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venerdì 2 marzo 2018

L’INET DI GEORGE SOROS, IL CAVALLO DI TROIA DELL’OLIGARCHIA FINANZIARIA

L’INET DI GEORGE SOROS, IL CAVALLO DI TROIA DELL’OLIGARCHIA FINANZIARIA

DI NORBERT HARING
norberthaering.de
Quattro anni fa, l’ho posta come domanda: “L’INET di George Soros: un istituto per migliorare il mondo o un cavallo di Troia dell’oligarchia finanziaria?“. Oggi non userei più il punto interrogativo. Frances Coppola è giunta ad una conclusione simile dopo aver partecipato ad ottobre al raduno INET di Edimburgo.
Sul suo  blog riferisce della conferenza dell’Istituto per il Nuovo Pensiero Economico, finanziata inizialmente da Soros. A lui si sono poi aggiunti altri hedge fund manager, per elargire fondi sontuosi a questo istituto. Se avete tempo, andate a leggervi la divertente recensione della conferenza fatta dalla Coppola nell’articolo originale.
Riferisce di “panel dopo panel pieni di vecchi uomini bianchi che discutevano di teorie economiche sviluppate da vecchi bianchi, molti dei quali morti. Convinzioni economiche che credevo fossero state completamente smentite sono state riesumate, vestite come ‘nuove idee’”. “Nessuna nuova voce, nessuna idea entusiasmante”. È arrabbiata, comprensibilmente, per la questione di genere. “Quando una giovane donna ha sottolineato che nella conferenza c’erano 84 uomini bianchi, 14 donne e 9 persone di colore, e ha chiesto che INET fosse più inclusiva, il pubblico ha applaudito. Il panel però è stato zitto. Hanno fatto finta di non accorgersi del suo intervento”.
Una sessione a pranzo sulla Gender Economics ha avuto un panel di sole donne, l’unico dell’intera conferenza con una maggioranza femminile.
È l’equivalente di dare uno strofinaccio ad una donna e dirle che il lavello della cucina è tutto suo. Alle donne viene lasciato discutere dell’equilibrio tra i sessi, mentre gli uomini discutono di cose importanti. Questa cosa è offensiva ed umiliante per le molte donne intelligenti che hanno importanti contributi da dare.
Uno dei tanti vecchi bianchi sul podio ha anche detto che “l’approccio al debito sovrano nell’Eurozona non dovrebbe cambiare, perché i governi hanno bisogno di disciplina fiscale. Gli altri hanno annuito”. Veramente un pensiero economico nuovo di zecca.
Nello stesso spirito, INET ha annunciato una “Commissione Indipendente sulla Trasformazione Economica Globale”, che dovrebbe fornire soluzioni per tutte le grandi questioni: crescita stagnante, difetti nel sistema finanziario internazionale, disparità di reddito, cambiamenti climatici, migrazione ed altro. La Coppola classifica il gruppo di membri di questa commissione come: “alti accademici, ricchi uomini d’affari, ex ed attuali dipendenti pubblici e responsabili politici. Non ci sono nuove voci qui, nessuno della comunità economica eterodossa, nessuno che abbia i piedi nel mondo reale. Ognuno è al vertice di una gerarchia di establishment”.
La sua conclusione:
Questo non è “nuovo pensiero economico”. Questo è l’establishment, che si riafferma per volere dell’élite, che teme la perdita del suo status e dei suoi privilegi mentre la minaccia della rivolta populista aumenta. La giovane folla aggira l’élite, sperando di essere scelta come loro protégé: e gli anziani scrutano i giovani per scegliere quelli a loro più simili. Il sistema si autoalimenta.
Norbert Haring
6.02.2018
Traduzione per www.comedonchiosciotte.org  a cura di HMG
http://www.stopeuro.news/linet-di-george-soros-il-cavallo-di-troia-delloligarchia-finanziaria/

SIRIA: CIBO IN CAMBIO DI RAPPORTI INTIMI, TUTTO SULLO SCANDALO ONU E ONG

SIRIA: CIBO IN CAMBIO DI RAPPORTI INTIMI, TUTTO SULLO SCANDALO ONU E ONG

Il rapporto pubblicato dal Fondo per le Nazioni Unite e per altre organizzazioni benefiche internazionali (UNFPA) ha raccolto le denunce di un elevato numero di violenze avvenute nel 2017 in Siria [VIDEO]. Il rapporto documenterebbe gli abusi e i ricatti sessuali effettuati da parte di operatori umanitari verso molte donne siriane residenti nei campi profughi. Le onlus coinvolte sarebbero tra le più importanti al mondo tra cui: #Save the Chidren, Oxfam e Unicef. Secondo l”UNFPA in diversi casi l’assistenza umanitaria veniva scambiata con prestazioni di tipo sessuale. Sempre secondo il rapporto delle Nazioni Unite, molte giovani donne si sarebbero trovate costrette a sposare alcuni funzionari per un breve periodo di tempo, in modo d’essere messe in grado di offrire prestazioni di tipo intimo in cambio di cibo.
Le donne separate, vedove o sfollate,che invece risultavano senza un ‘protettore maschile’ erano più vulnerabili allo sfruttamento sessuale e si trovavano costrette a soddisfare le richieste dei cooperanti per potere mangiare.

Molte donne evitano di recarsi nei centri della distribuzione aiuti per evitare di essere ricattate

La situazione è stata reso nota tre anni fa da una consulente umanitaria, Danielle Spencer, che lavora per un ente benefico. La Spencer era riuscita a raccogliere già nel 2015 le denunce di molte donne siriane, residenti in un campo profughi situato in Giordania. Molte erano le ragazze [VIDEO], ha raccontato la cooperante umanitaria, che si rifiutavano di recarsi nei centri di distribuzione degli aiuti per evitare di essere ricattate, preferendo fin da subito rinunciare agli aiuti che sarebbero spettati loro di diritto.
I responsabili della distribuzione degli aiuti, prima della consegna del cibo e di altri beni di prima necessità, pretendevano dalle donne il numero di telefono per poter contattarle a fine turno. Molti si arrogavano la pretesa di farsi accompagnare a casa per ottenere ‘qualcosa’ in cambio di cibo. Spesso accadeva che gli aiuti rimanessero nelle mani dei cooperanti fino a quando le donne non decidessero di accettare i ricatti. In un’intervista rilasciata alla BBC, Danielle Spencer ha rivelato di avere visto personalmente una donna malata piangere in una stanza, in attesa di cibo e sapone. E’ assurdo, commenta la cooperatrice, che si possa ricattare delle donne in questa situazione. Danielle Spencer ha affermato che il fatto è noto da diversi anni e sottolineato come l’#ONU abbia documentato il fenomeno più volte negli ultimi sette anni anche se fino ad ora nulla è stato fatto poiché dice la Spencer: “Qualcuno ha pensato che andasse bene che il corpo delle donne fosse sfruttato e violato al fine di consegnare aiuti a più persone.”
http://www.stopeuro.news/siria-cibo-in-cambio-di-rapporti-intimi-tutto-sullo-scandalo-onu-e-ong/

Per i cosiddetti giornalisti di regime,l’invasione di immigrati in Italia è un complotto russo.




E alla fine dovevamo leggere anche questa: l’invasione di immigrati in Italia è un complotto russo. Neanche il buon gusto è ormai più un limite per i cosiddetti giornalisti di regime.


Alimentare la falsa immagine di un’Italia invasa dai rifugiati, cui addossare la colpa della crisi economica, aggravata dall’inerzia dei politici europeisti e dall’Unione Europea. La macchina della propaganda russa, con le sue teste di ponte Sputnik e Russia Today, ha funzionato alla perfezione sui social network nel costruire una narrazione anti-immigrazione attuando una campagna di disinformazione sul tema e favorendo i partiti di estrema destra alla vigilia del voto del 4 marzo. E’ il risultato di uno studio condotto da Alto Data Analytics, azienda globale che usa big data e intelligenza artificiale per analizzare l’opinione pubblica sui media e le reti sociali, e pubblicato da El Pais.
VERIFICA LA NOTIZIA
Quindi dimenticate il milione di clandestini che il PD ha scaricato in Italia da quando è al governo, se gli italiani si sono convinti che è in atto un’invasione, è tutta colpa della propaganda russa. E ovviamente nostra:
Il ruolo di Sputnik nella creazione della narrativa anti-immigrazione – Alto ha analizzato un totale di 3.164 distinti creatori di contenuti. La maggior parte del materiale era prodotta dai media italiani, ma i quelli stranieri hanno avuto un ruolo importante: “Russia Today e Sputnik, ad esempio, figurano nella top 100 dei siti più influenti sul tema. La versione italiana di Sputnik figura al 40° posto, Russia Today al 58°, e in questo dibattito entrambi figurano nel 3% dei most influencial media“. Non solo: di tutti i media stranieri operativi in Italia Sputnik è stato il secondo più influente, dopo Huffington Post Italia. Dall’analisi del rapporto tra i media filo-russi e le community impegnate nel dibattito emerge che il 90.4% dei contenuti prodotti da Russia Today e Sputnik erano stati diffusi dalle community anti-immigrazione. “Altri siti che hanno dimostrato una grande affinità con gli utenti anti-immigrati – si legge nello studio – sono Tutti i crimini degli immigrati, Il Populista, Italia Patriamia, Vox News e siti legati a formazioni politiche come il Movimento 5 Stelle e il Blog di Beppe Grillo“.
Controllano tutte le televisioni e tutti i giornali, ma sono terrorizzati da Vox. Lo confessiamo, Putin ogni sera ci invia gli articoli da pubblicare il giorno dopo. A noi e a Salvini, che poi li passa al Populista.
Ecco Putin che fa il segno segreto di Vox
Il fatto che voi media di distrazione di massa non raccontiate l’invasione in atto, non significa che non esista. Quelli che sbarcano non sono russi che hanno fatto la plastica.
Comunque, questo articolo allarmato del Fatto che rilancia una ricerca del giornale spagnolo El Pais, sull’influenza avuta da Vox nel dibattito sull’immigrazione, spiega perché, a poche settimane dal voto, facebook ha tentato di disarticolare la nostra presenza uccidendo pagine ed account a noi riconducibili. Ma stiamo tornando anche su facebook, ci vuole solo un po’ di tempo ed attiveremo pagine rimaste in sonno.
Ps. Secondo la società americana che ha realizzato lo studio, Alto Data Analytics, Vox sarebbe il 24esimo giornale al mondo più influente in Italia nel dibattito sull’immigrazione. Non male.

Solo una precisazione
: la ricerca fa riferimento al nostro servizio di fact checking – che definisce una scelta intelligente – asserendo che delle volte rimanda ad articoli di Tutti i Crimini degli Immigrati. Come potete verificare da soli in quei casi, lo si fa perché TICDI già riporta le fonti originali. Altrimenti il software rimanda direttamente alla ricerca Google. Nei rari casi in cui rimanda a pagine facebook, è perché si tratta di video, foto o dichiarazioni.
fonte https://voxnews.info/2018/03/02/giornali-propaganda-russa-e-voxnews-hanno-costruito-allerta-immigrazione-in-italia/

GENERALE PAPPALARDO ‘ARRESTA’ BOLDRINI – VIDEO



Sorpresa alla chiusura della campagna elettorale di Laura Bordini, al Circolo Arci Corvetto di Milano: ha ‘fatto irruzione’ il generale Antonio Pappalardo con l’intenzione di “arrestare” l’esponente di Leu.
Come ha già cercato di fare con altri esponenti politici, Pappalardo, che era seduto in platea, si è alzato e ha cominciato a contestare la presidente della Camera. “Lei è donna delle istituzioni…”.
VERIFICA LA NOTIZIA
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Laura Boldrini a quel punto gli ha intimato di non essere interrotta: “C’è sempre qualche mitomane che vuole attirare l’attenzione – ha detto una volta che l’ex generale era stato allontanato – Non ha ancora capito che cos’è la democrazia e pensa che sia legittimo interrompere in questo modo provocatorio. Non ha capito che qui non c’è trippa per gatti”. “Hanno paura i protofascisti – ha proseguito – Mettiti l’anima in pace, non mi fai paura”. “E’ venuto qui con un drappello di seguaci – ha concluso la la candidata Leu – ma non ci ha rovinato la festa”.
Arrestiamola tutti insieme il 4 marzo.
fonte https://voxnews.info/2018/03/03/generale-pappalardo-arresta-boldrini-video/

giovedì 1 marzo 2018

BAGNAI: “EURO E FISCAL COMPACT HANNO ROVINATO GLI ITALIANI”

BAGNAI: “EURO E FISCAL COMPACT HANNO ROVINATO GLI ITALIANI”

Le sue tesi sull’euro e sul fiscal compact hanno sollevato dibattiti, non solo tra accademici, ma sui maggiori media italiani ed internazionali e, quindi, anche tra la gente comune che in quegli algoritmi si perdeva. Eravamo agli albori della crisi greca quando, in molti sostenevano, che la Grecia fosse affondata solo per proprie responsabilità.
Ma il prof. Alberto Bagnai, docente alla D’Annunzio di Pescara e candidato della Lega in Abruzzo, ha sempre tracciato una linea rossa su quel versante: attenzione, è stato il suo mantra pià ricorrente in talk show e sul suo blog sul Fatto Quotidiano, è l’Euro che sommato al fiscal compact ha rovinato gli italiani.
Domanda. Perché è l’euro la zavorra alla crescita dell’Italia?
Risposta. L’euro è la valuta comune di un insieme di paesi molto diversi. Il suo valore di mercato quindi tende a essere intermedio fra quello che avrebbe nei paesi forti, come laGermania, e quello che avrebbe nei paesi deboli, come la Grecia. Gli studi scientifici concordano sul fatto che l’euro per l’Italia è stato a lungo troppo forte. Una valuta troppo forte rende costosi i prodotti nazionali sui mercati esteri, e per questa strada deprime la produttività. Gli imprenditori infatti sono stimolati a investire se sanno di avere un mercato di sbocco. La risposta dei governi “tecnici” o politici a trazione PD è stata deleteria: per rendere convenienti i prodotti italiani hanno cercato di abbattere i salari con riforme quali il jobs actche rendono i lavoratori più ricattabili, costringendoli ad accettare salari più bassi. Ma salari troppo bassi generano altre inefficienze: gli imprenditori, infatti, preferiscono usare più lavoratori a buon mercato che orientarsi verso macchinari più sofisticati.
Anche questo deprime la produttività. Inoltre, sul mercato interno circola meno denaro, il che rende strutturale la dipendenza dai mercati esteri, accrescendo la fragilità dell’economia in un periodo in cui, come i recenti sviluppi delle borse internazionali suggeriscono, si sta preparando una forte correzione al ribasso dei mercati. Insomma: l’euro è un gigantesco meccanismo di alterazione del libero mercato a nostro danno.
D. Di chi sono le responsabilità italiane per l’approvazione del fiscal compact?
R. Le responsabilità sono di chi lo ha votato. Il sito Openpolis chiarisce che solo la Lega votò compattamente contro. Questa è stata una parte importante della mia motivazione nello schierarmi da indipendente a sostegno di questa forza politica.
D. Che cosa ha prodotto nel sistema del nostro Paese?
R. Le politiche di austerità, nel nostro paese, come in altri (ad esempio la Grecia), hanno impoverito la popolazione (aumentando le imposte, riducendo i servizi erogati dallo Stato), e, di conseguenza, peggiorato la situazione della finanza pubblica. Per qualsiasi singolo, come per qualsiasi collettività, qualsiasi debito è sostenibile se si guadagna abbastanza per onorarlo, e qualsiasi debito diventa insostenibile se si resta senza lavoro e quindi senza reddito. L’austerità serviva a favorire la cosiddetta svalutazione interna, cioè a generare disoccupazione in modo da costringere i lavoratori ad accettare paghe inferiori. Questo ormai è detto apertamente da studiosi come De Grauwe (sul Sole 24 Ore del 9 maggio scorso) o Stiglitz nel suo libro sull’euro. Ma un paese che non lavora è un paese che non genera valore e reddito. I grandi giornali si rifiutano di fornire un semplice dato: Monti trovò a fine 2011 un rapporto debito/Pil del 116%, e lasciò nel 2013 un rapporto debito/Pil del 129%. I suoi salvataggi quindi non ci hanno salvato, come avevo previsto nel 2011 aprendo il mio blog con un post dal titolo tristemente profetico: i salvataggi che non ci salveranno: http://goofynomics.blogspot.it/2011/11/i-salvataggi-che-non-ci-salveranno.html.
D. Perché la ricetta salviniana potrebbe invertire il trend?
R. Perché rifiuta esplicitamente la logica delle regole di bilancio (come il fiscal compact o il 3% di Maastricht), che tutti i paesi hanno allegramente violato tranne noi (nonostante il nostro debito pubblico fosse certificato come sostenibile dalla Commissione Europea), e più in generale perché pone al centro il tema dell’interesse nazionale, che poi significa, in parole povere, recarsi nelle sedi europee avendo ben presente che l’Italia è un paese fondatore del progetto europeo, un paese che ha rispettato le regole più degli altri, un paese che ha contribuito a salvare le banche francesi e tedesche dal fallimento dell’economia greca versando oltre 50 miliardi di soldi pubblici ai vari fondi “salvastati”, e quindi non ha bisogno né delle lezioncine né del permesso di nessuno per decidere gli orientamenti della propria politica. L’art. 11 della Costituzione parla chiaro: l’adesione ai trattati internazionali deve avvenire “in condizioni di parità”. I governi a trazione PD ci hanno messo in condizioni di subalternità, essendo sempre più realisti del re. L’applicazione anticipata del bail in, con i disastri che ne sono seguiti per le banche locali, è un chiaro esempio di quello che Salvini non intende fare.
D. E’fattibile una tax zone più bassa dell’attuale? Con quali coperture?
R. Alla luce di quanto ci siamo detti, il discorso delle coperture è illogico, per due motivi. Primo, perché le coperture servono se si vuole proseguire sulla strada delle regole europee, cioè di quelle regole che il debito lo hanno fatto aumentare, sia in termini assoluti che, soprattutto, in rapporto al Pil. Secondo, perché in generale il tema del “non ci sono le risorse” andrebbe confrontato con il banale fatto che la Bce ha emesso oltre 2000 miliardi di euro per il cosiddetto quantitative easing, ovvero per l’acquisto dal sistema bancario di titoli. Una forma indiretta di monetizzazione del debito pubblico che è però rimasta tutta interna al circuito finanziario. Se una metà di questi fondi fosse stata distribuita alle economie in difficoltà per finanziare direttamente, o tramite la BEI, piani di investimenti pubblici, crescita e inflazione sarebbero già ripartite. Il problema è che l’euro è un sistema progettato per fallire, come dice Stiglitz, anche perché impedisce che gli stati in difficoltà esercitino la propria sovranità monetaria per finanziare direttamente le necessarie spese di investimento. Questo sistema aveva un senso guardando al passato, al mondo degli anni ’70, quando l’inflazione era a due cifre. L’inflazione, in Italia, è a una cifra dal 1985, e il nostro problema, oggi, è che non si riesce a innalzarla al 2% (obiettivo della Bce). Ha senso oggi precludersi strumenti di politica economica come l’emissione di moneta per rispondere a paure che avevano un senso 33 anni fa? Questa è la domanda che andrebbe fatta a chi ci dice che l’Europa è il futuro!
D. Con l’Ifrs9 (International Financial and Regulatory Standard) le banche dovranno accantonare riserve in modo più rigoroso a fronte dei prestiti estesi a imprese e famiglie: cosa cambia per le le PMI italiane e regionali con questa norma?
R. La ringrazio per aver sollevato questo tema, che i grandi quotidiani tendono a ignorare. La risposta è semplice: per famiglie e imprese ottenere credito sarà più difficile, anche perché (dato da non sottovalutare) l’adozione di questi standard, e ancor più, laddove passasse, la proposta tedesca di svalutare i titoli di Stato posti agli attivi dei bilanci bancari secondo coefficienti che rispecchino il rischio paese, imporrebbero al sistema bancario italiano pesanti ricapitalizzazioni, virtualmente impossibili senza l’apporto di capitali esteri. In parole povere, le nostre banche rischiano di essere acquistate dai paesi nostri concorrenti, i quali, naturalmente, non avrebbero nessun interesse a sostenere le imprese sane del nostro paese, che nonostante le difficoltà fanno una concorrenza spietata alle loro.
D. Un litro di latte prima costava mille lire, oggi un euro e mezzo: i cittadini hanno compreso il perché?
R. Sicuramente la transizione dalla lira all’euro avrebbe potuto essere gestita meglio (in Francia fino all’anno scorso gli scontrini riportavano ancora il prezzo in franchi), sicuramente l’Italia (come la Germania) è stata penalizzata dall’effetto psicologico che assimilava un euro a mille lire (rispettivamente, a un marco), quando il cambio corretto era del doppio. Tuttavia questo, che è un enorme problema, resta sempre un problema di ordine di grandezza inferiore rispetto a quello di aver dotato il nostro concorrente più forte, la Germania, di una valuta troppo debole per lui. E attenzione: il problema ha due dimensioni. Ci penalizza sul piano economico, e ci penalizza su quello geopolitico, perché l’ingiusto vantaggio che l’euro fornisce alla Germania sta irritando gli Stati Uniti, come avevo previsto nel mio libro Il tramonto dell’euro, e rischia di scatenare una guerra valutaria mondiale.
D. Che succede se la Lega prende più voti di Forza Italia?
R. L’obiettivo per il quale ci impegniamo è quello di avere Matteo Salvini come premier, alla guida di una forza conservatrice moderna, sensibile agli interessi del paese e attenta alle diversità dei suoi territori. Come lei intuisce, il raggiungimento di questo obiettivo dipende dal peso politico che la Lega dimostrerà di avere.
L’articolo iPerché” di Impaginato, risponde Bagnai: “Euro e fiscal compact hanno rovinato gli italiani” è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.
http://www.stopeuro.news/bagnai-euro-e-fiscal-compact-hanno-rovinato-gli-italiani/

RADICALI – IL PARTITO-TENIA




Nel 1994, ad Emma Bonino i voti della Lega non facevano schifo. Era la Lega stupida  di Bossi e furbastra di Maroni  (e del Trota), quelle dell’acqua del Po e dei militanti con le corna da vichingo, secessionista, anti-meridionale (a parole), derisa dalle sinistre illuminate: ma la Bonino si fa eleggere da quella formazione. La cui rozzezza permetteva ogni forma di “entrismo”.



Possiamo dire meglio, di parassitismo.  Nel senso del verme solitario,  parassita dei maiali e dell’uomo. Il partito Radicale,  sapendo  che da sé e con  il suo simbolo non raccoglie voti, si è sempre infiltrato negli intestini dei partiti  che trascurano l’igiene alimentare; ci si piazzano, ne succhiano le energie e deviano l’ideologia verso le istanze radicali, il nichilismo immoralista .  Ricordiamo:
Benedetto Della Vedova. La taenia solium di Gianfranco Fini, di cui è diventato il suggeritore e braccio destro  dal 2009 essendo lo sciagurato capo ex-almirantiano stato istruito a trasformare il partito  in una “destra”   gradita a Londra e al Rito Scozzese.  Fini è politicamente morto, e a rischio di galera per essersi fatto parassitare dai Tulliani; Benedetto della Vedova è più vivo che mai. Tuttora senatore, eletto con Monti (un altro  che il parassita ha ucciso), è diventato segretario agli Esteri con Renzi, e lo è tuttora con Gentiloni. Ma ciò stupisce molto meno, data l’affinità biologica  dell’ex Partito Comunista, diventato  il partito radicale di massa  – ossia mutatosi da Partito dei Lavoratori a partito della Borghesia Ricca e Viziosa, la Orgasmus Generation.
Imparate, politici, da Fini, i pericoli della tenia.
Berlusconi, le cui abitudini  di rotolarsi nel fango sono ben note,  ha un partito  colonizzato dai parassiti radicali: da Marco Taradash a Elio Vito, da Eugenia Roccella, da Stracquadanio a Quagliarello, fino a Daniele Capezzone.   Intere colonie di platelminti ed ascaridi, che  fanno di Forza Italia un pannellismo ambulante e verminante.
Il ciclo biologico del verme solitario: dal porco all’uomo.
Ma ovviamente  il colpo grosso del partito-parassita  è stato di infilarsi nella pancia del Vaticano,  grazie alla negligenza dell’igiene mentale che ha instaurato  “Francesco” e alle frequentazioni  (omo) sessuali di  troppi dei suoi collaboratori intimi. Come ci ha insegnato la dottoressa De Mari, tali abitudini sono una  fonte enorme di infezioni: dalla clamidia alla blenorragia (vulgo scolo), dall’AIDS alla pediculosi del pube, dalla proctite al radicalismo di Soros via Bonino.
Altri tempi. oggi sono nella pancia del Vaticano.  © ROBERTO MONALDO/LAPRESSE 31-07-2003 ROMA

fonte https://www.maurizioblondet.it/radicali-partito-tenia/

NATHALIE TOCCI, PROPOSTA PER LA FARNESINA DA DI MAIO, E' UN PUPAZZO ROTHSCHILD



Di Maio ha inserito per la Farnesina, nel caso in cui dovesse andare al governo, Nathalie Tocci.
La Tocci si e' laureata all'Universita' di Oxford (1) controllata dai Rothschild (2).
Nel 1999 ottiene un master alla London School of Economics il cui governatore emerito e'
Evelyn Rothschild (3) e sempre in questa scuola nel 2003 ha completato un dottorato in relazioni internazionali.
La Tocci e' consigliere dell'European Council on Foreign Relations finanziato dalla Open Society di Soros.(4)
E' direttrice dell'Istituto Affari Internazionali un'organizzazione che lavore per il governo mondiale dei Rothschild (5)

Fonti :
(1) https://it.wikipedia.org/wiki/Nathalie_Tocci

(2) http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/2017/05/il-ceo-della-glaxo-proviene-da-una.html

(3) https://www.inc-cap.com/bio/sir-evelyn-de-rothschild/

(4) https://it.wikipedia.org/wiki/European_Council_on_Foreign_Relations

(5) http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/2015/07/istituto-affari-internazionali-iai-una.html

http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/