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lunedì 1 gennaio 2018

USA (ROCKEFELLER) E GRAN BRETAGNA (ROTHSCHILD) SONO LA ROVINA DEL MONDO



Rodney Shakespeare (analista politico inglese) :
''La democrazia e' l'unica cosa che gli Stati Uniti ed il Regno Unito non vogliono e questo e' esemplificato dal loro continuo sostegno a tutte le crudeli autocrazie del Medio Oriente.
Non solo l'utilizzo di doppi standard e di una politica deliberata a sostegno delle crudeli autocrazie, gli Stati Uniti hanno contribuito a poratare ISIL, Takfiri, i decapitatori ed i tagliagole''.
Riguardo il supporto americano alle proteste in Iran ha detto : ''Gli Stati Uniti ed il Regno Unito pensano di avere il diritto di interferire in Iran semplicemente perche' pensano di avere il diritto di interferire in qualsiasi parte del mondo. Ogni singolo giorno, gli Americani, ed in misura minore gli inglesi, interferiscono nella politica di un paese in qualsiasi parte del mondo''

Fonte :

http://www.presstv.com/Detail/2018/01/01/547489/US-UK-Iran-protest-Rodney-Shakespeareu

http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/

L’ultimo discorso di Giordano Bruno prima di finire al rogo



Tratto dal libro “La futura scienza di Giordano Bruno”, questo è l’ultimo discorso tra il filosofo di Nola, Giordano Bruno e Sagredo, sperimentatore e costruttore di strumenti scientifici. Il dialogo tra i due è avvenuto nella cella di Castel Sant’Angelo, dove Giordano Bruno attendeva la sua esecuzione, al rogo, questo spettava agli eretici.
«Sagredo, mio giovane amico!» esclama il grande filosofo. I due si abbracciano; il guardiano esce in silenzio, richiudendo dietro di sé la porta della nuda e umida cella. «Corri gravi rischi, figliolo. L’inquisizione non ha simpatia per chi ha simpatia per gli eretici.»
«Maestro, non potevo non salutarvi.» Il giovane nasconde a stento l’emozione di trovarsi di fronte al grande saggio, ormai prossimo all’esecuzione della feroce sentenza.
«Sei un uomo ormai e il tuo coraggio comunque ti premierà.»
«Ho chiesto un permesso speciale al cardinale Bellarmino. Si è dimostrato disponibile… Forse qualcosa sta cambiando…»
«Si, sta cambiando» conferma Bruno «anche grazie alla mia morte: la storia di questo mondo è segnata più dalla morte che dalla Vita. La morte suscita paura, inquietudine, domande, tanto più se è illustre. Ciò mi rende sereno, amico mio, so di compiere il mio destino.»
«Maestro, ma non temete il fuoco che brucerà le vostre carni?»
«Si, Sagredo, ho paura; il mio corpo ha paura,»… riflette il «ma io so che non morirò… quando il mio corpo fisico morirà, io sarò lì; vedrò cadere il mio corpo, vedrò i volti trionfanti, attoniti e sgomenti dei miei persecutori…»
Malgrado le parole del maestro, il volto del giovane è triste e «Se io non vi avessi avvertito… dell’arresto di vostra figlia e della vostra amata, voi non sareste tornato a Venezia…» afferma, quasi per rimproverarsi.
«Sarei tornato comunque, prima o poi. Sì, la loro morte fu un segnale per me…» continua Bruno con lo sguardo rivolto verso l’infinito. «Quanto teneramente e voluttuosamente ho amato quella donna… L’amore, Sagredo, è la forza più grande della Natura… è Vita, fusione dei corpi degli amanti… Avvicinarmi a lei era sentire l’infinita dolcezza di Casa, del vero mondo, la dolce tenerezza che solo una donna intelligente e profonda sa dare e ricevere… Quanta illusione, quanta ignoranza… L’uomo non è cattivo, Sagredo, è solo infelice… è la sua piccola mente la causa della sua infelicità… Sì, sapevo che erano state prese e anche della loro condanna. La tua è stata solo una triste conferma… Quando il mio corpo brucerà, io sarò libero, Sagredo, libero di ricongiungermi a loro, abbracciarle… Non ti crucciare, amico mio… Questo era il nostro destino, comune a tutti coloro che cercano la verità, bandita da un mondo che si regge sulla menzogna… Verrà un giorno, Sagredo, che l’uomo si risveglierà dall’oblio e finalmentecomprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo… L’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.»
Si volta e guarda il suo allievo quasi raggiante: «Lo ha previsto da tempo immemorabile la Vita…»
«Maestro, ma perché questo destino crudele? Chi può aver voluto tutto questo?»
«Io stesso, Sagredo, ben prima di nascere in questa dimensione. La morte ignea del corpo fisico è una purificazione profonda, è il battesimo del fuoco. In tanti abbiamo scelto questa morte, non solo come esempio ad un’umanità ottusa, meschina e crudele, ma anche per adempiere il compito che la Vita ci ha assegnato e che abbiamo accettato di buon grado… per Amore… In fondo, anche se in modo inconsapevole, la Chiesa sta compiendo la nostra volontà.»
«Ma allora… il cardinale Bellarmino esegue la nostra volontà?»
«Bellarmino ora esegue la volontà della Chiesa, volta a conservare il potere; esegue però anche la Volontà vera, quella di una morte illustre che lasci traccia nella storia. Anche gli uomini di Chiesa sono parte dell’Uno: la mia morte servirà per mostrare il vero potere, quello occulto, che si muove dietro tutte le Chiese e tutti i poteri del mondo. In questo mondo illusorio, ove menzogna, bontà ipocrita e paura dominano, una morte illustre è più efficace di un’intera vita. Le umane genti la ricordano. L’uomo che infligge morte è colui che più la teme; è un paradosso, ma chi procura la morte, cerca disperatamente di comprenderla, di penetrare la mente di Dio.»
«Bellarmino quindi… anche lui, è alla ricerca di Dio?»
«Certo, anche Bellarmino è un fratello.»
«Maestro, ma perché tutto questo, perché tutta questa sofferenza, queste atrocità, ingiustizie, dolori: fratelli che uccidono loro fratelli! Come può Bellarmino firmare ad animo leggero la sentenza della vostra morte?»
«Non lo ha fatto ad animo leggero, Sagredo. È stata per lui una decisione sofferta e penosa, ma non poteva fare altrimenti; avrebbe dovuto rinunciare all’abito che porta e ai credi che predica. Egli non ha coscienza, non sente l’unità dell’infinito universo, non sa che la sua azione di oggi avrà per lui una reazione, in altra sua vita futura; questo vale anche per me e tutti coloro che hanno cercato invano di risvegliare l’umanità dall’inganno. La terra è una dura scuola: ogni opera lascia una traccia, perché la giustizia vera esiste, figliuolo, anche se in questo mondo non appare.»
«La giustizia vera vuole la vostra morte?» Sagredo è tanto incredulo quanto ammirato della saggezza del suo maestro… «La vogliamo noi stessi, Sagredo, non i nostri corpi transeunti, ma i veri Esseri immortali che siamo. Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. L’Essere non teme la morte, perché sa bene che non esiste. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco… Siamo figli dell’unico vero sole che illumina i mondi. Il dolore e la sofferenza non c’erano all’inizio della storia, ai tempi dell’antico Egitto che conservava ancora memoria delle gloriose e immortali origini. Un giorno non lontano, una nuova era giungerà finalmente sulla Terra. La morte non esiste. La miseria, il dolore e le sue tante tragedie, sono il frutto della paura e dell’ignoranza di ciò che è la vera realtà.»
«Ma quanto tempo ancora sarà necessario?»
«Il tempo anche dipende da noi, Sagredo. Il tempo è l’intervallo tra il concepimento di un’idea e la sua manifestazione… L’umanità ha concepito il germe dell’utopia e la gestazione procede verso il suo compimento inevitabile: il secolo passato è una tappa importante, che precede la nascita. Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende anche dal loro risveglio.»
«Anche voi, maestro, siete sceso qui per questo scopo?»
«Anch’io Sagredo, ma non sono il solo. C’è un folto gruppo di Esseri che sono scesi più volte nel corso della storia e si riconoscono nel grande Ermete, Socrate, Pitagora, Platone, Empedocle… In questo secolo, Leonardo, Michelangelo, Shakespeare, Campanella, nomi noti, ma anche gente umile, semplici guaritrici, molte delle quali finite sul rogo…»
Giordano è commosso al ricordo dei tanti che l’hanno preceduto sulla via del patibolo.
Sagredo è profondamente colpito; è divenuto partecipe di una verità finora a lui sconosciuta. Giordano continua: «È il battesimo del fuoco che serve a trasmutare il corpo fisico e a manifestare i veri Esseri. La loro rivelazione ormai è inevitabile. Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di aver vinto.»
Rumori di fondo fanno intendere che la visita deve volgere al termine. Il respiro di Sagredo si fa affannoso…
«Maestro, come posso ritrovarvi?»
«Guarda dentro di te, Sagredo, ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’Essere che sussurra al tuo interno. Ascoltala: è la verità ed è dentro di te. Sei divino, non lo dimenticare mai.»
La porta della cella si apre e compare il guardiano; è il volto di un uomo apparentemente duro, ma che ha anche timore reverenziale di quell’uomo di cui si trova ad essere il carceriere. Non pronuncia alcuna parola ed attende con rispetto che il visitatore si allontani.
Giordano e Sagredo si alzano e si salutano, entrambi commossi.
«Non ci stiamo separando Sagredo, la separazione non esiste. Siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica…»
Fonte tratta dal sito .
http://wwwblogdicristian.blogspot.it/search/label/Giordano%20Bruno-consapevolezza%20universale

L’ultimo memorabile discorso di Giordano Bruno poco prima di essere bruciato al rogo dall’Inquisizione

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L’UNICO VERO MAESTRO è L’ESSERE CHE SUSSURRA AL TUO INTERNO

Riportiamo l’ultimo dialogo tra il filosofo Giordano Bruno e Sagredo, così come citato nel libro “La futura scienza di Giordano Bruno e la nascita dell’uomo nuovo” di Giuliana Conforto.
Un dialogo che rappresenta la visione di Bruno e dell’uomo nuovo che egli già intravedeva secoli or sono.
Un inno alla ricerca della verità e del maestro interiore.
(Giordano Bruno 1548 -1600)
Risultati immagini per giordano bruno rogoNell’angusto, buio e lungo corridoio delle carceri di Castel Sant’Angelo, si odono passi che segnano l’avvicinarsi di ospiti ai condannati prossimi all’esecuzione.
Con un forte rumore di chiavi si apre la pesante porta della cella ove è rinchiuso il condannato al rogo:Giordano Bruno; è lì, steso su un rude pagliericcio, mentre i suoi occhi lucidi, fermi e sereni si illuminano di gioia e di tenerezza alla vista dell’ospite.
«Sagredo, mio giovane amico!» esclama il grande filosofo.
I due si abbracciano; il guardiano esce in silenzio, richiudendo dietro di sé la porta della nuda e umida cella.
«Corri gravi rischi, figliolo. L’inquisizione non ha simpatia per chi ha simpatia per gli eretici.»
«Maestro, non potevo non salutarvi.» Il giovane nasconde a stento l’emozione di trovarsi di fronte al grande saggio, ormai prossimo all’esecuzione dellaferoce sentenza.
«Sei un uomo ormai e il tuo coraggio comunque ti premierà
«Ho chiesto un permesso speciale al cardinale Bellarmino. Si è dimostrato disponibile… Forse qualcosa sta cambiando…»
Immagine correlata«Si, sta cambiando» conferma Bruno «anche grazie alla mia morte: la storia di questo mondo è segnata più dalla morte che dalla Vita. 
La morte suscita paura, inquietudine, domande, tanto più se è illustre. Ciò mi rende sereno, amico mio, so di compiere il mio destino
«Maestro, ma non temete il fuoco che brucerà le vostre carni?»
«Si, Sagredo, ho paura; il mio corpo ha paura,»… riflette il «ma io so che non morirò… quando il mio corpo fisico morirà, io sarò lì; vedrò cadere il mio corpo, vedrò i volti trionfanti, attoniti e sgomenti dei miei persecutori…»
Malgrado le parole del maestro, il volto del giovane è triste e «Se io non vi avessi avvertito… dell’arresto di vostra figlia e della vostra amata, voi non sareste tornato a Venezia…» afferma, quasi per rimproverarsi.
«Sarei tornato comunque, prima o poi. Sì, la loro morte fu un segnale per me…» continua Bruno con lo sguardo rivolto verso l’infinito.
«Quanto teneramente e voluttuosamente ho amato quella donna… L’amore, Sagredo, è la forza più grande della Natura… è Vita, fusione dei corpi degli amanti…
Avvicinarmi a lei era sentire l’infinita dolcezza di Casa, del vero mondo, la dolce tenerezza che solo una donna intelligente e profonda sa dare e ricevere… Quanta illusione, quanta ignoranza…
Risultati immagini per giordano bruno rogoL’uomo non è cattivo, Sagredo, è solo infelice… è la sua piccola mente la causa della sua infelicità… Sì, sapevo che erano state prese e anche della loro condanna. La tua è stata solo una triste conferma…
Quando il mio corpo brucerà, io sarò libero, Sagredo, libero di ricongiungermi a loro, abbracciarle… Non ti crucciare, amico mio…
Questo era il nostro destino, comune a tutti coloro che cercano la verità, bandita da un mondo che si regge sulla menzogna…
Immagine correlataVerrà un giorno, Sagredo, che l’uomo si risveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo…
L’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.»
Si volta e guarda il suo allievo quasi raggiante:
«Lo ha previsto da tempo immemorabile la Vita…»
«Maestro, ma perché questo destino crudele? Chi può aver voluto tutto questo?»
«Io stesso, Sagredo, ben prima di nascere in questa dimensione. 
La morte ignea del corpo fisico è una purificazione profonda, è il battesimo del fuoco. In tanti abbiamo scelto questa morte, non solo come esempio ad un’umanità ottusa, meschina e crudele, ma anche per adempiere il compito che la Vita ci ha assegnato e che abbiamo accettato di buon grado… per Amore
Immagine correlataIn fondo, anche se in modo inconsapevole, la Chiesa sta compiendo la nostra volontà.»
«Ma allora… il cardinale Bellarmino esegue la nostra volontà?»
«Bellarmino ora esegue la volontà della Chiesa, volta a conservare il potere; esegue però anche la Volontà vera, quella di una morte illustre che lasci traccia nella storia.
Anche gli uomini di Chiesa sono parte dell’Uno
la mia morte servirà per mostrare il vero potere, quello occulto, che si muove dietro tutte le Chiese e tutti i poteri del mondo.
In questo mondo illusorio, ove menzogna, bontà ipocrita e paura dominano, una morte illustre è più efficace di un’intera vita.
Immagine correlataLe umane genti la ricordano. L’uomo che infligge morte è colui che più la teme; è un paradosso, ma chi procura la morte, cerca disperatamente di comprenderla, di penetrare la mente di Dio.»
«Bellarmino quindi… anche lui, è alla ricerca di Dio?»
«Certo, anche Bellarmino è un fratello.»
«Maestro, ma perché tutto questo, perché tutta questa sofferenza, queste atrocità, ingiustizie, dolori: fratelli che uccidono loro fratelli! Come può Bellarmino firmare ad animo leggero la sentenza della vostra morte?»
«Non lo ha fatto ad animo leggero, Sagredo.
È stata per lui una decisione sofferta e penosa, ma non poteva fare altrimenti; avrebbe dovuto rinunciare all’abito che porta e ai credi che predica.
Egli non ha coscienzanon sente l’unità dell’infinito universo, non sa che la sua azione di oggi avrà per lui una reazione, in altra sua vita futura; questo vale anche per me e tutti coloro che hanno cercato invano di risvegliare l’umanità dall’inganno.
La terra è una dura scuola: ogni opera lascia una traccia, perché la giustizia vera esiste, figliuolo, anche se in questo mondo non appare.»
«La giustizia vera vuole la vostra morte?» Sagredo è tanto incredulo quanto ammirato della saggezza del suo maestro…
«La vogliamo noi stessi, Sagredo, non i nostri corpi transeunti, ma i veri Esseri immortali che siamo.
Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. 
L’Essere non teme la morte, perché sa bene che non esiste. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi.
Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco…
Siamo figli dell’unico vero sole che illumina i mondi. 
Immagine correlataIl dolore e la sofferenza non c’erano all’inizio della storia, ai tempi dell’antico Egitto che conservava ancora memoria delle gloriose e immortali origini.
Un giorno non lontano, una nuova era giungeràfinalmente sulla Terra. La morte non esiste. La miseria, il dolore e le sue tante tragedie, sono il frutto della paura e dell’ignoranza di ciò che è la vera realtà.»
«Ma quanto tempo ancora sarà necessario?»
«Il tempo anche dipende da noi, Sagredo. Il tempo è l’intervallo tra il concepimento di un’idea e la sua manifestazione…
L’umanità ha concepito il germe dell’utopia e la gestazione procede verso il suo compimento inevitabile: il secolo passato è una tappa importante, che precede la nascita. Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende anche dal loro risveglio.»
«Anche voi, maestro, siete sceso qui per questo scopo?»
«Anch’io Sagredo, ma non sono il solo.
C’è un folto gruppo di Esseri che sono scesi più volte nel corso della storia e si riconoscono nel grande Ermete, Socrate, Pitagora, Platone, Empedocle…
In questo secolo, Leonardo, Michelangelo, Shakespeare, Campanella, nomi noti, ma anche gente umile, semplici guaritrici, molte delle quali finite sul rogo…»
Giordano è commosso al ricordo dei tanti che l’hanno preceduto sulla via del patibolo.
Sagredo è profondamente colpito; è divenuto partecipe di una verità finora a lui sconosciuta. Giordano continua: «È il battesimo del fuoco che serve a trasmutare il corpo fisico e a manifestare i veri Esseri. La loro rivelazione ormai è inevitabile. Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di aver vinto.»
Rumori di fondo fanno intendere che la visita deve volgere al termine. Il respiro di Sagredo si fa affannoso…
«Maestro, come posso ritrovarvi?»
Risultati immagini per voce interiore«Guarda dentro di te, Sagredo, ascolta la tuavoce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’Essere che sussurra al tuo interno.Ascoltala: è la verità ed è dentro di te. Sei divino, non lo dimenticare mai.»
La porta della cella si apre e compare il guardiano; è il volto di un uomo apparentemente duro, ma che ha anche timore reverenziale di quell’uomo di cui si trova ad essere il carceriere. Non pronuncia alcuna parola ed attende con rispetto che il visitatore si allontani.
Giordano e Sagredo si alzano e si salutano, entrambi commossi.
«Non ci stiamo separando Sagredo, la separazione non esiste. Siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica…»
Fonte tratta dal sito .
http://wwwblogdicristian.blogspot.it/search/label/Giordano%20Bruno-consapevolezza%20universale

I Segreti Della Cabala


Aleister Crowley


Carpeoro: il potere dell’eggregora, energia esponenziale

Catena d'Unione, Obama coi presidenti di Singapore, Thailandia e Vietnam
Se qualcuno ci racconta che abbiamo le ali, forse è il caso di credergli. A patto che non dica di essere lui, a farcele spuntare. Mai sentito parlare di eggregore? Eccome, quasi sempre a sproposito. Sono energie sovrumane, ma non soprannaturali: «Si innescano durante le manifestazioni cerimoniali, quando molte persone pensano la stessa cosa, nel medesimo istante – non solo in un rito religioso, va bene anche un concerto di Vasco Rossi». Parola di Gianfranco Carpeoro, simbologo, autore del saggio “Summa Symbolica”, a colloquio con Fabio Frabetti di “Border Nights” in diretta streaming su YouTube alla vigilia di Natale. A proposito: «Non sparate sul Natale, solo perché è diventato un festival del consumismo. Quello del Natale è un simbolismo affascinante: la nascita è la memoria ancestrale di come iniziamo a vivere». Francesco Saba Sardi, grande intellettuale triestino, fu scomunicato dopo aver scritto il libro “Il Natale ha 5.000 anni”? «Volendo, sono anche di più: Gesù è un simbolo universale, non un individuo figlio di Dio. E’ un archetipo, per il quale la divinità è in ognuno di noi». Le ali, appunto: sono roba nostra, fin dall’inizio, anche se poi qualcuno va dal “mago” a chiedere consigli, «come faceva Gianni Agnelli con Gustavo Rol».
«Spero che nessuno mi denunci», premette Carpeoro, nel raccontare un risvolto finora inedito della vita dell’Avvocato: «Filmava i suoi incontri d’affari e poi mostrava a Rol le pellicole, chiedendogli di pronunciarsi sulla credibilità Gustavo Roldell’interlocutore». Potere e chiaroveggenza, magia e divinazione? Su questo, Carpeoro ha più volte espresso il suo parere, che è nettissimo: la magia è illusionismo, puro strumento del potere. L’effetto magico? Non è mai il “mago” a innescarlo, ma il “cliente”, che però non ne è consapevole. Le religioni? Vittime, anch’esse, di una «deriva magica del pensiero». Inclusa la celebrazione del Natale, che può avere un effetto di grandissima suggestione: «La nascita di un bambino è per noi un momento di grande commozione, la stessa morte non commuove quanto una nascita». Ma attenzione: «Lasciamo perdere i dati folkloristici legati ai dogmi del Cristianesimo. Se esiste un Dio, per mostrarsi a noi ha dovuto necessariamente intervenire al momento della nostra nascita. E’ un evento immanente, irripetuto, incredibile, importante». L’effetto che ha su di noi? «E’ inconsapevole, ma solo per colpa nostra: siamo noi che vogliamo che sia inconsapevole. Anche il Natale fa parte di quelle aree di consapevolezza che, col tempo, ci siamo precluse».
Per questo, è possibile che molte persone diano una interpretazione “magica” dell’effetto – teoricamente anche molto potente – delle cosiddette eggregore, le forme-pensiero suscitate da comunità di persone. Nessuna magia, assicura Carpeoro: quell’effetto esiste, ma dipende da precise leggi energetiche. Spiegazione: «Ognuno di noi è espressione anche di energie, che porta dentro. Per uno strano meccanismo – potrei dire coincidenza, Jung direbbe sincronicità, altri direbbero qualcos’altro – quando diventano assolutamente complementari l’una all’altra e viaggiano tutte in un’unica direzione, si sommano in un’unica energia: che nella maggior parte dei casi è addirittura superiore, come forza, all’addizione delle singole unità». Nel campo delle eggregore, aggiunge Carpeoro, «uno più uno non fa due – può fare tre, cinque, dieci». Il che non è “magico”, è “soltanto” sovrumano: sta al di sopra dell’ordinarietà. «Se tu una cosa la interpreti in senso magico avrai un tipo di conseguenza, se invece la interpreti in senso simbolico e laico, ne trai altre conseguenze». Generalmente, precisa Carpeoro, «di fronte a cose che abbiano un senso magico, la gente non deve sforzarsi di capire». Ovvero: «Quando una cosa ha un effetto magico – che poi si nasconda sotto una religione, una fascinazione – la gente non si preoccupa di capire, tant’è vero che uno dei principi della magia è la ripetizione astratta delle formule».
Tutt’altro pianeta, invece, la dimensione – libera, seria, autonoma – del pensiero simbolico: «Quando tu alle cose dai un’interpretazione in senso simbolico, ti poni nella logica del capire il perché. Puoi anche non metterne in discussione l’effetto, ma sai che questo effetto risponde a delle leggi, a dei meccanismi che teoricamente noi siamo in grado di capire. Meccanismi che hanno una logica e, per la loro caratura, una caratteristica quasi scientifica». Secondo Carpeoro, nel caso delle eggregore «possono verificarsi effetti notevoli quando tutte le menti delle persone sono dirette verso un unico obiettivo». Uno dei casi più eclatanti di eggregora? «E’ quello delle manifestazioni cerimoniali. Chiamali concerti, eventi religiosi, Via Crucis del Papa, preghiere collettive. Chiamatele come volete: sono manifestazioni cerimoniali. E nelle manifestazioni cerimoniali – anche quelle della massoneria, tipo la Catena d’Unione – nel momento in cui tutte le menti riescono a essere rivolte verso un unico obiettivo, allora si crea quella forza, che non è più dovuta alla forza della somma delle Catena d'Unione, Obama coi presidenti di Singapore, Thailandia e Vietnamsingole menti, ma è una forza superiore. La sua durata? Dipende dall’obiettivo e dalle circostanze. E’ positivo partecipare a questo tipo di raduni? Non sempre».
Generalmente, aggiunge Carpeoro, l’obiettivo non dev’essere mai individuale, né riguardare uno dei partecipanti: «Sarebbe un ostacolo, perché colui che è oggetto pensa diversamente dagli altri. I partecipanti devono essere in una posizione di tale complementarità che mi sembra impossibile che uno abbia un pensiero diverso e si individualizzi». Gli ultras allo stadio fanno un tipo di cerimoniale? «Può succedere, sì. Anche la diffusione di certe notizie può avere l’effetto di far concentrare le stesse persone, simultaneamente, su un unico obiettivo». La televisione invece «non può creare eggregore, ma solo sovrastrutture, mentre l’eggregora è un’energia. E la televisione può creare dicerie, dogmi, luoghi comuni e pregiudizi, ma non può creare energie». Ammette Carpeoro: «Un paio di volte queste eggregore hanno consentito la mia purificazione, rispetto a stati di agitazione o di torpidità momentanea che mi avevano coinvolto. Uno degli effetti positivi di un’eggregora può essere il fatto che ne esci completamente purificato da determinate cose». Ma anche qui, attenzione: «Non è l’eggregora a toglierti la negatività. L’hai eliminata tu stesso. Bisogna smetterla di spostare tutto fuori: è tutto dentro. Ogni cosa si verifica sempre al nostro interno. La stessa negatività fa parte di noi, è una nostra componente».
Prima ancora di essere individui, cosa siamo? «Siamo parte di qualcosa di più grande. Oppure “non siamo”; ma, anche “non essendo”, siamo parte di qualcosa di più grande. Quindi, l’eggregora cosa fa? Restituisce un’integrazione». Nell’eliminare la tua individualità, continua Carpeoro, puoi avere conseguenze positive o negative. «Quando tu, reintegrandoti in una comunità particolare, in un organismo più grande, elimini l’individualità con conseguenze positive, vuol dire che poi, quando ne esci, tutta una serie di problemi legati all’ego li hai in qualche modo eliminati, rimossi». Domanda: è da respingere con forza la credenza in base alla quale altre persone ci possano inculcare delle negatività? «Dipende sempre da te», risponde Carpeoro: «Se io sono un soggetto pensante, non ci riesce». Chi pensa, in sostanza, non è manipolabile. «E’ che noi, in certi casi, non Carpeoropensiamo. Pensare significa: avere l’aspirazione di capire tutto quello che ti succede. In realtà, il 90% delle cose che ci succedono e che ci troviamo a fare, il 90% delle nostre scelte, le facciamo non pensando. E questo è frutto del pensiero magico, che è un non-pensiero».
Sicché noi possiamo “creare” la realtà, se circoscriviamo l’ego? «Noi siamo realtà», sottolinea Carpeoro: «Possiamo essere consapevoli della realtà che siamo». Poi, appunto, ci sono anche le eggregore. Una rockstar come Vasco? Ne ha create di enormi, secondo il suo pubblico anche molto positive: «Sicuramente, tramite le parole e alcune sue canzoni, ha mosso delle energie in un’unica direzione». Può farlo anche una messa cattolica? «Se il celebrante è bravo, sì». In altre parole: ci sono straordinarie concentrazioni di energia, che possono raggiungerci. Esistono dimensioni invisibili, ma non per questo non naturali o non fisiche. E ci sono leggi che tuttora ci sfuggono: «Una cosa che mi capita quasi quotidianamente – racconta Carpeoro – è che, se penso intensamente a qualcuno, un amico che non sento da tempo, nel giro di pochi secondi mi telefona. Mi succede quasi ogni giorno, con una frequenza che a volte mi disorienta». Ipotesi: «Secondo me sono messaggi che noi mandiamo e che automaticamente il destinatario è in grado di recepire, e quindi poi chiama. Il fatto che questo non avvenga nella consapevolezza non significa che non sia possibile», conclude Carpeoro. «La cosa in sé non mi meraviglia: me ne meraviglia la frequenza».
https://ununiverso.it/2017/12/27/carpeoro-il-potere-delleggregora-energia-esponenziale/

Guarigione esoterica: come liberarsi dagli spiriti parassiti


larve-energetiche-34tnv1749kaoftdmmlro5c-800x395A volte ci sembra di non essere in noi. Agiamo in modo distruttivo o autodistruttivo, feriamo le persone che amiamo o perdiamo la pazienza inutilmente con quelle che non amiamo, finiamo con lo stare male… e il tutto a causa di una logorante ansia e instabilità emotiva… È tutto amplificato e fuori controllo…
È così. A volte non siamo noi stessi. Letteralmente. Siamo preda di forze apparentemente più grandi di noi. Vediamo, quindi, subito, di che si tratta e come liberarcene!
Quando la luce è massima crea un’ombra scurissima. È quando le forze della luce prendono il sopravvento che le forze del Buio si scatenano. Intorno a noi un sottilissimo soffio ci divide dai regni più celestiali come da quelli più inferi. Di sporcizia l’aldilà, esattamente come l’Aldiqua, è pieno. Bisogna conoscere sia il Buio sia la Luce. Senza l’uno non si può capire l’altra, né trovarla, né frequentarla.
Lo sciamanesimo andino parla di energie pesanti. Esistono energie più sottili, leggere, piacevoli e benefiche. Ed esistono energie pesanti, gravose da reggere e intossicanti. La natura è fatta di opposti che danzano insieme…
Mai come oggi i sensi umani sono aperti e le comunicazioni spirituali frenetiche e a 360 gradi. Tutto è a nostra disposizione, qualsiasi tipo di energia. L’energia si muove per risonanza, per affinità. Ogni forma di vita ha in sé sia luce sia ombra. La guerra tra Bene e Male a livello cosmico avviene anche dentro ognuno di noi. Ognuno di noi vi partecipa in forma attiva, che lo sappia o no.
Come si attirano le forze oscure?
Per affinità. Producendo energie oscure. Non serve essere Hannibal Lechter (anche se certamente aiuta), a volte basta essere molto sensibili. Normalmente (salvo casi molto rari in cui le energie siano così alte e luminose da essere inaccessibili a attacchi di sorta) le cadute emotive sono rischiose. È curioso notare che i media ci bombardano di notizie, scelte e preparate con cura, spaventose, raccapriccianti e terrorizzanti. Stuart Wilde, già una decina di anni fa, quando la situazione non era ancora così estrema, raccomandava di proteggersi il più possibile, ad esempio come prima cosa gettando via il televisore.
Noi creiamo le energie che ci compongono e che ci circondano. Orrore e paura producono energie oscure, sporcizia eterica. E così anche rabbia, disprezzo, tristezza e tanta altra robaccia poco poetica. Spiriti parassiti, di qualsiasi genere e natura siano, non aspettano altro. Si cibano di questo tipo di energia. Ne vengono inevitabilmente attratti. E una volta attratti non se ne vanno più.
Ogni forma di vita ama la stabilità. Anche loro amano mettere su casa. A tal fine però necessitano di approvvigionamenti energetici costanti lì dove sono, nella persona che li ospita. Gli spiriti parassiti non sono disturbanti perché sottraggono energia (anzi a volte ne forniscono, se a loro fa comodo), lo sono perché sottraggono libertà e in particolare la libertà e la lucidità per vivere bene. Alimentano la paura del futuro e creano zizzania in giro, o dipendenze… Le energie oscure si devono moltiplicare.
Come si può immaginare, molti di noi subiscono interferenze spirituali di questo tipo, senza volerlo e senza saperlo. E sì, come dicevamo prima, contribuiscono ad alimentare e coltivare la sporcizia spirituale del mondo. Non è che non si viva. Posto che gli altri ci sopportino, si può fare tutto. Ma tutto è più faticoso. Si è sbilanciati, in balia di emozioni ingigantite e si è sempre più disturbati nella sintonia con la realtà.
Spiriti negativi soffiano sul fuoco dei nostri piccoli o grandi tormenti e inducono scelte sbagliate. Lo fanno in nome della loro sola sopravvivenza, i cui interessi però sono antitetici alla nostra di sopravvivenza. La nostra natura, la nostra anima è luce. Noi siamo felici quando siamo leggeri e trasparenti, non densi e pesanti, quando sappiamo cogliere la bellezza di ciò che porta vita, amore, sorriso e poesia.
Come capire quando noi e/o altri siamo/sono disturbati da ospiti indesiderati?
Da quanto detto finora, si delineano facilmente caratteristiche e comportamenti. Aggiungo che non tutte le persone possedute sono manipolatorie e aggressive. Esistono persone buone che si tengono i loro tormenti per sé e sono negative solo per chi sceglie di essere intimo con loro e diventarne vittima. All’opposto, ad esempio una madre che fa del male ai suoi figli, certamente non sa quello che fa, ma ovviamente se fosse un’anima più forte e una personalità più buona, forse potrebbe resistere agli influssi bassi che la muovono. Chiaramente, è sempre una lotta di trincea. È quando sono deboli, questi spiriti negativi, che si può venire a patti con loro e farli traslocare: più prendono piede e territorio, più se ne è oppressi e non si può che nutrirli con abitudini intossicanti o azioni perverse (“perverso” = “contrario al verso della felicità”).
La nostra vita non è mai veramente al di fuori del nostro controllo. La nostra vita non è fuori dal nostro controllo neanche quando il suo fluire è condizionato da pesanti correnti.
Come si fa pulizia? Come si prende piena padronanza di se stessi e del proprio destino?
La cura è più semplice della diagnosi. Si può non essere sicuri di essere liberi da interferenze, ma in ogni caso esistono metodi infallibili, “fai da te”, per prevenire e per curare.
Sconsiglio di fare i maghi e ancor di più di andare da maghi: riti di bando, anche fatti da persone sincere e colte, per ciò che ho visto finora, lasciano il tempo che trovano. Fanno parte dell’intrattenimento che questi spiriti ci offrono. Il segreto di queste forze distruttive è che sono stupide. Trattare con loro è quindi relativamente semplice. Per fare sloggiare entità e spiriti basta rendergli il territorio inospitale.
Se non trovano lì più alcun alimento, lo vanno a cercare altrove.
Il concetto è semplice: se abbiamo dei parassiti, in sostanza, è perché li stiamo mantenendo. Ognuno ha il suo modo. Abitudini fisiche malsane: fumare, bere, drogarsi… Abitudini emotive e mentali malsane: paura del futuro, ira, atteggiamenti egoici… Anche la comunicazione con le sfere spirituali in genere rende vulnerabili perché gli spiriti tenteranno di prendersi gioco della nostra avidità di conoscenza e/o di potere, e sviarci in continuazione e renderci instabili, ansiosi e dipendenti.
Come nel caso di qualsiasi malattia non serve togliere gli effetti, ma è fondamentale togliere le cause: bonificare radicalmente il terreno. Cambiare noi stessi e il nostro atteggiamento, la nostra visione del mondo e di noi stessi.
Non è facile richiede forza di volontà e lucidità. Ne richiede in questo caso una quantità maggiore rispetto a una qualsiasi prova della vita, perché la volontà e la lucidità stesse sono compromesse. Dobbiamo, come spesso accade, produrre e tirare fuori da dentro di noi risorse che non abbiamo in abbondanza. A questo serve l’oscurità: a produrre Luce. E per questo la ringraziamo. Siamo all’altezza di qualsiasi sfida ci siamo creati.
Qualsiasi disfunzione è una carenza d’amore e di luce. L’unico metodo per prevenire e per curare è fare entrare amore e luce e fare uscire da noi amore e luce. Esserne fruitori e produttori. Essere, ogni giorno, più luce possibile. Il buio non ha alcuna presa sulla luce. Non è il buio ad oscurare la fiamma di una candela, ma è il fuoco a dissipare le tenebre.
Il buio è sempre al servizio della luce. E ne segue il volere. E guarda caso il fuoco, secondo molte tradizioni esoteriche e mediche, è associato al cuore e all’amore. È il calore che genera vita. Le fiamme dell’inferno sono fredde, diceva Stuart Wilde, che, in vita, aveva avuto il duro compito di esplorarle, in viaggi astrali e visioni, per poterne parlare a ragion veduta.
L’amore ha infinite forme e si può coltivare in infiniti modi. Nell’impegno sociale come nel misticismo, nell’amore per un partner come in quello per i bambini o gli animali, o per l’arte,per la natura… Ognuno ha le sue vie preferenziali e si nutrirà in base alla propria natura. Per la propria salute e per il proprio equilibrio sarebbe bene ne praticasse diverse.
Sembra però che la luce più potente e rigenerante sia quella prodotta dall’invocazione della Fonte Spirituale che noi sentiamo come la più elevata, se la amiamo con tutto il cuore. La preghiera, qualsiasi tipo di preghiera, ha un effetto allineante e trascinante. Porta tutto nella Luce. Ci si eleva, verso il massimo bene, da una base di umiltà e buona volontà, attraverso un cammino di pace. In questo modo, qualsiasi oscurità può essere trascesa: allontanata o addirittura trasformata.
Noi siamo fragili e delicati come un giardino nella tempesta. Per ognuno è così, ogni giorno. Meritiamo di avere cura di noi col massimo amore e riguardo. Apprezziamo le cose belle e rinforziamo gli aspetti più sensibili.
Siamo vulnerabili ma conosciamo anche la nostra forza e possiamo gestire emozioni e comportamenti nel modo più gentile e costruttivo per noi e per chi ci circonda.
L’unica strategia di difesa nei confronti degli attacchi occulti da parte di umani o spiriti è di essere sempre più inattaccabili e indifferenti. Chi riposa a contatto e in sintonia con la propria Anima e agisce a partire da lì, non ha paura di niente. Perciò è invincibile.
È un ideale, sì. È l’ideale di un Mondo Nuovo verso il quale stiamo camminando.
Potete recitare questa semplice preghiera: “Nella tua benevolenza, Signore, e nel tuo amore per l’uomo, liberami dalla malattia e concedimi la salute di cui il corpo ha bisogno per servire agli scopi dell’Anima”.
Articolo di Silvia Pedri
Tratto da: thedayafter2012

https://ununiverso.it/2017/12/29/guarigione-esoterica-come-liberarsi-dagli-spiriti-parassiti/