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giovedì 5 marzo 2015

Sabina Guzzanti a Foggia ,entusiasmo e partecipazione nonostante la censura.

Anna Laura d'Ecclesia e Valentina D'Onofrio sono le due ragazze del magistrale Poerio che hanno fatto entusiasmare Sabina Guzzanti e che le hanno fatto dire "Signori e signori vi presento la speranza". Ma vediamo con le parole della Guzzanti e con i video da lei registrati come è andata la sua visita a Foggia.


SIGNORE E SIGNORI VI PRESENTO LA SPERANZA

Guardate che spettacolo! Mille studenti a Foggia. Uno degli incontri più toccanti di tutto il tour. 

Le domande e gli interventi dei ragazzi sono molto più sensati di quelli degli adulti. Pubbico questo ora e nei prossimi giorni qualcos'altro perché è un'energia SPECIALE che fa bene a tutti.

Lo schifo e le UMILIAZIONI subite in questi anni ci hanno spezzato. 
Non smetterò mai di sperare di vedere coi miei occhi un Italia che torna alla democrazia e alla civiltà, ma ognuno deve deciderlo e crederci. 

La bella notizia è che comunque questo paese al più tardi CAMBIERA' quando questi ragazzi che vedete nel video avranno compiuto 30 anni. Forse non sarà un cambiamento immediato ma non manca poi moltissimo.

Come sapete nelle scuole inventano tutte le scuse possibili per non far vedere il film ai ragazzi. Ora che è uscito il dvd mi auguro che gli insegnanti possano superare la burocrazia e farlo vedere lo stesso senza troppi permessi.

Vi ricordo che c'è una petizione per far vedere LaTrattativa in Rai e si può firmare qui

https://secure.avaaz.org/it/petition/...

Il prossimo incontro è il 6 a BRESCIA. Il film oggi è ancora a FOGGIA al cinema Cicolella. 
Continuate a seguirci nel gruppo #LaTrattativaContinua!
Proiezione numero 473 del film La Trattativa nel cinema Cicolella. Tutto esaurito per Sabina Guzzanti. La regista e attrice arriva in sala filmando il pubblico con il suo smartphone: registra tutto e condivide sui social. A promuovere la visione del film in tutta Italia sono soprattutto i Cinquestelle, in questo caso ad organizzare l'evento come liberi cittadini (pure attivisti ma senza il diretto coinvolgimento del Movimento) sono stati Mario Furore e Cristina Delli Carri. Per portarlo in città, infatti, occorre garantire un numero minimo di spettatori attraverso una petizione. La distribuzione del film nelle sale è stata limitata e a Foggia non era ancora arrivato, ma sono già state richieste altre date in futuro oltre alle tre di programmazione. La Trattativa racconta la negoziazione tra Stato e Mafia con un espediente narrativo: un gruppo di lavoratori dello spettacolo mette in scena alcuni episodi di una delle più intricate vicende della storia italiana. La due giorni di Sabina Guzzanti a Foggia si è conclusa nella Città del Cinema davanti a quasi mille ragazzi di sei istituti per un incontro organizzato insieme alla Consulta Provinciale degli Studenti.

martedì 3 marzo 2015

BREVE DISAMINA DEL TRUST TUTELA DEL PATRIMONIO NEL TRAPASSO GENERAZIONALE

 BREVE DISAMINA DEL TRUST TUTELA DEL PATRIMONIO NEL TRAPASSO GENERAZIONALEOrigine e disciplina Il trust è un istituto di origine anglosassone, non disciplinato dalla legge italiana, che tuttavia si è obbligato a riconoscerlo, in presenza di certe condizioni, avendo sottoscritto la Convenzione de L’Aja, del 1° luglio 1985, ratificata con la legge 16 ottobre 1989, n. 364, entrata in vigore il 1° gennaio 1992. Tassazione. Di recente il Parlamento Italiano, con la legge Finanziaria per l’anno 2007, ha introdotto un’espressa disciplina in materia di trattamento tributario del trust ai fini delle imposte dirette e l’agenzia delle entrate ne ha disciplinato la sua applicazione. Nozione Il trust è un rapporto giuridico che sorge per effetto della stipula di un atto tra vivi o di un testamento, con cui un soggetto (settlor o disponente) trasferisce ad un altro soggetto (trustee) beni o diritti con l’obbligo di amministrarli nell’interesse del disponente o di altro soggetto (beneficiario) oppure per il perseguimento di uno scopo determinato, sotto l’eventuale vigilanza di un terzo (protector o guardiano), secondo A#o is'tu'vo di TRUST TRUST ATTI DISPOSITOVI le regole dettate dal disponente nell’atto istitutivo di trust e dalla legge regolatrice dello stesso (che allo stato deve essere necessariamente straniera). L’atto istitutivo di regola prevede che, alla scadenza del trust, il fondo in trust venga trasferito al beneficiario del trust (che può anche essere lo stesso disponente). E’ anche possibile che il trust sorga per effetto di una dichiarazione unilaterale del disponente, che si dichiara trustee di beni o diritti nell’interesse di beneficiario o per il perseguimento di uno scopo (si parla in tal caso di trust c.d. autodichiarato). Effetti La proprietà dei beni o diritti oggetto del trust spetta al trustee, il quale è però gravato dall'obbligo di amministrarli nell’interesse altrui. I beni o diritti oggetto di trust costituiscono un patrimonio separato rispetto ai rapporti giuridici personali del trustee e pertanto non possono essere aggrediti dai creditori personali del trustee, né fanno parte del regime matrimoniale o della successione del trustee. Atto istitutivo La stipula di un trust comprende il negozio istitutivo, con cui il disponente detta le regole del trust; ed il negozio traslativo dei beni o diritti al trustee (il quale di regola contiene anche l’accettazione del trustee). Questi due negozi di regola sono contenuti in unico documento. Nel caso del trust c.d. autodichiarato non vi sarà negozio traslativo dei beni, in quanto le figure del disponente e del trustee coincidono, pur potendo tale negozio definirsi dispositivo in senso lato. Poteri del trustee, limitazioni e rimediIl trustee ha la titolarità dei beni costituiti in trust ed ha l’obbligo di amministrarli in conformità delle istruzioni dettate dal disponente. E' possibile tuttavia che l'atto istitutivo di trust ponga limiti all'attività del trustee. Qualora il trustee, in violazione dei propri obblighi, abbia compiuto atti dispositivi sui beni in trust o li abbia confusi con i propri beni personali saranno esercitabili, nei limiti consentiti dalle norme di conflitto del foro, i rimedi di cui all’art. 11, paragrafo secondo, lettera d) della Convenzione de L'Aja. Trascrivibilità dell'atto di trasferimento di beni in trust L’atto con cui beni immobili vengono trasferiti dal disponente al trustee va trascritto nei registri immobiliari. La giurisprudenza di merito ammette quasi all'unanimità tale trascrizione ai sensi dell'art. 12 della Convenzione dell'Aja. La prassi notarile è nel senso di accompagnare a tale trascrizione (eseguita contro il disponente e a favore del trustee) una seconda trascrizione (contro il trustee), al fine di fare emergere con maggiore chiarezza il vincolo sui beni nascente a seguito dell'istituzione del trust. Trust e negozio fiduciario Il trust si differenzia profondamente dal negozio fiduciario. Tra le varie differenze una delle più rilevanti concerne le conseguenze della violazione dell’obbligo di non compiere atti dispositivi dei beni oggetto di trust. La violazione del pactum fiduciae comporta il solo obbligo del fiduciario di risarcire i danni provocati al fiduciante, il quale, però, non può recuperare il bene nei confronti dei terzi. Qualora invece il trustee, in violazione degli obblighi nascenti dal trust, abbia confuso i beni in trust con i propri o li abbia alienati a terzi, si ritiene possibile esercitare rimedi diretti a recuperare i beni.
Avv. Paola Mariani Via Sardegna12 San Benedetto del Tronto (AP) Tel. e fax 0735.81751 –cell.347.6061732 c.f. MRNPLA65T64E372Q Partita IVA: 01673900443 paolamarianilex@yahoo.it paola.mariani1965@pecavvocatiap.it

Batard-Montrachet


La felicità appartiene alla categoria dei lampi,dei frammenti,di ciò che non può essere in alcun modo disciplinato,ricomposto in una forma o un sentimento.
 Misteriosa emanazione del divino, sfugge al controllo di chi vorrebbe possederla e perpetuarla. Quel che ci è concesso è prepararci al suo arrivo e non con l'ingombrante fardello dei pensieri e dei progetti, bensì con l'abbandono alla sua fluidità,con l'accettazione della sua precarietà.
Quel che ci è concesso è provare ad innescarla affidandoci all'interruttore che l'accende:il piacere.
Queste le riflessioni che affollavano la mente mentre mi recavo al wine-bar Cairoli per una degustazione della "Setta dei bevitori estinti".
Le bottiglie in gioco suggerivano scenari paradisiaci.
A confronto due bianchi di sicuro,nobile lignaggio:un
Batard-Montrachet Grand cru 2006 dello CHATEAU DE LA MALTROYE ed un Brauneberger Juffer Riesling Auslese 1985 di MAX FERDINAND RICHTER. Il nesso fra i due vini costituito esclusivamente da enormi aspettative di godimento.
La "scaletta" si è fatta da sola.
Prima il giovane chardonnay borgognone,poi il vetusto riesling della Mosella.
Ci siam sentiti un pò guasconi nello stappare il batard-montrachet in uno stadio così precoce.
Tutte quelle storie sulla presunta disarmonia dei grand cru della cote d'or colti nella piena gioventù le abbiamo volutamente snobbate. E l'istinto ci ha premiati. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che non sapremo mai come avrebbe potuto esprimersi lo stesso vino bevuto fra 5-10 anni. Ma quando si ha a che fare con un nettare dal colore giallo oro,ricco di profumi profondi e articolati,sapido,intenso,con un finale lunghissimo, ci si consola facilmente dell'ipotetica mancata apoteosi futura.
Uno chardonnay didattico,archetipico,da far assaggiare in un corso per sommelier per poi poter dire:questo è "le roy", monsieur Chardonnay!
Ignari di quel che ci attendeva stavamo allentando la presa dell'attenzione,sempre più inebriati ed euforici.
Poi abbiamo stappato il riesling.
Ed è sceso il silenzio. Sacrale. Sovrano.
Il silenzio che richiede l'incedere passante del fuoriclasse.
Che si fa ammirare. Che si fa adorare.
Sarà che eravamo poco avvezzi a simili suggestioni, ma la combinazione magica di acidità,dolcezza ed estratto del campione della Mosella ci ha stregati.
E ci chiedevamo che forse la nostra supponenza in materia vinicola andava rimodulata in basso, ad un livello inferiore.
Con i bianchi tedeschi si accede ad un'altra dimensione.
Purezza cristallina, perfezione stilistica, densità da brividi, longevità infinita. A 23 anni dalla sua nascita in quanto uva,questa Auslese ci ha inflitto una sonora lezione:mai ritenersi appagati,mai ritenersi completi.
E' stato facile così lasciarsi andare, scivolare nell'abbandono, arrendersi a tanta magnificenza.
E la felicità, come un balsamo dolce e profumato sceso ad accarezzare l'anima, è venuta a visitarci.

Rosario Tiso
 

domenica 1 marzo 2015

L’Unifg conquista l’Europa con Star*Agroenergy. La Puglia strega Bruxelles con l’energia


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Il gruppo di lavoro di Star*AgroEnergy; al centro, Massimo Monteleone

L’Università di Foggia e la Regione Puglia hanno portato nel cuore dell’Europa i risultati di STAR*AgroEnergy, un progetto di ampio respiro e di grande portata, nato per armonizzare settori in passato considerati inconciliabili: la produzione di energia, l'ecosostenibilità, la cultura agricola delle aree rurali dell’area europea che si affaccia sul Mediterraneo. I soggetti coinvolti, rappresentanti delle istituzioni europee e gli stakeholder, si sono dati appuntamento a Bruxelles per una conferenza finale. Una occasione per portare un bilancio nel cuore delle istituzioni europee. L’evento si è tenuto a Bruxelles, nella location dell’Ufficio Rapporti con le Istituzioni dell'Unione Europea della Regione Puglia. Il tema è stato: “Bridging research innovation with regional development: the STAR*AgroEnergy Experience”.
Dopo i saluti di Elena Gentile, eurodeputato e vicepresidente dell'intergruppo parlamentare Economia Sociale, e di Claudia Piccoli, delegato del rettore per l'Internazionalizzazione presso l'Università degli Studi di Foggia, i lavori, moderati da Fabio Boscaleri, Policy Officer della Regione Toscana presso Brussels, punto di contatto della rete delle Regioni europee per l'innovazione in agricoltura, alimentazione e foreste (ERIAFF), sono stati organizzati in due sessioni. La prima ha visto l'intervento di Massimo Monteleone, coordinatore del Progetto STAR*Agroenergy, Università degli Studi di Foggia, di Dimitri Corpakis, Dirigente dell’unità B.5 Spreading of excellence and widening participation, DG Ricerca ed Innovazione, Commissione Europea, e di Adriana AGRIMI, a capo del Dipartimento per la Ricerca Industriale e l'innovazione della Regione Puglia.
La seconda sessione ha avuto come protagonista Emmanuel Koukios, membro dell’Advisory Board del progetto STAR*AgroEnergy, Christina NANOU, Policy Officer dell’unità F.1 Bioeconomy - Strategy, DG Ricerca ed Innovazione, Commissione Europea, Baruch Raz, membro dello Steering Committee del progetto STAR*AgroEnergy.
Il progetto, nel corso del tempo, ha visto coinvolti istituzioni di ricerca europee, esperti internazionali e stakeholder locali del settore della bioeconomia con l’obiettivo comune di valorizzare il settore agricolo promuovendone uno suo sviluppo sostenibile da punto di vista economico, sociale ed ambientale.
“Si è trattato di un appuntamento importante per vari motivi – ha detto Paolo Casalino, direttore della rappresentanza della Regione Puglia a Bruxelles che ha ospitato l’evento – Abbiamo dimostrato che il territorio in tutte le sue componenti è unito e si muove verso l’innovazione e la ricerca, temi principali del progetto STAR*AgroEnergy”. “I fondi europei unitamente ai fondi regionali ci hanno consentito di realizzare un laboratorio completo e una piattaforma tecnologica dotata di impianti pilota - ha concluso Monteleone -. E’ stata quindi un’esperienza di grande rilevanza che ci ha consentito di crescere professionalmente”.
http://www.immediato.net/2015/02/28/lunifg-conquista-leuropa-con-staragroenergy-la-puglia-strega-bruxelles-con-lenergia/

Di una realtà imprevedibile


Ricordando
le piccole cose,
c'è una tensione,
il cui sapore
si distacca.
L'amore viene alla superficie,
e venendo alla superficie
bisogna accompagnarlo,
con un contrappunto.
Adesso gli piaceva
passare per il corpo
intero,
asciugare le lacrime,
far riapparire un giorno,
moltiplicare gli intermezzi,
colpire al cuore,
distaccare il sapore,
Eppure a suo modo,
il sorso finito
invita
a riprendere il viaggio.

Alfredo d'Ecclesia



La profondità



La profondità
sperimentata in natura,
suggerisce uno spazio
fluttuante.
Lo spazio è vivo,
fluido ...
come un sentimento profondo,
percepibile
alla fonte principale.
Non possiamo più ignorare
che il vedere
di una realtà imprevedibile,
si trova sempre al centro.
Non parla,
non pensa...
e al calar della sera,
la natura
escogita sempre
una tradizione universale.

Alfredo d'Ecclesia





Non vedeva alcun ostacolo



Non vedeva alcun ostacolo
ad una
relazione privilegiata.
Senza imbarazzo,
l'immaginario ineffabile,
lo rendeva gentile,
tenero ,
audace,
voglioso...
perchè
in fin dei conti,
un pizzico di sentimentalità,
sarebbe amore,
senza in-differenza...
ma in un altro luogo.
In un altro luogo
una specie di inflessione
affettiva,
dispiega
l'identità dell'amore,
fuggevoli scene
celebrate,
dal calore dei tuo baci.
La celebrazione
delicatamente dosata,
indovinava
la liberazione da un impegno,
così per magia
la Dea della vita
veniva invocata.
Alfredo d'Ecclesia