domenica 3 aprile 2016

FUORI L’ITALIA DALLA NATO!!! FIRMA QUI LA PETIZIONE


spese-militari italia al giorno laviadiuscita.net

Attuare l’articolo 11 della Costituzione.
L’Italia, facendo parte della Nato, deve destinare alla spesa militare in media 52 milioni di euro al giorno secondo i dati ufficiali della stessa Nato, cifra in realtà superiore che l’Istituto Internazionale di Stoccolma per la Ricerca sulla Pace quantifica in 72 milioni di euro al giorno... 


Secondo gli impegni assunti dal governo nel quadro dell’Alleanza, la spesa militare italiana dovrà essere portata a oltre 100 milioni di euro al giorno. 
 
È un colossale esborso di denaro pubblico, sottratto alle spese sociali, per un’alleanza la cui strategia non è difensiva, come essa proclama, ma offensiva.
 
italia fuori dalla nato laviadiuscita
 
Già il 7 novembre del 1991, subito dopo la prima guerra del Golfo (cui la NATO aveva partecipato non ufficialmente, ma con sue forze e strutture) il Consiglio Atlantico approvò il Nuovo Concetto Strategico, ribadito ed ufficializzato nel vertice dell’aprile 1999 a Washington, che impegna i paesi membri a condurre operazioni militari in “risposta alle crisi non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza”, per ragioni di sicurezza globale, economica, energetica, e migratoria. Da alleanza che impegna i paesi membri ad assistere anche con la forza armata il paese membro che sia attaccato nell’area nord-atlantica, la Nato viene trasformata in alleanza che prevede l’aggressione militare.
 
La nuova strategia è stata messa in atto con le guerre in Jugoslavia (1994-1995 e 1999), in Afghanistan (2001-2015), in Libia (2011) e le azioni di destabilizzazione in Ucraina, in alleanza con forze fasciste locali, ed in Siria. Il Nuovo concetto strategico viola i principi della Carta delle Nazioni unite.
 
 
nato guerra laviadiuscita.net
 
Uscendo dalla Nato, l’Italia si sgancerebbe da questa strategia di guerra permanente, che viola la nostra Costituzione, in particolare l’articolo 11, e danneggia i nostri reali interessi nazionali.
 
L’appartenenza alla Nato priva la Repubblica italiana della capacità di effettuare scelte autonome di politica estera e militare, decise democraticamente dal Parlamento sulla base dei principi costituzionali.
 
La più alta carica militare della Nato, quella di Comandante supremo alleato in Europa, spetta sempre a un generale statunitense nominato dal presidente degli Stati uniti. E anche gli altri comandi chiave della Nato sono affidati ad alti ufficiali statunitensi. La Nato è perciò, di fatto, sotto il comando degli Stati uniti che la usano per i loro fini militari, politici ed economici.
 
L’appartenenza alla Nato rafforza quindi la sudditanza dell’Italia agli Stati Uniti, esemplificata dalla rete di basi militari Usa/Nato sul nostro territorio che ha trasformato il nostro paese in una sorta di portaerei statunitense nel Mediterraneo.
 
 
basi usa nato in italia laviadiuscita.net
 
Particolarmente grave è il fatto che, in alcune di queste basi, vi sono bombe nucleari statunitensi e che anche piloti italiani vengono addestrati al loro uso. L’Italia viola in tal modo il Trattato di non-proliferazione nucleare, che ha sottoscritto e ratificato.
 
L’Italia, uscendo dalla Nato e diventando neutrale, riacquisterebbe una parte sostanziale della propria sovranità: sarebbe così in grado di svolgere la funzione di ponte di pace sia verso Sud che verso Est.

Sostieni la campagna per l’uscita dell’Italia dalla Nato
 
per un’Italia neutrale.
 
LA PACE HA BISOGNO ANCHE DI TE
 
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GIULIETTO CHIESA ITALIA FUORI DALLA NATO

 

 

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“Se non si parla di signoraggio, il resto è aria fritta” Mitico intervento a La Gabbia!


Lo psichiatra Alessandro Meluzzi intervenendo a La Gabbia su La7 ha parlato di signoraggio bancario e della questione monetaria, di come le nazioni abbiano perso la facoltà di battere moneta, demandata invece ai banchieri centrali, che ci indebitano.
Meluzzi ha evidenziato quanto la questione sia importante, fondamentale, definendo gli altri problemi “aria fritta”, rispetto al signoraggio. Ha pienamente ragione!
Meluzzi ha anche attaccato Beppe Grillo, “che da quando è diventato un importante leader politico, ha cessato di parlare di signoraggio bancario“, e anche in questo caso, ha ragione da vendere!
Beppe Grillo per anni ha girato l’Italia in lungo ed in largo, parlando della questione signoraggio e spiegandola in modo facile e chiaro, tanto che il compianto professor Auriti, lo lodava per la sua capacità di spiegare in modo semplice concetti tanto difficili.
Grillo conosce la questione, è stato allievo di Auriti, ma oggi che è alla guida di un movimento con oltre 150 tra deputati e senatori, ha accantonato la questione. Eppure con questa potenza parlamentare, potrebbe certamente imporre il dibattito ed informare i cittadini, molti dei quali, grazie al silenzio generale, non conoscono la questione, e credono che tutti i problemi del paese derivino da sprechi e ruberie, che certamente incidono, ma niente di paragonabile al signoraggio bancario, che ci costa 100 miliardi di euro l’anno solo a titolo di interessi sul debito!
Ecco il lodevole intervento di Meluzzi:
I sostenitori del M5s, molti dei quali informati sul signoraggio, devono pretendere che questo scottante tema sia in cima all’agenda del M5s, se vogliono davvero cambiare le cose. Fino ad oggi ne hanno parlato marginalmente, in modo inadeguato. Negarlo significa negare l’evidenza. Speriamo che le cose cambino…

Attici degli apostoli.



CON L’ATTICO DI BERTONE, SBUCA LA DOLCE VITA DEL MATTONE DEI CARDINALI - DALLA CASCINA CON PARCO CHE SI AUTOASSEGNÒ IL POTENTE DOMENICO CALCAGNO, PRESIDENTE DEL PATRIMONIO DEL VATICANO, ALLA CASA ‘’PRINCIPESCA’’ DELL'ARCIPRETE ANGELO COMASTRI ("800 MQ A PALAZZO DEI CANONICI, CON I QUADRI DI RAFFAELLO ALLE PARETI...")

«Ci sarà una trentina di cardinali che vive in appartamenti anche più grandi del mio...», ha detto, sfogandosi ieri col Corriere della Sera l' ex segretario di Stato Tarcisio Bertone. Sarà vero? - Si favoleggia, però, che nello stesso palazzo di San Callisto un altro cardinale, il francese Paul Poupard (superficie lorda, 442,90 metri quadri), abbia tra le sue pertinenze una cantina delle meraviglie, con vini pregiatissimi...

Fabrizio Caccia per Corriere della Sera

«Ci sarà una trentina di cardinali che vive in appartamenti anche più grandi del mio...», ha detto, sfogandosi ieri col Corriere della Sera  l' ex segretario di Stato Tarcisio Bertone. Sarà vero?
ATTICO DI TARCISIO BERTONEATTICO DI TARCISIO BERTONEATTICO DI TARCISIO BERTONEATTICO DI TARCISIO BERTONE
All' immenso patrimonio immobiliare della Santa Sede, il giornalista Gianluigi Nuzzi, sotto processo per Vatileaks, ha dedicato un capitolo del libro «Via Crucis», con un elenco di inquilini eccellenti, perlopiù cardinali, che a canone zero godrebbero di appartamenti-monstre.

Uno di questi è il cardinale Ennio Antonelli, 79 anni: secondo «Via Crucis» vivrebbe in una casa - nel Palazzo di San Callisto a Trastevere - la cui superficie lorda è pari a 440,70 metri quadri.

Ci risponde al telefono il suo segretario, gentilissimo, che vive anche lui nella casa e definisce «una polemica penosa» questa sulle presunte regge dei cardinali: «Perché le vite che conducono sono normalissime e per niente sfarzose - dice l' uomo -. Tanti di loro sono anziani e allettati.

Eppoi la casa dove viviamo noi non è così grande! Non solo: quando il cardinale Antonelli venne ad abitarci, portò con sé i due genitori anziani e la badante. E oggi oltre a me, ci sono anche due suore, un assistente e due giovani seminaristi che studiano qui a Roma.

LILIO SFORZA RUSPOLI E CARDINALE PAUL POUPARDLILIO SFORZA RUSPOLI E CARDINALE PAUL POUPARD
La verità è che sono case antiche, all' inizio del secolo le facevano così e sono difficili da ristrutturare. Nella nostra, ad esempio, c' è solo un attacco del gas. E metà della superficie è occupata da un solo, grande corridoio centrale».

Si favoleggia, però, che nello stesso palazzo di San Callisto un altro cardinale, il francese Paul Poupard (superficie lorda, 442,90 metri quadri), abbia tra le sue pertinenze una cantina delle meraviglie, con vini pregiatissimi: «Non ci sono cantine in questo palazzo - replica il segretario del cardinale Antonelli -. Nei sotterranei ci sono solo i magazzini della Libreria Editrice Vaticana. I cardinali hanno a disposizione delle soffitte. E non credo convenga tenerci dei vini».
ROGER ETCHEGARAY CON L AMBASCIATORE DI FRANCIAROGER ETCHEGARAY CON L AMBASCIATORE DI FRANCIA

Sempre a San Callisto, poi, abitano i cardinali Lozano Barragan (465,61 mq), Stafford (453,63), Vegliò (407,25), Turkson (338,40), ma l' appartamento più grande, pari a 472,05 mq, è abitato dal vicedecano del collegio cardinalizio, Roger Etchegaray, 93 anni: «Il cardinale Etchegaray sta sulla sedia a rotelle», risponde piccato il nostro interlocutore.

Insomma, niente lussi né eccessi, anzi nella maggior parte dei casi una vita parca e spesa in compagnia delle devote suorine che li assistono, come l'indiano Lourdusamy, morto un anno fa, che nella casa di Borgo Pio (320,15 mq) ospitava ben sette religiose del suo Paese. E lo stesso fa oggi il cardinale africano Arinze (353,50 mq), sempre a Borgo Pio. Condivide la sua bella casa con le suore.
ANTONIO PAOLUCCI E MONSIGNOR COMASTRIANTONIO PAOLUCCI E MONSIGNOR COMASTRI

Eppure, nell' altro bestseller all' origine di Vatileaks, il libro «Avarizia» di Emiliano Fittipaldi, non mancano esempi di privilegi assurdi come il «buen retiro» che si autoassegnò il potente cardinale Domenico Calcagno, presidente dell' Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica), con «appartamento e cascina immersi in una ventina di ettari all' interno della tenuta San Giuseppe sulla Laurentina».

ROGER ETCHEGARAYROGER ETCHEGARAYCARDINALE ANGELO COMASTRICARDINALE ANGELO COMASTRI
Una nostra fonte di Curia descrive come «principesca» anche la casa dell' arciprete Angelo Comastri («800 mq a Palazzo dei Canonici, con i quadri di Raffaello alle pareti...») per non parlare de «l' attico e superattico da far invidia a Bertone» del cardinale slovacco Jozef Tomko a Palazzo dei Convertendi di via della Conciliazione.

E poi sempre nella stessa via: «I 700 metri quadri del cardinale Sandri» così come le dimore senza prezzo dei cardinali Martino, Saraiva Martins e Joao Braz de Aviz: «Case realizzate negli Anni 30 e 40 con sale del trono e cappelle private come si costruivano per la nobiltà romana - conclude la fonte -. Perché questo erano, per Concordato, i cardinali: principi del sangue».



1. E PER FORTUNA CHE IL CAZZONE DI FI-RENZI MIRAVA A ROTTAMARE LA VECCHIA POLITCA DEGLI AFFARI: ANCHE IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA MARINA, L'AMMIRAGLIO GIUSEPPE DE GIORGI È INDAGATO NELL'INCHIESTA DI POTENZA CHE HA FATTO DIMETTERE IL MINISTRO FEDERICA GUIDI
2. HELP! I MAGISTRATI CONFERMANO: INTERROGATORIO PER LA GUIDI E MARIA ELENA BOSCHI
3. LA GUIDI SAPEVA DA UN ANNO DELL'INCHIESTA SUL PROGETTO TEMPA ROSSA. E DA TRE MESI ERA A CONOSCENZA CHE GLI ACCERTAMENTI DELLA PROCURA DI POTENZA COINVOLGEVANO IL SUO COMPAGNO GIANLUCA GEMELLI. POSSIBILE CHE IL MINISTRO PER LO SVILUPPO ECONOMICO NON ABBIA AVVISATO RENZI? CHE NON LO ABBIA DETTO AD ALTRI COLLEGHI DI GOVERNO?
4. LE INDAGINI RICOSTRUISCONO LE MANOVRE POLITICHE PER PILOTARE GLI AFFARI LEGATI AL PETROLIO. FACENDO EMERGERE IL RUOLO DEL SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE VITO DE FILIPPO, MA ANCHE UNA SERIE DI INCONTRI E CONVEGNI TRA I QUALI, QUELLO PIÙ GETTONATO PER GLI ADDETTI AI LAVORI, ORGANIZZATO DALLA FONDAZIONE “ITALIANIEUROPEI” DI MASSIMO D'ALEMA

1. INDAGATO IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA MARINA, AMMIRAGLIO DE GIORGI. AL VAGLIO LE TELEFONATE DEL GOVERNATORE LUCANO PITTELLA
Virginia Piccolillo per Corriere della Sera

Anche il capo di Stato maggiore della Marina, l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi è indagato nell' inchiesta di Potenza che ha già fatto dimettere il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi. Si allarga il terremoto giudiziario partito dalla parentopoli di Corleto Perticara e giunto a scuotere la poltrona del ministro Maria Elena Boschi. Si passano al vaglio le telefonate di Gianluca Gemelli, imprenditore e compagno dell' ex ministro Guidi, inclusa quella in cui lui riferisce di un colloquio con Marcello Pittella, presidente della Basilicata.
GIUSEPPE DE GIORGI jpegGIUSEPPE DE GIORGI JPEG

In quella telefonata Gemelli riferisce di aver rassicurato il governatore sulla salubrità del business dell' oro nero: «Guarda, non ti preoccupare perché tanto non inquina...». Parole seguite da una risata, annotano gli investigatori. Una risata che fa effetto. Si scopre infatti, dalle carte dell' inchiesta, che milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti dall' estrazione del petrolio sono finiti nell' ambiente. Per un malfunzionamento strutturale degli impianti del «Cova» di Viggiano. E malgrado i vertici locali dell' Eni sapessero, tacevano. Come al pozzo Molina 2, dove le acque reflue venivano iniettate di nuovo nei pozzi per risparmiare. E anche lì, giù risate nelle telefonate intercettate.
FEDERICA GUIDI GIANLUCA GEMELLIFEDERICA GUIDI GIANLUCA GEMELLI

Non ricorda di cosa parlarono in «quell'unico incontro» con Gemelli, Marcello Pittella.
E auspica che si faccia presto chiarezza, da «millanterie, o altro». «Se c' è stato un danno ambientale, è giusto che i lucani lo sappiano subito. Così pure se qualcuno ha utilizzato la politica per una convenienza sua o della propria parte».

BOSCHI GUIDIBOSCHI GUIDI
La stoccata è all' ex sindaca pd di Corleto Perticara, Rosaria Vicino, che, secondo l' inchiesta della squadra mobile potentina, avrebbe chiesto posti di lavoro per i suoi compaesani, incluso suo figlio, e minacciato di bloccare le autorizzazioni alle imprese e il consenso elettorale locale ai politici di riferimento. Lei è agli arresti domiciliari, «sconcertata» per quanto è accaduto.

Pittella però difende l' emendamento che avrebbe favorito Gemelli: «Perché il petrolio doveva essere trasportato e stoccato a Taranto, ma c'erano problemi sociali, c' erano stati anche incontri con la Regione Puglia, allora guidata da Vendola. Il governo o buttava via gli investimenti o sbloccava la situazione. Ma né io, né mio fratello Gianni, ci siamo permessi di parlarne con Renzi».
GUIDIGUIDI

2. LEI SAPEVA DA UN ANNO DELL' INCHIESTA LE MANOVRE PER DIFENDERE TOTAL
Fiorenza Sarzanini per Corriere della Sera

Federica Guidi sapeva almeno da un anno dell' esistenza di un' inchiesta sul progetto Tempa Rossa. E da tre mesi era a conoscenza che gli accertamenti della Procura di Potenza coinvolgevano il suo compagno Gianluca Gemelli. All' inizio del 2016 l' imprenditore, indagato per corruzione, aveva infatti ricevuto un avviso di proroga delle indagini e aveva nominato un difensore. Possibile che il ministro per lo Sviluppo economico non abbia avvisato il presidente del Consiglio Matteo Renzi? Che non lo abbia detto ad altri colleghi di governo?

Le verifiche adesso riguardano anche questo aspetto della vicenda che due giorni fa ha convinto l' esponente dell' esecutivo a dimettersi. I magistrati non escludono di poter interrogare la Guidi e anche il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, citata più volte nelle conversazioni. Anche tenendo contro che nel gennaio 2015 - proprio per tutelare il fidanzato - Guidi si sarebbe adoperata per mettere a tacere le proteste ufficiali contro la Total delle aziende concorrenti.

FEDERICA GUIDI SI DIMETTEFEDERICA GUIDI SI DIMETTE
Le indagini dei poliziotti della squadra mobile guidati da Carlo Pagano ricostruiscono le manovre, soprattutto politiche, per pilotare gli affari legati al petrolio. Facendo emergere il ruolo del sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, ma anche una serie di incontri e convegni tra i quali, quello più gettonato per gli addetti ai lavori, organizzato dalla Fondazione «Italianieuropei» di Massimo D' Alema.

Nel gennaio 2015 allo Sviluppo Economico si apre una questione legata proprio al progetto Tempa Rossa. Annotano gli investigatori: «Il 30 gennaio 2015, Guidi comunica al compagno che Cospito - suo ambasciatore diplomatico - le ha riferito che ci sono alcuni problemi per «quella roba lì su Total e Tecnimont».
impianto Total di Tempa RossaIMPIANTO TOTAL DI TEMPA ROSSA

Precisa che era da un po' che cercavano di fare un incontro con lei, sia D' Amato della Tecnimont che la francese della Total (l' ad), perché quello delle relazioni istituzionali della Maire Tecnimont è andata a parlare con Cospito, inviandole pure una lettera formale nella quale le si dice che Tecnimont ha dei problemi con Total: nel dettaglio quest' ultima società avrebbe creato dei problemi nell' esecuzione dei lavori per Tempa Rossa, disconoscendo le tempistiche.

matteo renzi federica guidiMATTEO RENZI FEDERICA GUIDI
 Per tale ragione le sarebbe stato richiesto un intervento come ministro, per tutelare cioè la Tecnimont (quale Società italiana) di fronte alla Total, anche per quel che riguarda l' impiego di manodopera locale. Ribadisce che nella lettera la Tecnimont evidenzia come la Total tenti di addebitare loro dei ritardi, quando però i ritardi dipendono proprio dalla stessa Total, ovvero dal fatto che quest' ultima non ha onorato gli impegni presi rispetto alle compensazioni con i territori, il che crea problemi anche nel rilascio delle autorizzazioni. Guidi, che continua a rispondere al Gemelli, afferma che non può certo far finta di non aver ricevuto la nota dalla Tecnimont».

Non è finita: «I due continuano a conversare della lettera inviata dalla Tecnimont a proposito delle lamentele per inadempimento contrattuale della Total, contenente espressa richiesta di un intervento da parte del Ministro. Gemelli afferma che lui non vuole saperne nulla di queste cose qua, di non voler sentire di questi discorsi. Riferisce alla compagna che così come lui non le riferisce nulla delle sue aziende così pretende che lei faccia lo stesso».

FEDERICA GUIDI MARIA ELENA BOSCHI MATTEO RENZIFEDERICA GUIDI MARIA ELENA BOSCHI MATTEO RENZI
Quale fosse l' importanza di avere appoggi politici, Gemelli lo spiega bene al dirigente della Total Giuseppe Cobianchi con il quale spera di fare affari.
FEDERICA GUIDI MARIA ELENA BOSCHI BEATRICE LORENZINFEDERICA GUIDI MARIA ELENA BOSCHI BEATRICE LORENZIN
Lo chiama il 28 ottobre 2014: «La disturbavo per sapere se era interessato, siccome c' è un bel convegno a Roma, fatto da Italianieuropei, che lo tiene il ministro dello Sviluppo economico... se lei aveva piacere, le faccio arrivare anche a lei l' invito, perché è una cosa interessante... c' è tutto un ambiente interessante che le può servire, perché c' è il ministro ma poi... siccome è la fondazione Italianieuropei che lo promuove e quindi è D' Alema e company e il sindaco di Bari, più o meno, è messo là, eeh...può essere una cosa interessante. Purtroppo viviamo in Italia, volendo con ciò sottolineare - dicono i poliziotti - come per «sbloccare» la questione sarebbe stato d' obbligo anche l' approccio politico».
vespa dalemaVESPA DALEMAmatteo renzi federica guidiMATTEO RENZI FEDERICA GUIDI



EMILIANO: “NON C'È BISOGNO DI OPPORSI A RENZI. ANDRÀ A SBATTERE DA SOLO”



IL GOVERNATORE PUGLIESE EMILIANO SCOMMETTE: “NON C'È BISOGNO DI OPPORSI A RENZI. ANDRÀ A SBATTERE DA SOLO” - PALAZZI ROMANI: ‘’SE ALLE AMMINISTRATIVE PERDE SIA ROMA CHE MILANO, IL CAZZONE TOSCANO IL PANETTONE LO MANGIA A RIGNANO SULL’ARNO’’……

fonte http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/flash-governatore-pugliese-emiliano-scommette-non-bisogno-121879.htm

sabato 2 aprile 2016

I MAGISTRATI A ROMA PER ASCOLTARE BOSCHI E GUIDI


RENZI BENZINAIO - PM: ARRESTARE GEMELLI - I MAGISTRATI A ROMA PER ASCOLTARE BOSCHI E GUIDI - L'AMMIRAGLIO DE GIORGI È INDAGATO SULL'ATTIVITÀ DELL'AUTORITÀ PORTUALE DI AUGUSTA INSIEME A GEMELLI - RENZI: MOZIONE SFIDUCIA? NON CI MANDERANNO A CASA

l capo di Stato maggiore della Marina, l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, è indagato con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di influenze e per concorso in abuso d'ufficio in un filone siciliano dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata...



FEDERICA GUIDI GIANLUCA GEMELLIFEDERICA GUIDI GIANLUCA GEMELLI

La Procura della Repubblica di Potenza presenterà appello contro il rigetto da parte del gip del Tribunale del capoluogo lucano della richiesta di arresto per Gianluca Gemelli. Lo si è appreso in ambienti giudiziari. Il compagno dell'ex Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, è indagato per concorso in corruzione e per millantato credito nell'ambito dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata

FEDERICA GUIDI MARIA ELENA BOSCHI MATTEO RENZIFEDERICA GUIDI MARIA ELENA BOSCHI MATTEO RENZI
La richiesta di arresto di Gemelli - rigettata dal gip Michela Tiziana Petrocelli - fa parte del filone dell'inchiesta che riguarda la costruzione del centro oli della Total a "Tempa rossa", a Corleto Perticara (Potenza). In questo filone Gemelli è indagato insieme ad altre 22 persone, tra le quali l'ex sindaco di Corleto Perticara, Rosaria Vicino, che da giovedì scorso si trova agli arresti domiciliari.

FEDERICA GUIDI MARIA ELENA BOSCHI BEATRICE LORENZINFEDERICA GUIDI MARIA ELENA BOSCHI BEATRICE LORENZIN
Nell'ambito dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata, i pm di Potenza ascolteranno il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, e l'ex ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. Secondo quanto si è appreso nel capoluogo lucano, i magistrati si recheranno a Roma per ascoltare Boschi e Guidi.

Matteo Renzi e Federica GuidiMATTEO RENZI E FEDERICA GUIDI
"Non conosco sulla base di quali fatti il mio nome venga associato a questa vicenda. La cosa mi sorprende e mi amareggia, e tutelerò la mia reputazione nelle sedi opportune": cosìil capo di Stato maggiore della Marina, l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, in merito alle notizie del suo coinvolgimento nell'inchiesta della procura di Potenza.

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Renzi, mozione sfiducia? Non ci manderanno a casa - "La disponibilità immediata di Guidi ad un passo indietro ha gettato nel panico le varie opposizioni che a quel punto non sapendo che fare hanno iniziato ad urlare ancora più forte chiedendo le dimissioni dell'intero governo, responsabile non si sa bene di cosa. E presentando l'ennesima mozione di sfiducia. Andremo in Parlamento, spero prima possibile. E ancora una volta il Parlamento potrà mandarci a casa, se vorrà. Ma non credo succederà neanche stavolta". Lo scrive Matteo Renzi nella sua eNews, sull'inchiesta petrolio.
GUIDI E GEMELLIGUIDI E GEMELLI

Le accuse a De Giorgi in filone siciliano - Il capo di Stato maggiore della Marina, l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, è indagato con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di influenze e per concorso in abuso d'ufficio in un filone siciliano dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata. La notizia (pubblicata stamani anche dall'edizione Basilicata de "Il Quotidiano del Sud") ha trovato conferme in ambienti giudiziari. Secondo quanto si è appreso, De Giorgi è indagato nell'ambito di accertamenti sull'attività dell'Autorità portuale di Augusta insieme a Gianluca Gemelli, compagno dell'ex ministra Federica Guidi, al dirigente della Total, Giuseppe Cobianchi, all'ex sindaco di Corleto Perticara (Potenza), Rosaria Vicino, all'imprenditore Pasquale Criscuolo, a Nicola Colicchi, collaboratore della Camera di Commercio di Roma, e al presidente del Collegio dei Revisori dei conti della stessa Camera di Commercio, Valter Pastena (ex direttore generale della Ragioneria di Stato). Negli scorsi mesi, agli indagati è stato noti
BERLUSCONI GUIDI MARCEGAGLIABERLUSCONI GUIDI MARCEGAGLIALe ministre Federica Guidi e Maria Elena Boschi alla CameraLE MINISTRE FEDERICA GUIDI E MARIA ELENA BOSCHI ALLA CAMERAGIUSEPPE DE GIORGIGIUSEPPE DE GIORGI

fonte http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/renzi-benzinaio-pm-arrestare-gemelli-magistrati-roma-ascoltare-121876.htm

Renzi “blinda” la Boschi. “Se cade lei cade il governo”



IL M5S E IL CENTRODESTRA PUNTANO IL DITO CONTRO IL PREMIER CHE SACRIFICA LA GUIDI MA SALVA LA BOSCHI (SIA PER IL CASO BANCA ETRURIA SIA PER ESSERE COMPARSA NELLE INTERCETTAZIONI CHE HANNO PORTATO ALLA CACCIA DAL GOVERNO DELL’ORMAI EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO. MATTEO RENZI, PERÒ, NON PUÒ PERMETTERSI DI CHIEDERE UN PASSO INDIETRO ALLA MINISTRA DELLE RIFORME (COME HA FATTO CON VEEMENZA CON LA GUIDI) VISTO CHE LA BOSCHI È L’ESSENZA STESSA DEL RENZISMO. SE CADESSE LEI, PROBABILMENTE, SAREBBE L’INTERO ESECUTIVO AD ANDARE IN CRISI. E QUINDI IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DIFENDERÀ “MARIA ELENA” (COME VIENE CITATA NELLE INTERCETTAZIONI) FINO IN FONDO E COSTI QUEL CHE COSTI. I RENZIANI – SECONDO QUANTO RISULTA AD AFFARITALIANI.IT – SONO GIÀ AL LAVORO PER ASSICURARSI I VOTI IN PARLAMENTO DI AREA POPOLARE (ALFANO) E DEL GRUPPO ALA (VERDINI) NEL CASO IN CUI – QUASI CERTAMENTE – VERRANNO RIPRESENTATE DALLE OPPOSIZIONI MOZIONI DI SFIDUCIA INDIVIDUALI NEI CONFRONTI DELLA BOSCHI (O ALL’INTERO ESECUTIVO). QUESTA VOLTA IL PREMIER SI ASPETTA “LEALTÀ TOTALE” ANCHE DALLA SINISTRA INTERNA E NON INTENDE “SOPPORTARE DISTINGUO” O “PRESE DI POSIZIONE” CHE NUOCIANO AL PARTITO. NELLE PROSSIME SETTIMANE LA BATTAGLIA POLITICA SI FARÀ DAVVERO INFUOCATA E RENZI VUOLE CHE IL PD SIA COMPATTO, ANCHE PERCHÉ TRA POCO PIÙ DI DUE SETTIMANE C’È IL REFERENDUM SULLE TRIVELLE E LA VICENDA GUIDI POTREBBE SPINGERE ALL’INSU L’AFFLUENZA ALLE URNE METTENDO COSÌ A RISCHIO IL GOVERNO. RENZI È PRONTO PER LA SFIDA FORSE FINALE CHE POTREBBE RAFFORZARE IL SUO ESECUTIVO, RITROVANDO COMPATTEZZA ANCHE TRA I DEMOCRATICI, O SEGNARNE IL LENTO DECLINO.
http://www.tgnewsitalia.it/wp/2016/04/01/dopo-le-dimissioni-della-guidi-renzi-avvisa-tutti-blinda-la-boschi-se-cade-lei-cade-il-governo/

QUANDO SI VIAGGIA CON IL FATTORE "C" È PRUDENTE NON FARE TROPPO GLI SPAVALDI...


1. PERCHÉ DOVREBBE DIMETTERSI ANCHE RENZI. IL M5S FECE UN GRANDE CASINO L'INDOMANI L’EMENDAMENTO PRO-GEMELLI, ACCUSANDO IL GOVERNO DI AVERE FATTO UNA MARCHETTA. SCESE IN CAMPO LO STESSO RENZI E DIFESE QUEL TESTO: "NON È UNA MARCHETTA". SICCOME LO ERA, ORA È LUI CHE DOVREBBE RISPONDERE IN PARLAMENTO DI TANTA AFFERMAZIONE
2. LA SOLA DIFFERENZA FRA GUIDI, BOSCHI E RENZI È CHE UNA HA AVUTO LA SFIGA DI ESSERE INTERCETTATA, GLI ALTRI DUE FORTUNA. CHISSÀ COSA SAREBBE AVVENUTO A LEGGERE LE TELEFONATE FRA MARIA ELENA E PAPÀ, O QUELLE DI RENZI, DELLA BANCA D'ITALIA, DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA IN QUELLE ORE CALDE. E' TUTTA FORTUNA, LA DIFFERENZA. MA QUANDO SI VIAGGIA CON IL FATTORE "C" È PRUDENTE NON FARE TROPPO GLI SPAVALDI...

Franco Bechis per Libero

Federica Guidi - Renzi - BoschiFEDERICA GUIDI - RENZI - BOSCHI
Il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi non si è dimessa, come qualche cronaca ha ipotizzato, perché ora evidentemente si trovava in conflitto di interesse. Quel conflitto era evidente almeno a lei da un anno e mezzo. Da quando aveva telefonato al fidanzato per avvertirlo: "Caro, l'emendamento che volevi è in tavola...".

BOSCHI RENZIBOSCHI RENZI
All'epoca quel testo familiare era saltato una prima volta grazie ad Ermete Realacci, renziano del Pd, ma soprattutto ambientalista di lungo corso che come presidente della commissione Ambiente non lo aveva ammesso a modificare lo sblocca-Italia. Uscito dalla porta è rientrato dalla finestra con la legge di stabilità. E a presentarlo formalmente fu Maria Elena Boschi.
FEDERICA GUIDI MARIA ELENA BOSCHI MATTEO RENZIFEDERICA GUIDI MARIA ELENA BOSCHI MATTEO RENZIRENZI GUIDI BOSCHIRENZI GUIDI BOSCHI

Che però non ha responsabilità particolari: in qualsiasi governo il ministro dei rapporti con il Parlamento fa sostanzialmente il passacarte su testi tecnici passati dai vari ministeri. Interviene solo se la proposta comporta costi non compatibili o va contro la linea del governo (che era a favore del progetto Tempa Rossa). Il M5s fece un grande casino l'indomani, accusando il governo di avere fatto una marchetta proprio su Tempa Rossa.

Chissà da dove avevano preso le informazioni. Fatto sta che ci azzeccarono. Scese in campo lo stesso Matteo Renzi e difese quel testo: "non è una marchetta". Siccome lo era, ora è lui che dovrebbe rispondere di una affermazione tanto avventata in Parlamento.

La Guidi si è dimessa, e il governo pensa che il caso sia chiuso. Ma in realtà la sola differenza fra lei, la Boschi e lo stesso Renzi è che una ha avuto sfiga, gli altri due fortuna. Nel caso di oggi sappiamo tutto da una intercettazione fatta da un magistrato che ha usato nelle sue indagini tutte le frecce al suo arco.
RENZI TOCCA LA SCHIENA DELLA BOSCHIRENZI TOCCA LA SCHIENA DELLA BOSCHI

Nel caso Boschi-Renzi esisteva sì una indagine giudiziaria sui vari banca-gate, a iniziare da Etruria. Ma il magistrato era assai più prudente e non ha utilizzato tutte quelle frecce al suo arco. Quindi non abbiamo intercettazioni nei giorni caldi in cui il governo si occupava (lo ha fatto tre volte) di Banca Etruria &c.
renzi boschiRENZI BOSCHI

Chissà cosa sarebbe avvenuto a leggere le telefonate fra Maria Elena e papà, o quelle di Renzi, della Banca d'Italia, del ministero dell'Economia in quelle ore calde. E' tutta fortuna, la differenza. Ma quando si viaggia con il fattore "C" è prudente non fare troppo gli spavaldi, sentendosi su un altro pianeta mentre si getta la Guidi alle ortiche. Attenti alle congiunzioni astrali, perché le orbite dei pianeti prima o poi si allineano...

fonte http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/perch-dovrebbe-dimettersi-anche-renzi-m5s-fece-grande-casino-121885.htm