La verità, soprattutto quando incombe un pericolo deve essere predicata pubblicamente, né deve farsi il contrario per il fatto che alcuni se ne scandalizzano” San Tommaso D’Aquino
PREMESSA Prima di cominciare vorremmo fare una premessa importante. Tutto ciò che è contenuto nell’articolo non sono degli scoop, ovvero delle verità che solo noi siamo riusciti a scovare. Non si tratta di documenti inediti o sensazionalistici. Il contenuto di questa serie di articoli sulla crisi nella Chiesa che pubblichiamo E’ RIGOSAMENTE documentato!
Molti Santi e profeti di sventura hanno cercato di avvisarci nel corso degli anni, a cominciare da quelmessaggio di La Salette, ormai sconosciuto alla gran massa dei fedeli, fino ad arrivare a Fatima, il cui grave monito di penitenza e pentimento è stato ormai messo da parte a beneficio della Chiesa del falso misericordismo e della libertà senza la Verità. Sia chiaro che la responsabilità di tutto ciò non può essere addossata ad un singolo papa, ma a tutti i malvagi nemici che per anni hanno lavorato incessantemente per la distruzione della Verità contenuta nella dottrina cattolica. Se c’è qualcuno che dopo aver letto questo articolo penserà che si tratti di cieco complottismo non ha capito nulla sulla situazione che la Chiesa sta attraversando. Chi penserà di allontanarsi dai Sacramenti e dalla preghiera a causa delle corruzioni e delle mostruosità che si consumano all’interno del Vaticano altrettanto. Oltre ad una spiccata consapevolezza sulla situazione attuale, occorrono preghiera e pentimento e spirito di sacrificio, ormai dimenticati a beneficio dello stile di vita godereccio, liberale ed approssimativo. La Madonna ha promesso che quando tutto sembrerà perduto schiaccerà la testa del malvagio serpente, ma chi vorrà trovarsi dalla parte giusta della spartizione tra il grano e la zizania dovrà assicurarsi di lottare dalla parte della Verità come fecero San Giovanni Battista e tutti i Santi che imitarono la sua testimonianza.
“Agli scritti insubordinati, ingannatori della gente bisogna chiudere la bocca” (Tito 1, 7-11)
In questo breve riassunto in cui affronteremo il tema spinoso della profonda crisi ella Chiesa, non ci focalizzeremo sui moniti mariani di La Salette e Fatima, né sulle profezie dei Santi, Giovanni Bosco, Anna Katharina Emmerick, a Teresa Neumann, a Malachia e molti altri.(ne abbiamo parlato in precedenti articoli) Espliciti moniti celesti che questi “fedeli” dovrebbero rispettare invece di sbertucciare o reinterpretare secondo le loro personali convinzioni. Non possiamo loro ricordare che nel tentativo di mettere a tacere i profeti di sventura spesso si ritrovano a vilipendere i moniti della Madonna, i santi, i profeti e papi del passato, ormai sconosciuti alla stragrande maggioranza di tutti coloro che si definiscono cattolici. Papi la cui santità, saggezza e ascetica sono state letteralmente bandite o addirittura strumentalizzate per inglobarle all’interno delle nuova teologia e delle nuove dottrine del Vaticano II, come se fossero compatibili!
Dunque nella redazione originale del famoso esorcismo di Leone XIII si leggeva:
“Ecco la Chiesa, Sposa dell’Agnello Immacolato, saturata di amarezza e abbeverata di veleno da nemici molto astuti; essi hanno posato le loro empie mani su tutto ciò che c’è di più sacro. Laddove fu istituita la sede del beato Pietro e la cattedra della Verità, là hanno posto il trono della loro abominazione nell’empietà; in modo che colpito il pastore, il gregge possa essere disperso”.
“Ecco la Chiesa, Sposa dell’Agnello Immacolato, saturata di amarezza e abbeverata di veleno da nemici molto astuti; essi hanno posato le loro empie mani su tutto ciò che c’è di più sacro. Laddove fu istituita la sede del beato Pietro e la cattedra della Verità, là hanno posto il trono della loro abominazione nell’empietà; in modo che colpito il pastore, il gregge possa essere disperso”.
E’ una formula che sconcerta e per questo, alcuni decenni dopo, sotto il pontificato di Pio XI, quell’esorcismo venne accorciato e questa fu una delle frasi cancellate. Per prudenza. Ma come sarà chiaro a qualsiasi lettore l’esorcismo di Leone XIII parla chiaramente di un’impostura che dilagherà proprio dalle curie, dai seminari, e persino dalla cattedra di Pietro.
La preghiera a S. Michele Arcangelo venne incorporata all’interno della S. Messa, fu poi abilmente dopo il Concilio Vaticano II fatta sparire.Inaudito credere a queste sciocchezze da Medioevo e al complottismo di Leone XIII!
Ma troppo semplice citare i papi del passato, forse. E allora citiamo quanto ha scritto un papa che per varie ragioni, com’è noto non può assolutamente essere considerato un conservatore, un medievale mistico o un nemico del Concilio Vaticano II, stiamo parlando di Giovanni Paolo II, che al N° 675 del suo nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica afferma testualmente:
Ma troppo semplice citare i papi del passato, forse. E allora citiamo quanto ha scritto un papa che per varie ragioni, com’è noto non può assolutamente essere considerato un conservatore, un medievale mistico o un nemico del Concilio Vaticano II, stiamo parlando di Giovanni Paolo II, che al N° 675 del suo nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica afferma testualmente:
“Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il « mistero di iniquità » sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne”.
Sono frasi inequivocabili e non fraintendibili. Dunque chi non crede nelle apparizioni o nelle profezie sostenendo che non hanno nulla di teologico, ridicolizzando o persino demonizzando coloro che parlano di Apostasia e del rapimento della Sposa di Cristo, dimostrano una stucchevole mancanza non solo di fede, ma di qualsiasi principio cattolico e conoscenza storica!
Sul lavorio dei massoni per ridurre la Chiesa ad un’ammasso di rovine, non ebbe mai dubbi San Massimiliano Kolbe che sulla massoneria alla conquista della Chiesa ha scritto e combattuto per tutta la sua vita. Una volta la differenza tra massoneria e Chiesa Cattolica era accentuatissima. I massoni non nascondevano la loro dottrina puramente satanica, e il loro fine ultimo, ovvero, l’intenzione di voler distruggere la Chiesa, e di volerlo fare al suo interno con l’arma della corruzione e dell’eresia. Allo stesso modo, la Chiesa si proponeva di combattere e denunciare in ogni modo: sono oltre 600 i documenti tra bolle e scomuniche che a partire dal 1738 con Papa Clemente XII fino a Pio XI che condannano severamente la massoneria. D’altronde abbiamo in nostro possesso miriadi di direttive, documenti e affermazioni massoniche secondo cui la Chiesa Cattolica sarebbe stata gradualmente svuotata dei suoi principi e della sua dottrina per cadere completamente in mano alla gran Loggia internazionale, sotto la guida di “Un Loro Papa”.piani massonici per il seppellimento della chiesa cattolica
La missione di San Massimiliano era infatti partita a Roma, dopo aver assistito ad un episodio che sarà determinante per la sua missione. Un giorno incontra per la strada una processione di massoni che si dirigevano a Campo dè Fiori per rendere culto al loro martire Giordano Bruno, portando uno stendardo in cui vi era raffigurato il demonio che schiacciava San Michele Arcangelo, invertendo la tradizionale raffigurazione. Non solo, i terrbili slogan che pronunciano i massoni impressioneranno molto San Massimiliano “faremo diventare il papa servo di satana” oppure “intronizzeremo il nostro papa”. Le affermazioni esplicite dei massoni che il Santo ebbe modo di sentire con le proprie orecchie, sono tra altro riportate in molte delle loro missive. Fondamentali gli scritti dell’ex canonico, in seguito scomunicato Paul Roca, che definì le tappe fondamentali per la distruzione della Chiesa Cattolica (clicca qui) Da lì innanzi tutti gli sforzi di padre Kolbe saranno rivolti alla lotta contro la massoneria giudaica sotto la protezione della Donna Vestita di Sole, l’Immacolata, Colei che sin dai primordi della creazione è stata scelta per schiacciare la testa dell’infame serpente. Il massone Oswald Wirth non a caso affermava: “sulla terra nessuno può regnare, senza la fare alleanza con il principe di questo mondo”. Wirth come il suo discepolo Marsaudon e come tutta la massoneria affermava: “l’unicità religiosa di tutta l’umanità fondata sull’esoterismo comune a tutte le religioni e cioè la fusione ecumenica di tutte le religioni indistintamente. Una rivolta realizzabile contro i dogmi regnanti. Questa nuova fede sincretistica si sarebbe potuta realizzare con l’aiuto di un papa di nuovo genere. Solo così diceva Wirth sarebbe sorto un nuovo cattolicesimo integrale con il trionfo del nuovo pontefice (il pontefice scelto da loro) di tutta l’umanità.
La Chiesa subisce l’esproprio dei propri beni; tutte le proprietà ecclesiastiche vengono incamerate; lo stato pontificio annesso finalmente al Regno d’Italia nel 1870. Da lì la situazione finanziaria della Chiesa andò via via peggiorando Dopo le stragi e l’esproprio dei propri beni, lo stato pontificio si mostrò riluttante nel cedere i propri principi e la propria indipendenza alla nuova dirigenza massonica, rifiutando di adeguarsi alla realtà e alla corruzione morale che le logge andavano via via diffondendo, servendosi della la truffa della moneta emessa a debito, realizzata con l’eresia protestante nei paesi che aderirono alla “riforma” che andarono a schiacciare anche le monarchie cattoliche attraverso le rivoluzioni che insanguinarono l’Europa.
Ma, nella prima metà dell’800 il papato dovette rivolgersi ai Rothschild a causa delle stragi subite dalle invasioni giacobine che causarono alla Chiesa ingenti perdite economiche. A partire dall’inizio del ‘900, i banchieri massoni erano considerati guardiani dei beni della Chiesa e attraverso lo strapotere economico arruolereranno tra le loro file diversi ecclesiastici, il cui pensiero teologico contaminato da un bieco gnosticismo strisciante.
Leone XIII vide in visione quella desolante scena nel 1884, anni in cui i piani sovversivi dei nemici della Chiesa cominciavano a prendere forma al riparo della scena pubblica. Già prima di lui il suo predecessore,Pio IX nell’enciclica Quanta Cura e il Sillabo condannò aspramente gli errori del modernismo teologico e del liberalismo, mettendo in guardia i fedeli da qualsiasi compromesso tra cattolicesimo e la società massonica che si andava creando. Il successore, di Leone XIII, il grande San Pio X si ritrovò dopo soli pochi anni a dover combattere a viso aperto quella che sarà l’ultima eresia condannata dalla Chiesa Cattolica, l’”Eresia Modernista” che il Santo Padre, nel 1907, nella sua enciclica Pascendi Dominici Gregis definirà la madre di tutte le eresie. La perniciosa eresia affermava tra le altre cose dei principi che oggi ci sembrano molto familiari:
Leone XIII vide in visione quella desolante scena nel 1884, anni in cui i piani sovversivi dei nemici della Chiesa cominciavano a prendere forma al riparo della scena pubblica. Già prima di lui il suo predecessore,Pio IX nell’enciclica Quanta Cura e il Sillabo condannò aspramente gli errori del modernismo teologico e del liberalismo, mettendo in guardia i fedeli da qualsiasi compromesso tra cattolicesimo e la società massonica che si andava creando. Il successore, di Leone XIII, il grande San Pio X si ritrovò dopo soli pochi anni a dover combattere a viso aperto quella che sarà l’ultima eresia condannata dalla Chiesa Cattolica, l’”Eresia Modernista” che il Santo Padre, nel 1907, nella sua enciclica Pascendi Dominici Gregis definirà la madre di tutte le eresie. La perniciosa eresia affermava tra le altre cose dei principi che oggi ci sembrano molto familiari:
–la fede non è un fatto oggettivo, ma dipende dal sentimento di ciascuno;
-la coscienza del singolo può risolvere i problemi della fede;
-i dogmi si evolvono con l’evoluzione dell’uomo e della società;
-i Sacramenti derivano dal bisogno del cuore umano di dare una forma sensibile alla propria esperienza religiosa. (clicca qui)
Il suo successore, Pio XI continuò la battaglia, contro le nuove “eresie” moderne, con l’enciclica “Quas Primas” la cui dottrina è all’opposto della attuale secolarizzazione; e poi con la “Mortalium Animos”, che anticipa la condanna dell’attuale “Ecumenismo”. La battaglia della Chiesa e dei Papi contro l’eresia proseguirà fino al 1958, anno della morte di Pio XII – i cui insegnamenti sono tutti contro la sovversione attuale nella Chiesa: la “Mistici Corporis” contro l’ecclesiologia riformata; la “Divino Afflante Spiritu”contro il modernismo biblico; la “Mediator Dei”; con la “Haurietis Aquas”; con la “Humani generis”,contro il riformismo dogmatico, o “nuovo Modernismo”…
Anni 20, siamo sotto il pontificato di Pio XI. La Chiesa si ritrovava ad affrontare uno stato di indigenza economica mai sperimentata prima: il papa si ritrova a vivere, in un palazzo del Laterano gravemente danneggiato, infestato da piccioni. Poteva sentire i ratti che scorrazzavano attraverso le pareti. Non era poco preoccupato su come avrebbe pagato le riparazioni di base per sbloccare le linee di fogna sovraccariche e aggiornare l’antiquato sistema di riscaldamento. Era una Chiesa privata dei suoi beni, una Chiesa ridotta materialmente allo stremo,tuttavia una Chiesa che gode ancora di buona salute spirituale, che durerà ancora per pochi decenni. (clicca qui)
Siamo arrivati ai Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929. La Chiesa beneficiò della cessione di quei pochi KM quadrati che oggi formano lo Stato Vaticano e di un miliardo di titoli di debito pubblico. La cessione di questo cospicuo capitale avrebbe dato il via alla creazione della banca, lo IOR, che sarà poi fondata nel 1942, in piena guerra. La gestione del capitale fu affidata nel 1929 al banchiere laico Bernardino Nogara. Nogara fu l’uomo che per primo si occupò della gestione del capitale ottenuto coi Patti Lateranensi che Mussolini concesse per risarcire la Chiesa dalle stragi, dalle confische e dalla sottrazione dello Stato Pontificio, ai tempi del Risorgimento massonico, e pose due condizioni per accettare l’incarico assegnatogli: gli investimenti dovevano essere liberi da qualsiasi considerazione religiosa o dottrinale e realizzabili in ogni parte del mondo. Così, fra il 1929 e l’inizio della seconda guerra mondiale, Nogara riuscì ad investire i capitali vaticani in numerosi segmenti dell’economia italiana, specialmente nell’energia elettrica, nelle comunicazioni telefoniche, nel credito bancario, nelle ferrovie locali, nella produzione di macchine agricole, nel cemento, nell’acqua e nelle fibre tessili sintetiche. Bernardino Nogara, era nipote dell’arcivescovo di Udine Giuseppe Nogara, ma era anche un massone.
Siamo arrivati ai Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929. La Chiesa beneficiò della cessione di quei pochi KM quadrati che oggi formano lo Stato Vaticano e di un miliardo di titoli di debito pubblico. La cessione di questo cospicuo capitale avrebbe dato il via alla creazione della banca, lo IOR, che sarà poi fondata nel 1942, in piena guerra. La gestione del capitale fu affidata nel 1929 al banchiere laico Bernardino Nogara. Nogara fu l’uomo che per primo si occupò della gestione del capitale ottenuto coi Patti Lateranensi che Mussolini concesse per risarcire la Chiesa dalle stragi, dalle confische e dalla sottrazione dello Stato Pontificio, ai tempi del Risorgimento massonico, e pose due condizioni per accettare l’incarico assegnatogli: gli investimenti dovevano essere liberi da qualsiasi considerazione religiosa o dottrinale e realizzabili in ogni parte del mondo. Così, fra il 1929 e l’inizio della seconda guerra mondiale, Nogara riuscì ad investire i capitali vaticani in numerosi segmenti dell’economia italiana, specialmente nell’energia elettrica, nelle comunicazioni telefoniche, nel credito bancario, nelle ferrovie locali, nella produzione di macchine agricole, nel cemento, nell’acqua e nelle fibre tessili sintetiche. Bernardino Nogara, era nipote dell’arcivescovo di Udine Giuseppe Nogara, ma era anche un massone.
Siamo ormai nel 1935 i servizi segreti segnalarono che all’epoca all’incirca mille studenti comunisti risultavano infiltrati nei seminari e nei noviziati dell’Europa occidentale, dove in perfetta finzione di vita religiosa s’apprestavano a diventare sacerdoti; il partito poi avrebbe pensato a sguinzagliarli nei gangli e nei posti più vitali della Chiesa. Il fenomeno andò man mano allargandosi fino alle gravi contestazioni nei seminali e nei noviziati e di tantissimi preti operai e no, durante gli anni Sessanta-Settanta (Via col vento in Vaticano pag.109). La banca vaticana sarà il braccio operativo della quale si serviranni massoni comunisti per imporre le loro idee. Nogara, infatti, con la sua gestione delle nuove risorse vaticane rafforzò le pretese dei liberalisti del mondialismo. La banca attirerà diversi canonici le cui idee distruttive germogliavano, crescevano, trovavano sempre più adepti e teorici. La base per arrivare al Concilio Vaticano II si faceva sempre più consistente e solida. Siamo arrivati nel dopoguerra.
Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, grande amico di Pio XII e da molti considerato il suo delfino, nel conclave del 26 Ottobre 1958, venne eletto papa con il nome di Gregorio XVII ma due giorni dopo, su pressione dei cardinali francesi, fu costretto a dare le dimissioni in quanto, secondo i servizi di sicurezza del Vaticano, la sua elezione avrebbe causato la persecuzione dei cattolici in tutto il mondo e avrebbe determinato l’assassinio di diversi vescovi dietro la Cortina di Ferro comunista. La notizia, ampiamente documentata, fa parte del dossier segreto “Cardinal Siri” compilato dal Federal Bureau of Investigation (Fbi) in data 10 aprile 1961 per il Dipartimento di Stato americano.
Il dossier è rimasto secretato fino al 28 Febbraio 1994 quando, scaduti i termini della classificazione grazie alla legge Freedom of Information Act, è stato possibile accedere al documento. Il primo a leggere quel dossier segreto fu Paul L. Williams, consulente dell’Fbi e giornalista investigativo, che nel 2003 diede alle stampe il libro “The Vatican Exposed”, pubblicato negli Stati Uniti dalla Prometheus Books. Secondo il resoconto di Wililams, tutto cominciò nel 1954 quando il conte Della Torre, editore dell’ “Osservatore Romano”, informò l’allora pontefice Pio XII delle simpatie che il cardinale Angelo Roncalli (che più tardi diventerà Papa Giovanni XXIII) nutriva per i comunisti. A quanto pare anche altri esponenti della cosiddetta «Nobiltà Nera’, cioè l’aristocrazia vaticana, espressero Io stesso tipo di timori al Papa.
La notizia giunse ben presto nell’ambasciata americana di via Veneto dove agenti della Cia e dell’Fbi vennero immediatamente attivati per scoprire le eventuali simpatie del cardinale Roncalli. Le indagini, inoltre, vennero estese anche a Monsignor Giovanni Battista Montini, che più tardi salirà al trono di Pietro col nome di Papa Paolo VI.
Williams a questo punto racconta che Papa Pio XII, proprio per evitare che la Chiesa potesse uscire dai suoi canoni tradizionali, indicò il cardinale Giuseppe Siri come suo successore.Siri, come ben sanno i genovesi, era fortemente anticomunista e un intransigente tradizionalista in materia di dottrina della Chiesa. Inoltre era conosciuto anche come un ottimo organizzatore. Il 18 maggio 1985 Louis Hubert Remy, e il Marchese de la Franquerie, personaggio molto conosciuto nella Curia romana, vennero ricevuti dal cardinale Siri nel suo studio di via San Lorenzo, a Genova. Ad un certo punto Remy domandò a Siri se era vero quanto si diceva circa la sua elezione a Papa. “Egli stette per lunghi attimi in silenzio, quindì alzò gli occhi al cielo con un senso di sofferenza e dolore, unì le mani ed ebbe a pronunciare queste parole: ‘Sono legato dal segreto’ –racconta Remy – Quindi, dopo un lungo silenzio, pesante per tutti noi, disse ancora: ‘Sono legato dal segreto. Questo segreto è orribile. Potrei scrivere libri sui diversi conclavi. Cose molto serie sono accadute in quelle occasioni. Ma non posso dire nulla”.(clicca qui)
E il suo segreto, sempre che siano vere le fonti che rivelarono quelle indiscrezioni, se lo portò nella tomba.
CONCILIO VATICANO II- I NEMICI GETTANO LA MASCHERA
Alla fine il papa che venne scelto in quel conclave fu Angelo Giuseppe Roncalli che prese il nome diGiovanni XXIII. Il nome di questo papa sarà indissolubilmente legato al Concilio Vaticano II, e alla rottura con l’insegnamento bimillenario della Chiesa in materia di fede, di eresia e sul rapporto con gli ebrei. La penetrazione ebraica fu possibile soprattutto grazie al cardinale gesuita, massone ed ebreo Agostino Bea, che riuscì a far intervenire la loggia ebraica del B’nai B’rith riguardo la posizione che la Chiesa aveva sempre mantenuto sugli ebrei. Roncalli, di carattere ottimista e bonaccione, credeva veramente che un’apertura nei confronti di coloro che la Chiesa non a torto aveva sempre considerato suoi nemici, avrebbe portato un sano Rinnovamento ad una Nuova Primavera. E’ celebre il discorso della luna, in cui Giovanni XXIII annuncia che lo Spirito Santo fosse sceso per rinnovare la Sua Chiesa, Sua Sposa. I documenti (facillmente scaricabili da internet) che vennero fuori dal Concilio: Gaudium et spes; Nostra ætate; Pacem in Terris ; e Dignitatis Humanae, inneggianti alla libertà religiosa e al concetto che tutte le religioni avrebbero in comune la ricerca di risposte agli interrogativi dell’uomo e il vincolo che legherebbe il Cristianesimo all’ebraismo…
Il dossier è rimasto secretato fino al 28 Febbraio 1994 quando, scaduti i termini della classificazione grazie alla legge Freedom of Information Act, è stato possibile accedere al documento. Il primo a leggere quel dossier segreto fu Paul L. Williams, consulente dell’Fbi e giornalista investigativo, che nel 2003 diede alle stampe il libro “The Vatican Exposed”, pubblicato negli Stati Uniti dalla Prometheus Books. Secondo il resoconto di Wililams, tutto cominciò nel 1954 quando il conte Della Torre, editore dell’ “Osservatore Romano”, informò l’allora pontefice Pio XII delle simpatie che il cardinale Angelo Roncalli (che più tardi diventerà Papa Giovanni XXIII) nutriva per i comunisti. A quanto pare anche altri esponenti della cosiddetta «Nobiltà Nera’, cioè l’aristocrazia vaticana, espressero Io stesso tipo di timori al Papa.
Williams a questo punto racconta che Papa Pio XII, proprio per evitare che la Chiesa potesse uscire dai suoi canoni tradizionali, indicò il cardinale Giuseppe Siri come suo successore.Siri, come ben sanno i genovesi, era fortemente anticomunista e un intransigente tradizionalista in materia di dottrina della Chiesa. Inoltre era conosciuto anche come un ottimo organizzatore. Il 18 maggio 1985 Louis Hubert Remy, e il Marchese de la Franquerie, personaggio molto conosciuto nella Curia romana, vennero ricevuti dal cardinale Siri nel suo studio di via San Lorenzo, a Genova. Ad un certo punto Remy domandò a Siri se era vero quanto si diceva circa la sua elezione a Papa. “Egli stette per lunghi attimi in silenzio, quindì alzò gli occhi al cielo con un senso di sofferenza e dolore, unì le mani ed ebbe a pronunciare queste parole: ‘Sono legato dal segreto’ –racconta Remy – Quindi, dopo un lungo silenzio, pesante per tutti noi, disse ancora: ‘Sono legato dal segreto. Questo segreto è orribile. Potrei scrivere libri sui diversi conclavi. Cose molto serie sono accadute in quelle occasioni. Ma non posso dire nulla”.(clicca qui)
E il suo segreto, sempre che siano vere le fonti che rivelarono quelle indiscrezioni, se lo portò nella tomba.
Si comincerà così a parlare di “diritti umani” della “pace e giustizia universale”, sostituendo la legge morale con la “coscienza”. Si comincerà a parlare del concetto di di fratellanza universale non alla maniera cristiana, ma alla maniera umana, una pace senza il Re della Pace, in nome di presunti obiettivi comuni con quelli appartenenti ad altre confessioni religiose e della massoneria.
Va sottolineato che le nuove dottrine del Vaticano II, non hanno il carattere dogmatico, per cui le loro dottrine non riconducibili a precedenti definizioni, non sono né infallibili né irreformabili, quindi nemmeno vincolanti. Dottrine eretiche, simili all’eresia modernista che papa San Pio X, (che abbiamo poc’anzi citato) aveva già condannato e scomunicato. La Chiesa a partire da allora cesserà di compiere la missione che Cristo stesso le ha affidato, che aveva fedelmente svolto da migliaia di anni. Le conseguenze saranno sotto gli occhi di tutti: è infatti a partire dal Concilio Vaticano II che vengono spalancate le porte a coloro che mirano a distruggere l’opera di Cristo. Si apre quindi il più triste capitolo della storia della Chiesa. Come non ricordare le parole di sfida che Giovanni XXIII aveva rivolto contro i “profeti di sventura”, che annunciano eventi sempre infausti, qua si che incombesse la fine del mondo?.. Era, allora, un gesto da “nuova Pentecoste” che avrebbe fatto fiorire la Chiesa quell’estendersi maternamente verso i campi della umana attività? Lo si vide subito: la profezia giovannea non fece fiorire la Chiesa, ma, anzi, fu l’inizio di una catastrofe!.. In merito al Concilio il gesuita Reinhold Sebbot affermava:
“Con la dichiarazione sulla libertà religiosa il Concilio Vaticano II ha creato una fase per un possibile accordo con i massoni”.
La stessa cosa viene confermata dal massone Charles Von Bokor nella sua storia della massoneria del 1980 col titolo di “Squadra e Compasso” :
“questo compito (l’entrata dei principi massonici all’interno della Chiesa NDA) viene facilitato dal fatto che che il Concilio Vaticano II si è espresso senza riserve per l’esercizio della libertà religiosa e per il riconoscimento di ogni ideologia”.
Il Concilio avrebbe sostituito il concetto basilare di verità oggettiva con quello della dignità dell’uomo. Con grande entusiasmo il massone Yves Marsaudon così salutava il Concilio:
“ …a tal proposito si può veramente parlare di rivoluzione che partita dalle nostre logge massoniche, si è magnificamente estesa sotto la Cupola di San Pietro(cfr. Yves Marsaudon, L’œcuménisme vu par un franc-maçon de tradition pag121, 1964).
“Il Dio Cristiano e il dio marxista del progresso si uniscono nella figura di Gesù Cristo”. Teilhard de Chardin
Il falso profeta gesuita si rifà alle concezioni freudiane sulla sessualità e sul pansessualismo, Forte promotore delle teorie anti-cristiane, nonché antiscientifiche evoluzionistiche, introdurrà nella sua teologia la componente del “principio femminino” che lo ossessionerà nel corso di tutta la sua vita. Teilhard De Chardin è l’apostata, eretico e massone che ha materializzato Dio, per divinizzare la materia. Un suo discepolo, Mons. De Lubac il gesuita fece grande apologia delle opere Teilhardiane, introducendole persino nei seminari. Teilhard de Chardin fu un grande nemico dell’opera di Cristo e lui stesso a tal riguardo si esprimeva così:
“Va costituendosi ora una religione della terra che si contrappone alla religione del cielo” Teilhard de Chardin
Questo gesuita eretico e massone scriveva anche:
“ Roma ed io abbiamo due concezioni diverse del mondo. Talvolta nutro un vero e proprio odio verso tutto ciò che la storica e naturale Istituzione di Cristo rappresenta”.
Gli errori filosofici, teologici e scientifici dell’ apostata De Chardin sono stati deleterei nelle università e negli stessi seminari diocesani, a danno della formazione culturale e spirituale degli aspiranti al sacerdozio.Nessuna meraviglia quindi che De Chardin, questo sacerdote fallito, che sviluppò tutta la sua teologia sulla teoria del “femminino” sia morto il 10 aprile, giorno di Pasqua tra le gambe della sua amante. Sua cugina.
Se Teilhard de Chardin viene considerato l’anima del concilio, un altro gesuita verrà considerato “la mente del Vaticano II”.
Si tratta di Karl Rahner, un forte sostenitore delle teorie del filosofo Immanuel Kant nemico dei dogmi del cattolicesimo, contestatore della Chiesa e dei suoi dogmi, e chiamato “costruttore della chiesa dell’avvenire”.
“La mente” di Rahner fu appoggiata da Achille Lienard, presidente della conferenza episcopale di Francia, nonché massone del 33° grado (come ineccepibilmente documentato dallo scrittore cattolico Tito Casini) diede inizio ad una ribellione contro la Curia Romana, respingendo i nomi a questa proposti. Lienart, fu quel canonico che pronunciò quella famosa frase sul suo letto di morte:
“Umanamente parlando la Chiesa è perduta”.
FINE PRIMA PARTE-CONTINUA
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