giovedì 31 dicembre 2015

ECCO I PADRONI DEL MONDO

Questo video pur essendo datato, è oggi più che mai di primaria importanza per il risveglio della consapevolezza sociale. E' necessario che gli ebrei per primi si dissocino da quella branchia di ebraismo che ama definirsi "SIONISMO" e che sta praticamente controllando tutti i "CENTRI NERVOSI DEL CORPO UMANO"... per essere più chiari, che sta controllando tutta la politica, gli eserciti, i media e la finanza mondiale!... Questa infezione sta per portarci a quel nuovo ordine mondiale che prevedere l'eliminazione della libertà individuale e delle conquiste sociali, al fine di installare un sistema fondato sul mercato e sul consumo, dove ognuno di noi non sarà più considerato abitante del pianeta ma semplicemente consumatore.
Nel video, che come dicevo è datato, si cita anche il nome di Emy Whinehouse come di chi fa parte della combriccola... purtroppo, per chi non lo sapesse, Emy si è dissociata da questi cannibali dell'umanità ed ha pure pagato con la vita per averlo fatto! Proprio come Michael Jackson e prima ancora il rapper 2Pac!...
Avvertite la gente del pericolo sionista... e soprattutto NON CONFONDETE L'OLOCAUSTO CON IL SIONISMO... il popolo ebreo avrà per sempre tutto il mio rispetto, sia per quanto storicamente accaduto che per quanto potrebbe accadere, ma il SIONISMO è un'infezione, una malattia che colpisce solo chi è talmente ricco da arrivare a pensare che sia un suo diritto avere potere su tutta un'umanità considerata alla stregua del bestiame!...
LA MANDRIA UMANA VI PASSERA' SULLE CARCASSE, SCHIFOSI NEMICI DELL'UMANITA'! E DI VOI RESTERA' SION-O UNA MANCIATA DI POLVERE!...
Mi raccomando amici... non confondete mai il semitismo con il sionismo! Sem era uno dei figli di Noè... mentre Sion oltre che essere un monte (in realtà è una collina sotto gli 800 mt ^_- ma la superbia dei sionisti ama vederla come una montagna) è anche una ridente cittadina SFIIIZZERA (CAPOLUOGO DI UN CANTONE)...
Quando si dice il caos... ops! lapsus freudiano... caso!...

31 DICEMBRE 2015- NE' PADRE E NE' MADRE.

di Roberto Tollini
OGGI E' IL 31 DICEMBRE DELL'ANNO 2015 DELL'ERA VOLGARE...
IL MITE STA RICEVENDO GLI AUGURI CHE E' SICURO NON SONO SOLO FORMALI... IL CUORE DI VOI PARLA IN ESSI...
A MOLTI HA GIA' RISPOSTO...
E AGLI AUGURI RIVOLTI ALLA SUA FAMIGLIA HA RISPOSTO DI NON AVERE "NE' PADRE E NE' MADRE E CHE IL CIELO E LA TERRA SONO IL SUO PADRE E LA SUA MADRE"...
E' UNA FRASE DEL BUSHIDO, LA VIA DEL SAMURAI, CHE HA VALENZA ESOTERICA...
QUALCUNO DI VOI HA LETTO IL BUSHIDO,... SICURAMENTE QUEI CARI COMMILITES CHE SI DEDICANO A QUALCHE "VIA" MARZIALE...
MA MOLTI SI SONO FERMATI ALLA SCORZA...
MA C'E' ANCORA TEMPO PER ADDENTRARSI NELLA POLPA E SUBITO DOPO NEL NOCCIOLO...
LA SCORZA, LA POLPA E IL NOCCIOLO SONO PAROLE CHE DERIVANO DA UN'ALTRA GRANDE TRADIZIONE INIZIATICA, IL SUFISMO, CHE ESSENDO DI CARATTERE METAFISICO SI ATTAGLIA A TUTTE LE ALTRE TRADIZIONI CHE NON SI FERMANO SOLO ALLA SCORZA... COME LO ZEN CHE I SAMURAI PRATICAVANO E NON SOLO PER AVERE L'IMPERTUBABILITA' NELLA VITA E NEL COMBATTIMENTO MA ANCHE NEL PUNTO DELLA VITA CHE PRECEDE MONNA MORTE...
LA SCORZA O LA BUCCIA DELLA PESCA E' IL RIVESTIMENTO ESTERNO DELLA SPIRITUALITA'... CORRISPONDE ALLA RELIGIONE... SERVE A COLORO CHE ANELANO AL DIVINO MA CHE SI ACCONTENTANO DELLA SALVEZZA DELLA PROPRIA ANIMA... PER LORO LA CONTEMPLAZIONE DEL VISO DI DIO E' SUFFICIENTE... E QUESTA VERA FEDE E' GIA SUFFICIENTE PER LA LORO SALVEZZA... POI CHE LE VARIE RELIGIONI ABBIANO MESSO LE LORO STRUTTURE, CHIAMIAMOLE EXTRA, E' IRRILEVANTE...
PER IL CRISTIANESIMO E' SUFFICIENTE IL PENTIMENTO IN PUNTO DI MORTE...
L'ISLAM VUOLE CHE QUESTO PENTIMENTO AVVENGA NON "QUANDO L'ANIMA ARRIVA IN GOLA"...
ZETA ZETA VI DICE CHE BASTA LA FEDE E IL RESTO E' CONTORNO...
IN QUESTO STATO, LA SCORZA, SI VEDE A DISTANZA UN FUMO BIANCO CHE LIEVEMENTE SI SOLLEVA IN CIELO...
LA POLPA RAPPRESENTA L'INIZIO DI UN CAMMINO CHE PORTERA' "L'INIZIATO" A CANCELLARE LA PROPRIA IGNORANZA... A SCOPRIRE IL VERO SE, COMPRENDENDO COSI CHE I VARI IO CHE NELLA SUA VITA SI SONO MANIFESTATI, ERANO ILLUSORI... IL PROPRIO IO E' SEMPRE CONTINGENTE... ADESSO IL VOSTRO IO, QUELLO PRESENTE, E' DIFFERENTE RISPETTO A QUELLO DEL VOSTRO PASSATO...
E' UN CAMMINO PERIGLIOSO... DEVE ESSERE TALE PERCHE' LE "PORTE DEL PARADISO VANNO FORZATE"... LO DISSE IL MITE DEI MITI, GESU', SIA GLORIA AL SUO NOME...
QUINDI "COLUI CHE ASCENDE VERSO IL CIELO CONOSCE SOLO UN PERICOLO CIO' CHE E' RAGGIUNGIBILE SENZA PERICOLO", LO DISSE IL MONACO MILAREPA...
IN QUESTO CAMMINO VERSO L'ILLUMINAZIONE L'INIZIATO VEDE SIA IL FUMO BIANCO SIA LA LUCE, IN LONTANANZA, DI UN FUOCO ACCESO...
SOLO QUANDO SARA' DENTRO IL NOCCIOLO DELLA PESCA SARA' DENTRO IL FUOCO E SARA' DIO...
ZARATHUSTRA AUSPICA CHE ALMENO LA VOSTRA ANIMA POSSA SALVARSI E NEL CONTEMPO VI AUGURA "SALUTE E PROSPERITA" ESTERIORE ED INTERIORE E CHE QUESTA LUCE INTERIORE POSSA IRRAGGIARSI SUI VOSTRI AFFETTI TERRENI... VOI AVETE ANCORA "UN PADRE E UNA MADRE" ED E' GIUSTO CHE SIA COSI'...
SALUTE E PROSPERITA' ALLE CARE GENTILDONNE E AI CARI COMMILITES CHE, CHI PERSONALMENTE E CHI VIRTUALMENTE, SONO AMICI DEL MITE... CHE POSSANO DIVENTARE SORELLE E FRATELLI NELLA VIA...
VALE!
31 DICEMBRE 2015 E.V.
COSI PARLO' ZARATHUSTRA

Roberto Tollini
https://www.facebook.com/zoroastro.zarathustra.7/posts/1695951813953864

mercoledì 30 dicembre 2015

Gli Illuminati utilizzano gli studenti per proteste e manifestazioni

Fin dai tempi delle molteplici rivoluzioni francesi del 1800, il Nuovo Ordine Mondiale, attraverso i suoi agenti provocatori, abilmente scelti tra gli studenti grazie alla loro tipica immaturita` emotiva e stupidità. Come strumenti di sconosciuti ed inarrivabili leader/personaggi del momento, i manifestanti universitari fungono da perfetto “ariete” contro una precisa politica del governo.
Questo perché gran parte degli studenti modello, i cosiddetti “migliori e più brillanti”, pensano che le questioni di Stato e della società possono migliorare grazie al loro intervento; purtroppo sono cosi` pieni di se` da non capire di essere sfruttati per secondi fini; e` abbastanza presuntuoso pensare che i loro piccoli capricci possano essere il motore del “cambiamento” nel mondo. Una volta portato a termine il presunto “cambiamento” , i piccoli marmocchi vengono scartati come limoni usati – da sostituire nella prossima “causa”.
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Senza i media che ne celebrano le gesta, questi incompetenti bimbi comunisti non verrebbero ascoltati.
Con la semplice pressione di un pulsante, la CIA o qualche gruppo minore di sinistra, possono usufruire di legioni di mocciosi per protestare contro questa o quella “ingiustizia” (del giorno). Per eventi importanti, come le “rivoluzioni colorate”, i flash mob degli studenti possono essere mescolati con folle di operai del sindacato e agitatori pagati da ONG (Organizzazione Non Governativa). I media corrotti poi provvederanno ad etichettare queste manifestazioni come “proteste spontanee”. In questi casi, una volta che la folla diventa numerosa, le autorità possono introdurre atti di violenza, cosi` da poter invocare “violazioni dei diritti umani” chiedendo “sanzioni”, o anche “no fly zone” (come in Libia) da parte di quei scribacchini prezzolati.
Questa truffa della “contestazione studentesca” e` stata riproposta un numero infinito di volte – ma ancora, i bimbi comunisti sembrano non capirlo. Vedete, la parte geniale della truffa sta nel fatto che nel mentre questi piccoli debosciati crescono ed ottengono un posto di lavoro, una famiglia, rinunciando almeno in parte alle loro ideologie liberali; c’è sempre disponibilita` di menti 17enni e 18enni da manipolare a piacimento.
Ecco come questo gioco macabro, questa frode diabolica, questa truffa sediziosa di “rivolte studentesche” funziona davvero.
L’Università della CIA a Langley offre programmi di borse in tutto il globo.
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Chile/Usa/Hong Kong
20081027 - ROMA -CLJ- SCUOLA: STUDENTI MEDI IN CORTEO NEL CENTRO DI ROMA - Studenti in via Cavour a Roma stamani. E' partito poco prima delle 10 da piazza della Repubblica e diretto a piazza Madonna di Loreto il corteo degli studenti medi promosso dall'Orazio e da altri istituti scolastici del IV municipio. Al corteo, che attraversa il centro di Roma, si sono uniti altri gruppi di studenti. ANSA/ CAMPANA /COC
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Italia/Egitto/Iran
MUNICH, GERMANY - NOVEMBER 17: Students hold a poster reading 'Tuition fees survival of the richest' as they walk past the university of technology during a protest march on November 17, 2009 in Munich, Germany. Following massive protests this summer German students across the country return to the streets to demonstrate against the alleged failings of the educational system. (Photo by Miguel Villagran/Getty Images)
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Germania Malesia Australia
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Brasile/Ungheria/Ucraina
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Turchia/Bulgaria/Myanmar (Burma)
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CONCERTO FINE ANNO A MATERA. Poesia di Marcia Theophilo dedicata a MATERA

CONCERTO FINE ANNO A MATERA. Poesia di Marcia Theophilo dedicata a MATERA Io sono una pietra e vivo in ogni angolo. Sono un uccello e non conosco l’inverno. Sono aria, acqua e vengo dalle viscere della terra Io sono viva e voglio che lo sappiano l’umido della pioggia, il calore e la frescura del vento. Sono un uccello che vola solo perché è tutto. Sono il frutto d’un albero. Di certo quando il sole batte le pietre brillano allegro va aprendosi il sole molecole incantate Dov’è il suo nido? Navigando fra le foglie archi cipressi lo raggiunge in delirio, togliendogli il respiro: nuvola lei, polpa di frutta matura, odori selvaggi e colori. Dissetatevi, saziatevi d’azzurro pensiero emotivo ritmo forte per capire meglio i colori che mutano le pietre piccoline ad una ad una. Marcia Theophilo

mercoledì 16 dicembre 2015

Francesco Menallo: “Il Movimento 5 Stelle di Grillo e Casaleggio è voluto dagli USA”

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“Io non ho il dubbio che dietro il Movimento 5 Stelle ci siano gli americani: io oggi ho la certezza che l’operazione politica ‘pilotata’ da Grillo e da Casaleggio sia voluta dagli USA”.
Intervista con Francesco Menallo
Non usa mezze misure Francesco Menallo, avvocato, grillino della prima ora in Sicilia, per la precisione a Palermo.
“Quando nel 2004 abbiamo iniziato quest’esperienza eravamo veramente in pochi – ci racconta Menallo -. Ho sempre vissuto quest’avventura come una prova di partecipazione civile ad un’idea di rinnovamento della politica e della società del nostro Paese. Oggi, alla luce di quanto ho avuto modo di vedere e di conoscere, mi rendo conto che i presupposti sui quali è stata portava avanti quest’esperienza sono molto diversi da quelli che ci sono stati presentati ed in cui, l’ammetto, anch’io ho creduto”.
L’avvocato Menallo, negli anni ’80 del secolo passato, è stato dirigente di Legambiente, associazione di ambientalisti che, specialmente in Sicilia, ha condotto tante battaglie per la tutela dell’ambiente, all’insegna della legalità. Come tanti cittadini italiani ha vissuto tra speranze e scetticismi le evoluzioni e, soprattutto, le involuzioni della sinistra italiana.
Dal 2004 fino al 2012 – anno in cui, in Sicilia, sono state celebrate le elezioni comunali e le elezioni regionali –
Menallo è rimasto dietro le quinte, lavorando per far crescere il Movimento 5 Stelle. Pronto a valorizzare i giovani per un progetto di cambiamento della società. Per un anno, dal 2012 al 2013, ha cercato di sostenere – in modo assolutamente disinteressato il gruppo parlamentare del M5S al Parlamento siciliano. Sempre dietro le quinte per dare una mano ogni volta che lo chiedevano i quindici deputati (poi diventati quattordici), tutti giovani, eletti all’Assemblea regionale siciliana (questo il nome del Parlamento dell’Isola).
A un certo punto, senza clamore, Menallo ha abbandonato il ‘pianeta’ dei grillini. Oggi, a distanza di quasi due anni, siamo riusciti a fare quattro chiacchiere con lui. Per farci raccontare perché, a un certo punto, ha deciso di lasciare il Movimento 5 Stelle.

Cominciamo con le motivazioni politiche.
“La mia non è stata una decisione affrettata, ma meditata – ci dice Menallo -. Dietro ci stanno precise motivazioni politiche e anche un approfondimento sulle vere radici di questa esperienza”.
“I primi dubbi abbiamo cominciato a nutrirli subito dopo le elezioni politiche del 2013. Dico subito che sono tra quelli che, nel 2013, si aspettavano una collaborazione, od almeno un confronto con l’allora leader del PD, Pierluigi Bersani. Quello che è successo allora è politicamente illogico. A meno che, come ora cercherò di illustrare, il tutto faceva parte di un disegno politico ben preciso”.
Cioè?
“Piano, andiamo con ordine. Come ho già accennato, eravamo in tanti, subito dopo le elezioni politiche nazionali del 2013, ad aspettarci un accordo con il PD di Bersani. Pensavamo: ci prendiamo due-tre ministeri-chiave e iniziamo a cambiare l’Italia dal di dentro. Se il PD si tirerà indietro, beh, i cittadini italiani capiranno. Invece che succede? Grillo e Casaleggio bloccano tutto. Nessuna trattativa con Bersani. Chiusura totale. Risultato: il PD finisce nella mani di Matteo Renzi, dopo l’accoltellamento alla schiena, nell’ordine, di Bersani e, poi, di Letta. E’ a questo punto che in tanti di noi comincia a maturare un retro-pensiero”.
Parla del “disegno politico ben preciso?”.
“Per l’appunto. Quando Renzi va al governo tanti di noi si chiedono: ma non siamo anche noi responsabili di tutto quello che sta succedendo? E che succederà?”.
E che risposta vi siete dati?
“Io la risposta me la sono data: Renzi è anche il frutto delle scelte politiche adottate dal Movimento 5 Stelle. Piaccia o no, Bersani è un uomo di sinistra. Moderato quanto si vuole, membro dell’establishment, ma di sinistra. Con lui si sarebbe potuto e dovuto discutere, si sarebbe potuto cominciare a strappare sovranità dal basso e costruire, nel frattempo, una classe dirigente giovane, pulita, consapevole e preparata. Con Renzi, come tutti hanno avuto modo di vedere, non si discute. Renzi agisce e basta. Dietro di lui ci sono i poteri forti che impartiscono ordini. E lui li mette in pratica, costi quel che costi. Con incredibili forzature sul Parlamento. Vedi Job’s Act e riforma a perdere del Senato, per citare solo due esempi”.
Riforma, o presunta tale, del Senato significa modifica della Costituzione.
“Per l’appunto. E lì c’è un atteggiamento incomprensibile da parte del Movimento 5 Stelle: non accettare di discutere sui cambiamenti della Costituzione. Errore gravissimo. Perché sulla Costituzione una forza politica non può scegliere di non dialogare, di rinunciare alla somma dei suoi voti con quelli di tutte le forze che ci stanno”.
Quindi lei pensa che l’irrigidimento dei grillini, alla fine, sia stato funzionale non tanto a Renzi, quanto ai ‘prodotti’ legislativi del renzismo.
“Ma questo non lo dico io: è un fatto oggettivo, sotto gli occhi di tutti”.
Poi che succede?
“Poi inizia la stagione delle espulsioni, che non si è mai fermata. Noi, in Sicilia, viviamo sulla nostra pelle l’espulsione di due senatori, Campanella e Bocchino, rei soltanto di aver rivendicato il diritto alla parola. Lo sapete perché Campanella viene messo fuori dal Movimento? Perché in un incontro con Grillo, questi gli dice, ad una precisa richiesta di confronto democratico: ‘Questa è tutta la democrazia che ci possiamo permettere in questo momento”. L’affidamento della linea politica del Movimento, in Parlamento, viene affidata ad un ex del Grande fratello (Rocco Casalino) con compiti di comunicatore. Un uomo che identifica la politica con la comunicazione, da cui provengono le varie gaffes sulla legge Bossi/Fini e su altri provvedimenti votati in commissione, se non addirittura proposti dai parlamentari stellati, smentiti da qualche uscita di Casaleggio o, peggio, con qualche post ‘apparentemente’ fuori luogo di Grillo. La linearità di comportamenti e l’indisponibilità a farsi manipolare dall’imbonitore delegato dai ‘capi’gli costano l’espulsione. In tanti siamo sbigottiti, anche se cerchiamo di mediare prima che accada l’irreparabile, costruito a tavolino e pilotato da Milano, quartier generale delle società di Casaleggio . Restiamo ancora più sbigottiti quando i vertici del Movimento, sempre per bloccare il dissenso, mettono in atto una strategia ed una metodologia che definire staliniste è poco”.
Ovvero?
“Guardi, l’espulsione dei senatori Campanella e Bocchino viene ‘decisa’ da undici persone del Meetup di Palermo. In quarantasette firmiamo un appello per difendere i due parlamentari. A questo punto il Blog di Grillo mette in campo un’operazione di censura impressionante, che fa seguito al nostro tentativo di …metterci una pezza (come potete leggere qui) .Grillo sforna un comunicato ‘politico’ domenicale sul blog in cui afferma falsità come le mancate ‘restituzioni’ del 50 per cento delle indennità dei due senatori siciliani o la loro asserita ‘scarsa presenza sul territorio’. Falsissimo, perché sono gli unici che dedicano tutti i fine settimana, nessuno escluso, nonostante l’intensa attività parlamentare, a mantenere i contatti con le esigenze dei territori, sempre disponibili ad intervenire e dare una mano dove c’era una richiesta di aiuto e di presenza”.
Dopo questa vicenda succedono altre cose?
“Succedono tante altre cose. Il Muos di Niscemi, per esempio. Fino a una certa data, la lotta a questo strumento di morte, da parte dei grillini siciliani, è stata portata avanti con convinzione e impegno. Tra i parlamentati regionali ricordo la passione e l’impegno di Giampiero Trizzino. Ad un certo punto, però…”.
Però?
“A un certo punto succede qualcosa. A Bagheria arriva Edward Luttwak, il noto politologo americano e consulente del governo USA. E la posizione del Movimento, sul Muos di Niscemi, cambia radicalmente”.
Che c’entra Bagheria?
“Bagheria è una cittadina siciliana particolare dove, da tempo, succedono tante cose”.
Si riferisce al fatto che è stato il luogo dove, a quanto si racconta, Bernardo Provenzano aveva posto la propria base operativa?
“Mi riferisco a questo, ma anche ad altro. Quando Luttwak arriva a Bagheria la città era stata a lungo ‘visitata’ da membri dell’establishment russo”.
Russi?
“Sì, i russi. Che giravano porta a porta proponendo affari, commercio e credito a volontà. Non dobbiamo dimenticare che i russi, grazie a Berlusconi, sono entrati in Sicilia, in particolare, a Gela ed in provincia di Siracusa. Ricordo che la Erg ormai parla russo con la Lukoil. Mi riferisco alla raffineria di Priolo ed alle connesse stazioni di servizio”.
Sta dicendo che Luttwak piomba in Sicilia per frenare l’espansione dei russi in Sicilia iniziata sotto il governo Berlusconi?
“Questo mi sembra un dato di fatto. Cos’è, infatti, oggi la Sicilia se non una grande portaerei americana? Penso a ciò che è visibile: Sigonella, Birgi, i droni ed il Muos di Niscemi…”.
In questo scenario Luttwak sistema anche la faccenda Muos di Niscemi?
“Di fatto è così. Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, che nella campagna elettorale del 2012 era contro il ‘mostro’ elettromagnetico, dopo la sua elezione dichiara, addirittura, che il Muos di Niscemi è uno strumento di pace! Anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle – parlo dei deputati del Parlamento siciliano, ma anche dei parlamentari nazionali eletti in Sicilia – si adeguano: basta lotta contro il Muos. Oggi del Muos i grillini non parlano più. Improvvisamente, nell’estate 2014, mentre il conflitto giudiziario volge a favore delle mamme anti-Muos, passano ad occuparsi – parlo di Riccardo Nuti e di Giampiero Trizzino – delle cabine a Mondello… Al 29mo anno di una concessione trentennale… E non riescono neanche ad impedire la proroga legislativa sino al 2020”.
Insomma, niente più fastidi agli americani da parte del Movimento 5 Stelle.
“Di fatto è così. A questo si aggiungono scenari finanziari, che coinvolgono Casaleggio, che portano sempre negli Stati Uniti (come potete leggere qui) . (O come potete leggere anche qui) . Ecco, se mettiamo insieme gli scenari finanziari e il silenzio dei parlamentari sul Muos e, in generale, sulla militarizzazione della Sicilia, si capiscono tante cose”.
Si capisce che esiste un rapporto tra chi decide antidemocraticamente nel Movimento 5 Stelle e gli americani?
“Io, lo ribadisco, ne sono certo. Questo rapporto esiste. In politica esistono i fatti e gli atti parlamentari. Fatti e atti parlamentari dimostrano che, a un certo punto, l’atteggiamento dei grillini sul Muos di Niscemi e, in generale, sulla Sicilia muta. Un mutamento che coincide con la presenza di Luttwak in Sicilia e con un atteggiamento cauto, se non silente, sulla militarizzazione dell’Isola”.
Lei è stato critico anche sulla politica regionale?
“Certo che sono stato critico! Perché ho potuto appurare che i grillini mettono in atto il seguente schema: individuano e catalizzano le aree sociali protestatarie e poi le sterilizzano. Nessuna novità, per la Sicilia. Si tratta del vecchio gioco descritto da Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo: cambiare tutto per non cambiare nulla. Emblematica, al riguardo, la posizione assunta dai deputati grillini del Parlamento siciliano sulla class action sulla Formazione professionale portata avanti dal sottoscritto”.
La possiamo sintetizzare per renderla chiara a tutti gli italiani?
“Certo. In Sicilia la Formazione professionale è normata da una legge regionale, la numero 24 del 1976. Ebbene, dal 2008 al 2012 il governo regionale di Raffaele Lombardo e, dal 2012 ad oggi, l’attuale governo regionale di Rosario Crocetta, non applicano questa legge. Di fatto, con atti amministrativi hanno bloccato gli effetti di una legge. E questo il nostro ordinamento non lo consente. Da avvocato ho coordinato una class action contro l’amministrazione regionale per chiedere l’applicazione di questa legge”.
E supponiamo per chiedere anche i danni che sono stati provocati dalla mancata applicazione di questa legge.
“Esattamente”.
E che fine ha fatto questa class action?
“E’ stata depositata negli uffici del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sicilia, a Palermo. Da un anno aspettiamo che venga fissata l’udienza”.
Alcuni sindacalisti hanno messo in giro la voce che lei avrebbe ritirato la class action…
“I sindacalisti che hanno operato nella Formazione professionale, nella quasi totalità dei casi, hanno venduto il futuro di migliaia di lavoratori ai governi regionali dal ribaltone di Lombardo in poi. Non mi stupisco che mettano in giro certe voci. Ma la class action, mi dispiace per loro, c’è. E aspettiamo che il TAR Sicilia- Palermo fissi l’udienza”.
Lei ha visto nascere il Movimento 5 Stelle in Sicilia. Anzi, è stato uno dei protagonisti. Cosa ne pensa oggi? E che fine farà?
“Penso male di quest’esperienza. Sono un uomo di sinistra e non condivido le ragioni imperialiste degli americani e della NATO. Non so nemmeno se in Sicilia i parlamentari si rendono conto di tutto questo. Penso che la classe dirigente che Grillo e Casaleggio hanno selezionato più con ‘provini’ (emblematica la ricerca di candidati che abbiano ‘attitudini’ e non ‘competenze’, cioè devono essere veloci nell’eseguire, ma non avere idee proprie, o se le hanno devono avere l’esigenza della pagnotta, sennò come li controllo?) che per caratteristiche di particolari competenze e dirittura morale non sia entusiasmante (in fondo anche un onest’uomo perché così dice il suo certificato penale può essere tale solo perché non ha avuto la ‘tentazione’ giusta ed è un potenziale ladro). Senza voler offendere nessuno, dico che Di Maio, alla fine, è solo un fuori corso in Giurisprudenza. In molti casi, si tratta di persone senza arte né parte che, alla fine, cercano di mantenere l’indennità parlamentare. Persone molto attente a non disturbare troppo i manovratori. Miserie”.
E sulla Sicilia in particolare che pensa?
“Insufficienti. Non è una compagine di grande spessore. Se penso a Giancarlo Cancelleri candidato alla presidenza della regione mi vengono i brividi. Con tutto quello che ha combinato all’Assemblea regionale siciliana da tre anni a questa parte, poi…”.
Si riferisce agli inciuci con il governo Crocetta?
“Mi riferisco agli inciuci sulla disastrosa legge sulla ‘presunta’ riforma delle Province, che è solo un papocchio. E mi riferisco a quanto accaduto negli ultimi giorni. Con chi vanno a stringere accordi per le presidenze delle commissioni legislative Cancelleri e compagni? Con le cameriere, cioè con le forze politiche che non hanno i numeri. Insomma, se devi fare gli accordi di potere – che secondo me non vanno fatti – falli almeno con il padrone di casa, non con le cameriere…”.

avv. Francesco Menallo

domenica 13 dicembre 2015

Berlusconi intercettato: “Salvini è solo un ubriacone”

Berlusconi intercettato
.Il Fatto Quotidiano riporta le conversazioni tra i politici in un lungo articolo a firma di Marco Lillo.
Scambi verbali che vedono protagonisti l’attuale governatore della Lombardia Roberto Maroni, la sua portavoceIsabella Votino e Silvio Berlusconi. Le intercettazioni, acquisite dalla DIA di Reggio Calabria nell’ambito dell’indagine “Breakfast”, risalgono al periodo a cavallo tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.
Ovvero, ai mesi che precedettero le elezioni del febbraio 2013, che produssero un lungo stallo politico con il fallimento dell’accordo Pd-5 Stelle e dopo le quali a Palazzo Chigi andò Enrico Letta.
Alla luce di come si va delineando oggi lo schieramento di centrodestra, che dopo Bologna ha visto un notevole riavvicinamento tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, sono particolarmente curiose le conversazioni in cui Silvio Berlusconi, intercettato, esprime giudizi assai taglienti su Salvini ed altri “big” della Lega. E’ il 30 dicembre 2012 e il leader di Forza Italia sta parlando al telefono con Isabella Votino: “Andiamo malissimo, eh!” esordisce Berlusconi riferendosi a quanto detto poco prima da Salvini. “Chiedere a me di non fare il presidente del Consiglio… lo sanno bene che non lo sarò mai perchè se perdiamo è inutile dirlo (…), ma se vinciamo io ho sempre detto che non faccio il presidente del Consiglio, ma non lo posso dire alla gente. Se vinciamo, io pretendo che mi nominino a Presidente della Repubblica”. Dove non starò sette anni. Starò tre mesi, non ho nessuna voglia ma almeno concludiamo una carriera per quel che mi riguarda”.
Quindi, come riporta Il Fatto, l’invettiva contro Salvini: “Poi Isabella, scusa, eh! Ma noi abbiamo contro di noi le dichiarazioni di questo eee… ubriaco di Salvini. Le dichiarazioni sgradevoli continuative di questo Tosi che tutta la città sa che (…). Tieni presente che , se non si fa l’accordo, lui (Maroni ndr) è finito perchè è chiaro che noi scaricheremo contro di lui e contro i due (Salvini e Tosi, ndr) tutta la nostra forza critica, con i nostri giornali”.
Poi Berlusconi cambia tono: “Ma io sono disperato, non penso di fare queste cose”.

fonte: http://www.articolotre.com/2015/12/berlusconi-intercettato-salvini-e-solo-un-ubriacone/

BUGIARDO o IDIOTA?

BUGIARDO o IDIOTA?


BUGIARDO o IDIOTA? Sostiene che gli Italiani sono sempre più ricchi. Ma Coldiretti, dati alla mano, lo smentisce clamorosamente: Sono oltre 6 milioni gli Italiani che non hanno denaro a sufficienza neanche per alimentarsi adeguatamente. BUGIARDO o IDIOTA? Comunque non è in grado di fare il NOSTRO Presidente del Consiglio!


BUGIARDO o IDIOTA?
Ve lo ricordate come sosteneva che gli Italiani sono sempre più ricchi? Se Vi sfugge ecco il video:


Ma Coldiretti, dati alla mano, lo smentisce clamorosamente: Sono oltre 6 milioni gli Italiani che non hanno denaro a sufficienza neanche per alimentarsi adeguatamente. Cioè neanche per mettere il piatto a tavola!!
Ora, uno che dice che gli Italiani sono sempre più ricchi o è BUGIARDO o IDIOTA.
In ogni caso, che sia bugiardo o che sia idiota (io propendo per entrambe le cose insieme) non è assolutamente in grado di fare il NOSTRO Presidente del Consiglio!

by Eles

Da ImolaOggi
Oltre 6 milioni di italiani non hanno neppure i soldi per mangiare
Sono oltre 6 milioni le persone in Italia che non hanno denaro a sufficienza neanche per alimentarsi adeguatamente ed hanno quindi bisogno di aiuto per mangiare. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat, in occasione della 19esima edizione della Giornata nazionale della colletta alimentare (Gnca) promossa dalla Fondazione Banco alimentare con il quale è stata realizzata una profonda collaborazione nell’ambito di Expo.
“In Italia – sottolinea la Coldiretti – è infatti pari al 12,6 per cento la percentuale di individui in famiglie che se lo volessero non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni. Le maggiori difficoltà dal punto di vista alimentare si registrano – continua Coldiretti – nel mezzogiorno di Italia dove la percentuale sale al 17 per cento, tra le famiglie monoreddito dove è il 17,3 per cento e tra le persone sole con piu’ di 65 anni con il 14,5 per cento”.
fonte: http://www.imolaoggi.it/2015/11/28/oltre-6-milioni-di-italiani-non-hanno-neppure-i-soldi-per-mangiare/
http://blogdieles2.altervista.org/bugiardo-o-idiota-sostiene-che-gli-italiani-sono-sempre-piu-ricchi-ma-coldiretti-dati-alla-mano-lo-smentisce-clamorosamente-sono-oltre-6-milioni-gli-italiani-che-non-hanno-denaro-a-sufficienza-ne/

Nucleare iraniano: l’inganno globale di Obama e Mogherini. Adesso è certo

Nucleare iraniano: l’inganno globale di Obama e Mogherini. Adesso è certo
Grazie all’accordo sul nucleare iraniano il 15 dicembre tutte le sanzioni contro l’Iran andranno a cadere. In cambio Teheran doveva smantellare il proprio programma nucleare, o meglio, lo doveva ridurre ai minimi termini. Solo che non ha fatto nulla di quanto richiesto.
Entrando nei particolari, l’Iran entro il 15 dicembre avrebbe dovuto smantellare i due terzi delle vecchie centrifughe, ridurre il numero delle centrifughe di nuova generazione, le riserve di uranio arricchito dovevano passare da 7.000 Kg a soli 300 Kg, il reattore di Arak doveva essere messo in condizione di non poter produrre plutonio e tutti gli impianti dovevano poter essere ispezionati dagli ispettori della AIEA (Agenzia Atomica Internazionale) in qualsiasi momento. Bene, di tutto questo l’Iran non ha fatto nulla o tutto va molto a rilento, ma il prossimo 15 dicembre le sanzioni verranno comunque sollevate.

Obama e Mogherini autori dell’inganno

Sul Nucleare iraniano siamo di fronte a un vero e proprio inganno globale studiato, orchestrato e diretto da Barack Huessein Obama e da Federica Mogherini i quali continuano imperterriti a mentire a tutto il mondo parlando di “buon accordo” quando in realtà non c’è nessun accordo se non quello di sollevare le sanzioni all’Iran. Teheran non ha tenuto fede a nessuno dei suoi impegni. Di quale accordo stiamo parlando? E’ un inganno globale che mette in pericolo tutto il mondo.

Israele letteralmente furioso

Netanyahu lo aveva detto in tempi non sospetti: non solo l’accordo sul nucleare iraniano è un cattivo accordo, ma l’Iran non terrà fede ai suoi impegni. Lo aveva ripetuto in ogni occasione e in ogni luogo ed era stato accusato di essere un guerrafondaio e un pessimista, una specie di bugiardo. Ma chi sono i veri bugiardi? Oggi la realtà dei fatti da ragione a Netanyahu e a questo punto è chiaro che Israele dovrà prendere delle contromisure. Ma la cosa che più fa infuriare gli israeliani è che con il totale sollevamento della sanzioni all’Iran gli Ayatollah vedranno arrivare sui loro conti centinaia di miliardi di dollari, tutti soldi che andranno a finanziare il terrorismo legato agli iraniani e a sostenere l’espansionismo iraniano. Altro che “pericolo ISIS”, il vero pericolo globale è l’Iran, il tutto con la benedizione del duo Obama/Mogherini.

I test missilistici iraniani in aperto spregio dell’Onu

Nel frattempo l’Iran continua i suoi test missilistici in aperto spregio alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. Dell’ultimo ne abbiamo parlato qualche giorno fa ma sembra che gli Ayatollah siano pronti per nuovi test balistici. Fonti di intelligence israeliane riferiscono di un nuovo missile a lungo raggio adattato per il trasporto di testate nucleari che potrebbe essere testato a gennaio. Sarebbe una ulteriore evoluzione dello Shahab anche se la sigla dovrebbe essere diversa. Nessuno però fino ad oggi ha osato alzare la voce su questi test missilistici che mettono sotto tiro non solo il Medio Oriente ma anche l’Europa. E il grande inganno continua.
Scritto da Gabor H. Friedman
http://www.rightsreporter.org/

mercoledì 2 dicembre 2015

È molto difficile battere i terroristi continuando a sostenerli. A parole tutti vogliono fare la guerra al Califfato, ma in un modo o nell’altro i così temuti tagliagole vengono armati e sostenuti da diversi Paesi.


Di sputniknews.com
Chi finanzia il Daesh? Probabilmente anche l’Europa, che senza accorgersene, potrebbe comprare il petrolio dei terroristi finito sul mercato regolare attraverso canali illegali. Paesi come l’Arabia Saudita o il Qatar invece appoggiano consapevolmente il Daesh e i terroristi jihadisti, fornendo loro armi e soldi. La Turchia in questo contesto ha un ruolo molto ambiguo, membro della Nato e “alleato” dell’Occidente, è un Paese che di fatto non combatte lo Stato Islamico. La Turchia farebbe da corridoio per i foreign fighters e comprerebbe il petrolio dei terroristi.
Una cosa è certa, se l’Occidente avesse voluto impedire i finanziamenti al Daesh, l’avrebbe già fatto da tempo. Perché non imporre sanzioni ai Paesi che finanziano il terrorismo, invece di imporle a Mosca? Perché si è dovuto aspettare l’intervento della Russia in Siria per rivalutare la grave minaccia del Califfato?
Alessandro Pansa, ex ad di Finmeccanica.
Alessandro Pansa, ex ad di Finmeccanica.
Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Alessandro Pansa, Direttore del Master in corporate finance alla LUISS Business School, ex ad di Finmeccanica.— Il petrolio del Daesh attraverso diversi Paesi, come la Libia o la Turchia, potrebbe finire in Europa?
— Sì, è così. L’ISIS controlla i pozzi petroliferi, non controlla invece gli oleodotti nei porti, ragion per cui il contrabbando di petrolio e il suo commercio da parte dell’ISIS ad oggi può avvenire solamente via terra attraverso delle autobotti che vengono poi vendute ai broker. Il petrolio viene successivamente piazzato illegalmente presso raffinerie oppure lo scaricano presso oleodotti che lo mettono in circuiti tradizionali.
La vendita del petrolio estratto dai pozzi controllati dall’ISIS è sicuramente una delle principali fonti di finanziamento dei terroristi. Chi li sostiene? Società di intermediazione, che hanno sede in Paesi dove i controlli societari e finanziari sono poco rigidi. Queste società spesso mascherate da società di ingegneria commerciano petrolio e altre materie prime di valore, fonti di finanziamento del terrorismo.— Il Daesh quindi guadagna soldi che provengono anche da Paesi dove i terroristi commettono stragi e uccidono civili, come a Parigi?
— Sì, in modo molto indiretto. Non è che la Francia, la Gran Bretagna, l’Italia o gli Stati Uniti esplicitamente e consapevolmente acquistano prodotti petroliferi o minerali dall’ISIS. Resta il fatto che società di intermediazione, apparentemente legali, svolgono un commercio illegale, mettono sul mercato delle partite di petrolio e altri prodotti di valore, che poi si confondono nel mercato con commerci regolari e trasparenti.
Purtroppo è possibile acquistando questi prodotti, che noi sosteniamo finanziariamente le casse dell’ISIS, ma non ce ne accorgiamo. Ci sono poi alcuni Paesi, in particolare del mondo arabo, che invece finanziano i terroristi più consapevolmente, ma questi non sono certo i Paesi occidentali.
— Esistono infatti Paesi come l’Arabia Saudita, il Qatar che finanziano apertamente il Daesh. Secondo lei si possono contrastare questi finanziamenti al terrorismo sanzionando questi Paesi o è un’utopia?
— È molto difficile. Molti Paesi arabi produttori di petrolio e gas hanno tradizionalmente tenuto i piedi in due scarpe: da un lato hanno sempre esportato risorse naturali in Occidente, trovando anche degli accordi politici, dall’altro però hanno aiutato in modo consistente organizzazioni terroristiche, come oggi l’ISIS, oramai un’entità territoriale molto pericolosa.
Se l’Occidente avesse voluto effettivamente impedire che questi Paesi finanziassero organizzazioni terroristiche lo avrebbe fatto da tempo. Non ha mai avuto la convenienza, aveva tutto l’interesse da un lato a importare a prezzi accettabili materie prime da quei Paesi, dall’altro a sostenere i regimi politici considerati dall’Occidente “meno peggio”. È molto difficile che si impongano delle sanzioni, lo ritengo impensabile. Non riesco ad immaginare gli Stati Uniti, la Francia o l’Italia imporre sanzioni all’Arabia Saudita o al Qatar, che mettono sul mercato il 30% del petrolio e il gas dell’intero mondo.
— Le sanzioni però le fanno alla Russia!
— Questo purtroppo è vero, devo dire che è più che altro un fatto politico e io credo sia stato commesso un grave errore. Questo non perché io pensi che la Russia avesse il diritto di comportarsi come ha fatto in Ucraina, cioè credo in modo non corretto secondo la legalità internazionale.
Credo che le sanzioni siano state un errore, perché quando ti trovi di fronte un problema come quello del terrorismo dell’ISIS, sarebbe certamente meglio riuscire ad interrompere le forniture di petrolio che arrivano da quella parte del mondo. È molto meglio che noi importassimo più petrolio dalla Russia e meno petrolio dai Paesi come la Libia, dove potrebbe essere che l’ISIS, controllando alcuni tratti di costa, abbia una maggiore capacità di contrabbandare petrolio e gas di quanto non abbia  dai suoi pozzi.
— Con l’intervento della Russia in Siria c’è stato qualche cambiamento, i russi bombardano anche le autobotti del Daesh. Ora anche gli altri Paesi si stanno muovendo in questa lotta. Perché si è aspettato così tanto prima di colpire il Daesh?
— Innanzitutto colpire le autobotti tecnicamente mi sembra difficile, la piccolezza del bersaglio rispetto alle capacità delle strutture militari sia russe che dell’occidente non rende molto facile un’operazione di questo genere.
Credo si sia aspettato così tanto per due motivi. Tra i Paesi occidentali, Russia compresa, c’erano interessi di tipo divergente e molto contrastante nei rapporti col Medio Oriente, i Paesi arabi, Israele e la Siria.
D’altra parte credo sia stata sottovalutata questa minaccia, si è preferito evitare di commettere gli errori che si sono commessi nella guerra in Iraq nel 2003-2004 e nella scellerata operazione in Libia. Nonostante il fatto che l’Occidente abbia commesso due errori capitali, oggi il suo impegno dovrebbe essere certamente maggiore. Da questo punto di vista ho la sensazione che l’apporto della Russia sia assolutamente quanto mai necessario oggi.
http://lastella.altervista.org/petrolio-ecco-come-leuropa-finanzierebbe-il-daesh/