giovedì 26 maggio 2016

Alessandro Maiorano la bestia nera di renzi scova altre fatture pagate con soldi pubblici

Renzi pagò 5 mila euro per avere

 Ledeen a Firenze



Nel 2006 l'ex consulente del Sismi, ora grande amico di Carrai, fu ospite 
del Comune per un convegno.
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26 Maggio 2016
Michael Ledeen


Michael Ledeen
Che Michael Ledeen, il falco statunitense, professore, esperto di intelligence e punto di collegamento tra Cia e Mossad, si facesse pagare profumatamente per le sue conferenze pubbliche in Italia è cosa nota sin dai tempi di Bettino Craxi.
Ma pure dopo il crollo della Prima Repubblica l'ex consulente del Sismi ai tempi di Giuseppe Santovito, iscritto alla P2 di Licio Gelli, ha continuato a macinare consulenze nel bel Paese, rinnovandosi nella nuova epoca renziana e diventando amico di Marco Carrai, il Richelieu di Renzi in attesa di un incarico a palazzo Chigi sui Big Data o sulla cybersecurity.
Siamo lontani dalle cifre di cui parlò nella Commissione d'Inchiesta sul terrorismo l'ammiraglio Fulvio Martini, anche lui ex Sismi, quando spiegò, il 6 ottobre del 1999, che «Ledeen aveva avuto da uno dei miei predecessori 100 mila dollari per fare delle conferenze sul terrorismo, che erano assolutamente rubati».
Nello specifico questa volta, però, la consulenza è andata in scena a Firenze, dove nel 2006 l'allora presidente della provincia Matteo Renzi, il cui capo segreteria era Carrai, pagò 5.200 euro per ospitarlo a un convegno dal titolo: Ma i neocon sono nati in Chianti?.


  • La fattura che indica il pagamento di 5.200 euro a Michael Ledeen.

UN RAPPORTO CHE DURA DA MOLTI ANNI. A tirare fuori la vicenda è stato Alessandro Maiorano, dipendente comunale del Comune di Firenze, bestia nera del presidente del Consiglio, che tramite un accesso agli atti ha tirato fuori le fatture di quella tre giorni di maggio, quando Ledeen per poche ore di convegno fu ospitato all'Hotel quattro stelle La Croce di Malta e si fece poi addebitare il compenso sul suo conto. Ora Maiorano promette di portare tutto in procura.
Di Ledeen, tra incroci con Cia e Mossad, si è spesso parlato negli ultimi tempi, proprio in relazione alla possibilità di Carrai di entrare nella squadra di palazzo Chigi per gestire la cybersecurity in accoppiata con i nostri servizi segreti.
La nomina latita ormai da mesi, dopo le rimostranze di Aisi e Aise e persino quelle del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel 2006 nessuno protestò per l'arrivo di Ledeen, ora forse qualcuno potrebbe storcere il naso nel vedere come da diversi anni i rapporti tra Renzi e il falco statunitense siano più che mai affiatati.


  • La fattura del pagamento dell'albergo dell'ex consulente del Sismi.
Marco Carrai e Matteo Renzi.
Marco Carrai e Matteo Renzi.

MARTINI GLI VOLEVA IMPEDIRE DI ENTRARE IN ITALIA. Sul resto valgono le parole di Martini, l'ex numero uno del Sismi ai tempi di Craxi, che ebbe modo di conoscere Ledeen pure per la gestione di Sigonella, quando il falco statunitense fece da interprete da Ronald Reagan e lo stesso Craxi, traducendo talvolta furbescamente le parole dell'uno e dell'altro.
È tutto scritto nei libri di Gennaro Acquaviva, ex consulente politico di Craxi. Martini, in quella commissione del 1999, spiegò: «Io, tra l’altro, dissi, su domanda, che avevo chiesto all’ambasciata americana di non far entrare Mike Ledeen in Italia: era un tizio che lavorava ai margini della Cia». E poi: «Intanto quando Ledeen veniva in Italia andava direttamente dal presidente della Repubblica (Francesco Cossiga, ndr), che aveva conosciuto quando era ministro dell’Interno. E la cosa non mi piaceva. Secondo, perché Ledeen aveva avuto da uno dei miei predecessori 100 mila dollari per fare delle conferenze sul terrorismo, che erano assolutamente rubati. E poi perché era un individuo che lavorava a margine della Cia, e la cosa non mi piaceva. Era un professore dell’Università di Georgetown negli Stati Unti».
Né Renzi, né Carrai lo hanno mai ascoltato. 
fonte  http://www.lettera43.it/politica/renzi-pago-5-mila-euro-per-avere-ledeen-a-firenze_43675247369.htm#.V0dAV_jccpI.facebook

La Monsanto giudicata a ottobre per i crimini di ecocidio contro il pianeta e gli abitanti




La Monsanto è una multinazionale americana di biotecnologie agrarie, più volte accusata di ecocidio e crimini contro l’umanità, diventata famosa per aver prodotto l’Agente Arancio, il defoliante tossico e cancerogeno usato nella guerra del Vietnam; adesso un vero e proprio tribunale è nato con lo scopo di giudicare l’operato dell’azienda e i crimini di cui essa è stata imputata. 


Usa Monsanto


La Fondazione Tribunal Monsanto è nata all’Aja (la Corte internazionale di giustizia) nei Paesi Bassi, con il sostegno e il contributo di movimenti civici, ONG e personalità internazionali quali l’ecologista indiana Vandana Shiva e l’australiano Andre Leu, presidente della Federazione internazionale dei Movimenti d’Agricoltura biologica. Il suo scopo è quello di giudicare definitivamente i crimini dei quali la Monsanto viene accusata da anni, ovvero di inquinare il terreno, l’acqua e l’aria con sostanze nocive le quali, oltre a minacciare la biodiversità, comprometterebbero pure la salute degli esseri umani favorendo il progresso di malattie come cancro, Alzheimer e Parkinson, o come l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ha definito questo insieme di patologie, “epidemia di malattie croniche evitabili”.

I motivi che hanno spinto alla nascita di un tribunale contro la Monsanto sono dunque legati alle esigenze di sostenibilità e giustizia. Dagli inizi del XX secolo, la Monsanto, nata come azienda chimica, ha, di fatto, messo in circolazione prodotti altamente tossici, i quali hanno contaminato in maniera persistente l’ambiente, causando malattie e morte.
Fin dall’inizio della sua attività, gli scandali riguardanti la diffusione di varie sostanze tossiche si sono susseguiti senza sosta: nel 1947 un incidente a Texas City in cui esplodette una delle fabbriche portò a scoprire che l’erbicida prodotto dalla Monsanto, chiamato 2,4,5-T, conteneva alti livelli di diossine, sostanze tossiche altamente cancerogene.
Altro caso fu quello dei PBC(policlorobifenili), sostanze inquinanti distribuite sempre dalla Monsanto per l’agricoltura, il cui uso è ora bandito pressoché ovunque, ma la cui persistenza continua ad esistere ed inquinare per millenni.
Ciliegina sulla torta fu poi tra gli anni ’60 e ’70 la realizzazione e distribuzione dell’Agente Arancio, un defoliante ricavato partendo dall’erbicida 2,4,5-T, il quale fu anche utilizzato come arma tossica durante la guerra del Vietnam.
Altro erbicida giudicato tossico, immesso nel mercato dalla Monsanto, fu ilRound Up ricavato il Glifosato.


Molti sono stati i casi di malattie e gli studi che dimostrano la tossicità e la pericolosità di tali sostanze e nel tempo molti giornali si sono inoltre occupati di condurre inchieste al proposito, come il Washington Post nel 2002 o il The Guardian nel 2007, solo per citarne alcuni. Adesso la multinazionale continua a controllare il mercato dell’industria delle biotecnologie, avendo di fatto il quasi totale monopolio sulla vendita e produzione di sementi e avendo acquistato inoltre moltissime società di ricerca titolari di brevetti.
Monsanto

Dunque l’azienda è diventata l’esempio del modello agro-industriale che da numerosi anni ormai è causa di inquinamento, innalzamento delle temperature, depauperamento dei suoli e delle risorse d’acqua, dell’estinzione della biodiversità e della marginalizzazione di milioni di piccoli contadini.


Per mettere fine a tale impunità e giudicare finalmente i crimini di ecocidio commessi dalla multinazionale, dal 12 al 16 ottobre 2016, il Tribunale Monsanto valuterà i fatti nel rispetto dei principi direttivi relativi alle imprese e ai diritti umani adottati in sede ONU nel 2011.

Tribunale Monsanto Conferenza stampa 3 dicembre 2015 Parigi
A giudicare il comportamento di Monsanto saranno magistrati, avvocati e giudici di alto livello, provenienti dai cinque continenti. Madrina dell’iniziativa è la scrittrice e regista Marie-Monique Robin, autrice di "Il mondo secondo Monsanto", un’inchiesta sulla multinazionale statunitense. Da parte sua la Monsanto ritiene infondate le accuse, dichiarandosi addirittura pronta a rispondere a tutte le domande che le verranno poste, anche se non è chiaro ancora se il gruppo invierà o meno dei rappresentanti al processo.
L’iniziativa è stata (e sarà) finanziata tramite la più grande piattaforma di crowdfunding internazionale mai realizzata fino ad oggi; il sito èmonsanto-tribunali.org.facebook.com/monsantotribunal 
twitter.com/monsantotribun

Lorena Peci





Fonte  vocidicitta
http://unmondoimpossibile.blogspot.it/

L’avvocato Mori demolisce la Boschi: “ha detto castronerie” e la ASFALTA!!!


Nei giorni scorsi era divenuto virale sul web, il video dello studente catanese Alessio Grancagnolo, che ha approfittato della visita della Ministra, per leggere un lungo e duro intervento, a difesa della Costituzione, contro la proposta di modifiche elaborata dal governo e oggetto del referendum di Ottobre. Un intervento che è stato interrotto dal rettore, anche se c’è da dire che effettivamente si era dilungato più degli altri.
Interviene a gamba tesa nella discussione l’avvocato Marco Mori, che più volte ha fatto parlare di se per le sue denunce nei confronti delle istituzioni, a cui rivolge sempre pesanti attacchi. Ecco il video:
Mori parte in quinta, dichiarando che “la Ministra Boschi ha detto una serie di castronerie”, pur avendolo fatto con grande “savor faire” mediatico. L’avvocato afferma che il parlamento è illegittimo, e che per questo, a maggior ragione, non può permettersi di toccare la Carta Costituzionale.

La Boschi risponderà?

La Boschi ha risposto allo studente catanese, e lo ha fatto con modalità che hanno portato molti a credere che conoscesse la domanda, e si fosse preparata a rispondere punto per punto. Sarà disposta a fare altrettanto con l’avvocato Mori? Oppure farà finta di non aver visto il video? E’ sicuramente più facile replicare, senza contradditorio, ad uno studente, che ad un avvocato… vero Maria Elena?

Lo studente ha fatto un discorso encomiabile, però…

Lo studente catanese ha fatto un discorso encomiabile, specialmente in relazione alla sua giovane età, in una società dove molti suoi coetanei non sanno nemmeno chi è il presidente della Repubblica in carica. Tuttavia, il dibattito tra un ministro e uno studente, appare impari, sbilanciato. Perché la Boschi non si confronta con qualcuno come l’avvocato Mori?

Il dibattito con lo studente si è trasformato in uno spot per la Ministra

Il dibattito con lo studente è diventato uno spot per la ministra, visto che i media hanno conferito grandissimo risalto alla risposta della Boschi allo studente. Sarebbe bello vedere la Boschi altrettanto disponibile a confrontarsi con l’avv. Mori, non trovate?

Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sap: "Il referendum? No a specchetti per le allodole e manovre per rafforzare sistemi di potere"

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"Sono molto perplesso". Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sap(Sindacato Autonomo di Polizia), dice la sua sul referendum costituzionale di ottobre in un'intervista ad Affaritaliani.it.
Gianni Tonelli, si è già fatto un'idea sul referendum costituzionale di ottobre?
Da una parte ci sono misure allettanti come quella del superamento del bicameralismo perfetto e dall'altra parte ci sono molte altre cose che mi lasciano perplesso. Ci sono per esempio alcune parti che dovrebbero tenere maggiormente in considerazione qualche parametro di garanzia. Anche perché non è che di garanzie ne esistano molte da noi, se si guarda ai casi diVirusBallarò o anche alla vicenda che mi ha coinvolto personalmente, dove 'è stata una repressione a fini politici.
Ritiene che sia a rischio la democraticità come dice qualcuno?
Beh insomma poter governare con poco più del 20% e avere la certezza di poter fare quello che si vuole non so quanto sia giusto. Un conto è garantire la governabilità piena in un sistema come quello americano e un conto è darla qui da noi. Semmai provvederei ad affiancarla con un sistema elettorale completamente diverso. Insomma, vorrei un disegno generale radicale mentre qui mi pare che alcuni aspetti non abbiano nessun tipo di garanzia né i pesi e contrappesi adeguati.
C'è chi critica Renzi per aver dato una connotazione troppo personalistica al referendum. E' d'accordo?
Un cambiamento così importante dovrebbe avvenire con il coinvolgimento di tutte le forze politiche e non mi pare che questo stia avvenendo. Insomma, la riforma non mi sembra nata nel modo giusto. Ma soprattutto rigetto le affermazioni come quelle di Napolitano sulle occasioni perse. L'Italia di occasioni ne ha perse già tante e lui di errori ne ha fatti tantissimi come sull'Ungheria o sulla guerra a Gheddafi.
Il Sap assumerà una posizione unitaria e darà un'indicazione di voto per gli agenti?
Dobbiamo parlarne, è ancora presto. Di certo io come persona la mia la dirò, vedremo se a titolo personale o a nome del Sap. L'importante è che in questi mesi si parli del referendum nel merito, non come è accaduto per il referendum sulle trivelle, sul quale era stata alzata una cortina di ferro. Il governo non può pensare di usare solo slogan come "Chiudiamo una camera". Vanno messe in luce tutte le norme.
Mi pare comunque che lei sia indirizzato verso il "no" o sbaglio?
Condivido la volontà di cambiare qualcosa ma non condivido la modalità di come è stata portata avanti questa riforma e comunque ho anche perplessità nel merito. Le cose vanno fatte seriamente. Non se ne può più di boutade che finiscono nel nulla o cose fatte a metà come per l'eliminazione delle province. Una vera riforma costituzionale serve da 40 anni ma non ci possono vendere ancora una volta uno specchietto per le allodole. Dicono di voler rafforzare la governabilità ma il timore è che vogliano rafforzare un sistema di potere.
Nel frattempo il Sap sta continuando le sue azioni per portare alla luce il problema del comparto sicurezza...
Sì, sono partito il 15 maggio con Il cammino della Memoria della Verità e della Giustizia, non solo per un riscatto morale e spirituale ma anche civile della nostra società. Dal Lazio alla Puglia: un cammino di quasi 400 chilometri, da parte degli esponenti del Sap, per continuare la battaglia contro le ingiustizie nei confronti della Polizia. Questo anche per dire che non ci si può chiamare fuori dalla discussione sulle cose importanti che si fanno in questo Paese. La stessa cosa per il referendum: non possiamo lasciar fuori agli altri e poi lamentarci di quello che si combina.
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Gianni Tonelli durante una tappa de "Il cammino della Memoria della Verità e della Giustizia"
di Lorenzo Lamperti
twitter11@LorenzoLamperti

fonte http://www.affaritaliani.it/cronache/referendum-tonelli-423856.html?refresh_ce

Difendiamo la Costituzione a Ottobre votiamo no.

"In queste celebrazioni che noi facciamo della Resistenza, di fatti e di figure di quel tempo, noi ci illudiamo di essere qui, vivi, che celebriamo i morti.
E non ci accorgiamo che sono loro, i morti, che ci convocano qui, come dinanzi a un tribunale invisibile, a render conto di quello che in questi dieci anni possiamo aver fatto per non essere indegni di loro, noi vivi. [...]
Noi sentiamo, quasi con la immediatezza di una percezione fisica, che quei morti sono entrati a far parte della nostra vita, come se morendo avessero arricchito il nostro spirito di una presenza silenziosa e vigile, con la quale ad ogni istante, nel segreto della nostra coscienza, dobbiamo tornare a fare i conti.
Quando pensiamo a loro per giudicarli, ci accorgiamo che sono loro che giudicano noi: è la nostra vita, che può dare un significato e una ragione rasserenatrice e consolante alla loro morte; e dipende da noi farli vivere o farli morire per sempre..."
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(PIERO CALAMANDREI, dal discorso tenuto il 28 febbraio 1954 al Teatro Lirico di Milano, alla presenza di Ferruccio Parri)

martedì 24 maggio 2016

Il lato oscuro di Papa Bergoglio.

I Desaparecidos Argentini
Papa Giovanni Paolo II con il
Cardinal Jorge Mario Bergoglio 


Il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, presidente dei vescovi argentini, nonché tra i più votati, un anno fa, nel conclave Vaticano che ha scelto il successore di Giovanni Paolo II, è accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone. Le prove del ruolo giocato da Bergoglio a partire dal 24 marzo 1976, sono racchiuse nel libro "L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina", del giornalista argentino Horacio Verbitsky, che da anni studia e indaga sul periodo più tragico del Paese sudamericano, lavorando sulla ricostruzione degli eventi attraverso ricerche serie e attente.
I fatti riferiti da Verbitsky.
Nei primi anni Settanta Bergoglio, 36 anni, gesuita, divenne il più giovane Superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina. Entrando a capo della congregazione, ereditò molta influenza e molto potere, dato che in quel periodo l'istituzione religiosa ricopriva un ruolo determinante in tutte le comunità ecclesiastiche di base, attive nelle baraccopoli di Buenos Aires. Tutti i sacerdoti gesuiti che operavano nell’area erano sotto le sue dipendenze. Fu così che nel febbraio del ’76, un mese prima del colpo di stato, Bergoglio chiese a due dei gesuiti impegnati nelle comunità di abbandonare il loro lavoro nelle baraccopoli e di andarsene. Erano Orlando Yorio e Francisco Jalics, che si rifiutarono di andarsene. Non se la sentirono di abbandonare tutta quella gente povera che faceva affidamento su di loro.

La svolta.
Verbitsky racconta come Bergoglio reagì con due provvedimenti immediati. Innanzitutto li escluse dalla Compagnia di Gesù senza nemmeno informarli, poi fece pressioni all’allora arcivescovo di Buenos Aires per toglier loro l’autorizzazione a dir messa. Pochi giorni dopo il golpe, furono rapiti. Secondo quanto sostenuto dai due sacerdoti, quella revoca fu il segnale per i militari, il via libera ad agire: la protezione della Chiesa era ormai venuta meno. E la colpa fu proprio di Bergoglio, accusato di aver segnalato i due padri alla dittatura come sovversivi. Con l’accezione “sovversivo”, nell’Argentina di quegli anni, venivano qualificate persone di ogni ordine e grado: dai professori universitari simpatizzanti del peronismo a chi cantava canzoni di protesta, dalle donne che osavano indossare le minigonne a chi viaggiava armato fino ai denti, fino ad arrivare a chi era impegnato nel sociale ed educava la gente umile a prendere coscienza di diritti e libertà. Dopo sei mesi di sevizie nella famigerata Scuola di meccanica della marina (Esma), i due religiosi furono rilasciati, grazie alle pressioni del Vaticano.

Escuela de Mecanica de la
Armada, teatro delle torture
dei desaparecidos argentini
Botta e risposta.
Alle accuse dei padri gesuiti di averli traditi e denunciati, il cardinal Bergoglio si difende spiegando che la richiesta di lasciare la baraccopoli era un modo per metterli in guardia di fronte a un imminente pericolo. Un botta e risposta che è andato avanti per anni e che Verbitsky ha sempre riportato fedelmente, fiutando che la verità fosse nel mezzo. Poi la luce:
dagli archivi del ministero degli Esteri sono emersi documenti che confermano la versione dei due sacerdoti, mettendo fine a ogni diatriba.
In particolare Verbitsky fa riferimento a un episodio specifico: nel 1979 padre Francisco Jalics si era rifugiato in Germania, da dove chiese il rinnovo del passaporto per evitare di rimetter piede nell’Argentina delle torture. Bergoglio si offrì di fare da intermediario, fingendo di perorare la causa del padre: invece l’istanza fu respinta. Nella nota apposta sulla documentazione dal direttore dell’Ufficio del culto cattolico, allora organismo del ministero degli Esteri, c’è scritto:
“Questo prete è un sovversivo. Ha avuto problemi con i suoi superiori ed è stato detenuto nell’Esma”.
Poi termina dicendo che la fonte di queste informazioni su Jalics è proprio il Superiore provinciale dei gesuiti padre Bergoglio, che raccomanda che non si dia corso all’istanza.
E non finisce qui. Un altro documento evidenzia ancora più chiaramente il ruolo di Bergoglio:
“Nonostante la buona volontà di padre Bergoglio, la Compagnia Argentina non ha fatto pulizia al suo interno. I gesuiti furbi per qualche tempo sono rimasti in disparte, ma adesso con gran sostegno dall’esterno di certi vescovi terzomondisti hanno cominciato una nuova fase”.
È il documento classificato Direzione del culto, raccoglitore 9, schedario B2B, Arcivescovado di Buenos Aires, documento 9.
Nel libro di Verbitsky sono pubblicati anche i resoconti dell’incontro fra il giornalista argentino e il cardinale, durante i quali quest’ultimo ha cercato di presentare le prove che ridimensionassero il suo ruolo.
“Non ebbi mai modo di etichettarli come guerriglieri o comunisti – affermò l’arcivescovo – tra l’altro perché no ho mai creduto che lo fossero”.
Ma…
Ad inchiodarlo c’è anche la testimonianza di padre Orlando Yorio, morto nel 2000 in Uruguay e mai ripresosi pienamente dalle torture, dalla terribile esperienza vissuta chiuso nell’Esma. In un’intervista rilasciata a Verbistky nel 1999 racconta il suo arrivo a Roma dopo la partenza dall’Argentina:
“Padre Gavigna, segretario generale dei gesuiti, mi aprì gli occhi – raccontò in quell’occasione – Era un colombiano che aveva vissuto in Argentina e mi conosceva bene. Mi riferì che l’ambasciatore argentino presso la Santa Sede lo aveva informato che secondo il governo eravamo stati catturati dalle Forze armate perché i nostri superiori ecclesiastici lo avevano informato che almeno uno di noi era un guerrigliero. Chiesi a Gavigna di mettermelo per iscritto e lo fece”.
Nel libro, inoltre, Verbistky spiega come Bergoglio, durante la dittatura militare, abbia svolto attività politica nella Guardia di ferro, un’organizzazione della destra peronista, che ha lo stesso nome di una formazione rumena sviluppatasi fra gli anni Venti e i Trenta del Novecento, legata al nazionalsocialismo. Secondo il giornalista, l’attuale arcivescovo di Buenos Aires, quando ricoprì il ruolo di Provinciale della Compagnia di Gesù, decise che l’Università gestita dai gesuiti fosse collegata a un’associazione privata controllata dalla Guardia di ferro. Controllo che terminò proprio quando Bergoglio fu trasferito di ruolo.
“Io non conosco casi moderni di vescovi che abbiano avuto una partecipazione politica così esplicita come è stata quella di Bergoglio”, incalza Verbitsky. “Lui agisce con il tipico stile di un politico. È in relazione costante con il mondo politico, ha persino incontri costanti con ministri del governo.
Oggi.
Nonostante non abbia mai ammesso le sue colpe, il presidente dei vescovi argentini ha spinto la Chiesa del paese latinoamericano a pubblicare una sorta di mea culpa in occasione del 30esimo anniversario del colpo di Stato, celebratosi lo scorso marzo.
“Ricordare il passato per costruire saggiamente il presente”
è il titolo della missiva apostolica, dove viene chiesto agli argentini di volgere lo sguardo al passato per ricordare la rottura della vita democratica, la violazione della dignità umana e il disprezzo per la legge e le istituzioni.
“Questo, avvenuto in un contesto di grande fragilità istituzionale – hanno scritto i vescovi argentini – è reso possibile dai dirigenti di quel periodo storico, ebbe gravi conseguenze che segnarono negativamente la vita e la convivenza del nostro popolo. Questi fatti del passato che ci parlano di enormi errori contro la vita e del disprezzo per la legge e le istituzioni sono un’occasione propizia affinché come argentini ci pentiamo una volta di più dai nostri errori per assimilare l’insegnamento della nostra storia nella costruzione del presente”.
Tanti tasselli, quelli raccolti dal giornalista argentino nel suo libro che ci aiutano a vedere un po’ meglio in un mosaico tanto complesso quanto doloroso della storia recente di Santa Romana Chiesa.
Stella Spinelli
http://unmondoimpossibile.blogspot.it/

Stati Uniti, Regno Unito ed Unione europea, ora sono dittature - Lezione di Dittature Invisibili




23 Maggio 2016

Come può essere che praticamente in tutti i testa a testa dei candidati presidenziali  democratici verso repubblicani  nei sondaggi che sono stati fatti da entrambi i candidati democratici e repubblicani durante le primarie, il candidato democratico preferito contro uno qualsiasi dei candidati repubblicani era Bernie Sanders, ma quasi certamente non sarà il candidato del partito, non c'è più lui qui; ed il candidato repubblicano preferito contro uno dei due candidati democratici era stato John Kasich, ma di certo non sarà il candidato repubblicano?

Sanders e Kasich hanno anche segnato il più alto punteggio nei loro rispettivi partiti per voti di preferenza, ma quasi certamente nessuno dei due candidati sarà anche sulla scheda elettorale per gli elettori l'8 novembre. Che tipo di 'democrazia' è questa?

Come può essere che nel Regno Unito, il Primo Ministro 'laburista'  Tony Blair ha servito come cagnolino di George W. Bush durante l'invasione dell'Iraq nel 2003 per eliminare le «WMD di Saddam»(1) (armi di distruzione di massa, che non esistevano nemmeno) non è stato un primo ministro conservatore che ha fatto cose estremamente conservatrici (cioè, aggressivo, l'invasione, soprattutto sulla base di bugie) ? Che tipo di'democrazia' è ?

E come può essere che in tutta l'UE, l'opinione pubblica è contro gli OGM, sostanze chimiche tossiche come Roundup o glifosato ed i trattati tossici di "commercio" come TTIP, ma i leader politici stanno spingendo duramente come possono fare tutte queste cose ? Questo è il modo per rimanere in una carica pubblica ? Non in una democrazia.
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Una dittatura è un governo nazionale che governa il pubblico, invece di essere governato da parte del pubblico. Ci sono vari tipi di questo tipo di dittature, come quella comunista, la "dittatura dei lavoratori", fascista, la "dittatura delle multinazionali", ecc, ma questi sono punti fini meramente terminologici, fondamentalmente è la stessa terribile bestia, e in tutte le varianti della bestia ha due classi di persone: l'aristocrazia, che governa, e il pubblico, che è governato.

Non ha la dittatura uguaglianza dei diritti di fronte alla legge, perché qualsiasi tipo di dittatura tratta l'aristocrazia come al di sopra della legge, e giuridicamente inspiegabile al pubblico quando viola la legge, e tratta il pubblico ad essere arbitrariamente (a seconda che cooperi con gli aristocratici, o no) pienamente responsabile per il governo (l'aristocrazia), per qualsiasi violazione della legge. (Ad esempio, i senzatetto vanno in galera, mentre i banksters ottengono di uscire.)


I governanti sono invisibili in molte dittature; questi governanti sono dietro le quinte, non ufficiali, ma i governanti nominali poi sono i rappresentanti dell'aristocrazia, in realtà non rappresentano il pubblico. I governanti invisibili (in realtà soprattutto i rappresentanti personali dei governanti invisibili) si incontrano in conclavi internazionali come le conferenze del Bilderberg, e della Commissione Trilaterale, quì l'elenco degli associati 2015, anziché nelle legislature nazionali. I governanti invisibili tendono ad essere molto discreti, l'opposto di ostentare, difficilmente il tipo «politico» - non sono affatto sbruffoni. Non hanno bisogno di impressionare nessuno. Vogliono solo essere obbediti.

Il 17 maggio, il membro del Parlamento Britannico (MP) Craig Murray, che è quella cosa rara di un democratico pienamente impegnato, che capita anche per un membro legislatore nazionale del suo paese, ha intitolato il suo fantastico blog :
«I conservatori saranno protetti dalle frodi elettorali», e ha documentato che c'è una «manipolazione sfacciata della propaganda di stato» e che «in questo paese, la legge elettorale non viene applicata contro chi è al potere».
I detentori del potere nel Regno Unito possono violare la legge impunemente, ha anche dimostrato che se la violazione è chiaramente documentata.

Negli Stati Uniti, l'unico studio scientifico effettuato per sapere se gli Stati Uniti siano una democrazia ha rilevato che non lo sono. Ha esaminato 1.779 pezzi separati di legislazione nazionale proposti dal 1980, e ha scoperto che solo le preoccupazioni della gente ricca («oligarchi») hanno influenzato il destino di un disegno di legge; le preoccupazioni del pubblico non lo hanno fatto (come era stato riflesso nei sondaggi di opinione per quanto riguarda le materie).

Di conseguenza, anche se le nazioni democratiche più, importante, la dittatura comunista, l'URSS, hanno sconfitto il fascismo nel 1945, le nazioni democratiche non sono democrazie; sono tutte «oligarchie» governate da una sorta di aristocrazia o da altro.

La chiave di volta di questo sviluppo sarebbe il passaggio per legge dei trattati  internazionali di "commercio"TTIP, TPP, e/o TISAdel presidente degli Stati Uniti Barack Obama  che ha proposto di trasferire la sovranità nazionale (a prescindere dal fatto che sia o meno di genere democratica) a una dittatura aziendale internazionale che vieta gli aumenti delle norme di sicurezza alimentare, dei prodotti per la sicurezza, i diritti, e del riscaldamento globale e altre questioni ambientali dei lavoratori, etrasferirà il potere ai principali azionisti delle multinazionali.

Bene per pochi. Male per la maggior parte.
La domanda in questo momento è se le democrazie sono già state così gravemente compromesse, in modo che i trattati come questi che Obama sta spingendo, possono essere approvati dai governi "democratici". Se la risposta a questa domanda è sì, allora siamo già in Brave New World della vittoria internazionale fascista anche se è post-seconda guerra mondiale, i fascisti avranno finalmente vinto, non solo forse, ma chiaramente, e con decisione,per tutto il prossimo futuro, forse anche in modo permanente, perché i trattati internazionali, in particolare quelli che comportano molte nazioni, sono praticamente impossibili da chiudere. Un buon esempio è la permanenza della NATO: la sua stessa ragion d'essere è terminata quando l'Unione Sovietica e la sua alleanza militare del Patto di Varsavia si è conclusa nel 1991, ma, tuttavia, continua ancora oggi, e minaccia ora di realizzare la Terza Guerra Mondiale, che dovrebbe essere il suo culmine.

Mantenere la calma tutto sarà ok. Siamo qui per aiutarvi
Se l'idea che viviamo in una dittatura sembra inverosimile, perché siamo circondati dalla propaganda al contrario, allora c'è ancora l'ispirazione del personaggio centrale di Winston Smith nel romanzo allegorico del fascismo,1984, era inacidito sulla propaganda che stava crescendo, ma alla fine l'ha commutata, ed ha visto la luce: il Grande Fratello è stato il suo salvatore, dopo tutto. L'ex senatore Gary Hart ha scritto di recente dal punto di vista del precedente, disilluso, Winston Smith, ma, forse, anche le persone come come lui potranno anche vedere la luce, e smettere di dire le cose come :
«se misurate rispetto alle norme stabilite dalle repubbliche nei tempi antichi, la Repubblica americana è massicciamente corrotta».
Forse ognuno di noi ha il suo prezzo, e, una volta pagato, sarà anche lui a vedere la luce. Ma, anche se non sarà coì, ha fornito quello che è una descrizione straordinariamente accurata della realtà che il libro di Orwell aveva semplicemente allegorizzato nel lontano 1948. Winston Smith sarebbe stato sconvolto di un tale spirito gemello, scritto non nel 1984 ma 2015 .

Orwell, a suo tempo, ha lottato per quale anno il suo romanzo doveva essere impostato. Probabilmente, non siamo ancora ancora lì del tutto. Dopo tutto, è stato istituito dopo la guerra nucleare. Gli accordi internazionali, le alleanze, sembrano essere già state in atto, per un certo tempo. Forse il romanzo di Orwell avrebbe dovuto essere invece chiamato qualcosa come«2025» . Ancora pochi anni; difficilmente possiamo aspettare, se saremo tra i sopravvissuti.

Tali sono le vie del dell'aristocrazia internazionale. Se noi le tolleriamo. Ma se non lo faremo, allora? Nulla è più potente di quello che sono. Ma è questa la fine della storia? Essi sono una piaga terminale? La NATO può essere conclusa senza il suo culmine ? Oppure, c'è qualche altro modo ?


Analisi fin troppo realistica e come si può leggere dai correlati, da fonti autorevoli, con altri termini ma la sintesi è la medesima ed anche la percezione di molti cittadini, tollereremo ?
Quello che penso dell'umanità è scritto quì.
Se si vuol vivere schiavi e prigionieri, l'uomo si abitua a tutto, ma qualcuno non è dispoto giustamente a scendere a compromessi, ai posteri l'ardua sentenza ...
Arturo Navone

1 WMD, weapons of mass destruction, armi di distruzione di massa

Traduzione di Arturo Navone per Un Mondo Impossibile
http://unmondoimpossibile.blogspot.it/