciò che volevano. Ciò è oggi apertamente riconosciuto dalla politica americana. Non è difficile capire perché: una unica moneta al posto delle 32 che c’erano prima rende molto più semplici e razionali gli scambi commerciali tra Stati Uniti ed Europa e facilita la circolazione delle merci all’interno del mercato unico globale guidato dalle regole americane”. (clicca qui)
Narra il pastore protestante sionista Richard Wurmbrand che l’unico emblema religioso che compare nell’atrio principale del Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York è una figura ignuda di Zeus, la divinità nota per la sua ferocia, e che nella mitologia greca si trasformò in un toro che rapì e tenne prigioniera Europa: similitudine a quanto pare puntualmente avverata.
europa many tongues one voiceLe opposizioni nei disegni dell’Alta Loggia coincidono, e l’Europa unita si farà come ricordava negli ormai lontani anni Sessanta il 33 grado Yves Marsaudon del Supremo Consiglio di Francia: “Noi possiamo affermare che l’Europa Massonica si fa…”
L’appello lanciato da Churchill ebbe immediata e grande risonanza: ancora nel 1946 venne fondato in Gran Bretagna lo “United Europe Movement” ad opera dello stesso Churchill; seguiva in Francia il “Conseil pour une Europe Unie” di Jean Monnet e Robert Schuman; Associazione Internazionale per l’Unità Europea» presieduta da Paul van Zeeland e alla quale apparteneva un certoJoseph Retinger. Il profilo di quest’ultimo personaggio è quanto mai rilevante ai fini della nostra trattazione. Retinger, membro della Round Table e fondatore di spicco del CFR americano. Agente dei servizi segreti e successivamente diplomatico, con l’appoggio del Pilgrims miliardario Nelson Rockefeller, sarà il vero ispiratore e il padre fondatore nel 1954 del Bilderberg Group, un superparlamento riservato alla crema del mondo degli affari e della politica esteso alle due sponde dell’Atlantico. Gran parte di questi movimenti confluì l’11 novembre 1947 in un “Comitato internazionale di Coordinamento dei Movimenti per l’Unità europea” che a sua volta generò un“Congresso dell’Europa” da tenersi all’Aia fra il 7 e il 10 maggio 1948 sotto la presidenza di Winston Churchill.
Le idee di Retinger, ossia quelle dell’Alta Loggia, che si rifletteva nella Pilgrims e nella Fabian Society, fanno strada, come si poteva leggere nel “Bollettino del Centro di Cultura Europea”: Il Congresso dell’Europa all’Aia fu opera sua e il Consiglio d’Europa ne fu la conseguenza. Se ora aggiungiamo che Retinger era amico di lunga data di Coudenhove-Kalergi è facile immaginare il motivo della scelta dell’Aia quale sede del primo Congresso dell’Europa, il padrone di casa essendo quel principe Bernardo d’Olanda, importante azionista della Royal Dutch Petroleum e della “Société Génerale du Belgique” controllate dai Rothschild, ma soprattutto materiale fondatore dei circoli Bilderberg sotto l’influenza di Retinger. Grazie a questo Congresso il 25 ottobre 1948 potè dunque riunirsi per la prima volta il “Movimento Europeo”.
Il 12 maggio del 1947 a Ottawa il 33° grado della massoneria scozzese Truman auspica il decollo di un piano “per rianimare la produzione e sanare l’economia… a condizione che (i governi, N.d.A.) operino con uno spirito di stretta collaborazione, abolendo le assurde barriere che li dividono e li soffocano”. Segue il 3 aprile 1948 lo stanziamento di 13 miliardi di dollari, valore del 1945, per aiuti all’Europa, alla condizione che almeno metà di essi vengano impiegati sotto il controllo americano.  La condizione politica per la concessione del prestito era l’orientamento verso una durevole comunità economica europea.
La NATO (North Atlantic Treaty Organization), o Patto Atlantico, consacrava la solidarietà dell’Europa Occidentale con gli Stati Uniti, passando praticamente il continente sotto la protezione e il controllo americani, e nel contempo consacrava la spartizione dell’Europa in due blocchi: sono gli estremi per un’unione, per un governo sovrannazionale atlantico guidato dall’ONU.
Gli Stati Uniti infatti stanno obbligando l’Europa ad incamminarsi sulla via di un’unificazione politica, economica e sociale a carattere socialista-fabiano, coniugata sugli schemi americani, e a pensare alla propria difesa; l’edificazione del Governo Mondiale sotto l’egida dell’ONU, dove l’Europa unita non sarà che una regione dell’impero americano, coronerà il programma.
E ovvio che un serissimo ostacolo per i mondialisti possa essere rappresentato dall’Europa, culla di quella civiltà cristiana che l’ha generata e – qual faro di luce – ne ha diffuso il messaggio nel mondo, con le sue tradizioni radicate nei vari popoli della Cristianità nel cui alveo la cultura attinse vette incomparabili, raggiungendo nel sociale quell’unità nella pluralità e nella diversità, che è attributo solo cattolico ed è sinonimo di ordine, vera fratellanza, bellezza e armonia. Per unire l’Europa su basi diverse, su una convergenza di puri interessi economici e venali, occorre dunque rimuovere alla radice questa memoria storica, questa consapevolezza di un passato fulgido, questo perdurare di un tipo di uomo naturaliter christianus, inserito nella propria terra, con tradizioni proprie, proprie leggi e propri usi. Indurre uno stato di anarchia generalizzato, isolare il singolo nel suo egoismo, ripristinare le tenebre della barbarie precristiana nella società, mescolare razze diverse sradicandole dalle terre di origine, in una parola affossare le Nazioni; queste, come ciascuno può oggi constatare, sono le direttrici di attacco percorse dallo spirito mondialista. Un uomo senza radici, infatti, privo di riferimenti, senza terra, senza uno scopo di vita diverso dal piacere e dall’accumulo di ricchezza fine a se stesso, è esattamente il prototipo ricercato dai mondialisti, docile burattino massificato, le cui pretese non travalicano il benessere biologico e la cui visione del mondo – solo a prima vista ampia, essendo egli una specie di apolide senza tradizioni – in realtà non supera l’angusto limite della sua mediocre esistenza.
Ben sanno i settari tutto questo. Essi sorvegliano attentamente e si affrettano ad intervenire perciò onde soffocare ogni timido accenno (non oseremmo mai parlare di restaurazione cattolica dopo il Vaticano II) di rievocazione della grandezza dell’Europa medioevale: la Leggenda Nera dei secoli caliginosi e bui deve essere mantenuta e un torrente di anatemi è scagliato ogniqualvolta si cerchi di metterla in discussione. Eloquente in proposito un articolo comparso nel maggio 1990 sul New York Times – testata giornalistica di proprietà della ricchissima famiglia ebraica dei Sulzberger- a firma di Dominique Moisi, vicedirettore dell’IFRI, l’Istituto per gli Affari Internazionali francese, intitolato: “Uno spettro ossessiona l’Europa: il suo passato”. Vi si dice: “Noi non dovremmo sognare di ricostruire un’Europa cristiana sulle ceneri del mondo comunista L’Europa che Giovanni Paolo II desidera è quella nella quale la maggioranza degli Europei non si troverà molto a suo agio. La Chiesa – che storicamente è responsabile dell’antisemitismo – non saprà offrire soluzioni a una nuova Europa; soltanto i valori umanisti e le istituzioni democratiche sapranno farlo. O altrimenti il muro di Berlino sarà caduto invano”.
Il 12 febbraio 1986 venne firmato l‘Atto Unico Europeo  (art. 1 ). Si calcolava che i contenuti dell’Atto – vera e propria Costituzione europea – sarebbero stati recepiti in 300 diverse leggi CEE. L’Atto, nella sez. II, art. 13, stabiliva: “Il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali…”  Fatto questo che automaticamente comporta la possibilità per le multinazionali di operare senza restrizioni mediante trasferimenti di capitali ovunque sia conveniente. In tal modo esse potranno imporre i nuovi standard di produzione europea; ne consegue che le piccole attività imprenditoriali indipendenti (o, peggio, aziende agricole di modesta dimensione) non disponendo dei capitali necessari per riconvertire la produzione ai nuovi standard di mercato, non saranno in grado di resistere e verranno condotte a scegliere fra chiusura o svendita a prezzi stracciati ai cartelli delle corporatìons. Ma dietro l’avanzata delle multinazionali dei mercanti operano le banche, la cui attività è coordinata da una Banca Unica Europea il cui ruolo consiste nel sostituirsi alle attuali Banche Centrali nazionali.
Il documento di 35 cartelle della CEE col titolo “Completing the Internal Market “ si apriva con questa affermazione: “L’unificazione del mercato per 320 milioni di persone presuppone che gli Stati Membri convengano nell’abolire barriere di ogni tipo, nell’armonizzare le regole, nel rendere più simili le strutture legislative e fiscali, nel rafforzare la cooperazione monetaria e le necessarie misure di sostegno per incoraggiare le imprese europee a lavorare congiuntamente”
Da qui al 1991 il mondo sarà dominato da circa 300 multinazionali che regoleranno su scala mondiale il mercato dei prodotti di consumo […]. Queste 300 dovranno controllare tutto quel che riguarda la ricerca, lo sfruttamento, la produzione e la ripartizione nel mondo, delle materie prime e degli elementi chiave del nostro tempo […]”
GRECIA GERMANIAFu in quel giorno che nacque la parola d’ordine delle fusioni fra banche, industrie, compagnie e aziende per settori di attività. Man mano che ci si avvicinava al 1991, il numero delle multinazionali globali sembrava cambiare: secondo la Repubblica – Affari e Finanza, del 23 novembre 1988, infatti, l’opinione dei banchieri britannici era che non più di 150/200 grandi Corporations avrebbero dovuto condizionare l’economia mondiale, a loro volta legate a non più di qualche decina di superbanche.
Gli Stati Uniti di Europa, in realtà, si rivelano sempre più essere gli Stati Uniti – ovvero il mondo anglosassone – in Europa. Rimane da accennare a qualche meccanismo attraverso il quale verranno trasferite al governo sovrannazionale europeo le competenze degli Stati nazionali. Basti osservare che prima dell’Atto Unico un paese poteva respingere una legge non gradita, o dannosa alle propria economia, elaborata a livello europeo, mentre ora il diritto di veto, pur esistente, è virtualmente sterile e sostituito dal concetto di “maggioranza qualificata” raggiunta con un sistema di punteggio fissato in base al “peso” dei vari paesi
strasburgo-torre-babeleÈ l’Europa dei tecnocrati e dell’Alta Finanza che, sotto la guida dall’Alta Loggia, si fa espressione geopolitica continentale del piano mondialista con la restrizione delle libertà economiche e politiche delle sue gloriose nazioni, seguita dalla perdita delle singole identità culturali millenarie, dissolte in un crogiolo multinazionale e multirazziale e con essa lo svuotamento dell’altissimo patrimonio spirituale maturato in due millenni di civiltà cristiana. Jacques Delors, noto come lo “zar” di Bruxelles, membro dei “Futuribles International”, una fraternità di circa 2000 tecnocrati e sinarchi del mondo intero, che siedono anche alla Trilaterale, al Bilderberg e in simili club mondialisti, parlando nel 1992 del Trattato di Maastricht toglieva il marchio di qualità democratico agli oppositori del Trattato, apostrofandoli coi termini che nei regimi totalitari si riservano agli avversari politici: “In democrazia non v’è posto per gli avversari di questo Trattato. A costoro io consiglio di abbandonare la politica”.
La tappa dell’Unione Europea è tappa massonica? Quasi scontata la risposta: nel settembre 1988 fu l’allora Gran Maestro della massoneria italiana Armando Corona che si fece carico di rispondere:“[…] (la Massoneria) si pone oggi in prima fila nel processo di unione europea. Lo fa con la consapevolezza di chi ha posto mano per primo alla liberazione dei popoli, alla redenzione delle minoranze, all’avvento della Società delle Nazioni e dell ONU e ora punta all’unità europea […] (per) contribuire all’affermazione della libertà universale”.
Nel numero di settembre del 1991 la rivista del Grande Oriente di Francia Humanisme offriva lumi sulla filosofia che avrebbe animato questa repubblica: “La repubblica non può ammettere nella comunione spirituale dei repubblicani coloro che non hanno fatto atto di obbedienza (alla massoneria, N.d.A.)”.
Nessuna illusione perciò: nel “mondo uno” di domani, prefigurato nella Repubblica Universale massonica, non vi sarà posto né per il cittadino che volesse conservare sentimenti di fedeltà per la propria nazione e la propria terra, né, a fortiori, per il cattolico che intendesse obbedire a Dio piuttosto che agli uomini.
Vladimir Bukovsky è uno scrittore, neurofisiatra e attivista dissidente russo che ha trascorso 12 anni nelle prigioni psichiatriche russe e nei campi di lavoro, per aver difeso i diritti umani durante gli anni ’60 e gli anni ’70.  Ha sperimentato sulla sua pelle un sistema che egli considera sinistramente simile a quello che oggi ci viene imposto con l’Unione Europea: “E’ veramente un enigma per me capire perché, dopo avere appena seppellito un mostro, l’Unione Sovietica, ne stiamo costruendo un altro notevolmente simile: l’Unione Europea. Esattamente, cos’è l’Unione Europea? Forse, esaminando la sua versione sovietica, possiamo trovare la risposta.
L’Unione Sovietica era governata da quindici persone non eletteche si attribuivano incarichi l’un l’altro e che non erano tenuti a rispondere a nessuno. L’Unione Europea è governata da due dozzine di persone non elette, che si attribuiscono incarichi l’un l’altro, si incontrano in segreto, non devono rispondere a nessuno e che non possiamo rimuovere. L’Unione Sovietica è stata creata attraverso una coercizione e in molti casi con l’occupazione militare. L’Unione Europea è stata creata, a dire il vero, senza l’uso della forza militare, ma grazie alla coercizione e alla prepotenza economica.
Per continuare ad esistere, l’Unione Sovietica si espanse sempre di più. Quando smise di espandersi, iniziò a collassare e io sospetto che lo stesso sia vero per l’Unione Europea. A noi venne detto che l’obiettivo dell’Unione Sovietica era quello dicreare una nuova entità storica, il popolo sovietico, e che dovevamo dimenticare le nostre nazionalità, le nostre tradizioni etniche e le nostre usanze. La stessa cosa sembra accadere con l’Unione Europea, dal momento che non vogliono che voi siate inglesi o francesi: vogliono che voi siate tutti appartenenti a una nuova fattispecie storica, gli europei, per sopprimere tutti i vostri sentimenti nazionali. Io ho vissuto nel vostro futuro. E non ha funzionato.” (clicca qui)
E mentre la situazione precipita ecco che gli oligarchi studiano partiti e falsi movimenti rivoluzionari in grado di soffocare la protesta, neutralizzando le lotte politiche nelle piazze. In Italia è il caso di ricordare il Movimento 5 stelle, foraggiato e sostenuto dagli stessi mondialisti, abbiamo Podemosin Spagna guidato da Paolo Iglesias, il ciarlatano della CIA a Madrid e simapatizzante della NATO, creato in un primo momento come una forma di “dissidenza controllata” . Ma il caso piu’ eclatante rimane senza dubbio quello di Syriza in Grecia guidato da Alexis Tsipras. Quando i Greci si resero conto che tutti i soldi che gli venivano prestati andavano nelle tasche dei tedeschi che incassavano la differenza di tassi, ossio lo spread, (il trucchetto che è servito anche da noi in Italia per rovesciare l’ultimo governo eletto democraticamente), obbligarono 10175992_960409607329075_7575904875460051518_nTsipras a indire un referendum per uscire dall’euro nella quale stravinsero i “no “, ma alla fine Tsipras fece marcia indietro, accettando le regole della Troika e condannando molti dei suoi suoi cittadini alla miseria per seguire gli ordini diDraghi. Come avrebbe potuto, altrimenti, continuare il giochetto in cui, apparentemente, il “buono” era quello che forniva prestiti, ma in realtà tutti i soldi che gli dava finivano nelle tasche dei suoi amici di Germania? Molti avrebbero potuto seguire il suo esempio e far collassare questo sistema oligachico al servizio degli Illuminati. In ogni caso dopo il tam tam mediatico che risale ai tempi del referendum non si parlera’ piu’ né dei problemi della Grecia e nemmeno di come abbia fatto Tsipras a vincere le elezioni dopo pochi mesi dal definitivo sprofondamento di questo che una volta fu un glorioso paese. Come non si parlerà mai dell’uscita dell’Islanda dall’euro e la sua consenguente rinascita.ISLANDA Gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione. Un’esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito. Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri. Nel 2003 il debito islamndese era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento.
A dare il colpo definitivo ci penso’ la crisi dei mercati finanziari del 2008.
Le tre principali banche del paese fallirono, alla fine dell’anno il paese venne dichiarato in bancarotta. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perché fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l’Unione Europea proponevano allo stato islandese di spalmare il debito sulla popolazione. Si ruppe l’idea che il debito fosse un’entita’ sovrana, in nome della quale era sacrificabile un’intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un manipoli di banchieri e finanzieri. Si riaggiusto’ d’un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.
Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiuto’ di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere. La comunita’ internazionale aumento’ allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l’isolamento dell’Islanda.
I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verra’ impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Con l’Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene generalmente propagandato come inevitabile.
Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranita’ a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione. (clicca qui)
url-2Vorrei segnalarvi l’Imperdibile intervista di Federico Fubini a  Lars Feld,uno dei “cinque saggi” che consigliano il governo tedesco e probabilmente il più vicino al ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble«Il debito pubblico italiano viaggia oggi su livelli di 59,8 miliardi di euro (il 3,7% del Pil) in più di quanto doveva a causa del contributo del governo di Roma ai salvataggi di Grecia, Irlanda, Islanda e Portogallo fra il 2010 e il 2012. Nel frattempo, proprio grazie a quegli interventi, le banche tedesche sono uscite miracolosamente illese da investimenti a rischio per un totale di 334 miliardi nei quattro Paesi in crisi. Fin qui il contribuente italiano ha pagato per salvare gli istituti tedeschi. Non il contrario»(clicca qui)
Intanto anche altri paesi si stanno svegliando da questo incubo, come la Danimarca che ha rifiutato un’integrazione ulteriore nell’Unione Europea con un referendum che sara’ accolto con soddisfazione da tutti gli euroscettici, perchè è una sonora bocciatura della Ue, con tutto ciò che comporta. Oltre il 53 per cento degli elettori si e’ espresso contro una piu’ stretta cooperazione nella giustizia e negli affari interni (ad esempio, con l’uscita del paese dall’Europol).(clicca qui)
Anche la Finlandia è in una dura crisi economica: i suoi settori economici principali, l’elettronica e la polpa di legno, sono sotto pressione da parte della concorrenza internazionale, mentre i tentativi del governo per sviluppare nuovi settori industriali non hanno risultati rilevanti.  In generale non vi è crescita : il PIL si ridurrà nel 2015, secondo le previsioni della principale banca Finlandese, e nel 2017 il paese dai mille laghi sarà l’economia europea più debole, crescendo la metà della Grecia. In teoria le paghe finniche dovrebbero calare del 15% per rilanciare l’industria locale, un duro sacrificio per le classi più povere. Il ministro degli esteri Toimo Soini, leader anche del “Partito dei Finlandesi” membro della coalizione di governo, ha detto chiaramente che la Finlandia “Non avrebbe mai dovuto entrare nell’euro”. In questo marasma è entrato dirompente il dibattito sull’euro, lanciato dalla proposta di legge popolare portata avanti dal precedente ministro degli esteri che sta raccogliendo le firme necessarie per obbligare il parlamento a pronunciarsi sulla materia, e che sta avendo molto successo.
Non è una crisi economica, signori economisti; Non è qualcosa di accidentale, non si sta cercando di uscirne, è un processo guidato verso un obiettivo preciso e già ampiamente conseguito, un processo a cui nessuna forza politica o morale può opporsi efficacemente, dati i rapporti di forza, e l’unica speranza sta nella possibilità che esso sfugga di mano ai suoi strateghi e ingegneri, per la sua stessa complessità e dinamicità. C’è qualcuno che grida la verità? No, nessuno “Non avrai governo o moneta migliore al di fuori di questi” è lo slogan che ci viene propinato costantemente.(approfondimento di Marco Della Luna) La fascistoide riforma costituzionale ed elettorale(l’Italicum) di Renzi – diciamo di Renzi, ma sappiamo che le riforme strutturali in Italia le dettaFrancoforte, nell’interesse di padroni stranieri, e che da qualche tempo i primi ministri italiani agiscono sul suo mandato e ben due terzi dai suoi apparenti oppositori interni gli hanno votato la fiducia sulla legge elettorale. Funziona sempre, questa irresistibile attrazione delle poltrone che resteranno a galla quando il paese affonderà. Quando ciò avverrà, si scateneranno forti tensioni sociali e si calcola di poterle reprimere e contenere grazie a una riforma costituzionale di tipo autoritario. Renzi non è un dittatore, è solo un esecutore teleguidato, costruito col marketing. Ma sta preparando il posto di comando per il dittatore che verrà dopo di lui.
Floriana Castro
fonte http://antimassoneria.altervista.org/

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