mercoledì 29 ottobre 2014

LA PREPOTENZA DEI "POTENTI"

Primocanale querela BURLANDO PER MINACCE


Il presidente della Regione Liguria  Claudio Burlando Sarà, querelato Dalla redazione di Primo Canale  . per Aver Detto Ai dell'emittente Giornalisti "farete Una brutta fine" al Termine Di Una Conferenza stampa  Lo Riporta Il Secolo XIX : 


" Primocanale ha DECISO di querelare il presidente della Regione Claudio Burlando per minacce Dopo che il Governatore giovedì scorso Alla fine Di Una Conferenza stampa ha rivolto al Giornalista Dario Vassallo La frase: «Farete Una brutta bene Perchè Siete Una roba inqualificabile». 


La frase has been pronunciata da Burlando Dopo che il Giornalista AVEVA intervistato l'assessore regionale Raffaella Paita per chiederle di alluvione e Protezione Civile . "

Primocanale ha Fatto Sapere di ritenere "quelle parole Una inaccettabile aggressione alla libertà di informazione". Si Legge in Un comunicato dell'Azienda: 
" Il collega era Colpevole solista di Fare il proprio Lavoro e di essersi rivolto prima all'assessore regionale Raffaella Paita, per chiederle di alluvione e Protezione Civile, e poi allo Stesso Governatore per chiedergli Conto del trasferimento di Una Conferenza stampa Dalla sede della Regione un . UN'ALTRA per sfuggire Agli Operatori Economici Che stavano manifestando la Loro rabbia proprio sotto le finestre dell'Ente locale I Giornalisti di Primocanale - continua la nota della redazione - appoggiano e sostengono La decisione dell'Azienda di querelare per Minaccia Il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando . "
( Fonte 
http://tentor-maurizio.blogspot.it/2014/10/la-prepotenza-dei-potenti.html

Matteo Renzi su tumori e termovalorizzatori contro Oncologa



Matteo Renzi aggredisce verbalmente l'oncologa Patrizia Gentilini, per aver sostenuto che gli inceneritori possono provocare tumori. L'offerta di produrre della documentazione viene completamente ignorata e preferisce ricorrere alla classica accusa urlando: "Lei sta facendo del terrorismo", la chiamera "aspirante alchimista" e per concludere in belezza gli dirà di "stare zitta ed ascoltare"



foto tramite Domenico Marigliano

«Siamo stanchi di diventare giovani seri o contenti per forza


    «Siamo stanchi di diventare giovani seri o contenti per forza, o criminali, o nevrotici: vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare. Non vogliamo essere subito già così senza sogni».
    Pier Paolo Pasolini, “La meglio gioventù

“La bellezza esteriore deve fondersi con la bellezza interiore fino a diventare una cosa sola.

“La bellezza esteriore deve fondersi con la bellezza interiore fino a diventare una cosa sola. Questa è l’origine della vera bellezza”.
(detto Sufi)

domenica 26 ottobre 2014

Un’altra follia “progressista”: lezioni di masturbazione alle elementari


In Italia le favole gay raccontate alle elementari, con Biancaneve che si risveglia con il bacio in bocca di una principessa, i pinguini maschi che si amano e fanno un figlio in provetta, le lezioni sul come si può cambiare sesso, con il papà che diventa donna e la mamma che si trasforma in uomo grazie a una magia. Il progressismo laicista di sinistra cerca di imporre un nuovo modello di società partendo dai bambini.

«Vi insegno come ci si masturba»

E lo fa anche in Europa, in nome di una strategia politica comune, scatenando polemiche enormi. Una petizione contro unamostra sulla sessualità e l’amore spiegati ai bambini ha già raccolto più di 35.000 firme in pochi giorni in Francia. A lanciare la protesta è Sos Education, un’associazione di insegnanti e genitori. L’esposizione, che si rivolge ai giovani tra i 9 e i 14 anni, è iniziata alla Cité des Sciences della Villette, a Parigi, e si intitola Zizi sexuel (dove “zizi” è un modo infantile in francese per definire il sesso maschile). «È davvero giudizioso sottrarre una mezza giornata al tempo di apprendimento degli allievi per andare a insegnare loro la masturbazione?», si legge nel testo della petizione.

La protesta e gli altri “scandali”

Il collettivo si è anche rivolto al ministero dell’Educazione per chiedere che i genitori vengano informati in anticipo dei contenuti della mostra, nel caso il figlio partecipasse a una visita scolastica. La mostra cerca di veicolare i valori essenziali: l’amore, il consenso e l’uguaglianza tra l’uomo e la donna», ha spiegato alla stampa transalpina la curatrice della mostra, Maud Gouy. Di recente gli ambienti conservatori si erano ribellati a un programma lanciato dal governo socialista per insegnare a scuola i sessi ai più piccoli, il cosiddetto Abc de l’égalité. In quel caso il governo era stato accusato di voler insegnare la masturbazione ai bambini e di favorire l’omosessualità. La petizione arriva proprio quando sempre gli ambienti conservatori si sono opposti a un’opera di Paul McCarty a forma di imponente albero di Natale, che era installata in place Vendome, a Parigi, in occasione della Fiac (la Fiera d’arte contemporanea). Ma che molti hanno scambiato per un gigantesco sex toy. L’artista statunitense è stato aggredito, l’opera è anche stata trovata danneggiata.


fonte

La consulta ribadisce la via che potrebbe far saltare i Trattati.

La recente sentenza della corte costituzionale italiana in merito alle azioni di risarcimento a carico del governo tedesco per le stragi compiute nel periodo bellico aprono nuovi scenari sui controlimiti costituzionali ai trattati internazionali. 
Lucida analisi tecnica interpretativa di Luciano Barra Caracciolo, presidente di sezione del Consiglio di Stato.
Cattura targetw32
In molti si sono accorti della sentenza n.238 del 23 ottobre 2014 della Corte costituzionale.
Tale sentenza, nella sua parte di accoglimento:
1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 3 della legge 14 gennaio 2013, n. 5 (Adesione della Repubblica italiana alla Convenzione delle Nazioni Unite sulle immunità giurisdizionali degli Stati e dei loro beni, firmata a New York il 2 dicembre 2004, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno);
2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 17 agosto 1957, n. 848 (Esecuzione dello Statuto delle Nazioni Unite, firmato a San Francisco il 26 giugno 1945), limitatamente all’esecuzione data all’art. 94 della Carta delle Nazioni Unite, esclusivamente nella parte in cui obbliga il giudice italiano ad adeguarsi alla pronuncia della Corte internazionale di giustizia (CIG) del 3 febbraio 2012, che gli impone di negare la propria giurisdizione in riferimento ad atti di uno Stato straniero che consistano in crimini di guerra e contro l’umanità, lesivi di diritti inviolabili della persona.
In sostanza, viene rimossa la norma nazionale che rendeva inammissibile, con difetto assoluto di giurisdizione interna, l’esame delle domande di risarcimento, per le stragi delle truppe tedesche in territorio italiano, proposte contro la Repubblica federale tedesca.
Tale norma era stata introdotta, dal governo Monti, come recepimento di una norma di diritto internazionale generale (cioè, consuetudinario, ma “emergente” nell’art.94 della Carta ONU), nel senso di ribadire l’immunità degli Stati, per atti jure imperii – quelli imputabili alla sfera pubblica-politica in cui rientra l’azione militare degli Stati occupanti-, quand’anche risultassero lesivi di diritti fondamentali della persona e costituissero crimini di guerra.
La Corte nazionale ha sostanzialmente ri-affermato che, nonostante tale immunità sia conforme alla interpretazione fornita dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG), ciò non possa essere ritenuto legittimo alla luce dei principi fondamentali inviolabili della nostra Costituzione, che, pertanto, prevalgono e rendono illegittima la norma così introdotta e, in tale parte, la legge di esecuzione.
Questo uno dei passaggi più significativi della sentenza:
“Non v’è dubbio, infatti, ed è stato confermato a più riprese da questa Corte, che i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale e i diritti inalienabili della persona costituiscano un «limite all’ingresso […] delle norme internazionali generalmente riconosciute alle quali l’ordinamento giuridico italiano si conforma secondo l’art. 10, primo comma della Costituzione» (sentenze n. 48 del 1979 e n. 73 del 2001) ed operino quali “controlimiti” all’ingresso delle norme dell’Unione europea (ex plurimis: sentenze n. 183 del 1973, n.170 del 1984, n. 232 del 1989, n. 168 del 1991, n. 284 del 2007), oltre che come limiti all’ingresso delle norme di esecuzione dei Patti Lateranensi e del Concordato (sentenze n. 18 del 1982, n. 32, n. 31 e n. 30 del 1971). Essi rappresentano, in altri termini, gli elementi identificativi ed irrinunciabili dell’ordinamento costituzionale, per ciò stesso sottratti anche alla revisione costituzionale (artt. 138 e 139 Cost.: così nella sentenza n. 1146 del 1988).”
Se quanto così affermato vale rispetto al diritto internazionale generale di cui all’art.10 Cost., a maggior ragione opera come limite al diritto internazionale “da trattato”, ancorché “europeo”, che è fonte di rango inferiore, in Costituzione e nel diritto internazionale, rispetto al d.i. “generale”.
L’affermazione è compiuta con una “nettezza” che non lascia equivoci.
L’argomento sollevato da questa “forte” presa di posizione della Corte costituzionale, diviene allora ancor più di scottante attualità nella sua proiezione verso le norme europee, secondo l’approccio esaminato su questo post e nel libro “Euro e/o democrazia costituzionale”.
Come prima verifica delle sue implicazioni sulla (il)legittimità costituzionale del “vincolo esterno”, il tema verrà affrontato, a Roma, nel convegno del prossimo 8 novembre 2014, promosso da Riscossa Italiana e accreditato presso l’Ordine degli avvocati di Roma (nonché in corso di accreditamento presso l’Ordine dei commercialisti).
Il convegno si svolgerà presso l’Aula Magna della Chiesa Valdese, via Marianna Dionigi n.59, dalle 10,00 alle 17,00.
Sarà un momento di verifica e di riflessione di grande importanza nel cercare una via costituzionale di salvezza italiana dalla crisi apparentemente irreversibile in cui, obiettivamente, l’ha piombata l’adesione al “disegno europeo”, che si sta rivelando tutt’altro da quello che è stato raccontato agli italiani per decenni.
Ecco la locandina del convegno, che si avvarrà del contributo di importanti relatori, tra cui il prof. Antonio M. Rinaldi, i presidenti di Sezione del Consiglio di Stato Salvatore Giacchetti e Luciano Barra Caracciolo, il professor Cesare Pozzi ed il consigliere di Stato Vito Poli (NB: per i non appartenenti agli ordini non occorre prenotazione per attestazione, ma gli stessi possono mandare una mail alla info di Riscossa Italiana indicata nella stessa locandina):
http://scenarieconomici.it/consulta-ribadisce-via-potrebbe-far-saltare-i-trattati/

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Renzi alla Leopolda



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lunedì 20 ottobre 2014

Ringrazio i miei nemici perché sono i più attenti a ciò che scrivo. Alda Merini

Ringrazio i miei nemici perché sono i più attenti a ciò che scrivo.

Alda Merini

Foto: Ringrazio i miei nemici perché sono i più attenti a ciò che scrivo.

Alda Merini

Iraq. Una storia che non insegna

Per Robert Fisk “in Medio Oriente a volte si ha la sensazione che non arrivi mai il momento per dire ‘adesso basta’”. L’ultima tragedia in Iraq ne è un esempio. Una storia che non insegna, che Osservatorio Iraq e UPP raccontano in un istant-book.

“Vieni di là, subito. C’è qualcuno con cui dobbiamo parlare assolutamente”.

Eravamo all'inizio di agosto, una giornata caldissima in Italia, dannatamente più calda in Iraq. Sui monti del Sinjar, nel nord-ovest del paese, l’aria era irrespirabile, l’atmosfera invivibile.

Il decisivo attacco sferrato dallo Stato Islamico (IS) contro la città di Sinjar aveva costretto almeno 300mila persone, principalmente appartenenti alla minoranza yazida, alla fuga verso il governatorato curdo di Dohuk e il vicino confine con la Siria.

In mezzo un groviglio di montagne aride e rocciose, privo di sentieri tracciati e con mille insidie dietro l’angolo. I mezzi per comunicare con l’esterno erano ridotti al minimo. Solo chi aveva la fortuna di possedere vecchi cellulari con batterie a lunga durata poteva mettersi in contatto con amici e parenti.

I peshmerga avevano enormi difficoltà a raggiungere le persone in fuga con gli elicotteri, almeno per lanciare acqua, viveri, un minimo di ristoro: il rischio di essere colpiti dai razzi dell’IS era troppo alto. Dopo giorni di disperazione, alla fine intervenne l’aviazione statunitense che, bombardando le postazioni jihadiste, permise ai peshmerga di lanciare gli aiuti.

Durante quei giorni una piccola associazione, la Yazidi Solidarity and Fraternity League (YSFL), cercava in ogni modo di mettersi in contatto con le persone intrappolate sulle montagne.

Ad Erbil, dove c’è l’ufficio di Un ponte per…, che porta avanti progetti di solidarietà con l’Iraq da anni, si cercava di fare qualcosa, ma qualsiasi soluzione venisse proposta risultava impraticabile.

Almeno, però, le storie che venivano raccontate a singhiozzi via telefono, in diretto contatto con Sinjar, andavano riprese e rilanciate.

Husam e Husam, due attivisti dell’YSFL, vogliono parlare con qualcuno fuori dall’Iraq. Lo fanno da tanto tempo, presso istituzioni, governi, grandi organizzazioni. Invano.

Da Roma colleghiamo i capi. Iniziano i loro racconti. Le webcam sono accese, si ha l’illusione di guardarsi in faccia. Di tanto in tanto ci si ferma perché arrivano chiamate da Sinjar. L’impotenza sembra essere l’unico carattere dominante di una lunga conversazione, che termina con l’auspicio che quella tragedia finisca in fretta.

Anche qui si sente la necessità di fare qualcosa di più. Da giugno, quando la situazione irachena ha iniziato ad aggravarsi giorno dopo giorno, Un ponte per… si è attivata sostituendo le sue attività culturali con distribuzioni quotidiane di beni di prima necessità in favore delle minoranze in fuga.

Nel frattempo l’Iraq era tornato sulla bocca di tutti. “Le solite guerre, il solito sangue, lì non c’è mai pace”.

La redazione di Osservatorio Iraq intanto - che 10 anni fa vedeva la luce proprio per l’esigenza di fare informazione su un paese che veniva travolto da “una guerra stupida” (parola di Barack Obama) che solo i governi avevano voluto - prendeva appunti, raccoglieva idee, si rendeva conto che dire qualcosa di diverso in quei giorni era certamente importante.

Ma che forse valeva a pena attendere, fermarsi un attimo, riflettere. E così abbiamo fatto.

Con la consapevolezza che la prima vittima della guerra è la verità, abbiamo cercato di riprendere quei fatti, termini e concetti che nell’estate 2014 erano ormai parte del linguaggio comune senza un adeguato approfondimento.

Lo abbiamo fatto a partire da chi sostiene da sempre la popolazione irachena, tutelandone i diritti e costruendo ponti di solidarietà. Insieme, abbiamo raccolto intorno a noi autori che con le loro competenze ed esperienze ci hanno permesso di analizzare i tanti aspetti di questa crisi.

Ma soprattutto, in linea con il nostro lavoro quotidiano, abbiamo cercato di raccontare l'altro Iraq.

Quello della società civile inascoltata dai governi, dei tanti giovani che non hanno mai smesso di lottare per poter vivere dignitosamente costruendo la democrazia; quello dei suoi protagonisti, che giorno dopo giorno resistono in un paese che la guerra ha ridotto in macerie. Quello insomma che scompare dalle cronache, ma che ha più diritto di essere ascoltato.

Da questo piccolo ma intenso lavoro è nato un libro: La crisi irachena. Cause ed effetti di una storia che non insegna, appena andato in stampa con la casa editrice “Edizioni dell’Asino”, pronto ormai per essere pubblicato con il contributo di Fondation Assistance Internationale nell'ambito del progetto di sostegno all'Iraqi Civil Society Solidarity Initiative (ICSS).

“Crisi” perché è ciò di cui si parla sempre più comunemente quando ci si riferisce al Medio Oriente, ma di cui è necessario capire "cause" ed "effetti", per leggere meglio le risposte – spesso inadeguate - che vengono messe in atto.

Con l’intento di approfondire, analizzare e far conoscere l’Iraq al di là delle cronache fredde e immediate, questo volume cerca di tornare alla storia del paese, evidenziando quelle linee di continuità che risultano centrali per comprenderlo meglio oggi.

Soprattutto perché crediamo, in linea con lo spirito che ha guidato il nostro giornale in questi 10 anni, che la conoscenza sia uno strumento fondamentale per essere vicini e solidali all’Iraq e alla sua popolazione.

Anche per questo, i proventi della vendita andranno a sostegno delle attività di solidarietà che Un ponte per…continua a portare avanti giorno dopo giorno, e al lavoro di informazione della redazione di Osservatorio Iraq.

Presto vi faremo sapere come e dove acquistare il libro. Intanto, segnatevi questa data: il 16 ottobre, nella cornice del Salone dell’Editoria Sociale, vi aspettiamo per la prima presentazione.

Insieme al nostro direttore, Enzo Mangini, ci saranno Domenico Chirico, direttore di Un ponte per…e Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo. Con loro cercheremo di raccontare i momenti più tragici dell’estate irachena, analizzando anche il ruolo che l’Italia ha avuto e continua ad avere.

http://osservatorioiraq.it/approfondimenti/iraq-una-storia-che-non-insegna

Foto: Iraq. Una storia che non insegna

Per Robert Fisk “in Medio Oriente a volte si ha la sensazione che non arrivi mai il momento per dire ‘adesso basta’”. L’ultima tragedia in Iraq ne è un esempio. Una storia che non insegna, che Osservatorio Iraq e UPP raccontano in un istant-book. 

 “Vieni di là, subito. C’è qualcuno con cui dobbiamo parlare assolutamente”.

Eravamo all'inizio di agosto, una giornata caldissima in Italia, dannatamente più calda in Iraq. Sui monti del Sinjar, nel nord-ovest del paese, l’aria era irrespirabile, l’atmosfera invivibile.

Il decisivo attacco sferrato dallo Stato Islamico (IS) contro la città di Sinjar aveva costretto almeno 300mila persone, principalmente appartenenti alla minoranza yazida, alla fuga verso il governatorato curdo di Dohuk e il vicino confine con la Siria.

In mezzo un groviglio di montagne aride e rocciose, privo di sentieri tracciati e con mille insidie dietro l’angolo. I mezzi per comunicare con l’esterno erano ridotti al minimo. Solo chi aveva la fortuna di possedere vecchi cellulari con batterie a lunga durata poteva mettersi in contatto con amici e parenti.

I peshmerga avevano enormi difficoltà a raggiungere le persone in fuga con gli elicotteri, almeno per lanciare acqua, viveri, un minimo di ristoro: il rischio di essere colpiti dai razzi dell’IS era troppo alto. Dopo giorni di disperazione, alla fine intervenne l’aviazione statunitense che, bombardando le postazioni jihadiste, permise ai peshmerga di lanciare gli aiuti. 

Durante quei giorni una piccola associazione, la Yazidi Solidarity and Fraternity League (YSFL), cercava in ogni modo di mettersi in contatto con le persone intrappolate sulle montagne.

Ad Erbil, dove c’è l’ufficio di Un ponte per…, che porta avanti progetti di solidarietà con l’Iraq da anni, si cercava di fare qualcosa, ma qualsiasi soluzione venisse proposta risultava impraticabile.

Almeno, però, le storie che venivano raccontate a singhiozzi via telefono, in diretto contatto con Sinjar, andavano riprese e rilanciate.

Husam e Husam, due attivisti dell’YSFL, vogliono parlare con qualcuno fuori dall’Iraq. Lo fanno da tanto tempo, presso istituzioni, governi, grandi organizzazioni. Invano.

Da Roma colleghiamo i capi. Iniziano i loro racconti. Le webcam sono accese, si ha l’illusione di guardarsi in faccia. Di tanto in tanto ci si ferma perché arrivano chiamate da Sinjar. L’impotenza sembra essere l’unico carattere dominante di una lunga conversazione, che termina con l’auspicio che quella tragedia finisca in fretta.

Anche qui si sente la necessità di fare qualcosa di più. Da giugno, quando la situazione irachena ha iniziato ad aggravarsi giorno dopo giorno, Un ponte per… si è attivata sostituendo le sue attività culturali con distribuzioni quotidiane di beni di prima necessità in favore delle minoranze in fuga.

Nel frattempo l’Iraq era tornato sulla bocca di tutti. “Le solite guerre, il solito sangue, lì non c’è mai pace”. 

La redazione di Osservatorio Iraq intanto - che 10 anni fa vedeva la luce proprio per l’esigenza di fare informazione su un paese che veniva travolto da “una guerra stupida” (parola di Barack Obama) che solo i governi avevano voluto - prendeva appunti, raccoglieva idee, si rendeva conto che dire qualcosa di diverso in quei giorni era certamente importante.

Ma che forse valeva a pena attendere, fermarsi un attimo, riflettere. E così abbiamo fatto. 

Con la consapevolezza che la prima vittima della guerra è la verità, abbiamo cercato di riprendere quei fatti, termini e concetti che nell’estate 2014 erano ormai parte del linguaggio comune senza un adeguato approfondimento.

Lo abbiamo fatto a partire da chi sostiene da sempre la popolazione irachena, tutelandone i diritti e costruendo ponti di solidarietà. Insieme, abbiamo raccolto intorno a noi autori che con le loro competenze ed esperienze ci hanno permesso di analizzare i tanti aspetti di questa crisi.

Ma soprattutto, in linea con il nostro lavoro quotidiano, abbiamo cercato di raccontare l'altro Iraq. 

Quello della società civile inascoltata dai governi, dei tanti giovani che non hanno mai smesso di lottare per poter vivere dignitosamente costruendo la democrazia; quello dei suoi protagonisti, che giorno dopo giorno resistono in un paese che la guerra ha ridotto in macerie. Quello insomma che scompare dalle cronache, ma che ha più diritto di essere ascoltato. 

Da questo piccolo ma intenso lavoro è nato un libro: La crisi irachena. Cause ed effetti di una storia che non insegna, appena andato in stampa con la casa editrice “Edizioni dell’Asino”, pronto ormai per essere pubblicato con il contributo di Fondation Assistance Internationale nell'ambito del progetto di sostegno all'Iraqi Civil Society Solidarity Initiative (ICSS). 

“Crisi” perché è ciò di cui si parla sempre più comunemente quando ci si riferisce al Medio Oriente, ma di cui è necessario capire "cause" ed "effetti", per leggere meglio le risposte – spesso inadeguate - che vengono messe in atto.

Con l’intento di approfondire, analizzare e far conoscere l’Iraq al di là delle cronache fredde e immediate, questo volume cerca di tornare alla storia del paese, evidenziando quelle linee di continuità che risultano centrali per comprenderlo meglio oggi. 

Soprattutto perché crediamo, in linea con lo spirito che ha guidato il nostro giornale in questi 10 anni, che la conoscenza sia uno strumento fondamentale per essere vicini e solidali all’Iraq e alla sua popolazione. 

Anche per questo, i proventi della vendita andranno a sostegno delle attività di solidarietà che Un ponte per…continua a portare avanti giorno dopo giorno, e al lavoro di informazione della redazione di Osservatorio Iraq.

Presto vi faremo sapere come e dove acquistare il libro. Intanto, segnatevi questa data: il 16 ottobre, nella cornice del Salone dell’Editoria Sociale, vi aspettiamo per la prima presentazione.  

Insieme al nostro direttore, Enzo Mangini, ci saranno Domenico Chirico, direttore di Un ponte per…e Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo. Con loro cercheremo di raccontare i momenti più tragici dell’estate irachena, analizzando anche il ruolo che l’Italia ha avuto e continua ad avere. 

http://osservatorioiraq.it/approfondimenti/iraq-una-storia-che-non-insegna

Italia: una legge di stabilità piena di incognite, taglia l’essenziale e garantisce i privilegi dei potentati

Salvo Ardizzone - La legge di stabilità, presentata da Renzi fra le solite slide e toni compiaciuti mercoledì sera, è stata già commentata largamente, spesso da chi non ha provato neppure a leggere i pochi dati scarni che sono circolati; piaccia o no, è un argomento troppo importante per il Sistema Italia e prima d’abbozzare queste riflessioni abbiamo provato a capircene qualcosa. Di certo appare ambiziosa e nelle intenzioni vorrebbe essere una manovra espansiva e anticiclica (vale a dire che intenderebbe stimolare le attività economiche per tenere a galla un sistema che sta andando a picco, provando ad invertire la tendenza) ma, come vedremo, si basa su un azzardo mal preparato e su una mancata percezione della realtà.

Senza entrare in tutti i particolari (dovremmo essere troppo tecnici e oltremodo noiosi) ne tratteremo i punti salienti; intanto la dimensione sorprendente: 36 Mld è assai più di quanto ci s’aspettasse ma, a pensar bene, è il minimo se si vuole sortire qualche effetto nella crisi senza precedenti in cui siamo impantanati.

Scendendo nei contenuti, a parte la conferma (che era tutt’altro che scontata) del famoso “bonus” da 80 euro in busta paga, s’è tagliata una tassa iniqua sul lavoro (l’Irap) e si sono incentivate di molto le assunzioni a tempo indeterminato; questo, aggiunto alle modifiche legislative portate da altri provvedimenti, da un canto fanno costare assai meno il lavoro, dall’altro spingono a superare la divisione tutta italiana fra contratti di lavoro pienamente tutelati e altri che di tutela non ne hanno proprio (vedi l’esercito di precari a vario titolo).

Accanto a queste operazioni cardine, sono previsti una serie di altri interventi, alcuni ragionevoli anche se insufficienti (ma è già un miracolo che se ne siano ricordati), come finanziamenti alla scuola per l’assunzione di precari, aiuti alle famiglie, qualcosa alla ricerca e così via; altri sacrosanti, come quello a favore delle partite Iva minori che si vedranno sgravate di costi e adempimenti.

Un insieme di misure che ha al centro l’obiettivo d’abbattere lo spropositato costo del lavoro; altre strategie invocate a gran voce da qualcuno, come destinare quei soldi ad opere pubbliche (malgrado quello che vediamo tutti i giorni con gli appalti) o mantenere in vita aziende decotte che il denaro (il poco che c’è) lo bruciano invece che produrlo, avrebbero sortito l’effetto di buttare le risorse messe in campo faticosamente in un secchio sfondato.

Tutto bene allora? No, affatto. È sul come si conta di recuperare quelle somme che vengono fuori i dubbi. Tanti. Come abbiamo detto all’inizio, quell’operazione si basa su un azzardo e su una scarsa percezione della realtà.

Una posta corposa (11 Mld) deriva da un aumento del deficit, che passerà dal 2,2% al 2,9% del Pil; il fatto è che ci eravamo impegnati con Bruxelles a quel 2,2 e nel frattempo s’è fatto poco (ammesso che si sarebbe potuto far qualcosa) per preparare la Commissione e i vari falchi e falchetti del rigore a questa nostra sortita. Certo, c’è la Francia che addirittura ha dichiarato che non rispetterà neppure il fatidico 3%, ma il nostro peso nella Ue non è quello di una Parigi sia pur assai appannata. Abbiamo cercato di giustificar la cosa mettendo in cantiere le tanto decantate riforme, ma ricordiamo che di tutte nessuna è ancora operativa, così, più che una scusante, la cosa potrebbe essere percepita come la nostra ennesima furbata (e quanto sentito sin’ora da Bruxelles non fa sperare nulla di buono). Insomma, quella previsione di 11 Mld è al momento un azzardo con tanto di punto interrogativo sulla riuscita.

L’altra posta massiccia deriva dalla spending review per 15 Mld. Non staremo qui a spiegarne le poste e i meccanismi, diciamo solo che per oltre la metà deriva da tagli lineari derivanti da una sforbiciata del 3% sulle spese di Ministeri, Regioni ed Enti Locali. È una storia antica che abbiamo toccato molte volte: in Italia di tagli selettivi non se ne può parlare, perché dietro ogni spreco c’è un centro di potere, piccolo o grande che sia, che c’ingrassa e che lo difende furiosamente. Sperare che vengano tagliati è utopia, così il Governo finisce per “affamare” le Amministrazioni, togliendo progressivamente acqua alle spese, ma così facendo prosciuga ancora le già scarse risorse per i servizi essenziali, di qui le inviperite reazioni di Governatori e Amministratori chiamati a tagliare.

Per dare un esempio del problema, basta parlare del Fondo Sanitario Nazionale (che da solo pesa per 112 Mld sullo Stato); una sforbiciata da due Mld sarebbe più che possibile, basterebbe adottare quei costi standard, tanto ferocemente avversati dalle Amministrazioni, che, uniformando gli importi delle voci di spesa, eviterebbero che uno stesso bene costi 1 se acquistato in un luogo e 3 se in un altro. Basterebbe razionalizzare alcuni servizi, eliminare reparti fatti per primari che dirigono se stessi e così via. Basterebbe. Ma campa cavallo se s’aspetta che quella selva di piccoli e grandi potentati cedano da sé privilegi e cessino le ruberie che credono ormai sacrosanti. Occorrerebbe un’opera di bonifica lunga e feroce che non è pensabile al momento.

Adesso finirà com’è sempre stato, con tagli che riguarderanno soprattutto l’essenziale già spesso sotto i limiti minimi, per cui, per non chiudere bottega (e al contempo mantenere l’andazzo), gli Amministratori metteranno nuove tasse locali che i cittadini dovranno pagare in sostituzione di quanto tagliato dal Governo. E buonanotte alla diminuzione delle tasse.

Speriamo se ne ricordino quando saranno chiamati a giudicarli col voto.

Il Faro sul Mondo

http://www.ilfarosulmondo.it/italia-una-legge-di-stabilita-piena-di-incognite-taglia-lessenziale-e-garantisce-i-privilegi-dei-potentati/

Foto: Italia: una legge di stabilità piena di incognite, taglia l’essenziale e garantisce i privilegi dei potentati

Salvo Ardizzone - La legge di stabilità, presentata da Renzi fra le solite slide e toni compiaciuti mercoledì sera, è stata già commentata largamente, spesso da chi non ha provato neppure a leggere i pochi dati scarni che sono circolati; piaccia o no, è un argomento troppo importante per il Sistema Italia e prima d’abbozzare queste riflessioni abbiamo provato a capircene qualcosa. Di certo appare ambiziosa e nelle intenzioni vorrebbe essere una manovra espansiva e anticiclica (vale a dire che intenderebbe stimolare le attività economiche per tenere a galla un sistema che sta andando a picco, provando ad invertire la tendenza) ma, come vedremo, si basa su un azzardo mal preparato e su una mancata percezione della realtà.

Senza entrare in tutti i particolari (dovremmo essere troppo tecnici e oltremodo noiosi) ne tratteremo i punti salienti; intanto la dimensione sorprendente: 36 Mld è assai più di quanto ci s’aspettasse ma, a pensar bene, è il minimo se si vuole sortire qualche effetto nella crisi senza precedenti in cui siamo impantanati.

Scendendo nei contenuti, a parte la conferma (che era tutt’altro che scontata) del famoso “bonus” da 80 euro in busta paga, s’è tagliata una tassa iniqua sul lavoro (l’Irap) e si sono incentivate di molto le assunzioni a tempo indeterminato; questo, aggiunto alle modifiche legislative portate da altri provvedimenti, da un canto fanno costare assai meno il lavoro, dall’altro spingono a superare la divisione tutta italiana fra contratti di lavoro pienamente tutelati e altri che di tutela non ne hanno proprio (vedi l’esercito di precari a vario titolo).

Accanto a queste operazioni cardine, sono previsti una serie di altri interventi, alcuni ragionevoli anche se insufficienti (ma è già un miracolo che se ne siano ricordati), come finanziamenti alla scuola per l’assunzione di precari, aiuti alle famiglie, qualcosa alla ricerca e così via; altri sacrosanti, come quello a favore delle partite Iva minori che si vedranno sgravate di costi e adempimenti.

Un insieme di misure che ha al centro l’obiettivo d’abbattere lo spropositato costo del lavoro; altre strategie invocate a gran voce da qualcuno, come destinare quei soldi ad opere pubbliche (malgrado quello che vediamo tutti i giorni con gli appalti) o mantenere in vita aziende decotte che il denaro (il poco che c’è) lo bruciano invece che produrlo, avrebbero sortito l’effetto di buttare le risorse messe in campo faticosamente in un secchio sfondato.

Tutto bene allora? No, affatto. È sul come si conta di recuperare quelle somme che vengono fuori i dubbi. Tanti. Come abbiamo detto all’inizio, quell’operazione si basa su un azzardo e su una scarsa percezione della realtà.

Una posta corposa (11 Mld) deriva da un aumento del deficit, che passerà dal 2,2% al 2,9% del Pil; il fatto è che ci eravamo impegnati con Bruxelles a quel 2,2 e nel frattempo s’è fatto poco (ammesso che si sarebbe potuto far qualcosa) per preparare la Commissione e i vari falchi e falchetti del rigore a questa nostra sortita. Certo, c’è la Francia che addirittura ha dichiarato che non rispetterà neppure il fatidico 3%, ma il nostro peso nella Ue non è quello di una Parigi sia pur assai appannata. Abbiamo cercato di giustificar la cosa mettendo in cantiere le tanto decantate riforme, ma ricordiamo che di tutte nessuna è ancora operativa, così, più che una scusante, la cosa potrebbe essere percepita come la nostra ennesima furbata (e quanto sentito sin’ora da Bruxelles non fa sperare nulla di buono). Insomma, quella previsione di 11 Mld è al momento un azzardo con tanto di punto interrogativo sulla riuscita.

L’altra posta massiccia deriva dalla spending review per 15 Mld. Non staremo qui a spiegarne le poste e i meccanismi, diciamo solo che per oltre la metà deriva da tagli lineari derivanti da una sforbiciata del 3% sulle spese di Ministeri, Regioni ed Enti Locali. È una storia antica che abbiamo toccato molte volte: in Italia di tagli selettivi non se ne può parlare, perché dietro ogni spreco c’è un centro di potere, piccolo o grande che sia, che c’ingrassa e che lo difende furiosamente. Sperare che vengano tagliati è utopia, così il Governo finisce per “affamare” le Amministrazioni, togliendo progressivamente acqua alle spese, ma così facendo prosciuga ancora le già scarse risorse per i servizi essenziali, di qui le inviperite reazioni di Governatori e Amministratori chiamati a tagliare.

Per dare un esempio del problema, basta parlare del Fondo Sanitario Nazionale (che da solo pesa per 112 Mld sullo Stato); una sforbiciata da due Mld sarebbe più che possibile, basterebbe adottare quei costi standard, tanto ferocemente avversati dalle Amministrazioni, che, uniformando gli importi delle voci di spesa, eviterebbero che uno stesso bene costi 1 se acquistato in un luogo e 3 se in un altro. Basterebbe razionalizzare alcuni servizi, eliminare reparti fatti per primari che dirigono se stessi e così via. Basterebbe. Ma campa cavallo se s’aspetta che quella selva di piccoli e grandi potentati cedano da sé privilegi e cessino le ruberie che credono ormai sacrosanti. Occorrerebbe un’opera di bonifica lunga e feroce che non è pensabile al momento.

Adesso finirà com’è sempre stato, con tagli che riguarderanno soprattutto l’essenziale già spesso sotto i limiti minimi, per cui, per non chiudere bottega (e al contempo mantenere l’andazzo), gli Amministratori metteranno nuove tasse locali che i cittadini dovranno pagare in sostituzione di quanto tagliato dal Governo. E buonanotte alla diminuzione delle tasse.

Speriamo se ne ricordino quando saranno chiamati a giudicarli col voto.

Il Faro sul Mondo

http://www.ilfarosulmondo.it/italia-una-legge-di-stabilita-piena-di-incognite-taglia-lessenziale-e-garantisce-i-privilegi-dei-potentati/

Il vero contatto fra gli esseri

Il vero contatto fra gli esseri si stabilisce solo con la presenza muta, con l’apparente non-comunicazione, con lo scambio misterioso e senza parole che assomiglia alla preghiera interiore.

Emil Cioran

Foto: Il vero contatto fra gli esseri si stabilisce solo con la presenza muta, con l’apparente non-comunicazione, con lo scambio misterioso e senza parole che assomiglia alla preghiera interiore.

Emil Cioran

Siria: zona cuscinetto sul suolo siriano è flagrante violazione del diritto internazionale

La Siria ha categoricamente respinto tutte le richieste di creazione di alcune “zone di protezione” sul proprio territorio, dichiarando che tratterà qualunque offerta in tal senso come un’aggressione, secondo quanto riportato da Press Tv.

Il Ministro degli Esteri siriano ha rilasciato una dichiarazione mercoledì 15 ottobre nella quale afferma che: “I tentativi turchi di stabilire una zona cuscinetto sul suolo siriano sono flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. La Siria respinge totalmente la creazione di una zona cuscinetto su qualsiasi parte del suo terreno sotto qualsiasi pretesto e respinge anche l’intervento militare straniero sul suo suolo. Il governo turco, sin dall’inizio della crisi in Siria, ha portato avanti diversi tentativi di compromettere la stabilità della Siria e mettere a repentaglio la sua sovranità e l’integrità territoriale”.

Il Ministro ha ribadito che Damasco è pronta a prendere tutti i provvedimenti atti a proteggere la sovranità e l’integrità territoriale. La Turchia, che dal 2011 si adopera per il rovesciamento del legittimo governo siriano di Bashar Al-Assad e che dovrebbe unirsi alla coalizione militare guidata dagli Usa contro i terroristi dell’Isil, ha proposto più volte di creare una sorta di “zona cuscinetto” sul confine siriano; proposta ripresa la settimana scorsa dal premier francese Hollande.

Il Faro sul Mondo

http://www.ilfarosulmondo.it/siria-zona-cuscinetto-sul-suolo-siriano-e-flagrante-violazione-del-diritto-internazionale/

Foto: Siria: zona cuscinetto sul suolo siriano è flagrante violazione del diritto internazionale

La Siria ha categoricamente respinto tutte le richieste di creazione di alcune “zone di protezione” sul proprio territorio, dichiarando che tratterà qualunque offerta in tal senso come un’aggressione, secondo quanto riportato da Press Tv.

Il Ministro degli Esteri siriano ha rilasciato una dichiarazione mercoledì 15 ottobre nella quale afferma che: “I tentativi turchi di stabilire una zona cuscinetto sul suolo siriano sono flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. La Siria respinge totalmente la creazione di una zona cuscinetto su qualsiasi parte del suo terreno sotto qualsiasi pretesto e respinge anche l’intervento militare straniero sul suo suolo. Il governo turco, sin dall’inizio della crisi in Siria, ha portato avanti diversi tentativi di compromettere la stabilità della Siria e mettere a repentaglio la sua sovranità e l’integrità territoriale”.

Il Ministro ha ribadito che Damasco è pronta a prendere tutti i provvedimenti atti a proteggere la sovranità e l’integrità territoriale. La Turchia, che dal 2011 si adopera per il rovesciamento del legittimo governo siriano di Bashar Al-Assad e che dovrebbe unirsi alla coalizione militare guidata dagli Usa contro i terroristi dell’Isil, ha proposto più volte di creare una sorta di “zona cuscinetto” sul confine siriano; proposta ripresa la settimana scorsa dal premier francese Hollande.

Il Faro sul Mondo

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Libia, allarme del premier al Thani: nel Paese presenti Isis e Boko Haram

libia-Abdullah-al-Thani

20 ott. – In Libia sono presenti sia elementi del cosiddetto Califfato o Stato Islamico (ISIL/ISIS o Daesh in arabo) sia elementi del gruppo nigeriano Boko Haram. E’ quanto ha affermato il Primo Ministro libico, Abdullah al-Thani, rispondendo ad una precisa domanda dei giornalisti. Lo scrive l’agenzia Fides.
Secondo quanto riporta il quotidiano “The Libyan Herald”, il premier ha precisato che per quanto riguarda lo Stato islamico “ci sono gruppi nella citta’ di Derna e in altre citta’ libiche e a Sirte”. Derna, in Cirenaica, e’ considerata la culla dell’estremismo islamico libico piu’ radicale fin dai tempi del regime di Gheddafi.
“Inoltre, e’ presente anche il gruppo Boko Haram originario della Nigeria” ha aggiunto al-Thani, che e’ stato costretto a rifugiarsi nell’est del Paese dopo che Tripoli e’ caduta nelle mani delle milizie che si oppongono al suo governo. “Il terrorismo non ha un luogo specifico (dove localizzarsi) e dobbiamo riconoscere la gravita’ dell’esistenza di questi gruppi che destabilizzano la sicurezza del Paese con il supporto di correnti politiche che si richiamano all’islam politico” ha sottolineato il Premier, facendo riferimento ai diversi gruppi islamisti libici. Nel frattempo continuano i combattimenti a Bengasi, dove le forze del generale Khalifa Haftar cercano di strappare il controllo del capoluogo della Cirenaica a diversi gruppi islamisti.
Almeno 75 persone sono morte negli ultimi 5 giorni di scontri.
(AGI) .

New York Times denuncia: manovre della Germania alle spalle dei Paesi Europei

Angela-Merkel

La Germania voleva far fallire mezza Europa. Secondo alcuni documenti segreti che avrebbero dovuto restare tali per circa 30 anni Berlino durante la crisi della banche tra il 2012 e il 2013 avrebbe fatto pressioni per far fallire alcuni Paesi come Cipro, Spagna, Irlanda e Grecia. A pubblicare le carte riservate, dopo una fuga di notizie è stato il New York Times. I documenti riguardano alcuni dei verbali delle riunioni del board della Bce.
I verbali segreti – Secondo il materiale pubblicato dal New York Times, nei consulti tra il 2012 e il 2013 è esploso uno scontro sul salvataggio di Cipro con Germania, Francia e Olanda contrarie all’ipotesi di soccorrere la Laika, la banca popolare dell’isola in crisi.
Dopo la pubblicazione dei documenti la Bce ha provato a smentire il contenuto dei verbali. L’istituto ha precisato “in quel caso specifico ci fu pieno consenso in consilgio sulla necessità di chiedere alla Central Banck of Cyprus (CbC), assicurazioni che la banca era solvente, ciò che ci fu esplicitamente confermato dopo un intenso dialogo. La Bce non fu supervisore e si fidò del giudizio della Cbc; è dunque tendenzioso dedurre dalla vicenda conclusioni sulla futura supervisione bancaria da parte dellas Bce stessa”. I retroscena su quei vertici infuocati però non finiscono qui.
Berlino contro mezza Europa – Nel materiale del Nyt emerge comunque uno scontro pesante tra il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, i suoi omologhi francesi e olandesi e gli altri componenti del board. A quanto pare la chiusura sugli aiuti da parte della Germania ai paesi in difficoltà non era rivolto solo a Cipro. Infatti, come si legge sul Nyt, “le minute vedono Weidmann opporsi duramente ai salvataggi della Bce della franco-belga Dexia e di banche irlandesi, greche e spagnole”. Un precedente allarmante che fa luce sulle manovre di Berlino alle spalle dei Paesi Europei. La Merkel è pronta a far fuori chiunque pur di mantenere il trono d’Europa.
Libero 20 ottobre 2014

venerdì 17 ottobre 2014

Il clima si può manipolare?


La nostra salute e' sotto attacco ha caricato un nuovo video del 15 ottobre sul suo diario.
Assistente di G. Marconi e ricercatore - PIERLUIGI IGHINA (Imola, Italy) - da Rai 3 - Report
Girando a destra, noi possiamo capovolgere la lumaca. Va sempre a destra ma capovolgendola va a sinistra.
E quindi noi viviamo dentro a questa riflessione di energia. Dal sole parte una spirale gialla. Dalla terra, invece, una spirale blu. Proseguendo gli studi di Marconi, Ighina ha determinato che l’incontro dell’energia solare, positiva, e dell’energia terrestre, negativa, forma la materia. La pulsazione di questo incontro è l’atomo magnetico.
Questa grande persona Ighina (ormai defunto) ha anche trovato un sistema semplice per far piovere o far smettere di piovere ha pure dimostrato con uno strumento la molto probabile veridicità dei fatti ...
Pier Luigi Ighina è nato a Milano il 23 Giugno 1908.A 16 anni scopre l'atomo magnetico. Con un microscopio lenticolare stabilisce che è la colla della materia. Riesce a scomporlo nei monopoli positivo e negativo. Scopre che l'energia solare è il monopolo positivo dell'atomo magnetico e che arriva alla terra a spirale. A contatto con la materia la riscalda per frizione. Dalla terra, riparte verso il sole con segno negativo, il ciclo si chiude. Il riflesso di questa energia, abbinato al ritmo o pulsazione che la caratterizza, crea la vita, ed ogni cosa animata o inanimata è segnata da un proprio ritmo. Le scoperte e gli esperimenti da lui fatti, sono riportati nel libro “La scoperta dell'atomo magnetico” ediz. Atlantide. Aprile 2000, fa costruire un piccolo apparecchio, denominato ERIM Dopo la relativa messa a punto, lo mette a disposizione dell'umanità donando la possibilità a tutti di caricare il proprio organismo dell'energia ritmica personale, ottenendo salute e benessere. Come usare ERIM: le sue proprietà sono dovute alla sua caratteristica forma.
Le tre spirali gialle rivolte verso l'alto,concentrano l'energia solare. Le tre spirali e la base concentrano l'energia terrestre (attenzione parliamo di energia o meglio di bioenergia o prana) convogliando queste due energie,più esattamente una sola energia solare positiva riflessa dalla terra in negativo,sulle spirali verdi si forma un'onda ritmo magnetica sole-terra. Entro questo ritmo si sviluppano tutti i ritmi di tutto l'esistente sulla terra animato o inanimato. Perciò la funzione di ERIM è quella di normalizzare o meglio bilanciare tutte le cellule nel suo raggio d'azione. La posizione ideale di ERIM è la stanza da letto dove si trascorre buona parte della giornata. Va posizionato in un posto qualunque, non proprio vicino al muro, una distanza di 10-20 cm. è sufficiente. ERIM bonifica o bilancia la stanza e quando ci siamo noi farà altrettanto. Per accelerare il nostro bilanciamento cellulare inizialmente,basta mettere le mani aperte col palmo rivolto e all'altezza delle spirali verdi.Il tempo quello necessario dipende dalla nostra sensibilità. Inoltre abbiamo potuto constatare che ERIM elimina la geopatia. Sperimentazioni fatte da esperti in radionica e radioestesia. Posando una bottiglia piena d'acqua anzi due una per parte, distanti 10-15 cm. Dalle spirali verdi l'acqua si energizzerà tornando allo stato originale. Questo avviene anche per i cibi di cui dubitiamo della genuinità; frutta, verdura, carne ecc. mettendoli davanti alle spirali verdi sempre 10-15 cm. circa, possibilmente alla loro altezza, supportandoli con scatole o altro non metallico. ERIM vicino ai fiori li terrà freschi più a lungo oli farà fiorire più in fretta. Se usate il biotensor potrete verificare gli effetti di quanto vi abbiamo suggerito.
L'ATOMO MAGNETICO
Pier Luigi Ighina, allievo e collaboratore di Guglielmo Marconi, è stato uno scienziato pressoché sconosciuto al pubblico, perché le sue scoperte ed invenzioni non hanno ottenuto alcun riconoscimento dalla scienza ufficiale ma che, qualora fossero prese in considerazione, potrebbero (secondo il Reiki master Giuseppe Zanella, che ha curato l'introduzione del libro) cambiare radicalmente la vita dell'uomo. Nel libro, suddiviso nelle due sezioni teoria (I) e tecnica (II), l'Autore descrive le sue ricerche nel campo della fisica dell'atomo, in particolare la scoperta dell'atomo magnetico. Gli atomi magnetici sono costituiti da triplette neutre di quark (+1,-1,0). Secondo questo modello di atomo magnetico quindi non ci sono protoni e neutroni nel nucleo atomico che contengono quark, ma i quark stessi costituiscono l'atomo.
Ighina affronta lo studio dell'atomo da una prospettiva alquanto diversa rispetto agli altri ricercatori; infatti invece di sottoporre l'atomo all'azione di potenti campi magnetici o di particelle ad alta energia, decide di contenere il suo movimento utilizzando altri atomi, definiti assorbenti, che impediscono agli atomi luce e a quelli esterni di interferire nell'osservazione.
L'atomo magnetico (vedi foto) è il più piccolo rispetto agli altri atomi, possiede una pulsazione più veloce ed inoltre ha la caratteristica di "imprimere il movimento a tutti gli altri atomi, diventando così il promotore di essi".
Attraverso questo "geniale" accorgimento e mediante il microscopio atomico lenticolare di sua invenzione, Ighina è riuscito a classificare varie categorie di atomi in base alle loro differenti pulsazioni.
Un concetto importante che l'Autore intende sottolineare è che "l'atomo non oscilla, ma vibra, non si può dividerlo, sarebbe però possibile dividere la sua energia ma non l'atomo stesso". La scoperta dell'atomo magnetico avviene casualmente come scrive lo stesso Ighina: "ero intento a queste prove quando, spostando inavvertitamente una calamita lì vicina, vidi che tutti gli atomi in osservazione e i cataletti di assorbimento si erano messi vertiginosamente in movimento scomparendo poi in una massa luminosa". L'atomo magnetico (vedi foto) è il più piccolo rispetto agli altri atomi, possiede una pulsazione più veloce ed inoltre ha la caratteristica di "imprimere il movimento a tutti gli altri atomi, diventando così il promotore di essi".
Una delle apparecchiature costruite da Ighina, il regolatore di vibrazioni atomiche magnetiche, si basa proprio sull'energia dell'atomo magnetico e più precisamente sulla variazione della frequenza di vibrazione della materia con la trasformazione della stessa.
Con questa energia è possibile, a detta dell'Autore, guarire qualsiasi malattia, fondere i metalli a distanza, produrre energia elettrica, neutralizzare le radiazioni, investigare il sottosuolo alla ricerca di giacimenti petroliferi o falde acquifere, aumentare i raccolti agricoli ed altro ancora.
È indubbio che il campo magnetico sia fondamentale per la vita sulla Terra, ma la scoperta di come sia possibile la trasformazione della materia e la produzione di monopoli magnetici risulta piuttosto difficile da credere. Se così fosse, ci troveremmo di fronte alla chiave di comprensione della natura e dei suoi meccanismi.
Nella foto, scattata da P.L. Ighina nel 1940 con il microscopio atomico lenticolare, viene ripreso l'atomo magnetico, con i cinque cataletti di atomi assorbenti. L'atomo produce una pulsazione che si espande dal centro ed è rappresentata da un sottile circoletto luminoso.
L'ENERGIA MAGNETICA LUMINOSA - IL RITMO MAGNETICO - LA CELLULA VIVENTE .
L'uomo terrestre ha costruito finora strumenti delicatissimi e molto complessi che servono tuttavia solo per conoscere le perturbazioni del campo magnetico terrestre esterno. Perché l'uomo non ha costruito apparecchi per guardare all'interno del campo magnetico terrestre? Andiamo a vedere che cos'è il sole da vicino, con la mente libera. Esso è formato di una materia che si muove, si arroventa, si trasforma producendo Energia Magnetica Luminosa.
Cosa vuol dire Energia Magnetica Luminosa ?
Energia è il movimento delle particelle che compongono la materia solare in continua trasformazione.
Magnetica è la capacità posseduta da tali particelle di respingere particelle uguali a se stesse e di attirare quelle differenti.
Luminosa è la potenza di velocità del movimento di tali particelle.
Seguiamo queste particelle di energia magnetica luminosa nel loro viaggio verso la terra. Esse attraversano la luna che ne rallenta in parte la loro velocità e giungono sulla terra esercitando su di essa una notevole forza e pressione. Esse scendono verso la terra con movimento a spirale e si introducono in essa come farebbe una grossa vite che stringa senza far conoscere la pressione esterna.
E' appunto grazie a questo movimento a spirale che gli esseri umani ed ogni altra forma di vita terrestre non risentono la potente pressione esercitata dall'energia magnetica luminosa se non indirettamente come peso o forza di gravità.
Entriamo con l'energia solare nell'interno del globo terrestre; vedremo così che al centro di esso le particelle solari, non rallentate perché sfuggite all'impatto con le sostanze terrestri, formano come un piccolo sole. Questo piccolo sole della terra (chiamato Aurora) agisce come una parabola infuocata che attrae verso di sé le particelle dell'energia solare rallentate dalla materia terrestre e quindi prive di luminosità e riflettendole le rilancia verso il sole. Il sole attrae verso di sé le particelle rallentate e riflesse dal fuoco interno della terra, grazie alla minor potenza che le differenziano da quelle che nel sole stesso sono ancora a livello originario. In questo modo, a partire dal centro della terra, si sviluppa un movimento ascendente di energia magnetica non luminosa, che in parte bilancia la pressione dell'energia solare sulla superficie terrestre.
Vediamo ora cosa succede quando l'energia magnetica priva di luce, salendo dalla terra con movimento a spirale di senso contrario a quello dell'energia luminosa, viene assorbita nella fornace solare. Penetrando nel sole essa provoca, nella parte intaccata, un impedimento all'uscita dell'energia magnetica luminosa, creando una macchia scura chiamata dagli esseri umani "macchia solare". Le macchie solari, come è noto, producono variazioni sul campo magnetico terrestre e sono provocate non solo dalla terra ma anche dall'energia non luminosa di ritorno dagli altri pianeti del sistema solare.
Il duplice movimento a spirale di energia magnetica ascendente e discendente, che collega il sole e la terra, è stato chiamato "Ritmo Magnetico". Esso è il promotore di ogni vitalità e manifestazione energetica esistente sul globo terrestre.
Andiamo ora sopra la terra. Osserviamo il nostro globo: di che cosa è fatto? Esso è composto di una sola materia e più precisamente di particelle che un tempo erano di natura identica a quelle che compongono il sole, le quali allontanandosi dal punto di origine, si sono rallentate componendosi in strutture e forme diverse, talmente numerose e complesse che nessuna macchina terrestre sarebbe mai in grado di calcolarle tutte. Eppure nonostante l'enorme numero e complessità, tutte le materie terrestri hanno in comune un unico principio formativo, che si manifesta in maniera evidente nella "Cellula Vivente". Ripetiamo che qualunque sia la diversità di forma, struttura e comportamento, in ogni materia o elemento terrestre è presente allo stato latente o manifesto la struttura, il meccanismo e le funzioni che appaiono nel modo più evidente nel comportamento della Cellula Vivente.
La terra stessa non è altro che una enorme cellula ! Questo è il grande errore degli esseri umani sulla terra: essi pur conoscendo le cellule viventi, non hanno mai dato ad esse l'importanza che meritano, sempre hanno cercato di ignorare l'insegnamento che di continuo esse gli offrono.
Gli uomini hanno costruito macchine e strumenti che hanno forme e funzioni diversissime, ma mai con la forma e le funzioni della cellula vivente. Eppure dovrebbe essere chiaro che è in quella forma ogni possibilità e potenza e sviluppo armonico, dal momento che anche l'intero organismo dell'uomo è fondato su tali principi. Prendiamo la cellula, guardiamola dentro. Essa è composta di tante piccolissime particelle, ciascuna delle quali ha un rapporto di equilibrio dinamico con le altre, in modo che la naturale e singola proprietà di attrazione e repulsione è sostituita da un comportamento d'insieme delle particelle di energia luminosa provenienti dal sole e quelle di energia non luminosa provenienti dalla terra. La cella vivente al pari della terra assorbe nel suo interno le particelle luminose e riflette verso l'esterno quelle rallentate. Ogni cellula ha in sé un ritmo di assorbimento o alimentazione e di espulsione o escrezione, che per essere armonioso e permettere l'accrescimento e la riproduzione, deve essere sintonizzato col grande ritmo magnetico sole-terra in cui essa è inserita.
Conoscere la natura ritmica della cellula significa conoscere e penetrare tutti i più profondi misteri dell'universo.
Perché l'uomo non ha cercato di costruire delle macchine-cellule magnetiche, capaci di alimentarsi e produrre energia utilizzando il ritmo magnetico naturale che a tutto dà vita e movimento ?
Invece l'uomo ha costruito delle macchine morte, prive di autosufficienza energetica; ha rivolto tutta la sua attenzione solo all'esterno del campo magnetico terrestre; ha inviato nel cielo satelliti artificiali che, essendo costruiti in forme prive di vitalità, sono opachi al ritmo magnetico naturale che pertanto non può fluire liberamente attraverso di essi.
Se si pensa che le macchie solari, pur distando milioni di chilometri dalla superficie terrestre, producono si di essa numerosi fenomeni di varia natura, è facile dedurre che i satelliti, macchie artificiali del ritmo naturale che essi variano ed interrompono con sempre maggior frequenza, essendo poste a soli poche centinaia di chilometri dalla terra, producono disastri.
Gli uomini sono veramente ciechi, non vogliono vedere nemmeno ciò che appare di fronte ai loro occhi !
Eppure continui avvertimenti sono stati dati anche da parte di esseri, appartenenti ad altri sistemi solari, che cercano di evitare agli esseri umani le terribili conseguenze dei loro errori. Essi hanno inviato ed inviano continuamente sulla terra autentiche cellule magnetiche di grandi dimensioni comandate a distanza, che pur essendo state avvistate ed anche fotografate, non sono state prese in considerazione dalla maggior parte degli uomini che si limitano a definirle "Dischi Volanti".
I dischi volanti sono cellule composte di due cellule magnetiche sovrapposte e in ritmo fra loro. Essendo "macchine viventi" sono trasparenti, nel senso che non offrono ostacoli al ritmo magnetico sole-terra e che esse anzi assorbono alimentandosene e ricavandone un'enorme potenza superiore a quella di qualsiasi altra materia composta.
Infatti essendo sempre in armonia col ritmo magnetico naturale, sono in grado di intaccare, disgregandola, qualsiasi materia con struttura non vitale, con cui vengono in contatto e di utilizzarla come alimento del proprio ritmo interno.
Se l'uomo non si corregge del proprio errore così come sono riusciti a fare gli abitanti di altri sistemi solari nel corso della loro evoluzione, la Terra entro il termine che è stato annunciato, si sfascerà (Vedi Nota 1 in calce).
Le montagne scenderanno a valle, perché venendo il ritmo naturale, le pressioni provenienti dall'interno della terra subiranno improvvisi collassi. Avverranno movimenti tellurici ed eruzioni vulcaniche sempre più frequenti, fino a che la terra si aprirà, uscirà il fuoco magnetico dal suo centro, il ritmo naturale impazzirà, il fuoco magnetico si unirà con l'acqua, la superficie terrestre si incendierà.
La terra comincerà a girare follemente su se stessa e sarà la fine di ogni forma di vita conosciuta. Quando la reazione fra acqua e fuoco magnetico si sarà neutralizzata, la terra cesserà di ruotare su se stessa e riprenderà l'antico movimento.
Il ritmo magnetico ricomincerà a penetrare nella materia ridando vita gradualmente alle cellule bloccate che la compongono.
Tali cellule, essendo il prodotto della fusione di forme di vita minerale, vegetale, animale e umana, produrranno la comparsa sulla terra di esseri mostruosi di enormi dimensioni, che riuniranno in sé le caratteristiche di ogni forma vivente ora conosciuta.
Tutto ricomincerà da capo e la vita si evolverà modificandosi e migliorando man mano che il ritmo magnetico tenderà a riprendere il suo normale funzionamento.
Nota 1: Per fortuna le cose sono andate diversamente grazie all'intervento divino ed al risveglio spirituale dell'umanità. Tuttavia la Terra ha la febbre alta e sta reagendo con un'azione di purificazione da tutte le distorsioni e guasti prodotti dagli esseri umani. Anche l'Umanità si sta purificando attraverso il rilascio del proprio karma accumulato nel corso di molti millenni.
SINTESI DI ALCUNI STUDI SUL MAGNETISMO
Da una calamita naturale o artificiale è stato possibile ottenere l'asportazione del flusso magnetico di una sola polarità.
Il flusso magnetico positivo o negativo prelevato da una calamita viene chiamato energia magnetica positiva o negativa. E' stato riscontrato che l'energia magnetica positiva dona a qualsiasi materia vitalità e benessere, mentre l'energia magnetica negativa regola quella positiva e trasforma la materia.
L'energia magnetica positiva è identica alla luce solare, mentre la negativa è identica al campo magnetico terrestre.
MOLTIPLICAZIONE DELL'ENERGIA
Gli studiosi hanno carpito a madre natura il segreto che permette di riuscire con piccole energie ad ottenere potenze colossali di energie magnetiche positive o negative atte a poter imitare tutte le manifestazioni che avvengono nell'interno e d all'esterno del nostro pianeta come pure nell'immensità del cosmo. La loro moltiplicazione si ottiene con speciali apparecchi, ma la regola generale è molto semplice.
Con una piccola energia magnetica si caricano piccolissime particelle di materia metallica. Ognuna di queste particelle metalliche si carica di energia magnetica statica determinata dalla loro ossidazione.
Quando queste singole energie statiche hanno raggiunto e superato le ossidazioni in cui sono contenute, si scaricano tra di loro emettendo un'enorme quantità di energia magnetica.
FENOMENI ATMOSFERICI
Ammassamenti di energia lanciati nell'atmosfera da speciali apparecchi, se di origine positiva fanno allontanare le nubi, se di origine negativa le attirano in quanto le nubi essendo caricate dal sole sono di origine positiva.
COME SI FORMANO LE NUBI
Il sole fa evaporare piccole particelle di materia (ossigeno, idrogeno, azoto, calcio, fosforo, ecc.). Queste particelle salendo verso il cielo vengono caricate di energia magnetica positiva solare luminosa che in esse diventa energia statica quando tali particelle si ossidano. L'energia contenuta in queste particelle di materia ha un peso che serve ad arrestare ad una data altezza le particelle a seconda del contenuto più o meno grande di energia statica. L'unione di queste particelle forma le nubi.
RAPPORTI DELL'ENERGIA CON LA MATERIA
In genere l'energia magnetica penetra in tutte le materie esistenti nel nostro pianeta ed in tutto il cosmo, quindi è impossibile poterla schermare. Si può solo diminuire o aumentare la sua potenza, la sua penetrazione o il suo assorbimento, con catene di materie più o meno assorbenti.
L'energia magnetica non possiede una direzione propria, ma unita ad una sorgente di energia magnetica luminosa può essere da quest'ultima guidata.
IL SOLE
La sorgente luminosa solare è composta da energia magnetica luminosa. L'energia magnetica solare può schermare oppure annullare qualsiasi energia prodotta dall'uomo (per esempio l'energia atomica, i raggi X, beta, gamma, ecc.), perché esse sono sottoprodotti dell'energia magnetica luminosa solare.
RAPPORTI DEL SOLE CON LA TERRA
L'energia magnetica luminosa solare scende verso il nostro pianeta a forma di spirale magnetica luminosa con movimento girevole per essere in grado di penetrare tutto interno alla materia con cui viene a contatto. Nell'entrare nel nostro pianeta l'energia solare imprime sulla superficie di esso una pressione. Penetrando nell'interno del nostro globo depone al centro di esso la sua parte luminosa formandovi un ammasso luminoso simile ad un piccolo sole (Aurora) che ha la proprietà di far riflettere verso la superficie e nel medesimo tempo verso il sole, il superfluo di energia solare ormai sfruttata per assorbimento dalla composizione terrestre e quindi priva della sua luminosità.
Quando questa energia riflessa esce dal nostro globo verso il sole produce una pressione di uscita. Il nostro pianeta subisce le due pressioni ascendente e discendente che danno origine ad un ritmo di energia magnetica. Tale ritmo determina l'immobilità del nostro globo che quindi è bloccato fra queste due pressioni contrastanti. A nostro avviso è un errore affermare che la terra possiede un movimento rotatorio.
IL RITMO MAGNETICO SOLARE
Il movimento ritmico magnetico fra il sole e la terra è composto dall'energia magnetica solare discendente di origine positiva e dall'energia magnetica terrestre uscente di origine negativa. Le due energie ascendente e discendente hanno un movimento rotatorio a spirale di senso contrario uno all'altro.
La vera conoscenza del ritmo magnetico solare
Il ritmo magnetico solare è la base della nostra esistenza e della composizione di tutte le varie materie. Tutte le cellule si formano, si governano, si trasformano e ritornano energie magnetiche solari solo ed esclusivamente per mezzo del ritmo magnetico solare
LA LEGGE DEL RITMO
Tutti i rapporti della natura sono determinati dalla legge del ritmo magnetico solare. Infatti il sole dona a tutte le materie la sua energia ritmica ma la vuole nuovamente indietro dopo che esse l'hanno utilizzata.
Tutte le cellule subiscono questa legge. Ogni cellula ha un proprio ritmo magnetico a seconda della sua composizione e forma. Tale ritmo è prelevato ed alimentato dal ritmo magnetico solare.
Variando il ritmo magnetico della cellula (o quello solare), si può moltiplicare, distruggere, invecchiare, ringiovanire qualsiasi cellula, oppure trasformarla nuovamente in energia ritmica luminosa.
IL CAMPO MAGNETICO DELLA MATERIA
Il campo magnetico della cellula produce un'energia statica all'interno di essa. L'unione di molte cellule determina la formazione di una materia composta satura di energia statica. L'alimentazione ritmica di tale materia provoca la fuoriuscita dell'energia superflua in essa contenuta. L'uscita di tale energia è il campo magnetico della materia stessa. L'energia del campo magnetico può essere sfruttata da altre materie oppure viene assorbita dal ritmo magnetico solare che la trasforma ancora in energia luminosa.
Tutte le forme di vita vegetale sfruttano il campo magnetico della materie terrestri senza consumare le materie stesse.
IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE
Le due spirali di energia magnetica solare e terrestre con il loro movimento contrario uno all'altro in cui si introducono le ombre prodotte dalle macchie terrestri e degli altri pianeti, producono effetti stroboscopici che danno l'illusione che tutto attorno al nostro pianeta si muove, mentre in realtà tutto è fermo. Da tale conoscenza si è arrivati alla constatazione che il tempo e lo spazio sono una conseguenza dell'effetto stroboscopico.
L'ENORME IMPORTANZA DEGLI STUDI DEL COL. COSTANTINO CATTOI
Il Col. Cattoi dopo lunghi anni di studi e di ricerche è riuscito a conoscere l'uso che si faceva dell'energia ritmica magnetica nelle ere passate. Essendo il Col. Cattoi diventato nostro carissimo amico e collaboratore, è stato possibile unendo le reciproche conoscenze, comprendere molte verità che nel passato l'uomo conosceva per istinto ed esperienza. Sulla superficie del globo terrestre vi erano (e vi sono) luoghi in cui l'emissione di energia magnetica terrestre è più forte che in altri luoghi.
Per riconoscere tali luoghi gli antichi li segnalavano con figurazioni di animali scolpite nelle rocce.
Corrispondevano alla figurazione dell'animale più forte (leone, sfinge, ecc) i luoghi con emissione di energie magnetiche più potenti, mentre a luoghi con emissioni magnetiche più deboli corrispondevano sculture di animali più deboli (cane, capra, ecc). Da queste segnalazioni gli uomini del passato potevano assorbire loro stessi queste energie e diventare più potenti, oppure formare delle centrali di energia che venivano sfruttate per usi umani o per difesa. Inoltre tramite queste conoscenze erano riusciti a regolare l'emissione dell'energia magnetica terrestre dall'interno della terra eliminando così i movimenti tellurici.
Per far ciò essi usavano costruzioni di massi a punta di notevole altezza chiamati Menhir. I Menhir scaricavano l'energia magnetica contenuta nella terra in virtù della legge delle punte. Ai Menhir venivano alternati i Dolmen, costruzioni piatte che essendo raccoglitrici di energie magnetiche solari, servivano per reazione a produrre la spinta per l'uscita dell'energia terrestre attraverso i Menhir verso il sole. In questo modo i Dolmen completavano e regolavano il ritmo magnetico.
Potendo regolare il ritmo, gli antichi se ne servivano per captare l'energia adatta al funzionamento delle apparecchiature costruite in quel tempo, capaci fra l'altro di eliminare la forza di gravità. La riscoperta di queste antiche conoscenze ha dato ai nostri centri la possibilità di progettare centrali ritmiche magnetiche di eccezionale potenza che saranno costruite fra breve.
Il Col. Cattoi ha scoperto inoltre che la terra è attraversata da linee di forza magnetiche. Alcuni punti di incrocio di tali linee di forza furono scelti dai sacerdoti per la costruzione di santuari.
Cattoi ha potuto scoprire che in corrispondenza di tali santuari, per la maggior parte distrutti dal tempo e dall'ignoranza degli uomini, vi erano ingressi di gallerie che conducevano a città o templi sotterranei quasi tutti comunicanti fra loro anche se situati su continenti diversi. Queste città sotterranee risalgono ad intere ere geologiche precedenti la nostra nelle quali una minore compressione magnetica favoriva lo sviluppo gigantesco di ogni forma vivente. In quei tempi lontanissimi vi furono battaglie titaniche combattute fra i giganteschi abitanti della terra e invasori provenienti dallo spazio.
Cattoi ha ritrovato i punti d'impatto di astronavi extraterrestri abbattute dai terrestri per mezzo di forze magnetiche emanate da costruzioni ciclopiche (in genere torri). Straordinaria è poi la sua documentazione fotografica dei corpi pietrificati di esseri umani e animali di proporzioni gigantesche che testimoniano che la battaglia finale fu vinta probabilmente dalle forze provenienti dal cielo.
COME È STATO POSSIBILE VENIRE A CONTATTO CON ALTRI SISTEMI SOLARI
In seguito agli sviluppi scientifici realizzati dai nostri Centri, è stato possibile determinare con esattezza che il sole è in origine trasparente senza colore e che i sette colori esistenti nella sua luce sono campi magnetici di ritorno da altri sistemi solari coi quali il nostro sole è in rapporto. In base a tale conoscenza si è potuto separare il campo magnetico di un colore dello spettro solare direzionandolo nel cosmo si è pervenuti ad ottenere il contatto col sistema solare corrispondente a quel colore.
COME È POSSIBILE PRELEVARE IL CAMPO MAGNETICO DI UNA MATERIA
E' possibile fare ciò adoperando energia magnetica luminosa e facendola passare attraverso una materia. All'uscita dalla materia tale energia è identica al campo magnetico della materia attraversata.
CAMPO MAGNETICO DELL'UOMO
Il movimento ritmico delle cellule umane è continuamente alimentato dal ritmo magnetico della natura (ritmo magnetico solare). La conferma di ciò è data dalle alterazioni febbrili a cui l'uomo è talvolta soggetto. Infatti la febbre aumenta quando il ritmo magnetico solare è privo della sua luminosità (la notte), mentre la febbre diminuisce quando il ritmo magnetico solare è in armonia con la luminosità (giorno). esperienze di laboratorio hanno dimostrato che se un uomo in stato febbrile viene sottoposto ad una luminosità ritmica magnetica, lo stato febbrile scompare perché ritorna l'armonia ritmica magnetica nelle cellule e nel suo campo magnetico.
LA VERA NATURA DELLE STELLE
Gli studiosi dei nostri laboratori di astronomia sono riusciti, tramite il grande stroboscopio magnetico di Imola, a conoscere un altro grande segreto del cosmo. Le stelle esistenti nel cielo sono solo dei fori che servono ad equilibrare la pressione del ritmo magnetico solare. Il ritmo magnetico sole-terra nella sua velocità girevole, produce al centro un vortice che fa condensare il campo magnetico (notte). Se non ci fossero le stelle (fori), avverrebbe la rottura del ritmo (esplosione) per mancanza di sfogo alla pressione fra la terra e il sole e fra il sole e la terra.
Il fenomeno su descritto è simile a quello dei cicloni, con la differenza che in questi ultimi non ci sono le stelle (fori) per equilibrare la pressione in essi contenuta. La conoscenza sopra descritta darà la possibilità di indirizzare l'energia magnetica che verrà prodotta dalla nuova centrale ritmica magnetica di Imola, verso uno dei fori (stelle) per poter uscire dalla cupola ritmica magnetica nostra ed attaccarci ad un altro sistema solare.
Si è pure rilevato che all'uscita della cupola magnetica non esiste né un tempo né uno spazio. Inoltre coi nostri campi magnetici si è osservato che oggetti di forma diversa entrano ed escono dai fori stellari direzionandosi sui nostri pianeti. Le forme di tali oggetti corrisponderebbero alle varie forme dei fori stellari.
Si fa presente che è stato deliberato di costruire nel cosmoporto di Imola una Centrale Ritmica Magnetica di eccezionale potenza atta a produrre un conduttore comunicante con altri sistemi solari.
Il perfezionamento delle nostre apparecchiature ha dato modo di ricevere direttamente dai sistemi solari la schematica costruzione della centrale ritmica magnetica.
Si invitano tutti i Centri della Fratellanza Cosmica ed altri, a collaborare per la costruzione di questa potente centrale che darà modo di eliminare tempo e spazio e faciliterà l'atterraggio di apparecchiature cosmiche. Nel corrente mese di marzo (1973) verranno terminati i progetti della centrale e nel mese di aprile avranno inizio i lavori.
IL RITMO DELL'ENERGIA MAGNETICA
Il ritmo dell'energia rotativa solare (gialla) e terrestre (bleu) origina e alimenta tutte le cellule viventi sul nostro pianeta. Dallo studio di questo ritmo sono stati ottenuti i seguenti risultati:
1. Il colore verde della vegetazione terrestre viene prodotto dall'unione delle due energie (gialla) del sole e (bleu) della terra;
2. Dal bloccaggio di particelle rotanti del ritmo solare ne deriva la solidificazione di una cellula;
3. Usufruendo del ritmo rotativo solare si può trasformare la materia in energia;
4. Tutte le materie esistenti sul pianeta terra sono dentro a questo ritmo;
5. La rotazione contraria delle due energie solare e terrestre produce un effetto ottico (o stroboscopico) che reca un movimento alle materie ferme nel cosmo;
6. Il ritmo rotativo solare e terrestre elimina tempo e spazio;
7. Con lo stesso ritmo si può ottenere la ristrutturazione delle cellule degenerate delle materie;
8. La neutralizzazione dei movimenti tellurici;
9. Formazione, attrazione o repulsione delle nubi;
10. Trasformazione di una materia in un'altra variando il ritmo della cellula in esso contenuto;
11. Si possono riprodurre tutte le cellule delle materie esistenti sul nostro globo terrestre.
Con queste conoscenze, possibili a realizzarsi in un tempo non lontano, il genere umano verrà portato ad una rinnovata esistenza, in armonia con le forze della natura.