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giovedì 26 aprile 2018

L’Ungheria presenta il disegno di legge “Stop Soros” mentre l’Italia lo favorisce



L’Ungheria presenta il disegno di legge “Stop George Soros” che blocca l’organizzazione del miliardario e le sue attività di destabilizzazione programmata.
In risposta alla proposta di legge “Stop Soros” in Ungheria, George Soros progetta di trasferire la sua Università dell’Europa centrale a Vienna.
Budapest, Ungheria – In febbraio i legislatori in Ungheria hanno introdotto la legge ” Stop Soros ” per ” autorizzare il ministro degli Interni a vietare le organizzazioni non governative (ONG) che incentivano le migrazioni di massa e mettono a rischio la sicurezza nazionale. “Di conseguenza, l’Università dell’Europa centrale con sede in Ungheria di George Soros, si trasferirà a Vienna, secondo un rapporto di Reuters.
La mossa contro le organizzazioni affiliate a Soros dal primo ministro ungherese Viktor Orban è dovuta in gran parte alla posizione della fondazione Soros sull’immigrazione di massa, così come ai profondi collegamenti di questa con numerose “rivoluzioni colorate”, con le “primavere arabe” e con molte altre sollevazioni politiche in tutto il mondo. Sebbene la ” promozione della democrazia ” sia la missione dichiarata e ufficiale, in realtà le molte organizzazioni collegate a Soros operano in gran parte con l’obiettivo di far avanzare l’agenda globalista occidentale.
Reuters ha riferito che l’Università dell’Europa centrale (CEU) “ha firmato un accordo con la città di Vienna per aprire un nuovo campus satellite in quella città. “La mossa deriva da una legge in Ungheria che stabilisce maggiori restrizioni sul rilascio delle licenze alle università straniere (CEU originaria di New York).
“La nuova legge stabiliva che la CEU dovesse aprire una succursale nel suo” stato di origine “di New York, accanto al suo campus di Budapest, e ottenere un accordo bilaterale di sostegno da parte del governo degli Stati Uniti”, riferisce Reuters.
Venerdì la Open Society Foundation di Soros ha promesso di non lasciare il paese fino a dopo l’atteso passaggio della legge ” Stop Soros ” e ha accusato il governo ungherese di cercare di mettere a tacere le organizzazioni non governative.
“Il governo si è impegnato a far passare la legge Stop Soros … Sarà un passo simbolico che serve a soffocare i gruppi non governativi”, ha detto a Reuters il portavoce dell’OSF Csaba Csontos, sottolineando che l’organizzazione sta attualmente valutando le sue opzioni.
Reuters ha riferito che la Commissione europea ha portato l’Ungheria alla Corte di giustizia europea sul progetto di legge relativo alle ONG di Soros, accusando il governo di violare il diritto alla libertà di associazione.
Tuttavia Orban, che ha ottenuto una vittoria schiacciante nelle elezioni di questo mese, ha buone ragioni per diffidare dell’OSF di Soros e delle sue attività in Ungheria – basta guardare l’esempio dell’Ucraina per vedere chiaramente come la mano nascosta di Soros-collegata con le sue organizzazioni hanno posto le basi per azioni successive che hanno portato a un colpo di stato che ha rovesciato il leader democraticamente eletto dell’Ucraina.
Un rapporto in New Eastern Outlook spiega esattamente perché Orban ha fatto delle mosse per soffocare l’OSF di Soros:
“La totalità di ciò che è rivelato nei tre documenti hackerati mostra che Soros è effettivamente il burattinaio che tira la maggior parte delle corde a Kiev. La Fondazione Ucraina di Soros Foundation, International Renaissance Foundation (IRF) è stata coinvolta in Ucraina dal 1989. Il suo IRF ha distribuito oltre 100 milioni di dollari alle ONG ucraine due anni prima della caduta dell’Unione Sovietica, creando le condizioni preliminari per l’indipendenza dell’Ucraina dalla Russia nel 1991 Soros ha anche ammesso di aver finanziato le proteste di piazza Maidan 2013-2014 che hanno portato l’attuale governo golpista al potere”.
Jean C. Juncker con Soros
Le fondazioni di Soros furono anche profondamente coinvolte nella Rivoluzione arancione del 2004 che portò al potere il corrotto ma pro-NATO Viktor Yushchenko con la sua moglie americana che era stata nel Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Nel 2004, poche settimane dopo che la Fondazione Internazionale della “Rinascita Democratica” di Soros era riuscita a convincere Viktor Yushchenko a diventare presidente dell’Ucraina, Michael McFaul scrisse un OpEd per il Washington Post. McFaul, uno specialista nell’organizzazione di rivoluzioni colorate, che in seguito divenne Ambasciatore degli Stati Uniti in Russia, rivelò:
Gli americani si sono intromessi negli affari interni dell’Ucraina? Sì. Gli agenti d’influenza americani preferirebbero un linguaggio diverso per descrivere le loro attività – “assistenza democratica”, “promozione della democrazia”, sostegno della società civile, ecc. – ma il loro lavoro, per quanto etichettato, ha cercato di influenzare il cambiamento politico in Ucraina.
Sebbene l’UE abbia avviato un’azione legale contro l’Ungheria per il progetto di legge, Orban sostiene la legislazione poiché ritiene che la Open Society Foundation promuova l’immigrazione di massa contro la volontà del popolo ungherese che è stato eletto a rappresentare.
A ottobre, Orban ha detto del miliardario degli hedge fund: “La rete Soros ha una vasta sfera di influenza all’interno del Parlamento europeo e di altri organismi dell’UE. Il suo scopo è costruire un’Europa di popolazione mista e condannare il governo ungherese per aver opposto la loro opinione sulla migrazione “.
Chiunque abbia familiarità con la storia delle Soros Open Society Foundations nell’Europa dell’Est e in tutto il mondo, dalla fine degli anni ’80, saprà che i suoi presunti progetti di ” costruzione -democrazia” in Polonia, Russia o Ucraina negli anni ’90 hanno permesso a Soros, grande speculatore finanziario, di saccheggiare letteralmente la ricchezza dei paesi ex comunisti, secondo la New Eastern Outlook.
Quando Orban, che è stato eletto a un terzo mandato l’8 aprile, è stato interrogato sulla prospettiva di una partenza dell’OSF durante un’intervista con la radio di stato MR1, ha risposto: ” Potresti capire se non piangono i miei occhi. “Ha continuato a sottolineare che, mantenedo le ONG di Soros, le migrazioni rimarrebbero ai primi posti dell’agenda europea e assieme a queste la propaganda per le coppie gay, per l’aborto, per l’inseminazione artificale, per le adozioni delle coppie gay, per l’eugenetica, ecc…
L’ uso delle ONG per tentare di indebolire gli stati non rispettosi dell’attuale ordine neoliberista occidentale è stato un punto di discussione in corso, che ha visto la Russia cacciare l’USAID dal paese nel 2012 tra accuse di tentativi di incitamento alle proteste e influenza sulle elezioni presidenziali russe.
Come ha riferito The Free Thought Project , mentre Soros non è un cattivo di James Bond, gli sforzi del miliardario per controllare la direzione della politica globale, attraverso l’uso della sua vasta fortuna, non possono essere ignorati o sottovalutati, poiché questi hanno un effetto importante sulla manifestazione e direzione della politica globale. Quando una persona sfrutta tali enormi quantità di ricchezza per influenzare il discorso politico globale, è la voce della persona media che viene soffocata dal potere del denaro.
Fonte: The Free Thought Project
P.S. In Italia George Soros è un finanziatore del partito della Bonino (Più Europa)e le sue ONG influenzano buona parte delle attività politiche promosse dalla sinistra mondialista. Vedi: La Bonino difende Soros: “Abbiamo sintonie”

https://www.controinformazione.info/lungheria-presenta-il-disegno-di-legge-stop-soros-mentre-litalia-lo-favorisce/

#Governo Quello che stanno facendo M5S e Pd ha un nome solo: COLPO DI STATO. Ecco spiegato il perché (di Giuseppe PALMA)




#Governo Quello che stanno facendo M5S e Pd ha un nome solo: COLPO DI STATO. Ecco spiegato il perché (di Giuseppe PALMA)

Gli italiani il 4 marzo hanno votato, nella misura complessiva del 54,4% dei voti, contro l’establishment. Di questo 54,4% il M5S ha ottenuto il 32,7%, la Lega il 17,4% e Fratelli d’Italia il 4,3%. Le forze di sistema – Pd, Forza Italia e LeU – hanno ottenuto complessivamente il 36,4% (cioè il 18,9% il Pd, il 14% Forza Italia e il 3,5% LeU), cioè i risultati più bassi di sempre (anche se LeU non aveva precedenti elementi di comparazione).
Partiamo da due dati incontrovertibili: il primo è che le forze sistemiche, a differenza delle elezioni politiche del 2013 e di tutte le elezioni precedenti, non hanno i numeri per formare un governo; il secondo è quello chela legge elettorale vigente, quella con la quale il popolo italiano ha votato il 4 marzo, prevede le coalizioni, quindi il centrodestra – presentatosi con un programma comune e con candidati condivisi nei collegi uninominali – ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti (37%) e dei seggi (42%). Il M5S è dunque arrivato secondo. La coalizione di centrosinistra dietro ai 5Stelle.
La nostra è una repubblica parlamentare, una democrazia rappresentativa e pluralista, pertanto le maggioranze di governo si formano in Parlamento attraverso accordi tra gruppi parlamentari. Bene. Tale meccanismo non può tuttavia prescindere da un principio costituzionale che sovraintende finanche la tipologia della forma di governo parlamentare, il “principio democratico”, il quale, tra i suoi elementi distintivi, contiene la regola elementare che chi ottiene più voti deve necessariamente partecipare alla formazione del governo. Sia chiaro: se prescindiamo da questo principio diventa superfluo indire le elezioni e chiamare il popolo alle urne. Durante la Prima Repubblica (1948-1993) la legge elettorale prevedeva un sistema proporzionale puro con le preferenze, dove ciascuna lista si presentava singolarmente e non in coalizione. La Democrazia Cristiana è sempre stata la lista più votata, quella che otteneva la maggioranza relativa dei voti e dei seggi. Maggioranza relativa, non assoluta. Per questo tutti i governi succedutisi dal 1948 al 1993 sono stati il frutto di accordi tra gruppi parlamentari, ma la Dc ha sempre avuto la golden share nella formazione del governo in quanto lista che otteneva la maggioranza relativa dei voti (cioè più voti rispetto alle altre liste).
Oggi la situazione è la stessa, con la particolarità che il Rosatellum prevede le coalizioni tra liste, dato giuridico dal quale non è possibile prescindere in quanto è la legge stessa a prevedere la facoltà per due o più liste di coalizzarsi prima del voto. Tanto è vero che sia centrodestra che centrosinistra avevano sulla scheda elettorale una connotazione (anche grafica) che dava all’elettore la dimensione partecipativa delle rispettive coalizioni.
Risultato? Il M5S, arrivato secondo, sta per formare un governo con il Pd, cioè con quel partito che ha governato il Paese negli ultimi cinque anni e che gli elettori hanno inequivocabilmente destinato all’opposizione. Non si può in alcun modo non evidenziare come il Partito democratico sia passato dal 25,4% delle politiche del 2013 al 40,8% delle europee 2014, per poi sprofondare al di sotto del 19% alle ultime elezioni. In un sistema democratico, benché la cornice della forma di governo parlamentare, non si può non tenere conto dell’importanza dei numeri, che tradotto significa espressione della sovranità popolare.
Se 5Stelle e Pd riuscissero a formare un governo, ciò non sarebbe rispettoso del “principio democratico”, tanto più che la coalizione che ha ottenuto più voti resterebbe totalmente estranea alla formazione dell’esecutivo.
In Germania e in Austria le rispettive leggi elettorali non annoverano le coalizioni tra liste in senso stretto, ed entrambe prevedono sistemi sostanzialmente proporzionali. In Germania il partito della signora Merkel è arrivato primo senza raggiungere la maggioranza assoluta, bensì solo quella relativa (32,9%), ma è pur sempre la Cdu/Csu ad aver avuto la golden share nella formazione del governo, tant’è che Angela Merkel è ancora il Cancelliere tedesco. Medesimo discorso in Austria, dove il Partito popolare austriaco di Sebastian Kurz ha ottenuto la maggioranza relativa (31,5%) e non quella assoluta. Eppure è il partito popolare ad aver dato le carte per la formazione del governo, tant’è che Kurz è a capo dell’esecutivo.
In Italia la sola differenza è quella che la legge elettorale – per quasi 2/3 proporzionale – prevede le coalizioni pre-elettorali, dato dal quale non si può in alcun caso prescindere altrimenti si verificherebbe non solo una violazione di legge, ma addirittura un palese tradimento della volontà popolare. Il popolo, infatti, ha votato le liste coalizzate tra loro sapendo già prima delle elezioni quali erano le coalizioni, i candidati e i programmi elettorali. Con la particolarità che tutti i candidati dei collegi uninominali delle liste coalizzate erano espressione condivisa delle coalizioni medesime. E l’assenza del voto disgiunto ha blindato la scelta dell’elettore alla scelta delle liste coalizzate. Inoltre, nel caso specifico della coalizione di centrodestra, questa aveva addirittura depositato presso il Ministero dell’Interno un programma elettorale comune, sottoscritto da tutti i leader delle liste che la componevano. Questo produce certamente effetti giuridici dai quali è impossibile prescindere.
Ciò detto, il fatto che tutte le liste della coalizione che ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti e dei seggi restino al di fuori del perimetro della formazione del nuovo governo, costituisce senza dubbio alcuno un sovvertimento del “principio democratico”.
In parecchi, soprattutto i tifosi del M5S, evidenziano che le coalizioni sono un’anomalia in un sistema elettorale per quasi 2/3 proporzionale, e che quindi il dato elettorale va considerato alla sola stregua dei voti di lista e non delle coalizioni. Nulla di più falso. Sul Rosatellum mi sono sempre espresso in modo critico, tant’è che ci ho scritto anche un libro per evidenziarne i profili di incostituzionalità (coautore Paolo Becchi), ma la legge c’è ed è vigente, e fino a quando la Corte costituzionale non ne dichiara l’eventuale incostituzionalità essa produce i suoi effetti giuridici. In altre parole, non è possibile prescindere dai risultati elettorali delle coalizioni.
Tornando al percorso che conduce ad un governo M5S-Pd (qualunque ne sia l’espressione finale), stà per concretizzarsi il sovvertimento della volontà del popolo con pedissequo tradimento del principio della sovranità popolare. E quando si sovverte il “principio democratico” si è di fronte ad un vero e proprio COLPO DI STATO!
Avv. Giuseppe PALMA
fonte http://lacostituzioneblog.com/2018/04/26/governo-quello-che-stanno-facendo-m5s-e-pd-ha-un-nome-solo-colpo-di-stato-ecco-spiegato-il-perche-di-giuseppe-palma/

LA MAFIA E' UNO STRUMENTO IN MANO ALLA CIA (=ROTHSCHILD)



Victor Marchetti, ex agente segreto americano, autore peraltro di Propaganda and Disinformation: How the CIA Manufactures History e del travagliato CIA. Culto e mistica del servizio segreto, dichiarò al settimanale Panorama nel febbraio 1976:

«La mafia, per sua natura anticomunista, è uno degli elementi su cui poggia la CIA per tenere sotto controllo l’Italia».

Fonte :

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2018/04/italia-usa-mafia-dal-1943.html#more
http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/

nciucio Pd e 5 Stelle, il governo dei servi richiesto dal Fmi



l Fondo Monetario Internazionale di Washington, con la sua nota storia di sabotaggi e saccheggi delle economie dei paesi sottomessi attraverso le sue ricette economiche deliberatamente errate, torna ad occuparsi dell’Italia raccomandando di aumentare le tasse sul risparmio, sulla casa, sui consumi per alleggerire quelle sul lavoro. E’ la medesima ricetta che il Fmi attraverso il governo Monti impose nel 2011, producendo il crollo del Pil, del mercato immobiliare e dei consumi, in particolare svalutando il patrimonio immobiliare italiano di circa il 30%, ossia di oltre 2000 miliardi di euro. Più tasse su risparmio, immobili e consumi comportano riduzione della domanda interna e fuga dei risparmi e degli investimenti verso l’estero. Ecco l’obiettivo del Fondo Monetario Internazionale. Pensateci bene: se grazie alla riduzione delle tasse sui redditi di lavoro vi ritrovate con più reddito disponibile e insieme con un’Iva più alta, con tasse patrimoniali aggiuntive sulla casa e sugli investimenti immobiliari, che cosa fate? Non vi viene certo voglia di aumentare i consumi e gli investimenti di risparmio. Invece vi viene voglia di portare i soldi all’estero.
E se invece il taglio delle tasse sul lavoro vi consente semplicemente di ottenere un impiego sufficiente a mantenervi coi magri salari che oggi vengono concessi, che cosa comprate? Comprate i prodotti che costano poco venduti nei discount, prodotti che Marco Della Lunavengono dall’estero, quindi i vostri soldi egualmente finiscono all’estero. Come con le rimesse degli immigrati. Tutto contribuisce a decapitalizzare l’Italia. Tutto questo porta a minor domanda di beni e servizi prodotti in Italia virgola quindi a recessione indotta dal calo della domanda interna e degli investimenti interni. Al contrario, da sempre, ciò che fa ripartire l’economia, l’occupazione, i consumi, e soprattutto la domanda di beni e servizi prodotti nel paese, è il mercato immobiliare, le costruzioni, l’arredamento, l’impiantistica, la progettazione, etc. L’Italia ha avuto i suoi migliori periodi di espansione quando avveniva proprio questo, l’investimento nel mattone da parte delle famiglie e delle imprese, che poi usavano i beni immobili come garanzia accettata dalle banche per finanziare l’acquisto di beni di consumo e strumentali, l’apertura di nuove aziende, la crescita. Ma le banche accettavano in garanzia i beni immobili quando gli immobili non erano tartassati dal fisco.
È questo il senso malizioso della politica raccomandata dal Fondo Monetario Internazionale in passato come oggi: sabotare l’economia nazionale, impoverire, trasformare radicalmente l’Italia in territorio decapitalizzato e indebitato, passivo serbatoio di manodopera mal pagata (alimentato da scadente immigrazione) e sfruttata a disposizione della grande industria straniera, soprattutto tedesca, che si trattiene tutto il profitto della filiera. Un paese schiavo del debito pubblico e privato, gestito da una classe dirigente ad alta vocazione parassitaria alleata con gli interessi stranieri e che trae il grosso dei suoi consensi dalle regioni e dalle categorie che vivono di trasferimenti a carico delle aree produttive. Questo è lo spirito del governo servile che si sta cercando di impiantare a Palazzo Chigi con un inciucio M5S-Pd. Il M5S ormai, al di là dei suoi programmi, deve la sua forza elettorale a un voto motivato in gran parte da aspettative assistenzialistiche (reddito di cittadinanza, rectius di sussidio a chi risulta disoccupato, trasferimenti meridionalisti), quindi è legato a quelle aspettative; anche il Pd deve la sua residua forza a categorie ampiamente improduttive e ai legami col mondo bancario. La  sinergia tra questi due partiti sarà quindi necessariamente nel senso di aumentare la tassazione e i trasferimenti, oltre che di obbedire alle richieste della cosiddetta Europa e dei cosiddetti mercati. E di proteggere il passato bancario di molti uomini del Pd, come spiegato nel mio precedente articolo.
(Marco Della Luna, “Pd-M5S, un governo per il Fmi”, dal blog di Della Luna del 23 aprile 2018).
http://www.libreidee.org/2018/04/inciucio-pd-e-5-stelle-il-fmi-avra-un-nuovo-governo-di-servi/

martedì 24 aprile 2018

Sarà il governo del presidente. Erano già tutti d’accordo.



Non ho voglia di perderci tempo a scrivere: tutto è così déjà vu. Ricorrente come le false accuse ad Assad di gasare i bambini. In Italia, ricorrenti sono i governi che non abbiamo votato. Sarà il governo del presidente, con PD e Berlusconi, e una “figura di garanzia” tipo un ex presidente di Corte costituzionale: ne abbiamo a dozzine. Oppure uno venuto dal Fondo Monetario, dfalla Commissione, un Carlo Cottarelli. Un kommisssario per commissariare il popolo che ha votato male.
Frattanto, sarà il governo Gentiloni e Padoa Schioppa (e Renzi e Boschi) Il governo Gentiloni che invierà il DEF (Documento di Economia e Finanza, nuovo nome orwelliano del Bilancio) che hanno nascosto al parlamentofinora – dovevano presentarlo il 10 aprile – senza che le Camere elette lo possano discutere.
Era già tutto previsto e voluto dall’inizio, fin dalla scelta del sistema elettorale per non far vincere i 5 Stelle. Nelle settimane scorse, le oligarchie hanno visto che il pericolo era Salvini, perché il 5 Stelle era diventato atlantico, europeista e pro-euro.
Il solito, ricorrente Giorgio Napolitano, il solito, ricorrente Mattarella per Washington e Bruxelles hanno pilotato per un possibile governo PD-M5S, dove il PD sarebbe quello che tiene a freno eventuali (ma improbabili)alzate sovraniste. Ma non ci credo: questo incarico a Fico per “esplorare” il PD è solo la manfrina necessaria per arrivare all’”inevitabile” governo del presidente. Berlusconi, ovviamente, d’accordo fin dal principio.
http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/04/24/berlusconi-tifa-per-governo-del-presidente_6wjE0WDEZkowcjZ1MaKUcK.html?refresh_ce
Comincia un’altra più profonda fase di sottrazione di poteri ai parlamenti nazionali e il loro trasferimento a qualunque entità sovrannazionale sottratta al controllo democraatico. Ma siamo  già nel mondo di Huxley, dove gli schiavi sono felici di esserlo.
Ancora una volta,avremo: più Europa. Più immigrazione, più ONG che li portano in transatlantico. . Più “austerità”. Più jus soli. Più Soros  che ci censurerà:

Soros chiede all’UE di regolamentare i social per combattere il populismo


, più LGBT.  Più gender a scuola. Più eutanasia. più radicalchic.   Più vaccini. Una patrimoniale, gli italiani paghino i debiti alla Germania coi loro risparmi. Più guerre NATO per Israele. Più menzogne mediatiche sulla Russia aggressiva.
Ricordiamoci: le oligarchie continuano ad operare al loro progetto: l’organizzazione della regressione.

fonte https://www.maurizioblondet.it/sara-il-governo-del-presidente-erano-gia-tutti-daccordo/

MACRON GETTA DEFINITIVAMENTE LA SUA MASCHERA COLONIALISTA. “USA, FRANCIA E ALLEATI DEVONO RESTARE PER COSTRUIRE UNA ‘NUOVA SIRIA’”




“Gli Stati Uniti, la Francia e i loro alleati non dovrebbero lasciare la Siria dopo che il conflitto finirà, ma devono costruire una “nuova Siria””. Sono queste le incredibili parole rilasciate dal presidente francese Macron, autore insieme ai leader di Usa e Regno Unito del bombardamento illegale del 14 aprile scorso   ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in un’intervista a FoxNews.
“Dovremmo costruire una nuova Siria dopo la guerra”, ha detto Macron in un’intervista a FoxNews, sottolineando come il ruolo degli Stati Uniti sarebbe “molto importante” in questo processo. Il presidente francese ha poi aggiunto che “non sono automaticamente le forze USA” che dovrebbero svolgere questo compito. Ma “questo riguarda “la diplomazia degli Stati Uniti ed è una questione che riguarda il tuo Presidente”.
E perché bisognerebbe rimanere in Siria? Per Macron, che riesce a capovolgere completamente le cause di sette anni di guerra, le ragioni andrebbero trovate nei “soliti sospetti”,  vale a dire l’Iran e il presidente siriano Bashar Assad. “Il giorno in cui avremo finito questa guerra contro l’ISIS [Stato Islamico, IS]; se partiamo definitivamente e totalmente – anche dal punto di vista politico – lasceremo la parola al regime iraniano e a Bashar Assad. E questi ragazzi prepareranno [una] nuova guerra, alimentando i nuovi terroristi “.
Le parole di Macron confermano la sua indole colonialista e imperialista. Ma questo è noto. Quel che resta incredibile è il livello di mistificazione cui è costretta l’opinione pubblica occidentale dopo sette anni di guerra per procura con jihadisti proveninenti da 89 paesi, fomentata e sostenuta dai paesi Nato. Quel che resta incredibile, insomma, è l’impunità e la protezione di cui godono i leader come Macron dopo il loro ennesimo crimine internazionale, grazie alla protezione della stampa che si autodefinisce libera.
http://www.stopeuro.news/macron-getta-definitivamente-la-sua-maschera-colonialista-usa-francia-e-alleati-devono-restare-per-costruire-una-nuova-siria/